Islam, Sufismo e Sufi
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COME PARLARE DELL'ISLAM AGLI OCCIDENTALI

-DOMANDA: “A volte alcune persone non-musulmane, che non hanno recitato la Shahadah (Testimonianza di Fede Islamica: ‘Testimonio che non c’è dio all’infuori di Allah, e che Muhammad è il Messaggero di Allah’) ci chiedono se possono pregare con noi. Come dobbiamo comportarci con loro?”.

-SHEIKH NAZIM: “Voi dovete dire: ‘Si’!”.

-DOMANDA: “Possono pregare due ra’kat (unità adorative della Preghiera Islamica, n.d.t.)?”.

-SHEIKH NAZIM: “Si, due ra’kat sono sufficienti ”.

-DOMANDA: “Non dobbiamo preoccuparci della loro abluzione (wudu, ghusl) o cose simili, prima di pregare?”.

-SHEIKH NAZIM: “No, non c’è bisogno. E’ come un seme. E’ come un ibriq, una pentola. Mettendola sul fuoco, piena d’acqua, pian piano raggiungerà il punto di ebollizione e il suo coperchio inizierà a traballare; ma se non inizierà a bollire, non si muoverà nemmeno di un millimetro. In modo simile, se una persona non ha Iman (Fede) nel suo cuore, non chiederà nemmeno di poter pregare. Anche se quella persona non recita la Shahadah con la lingua, la sua Iman (Fede) è comunque situata nel suo cuore. E’ proprio quella Fede che fa chiedere a quella persona di iniziare a pregare.

Perciò, non chiamate quelle persone “non-musulmane”, no. E’ abbastanza, in principio, dir loro di pregare due rak’at. E non dovete mai dire a nessuno di essere “musulmano”, dovete invece dirgli di pregare il suo Signore, perché la gente è come se avesse un’ ‘allergia’ alla frase: ‘Diventa Musulmano, entra nell’Islam’. Non chiamate quelle persone ‘non-musulmane’. Il termine ‘Musulmano’ indica una persona che si sottomette al Signore, e, in linea generale, chi è che ‘non si sottomette’ al Signore? Tutti sono sottomessi a Lui!”

-DOMANDA: “Quindi se dovessimo incontrare una persona religiosa, cristiana o ebrea, dobbiamo dire: ‘Bene! Continua per la tua strada’?”.

-SHEIKH NAZIM: “Si, se quella persona è davvero sincera nel pervenire alla realtà dei fatti.”

-DOMANDA: “Ma, come tu sai, i musulmani dicono che se quella persona è ‘non-musulmana’, e cioè se non attesta che non c’è altra divinità oltre ad Allah, e che Muhammad (s.a.s.) è Servo e Messaggero di Allah, quella persona è un kafir, cioè un miscredente, anche se è un sincero cristiano o ebreo. Cosa ci dici riguardo a questo fatto?”.

-SHEIKH NAZIM: “Noi diciamo che il Profeta (s.a.s.) fece l’esempio di un albero con settantatré rami. Per una creatura umana, raggiungere il ramo più elevato è la proclamazione di ‘La ilaha ill-Allah’ (Non c’è altro dio, se non Allah), ma se voi osservate una persona mentre rimuove un ostacolo dalla strada, affinché non possa nuocere ai viandanti, potete testimoniare la Iman (Fede) di quella persona, anche se non ha mai detto ‘La ilaha ill-Allah’. (Lo Sheikh qui si riferisce all’hadith, Detto Profetico, che recita: ‘La Fede ha più di settanta rami, dei quali il più elevato ed eccellente è costituito dalla Testimonianza di Fede, che consiste nel proclamare che non c’è nessun dio all’infuori di Allah, e dei quali il ramo più umile ed inferiore consiste nella rimozione di un semplice ostacolo che può creare intralci sulla strada. E anche la modestia è un ramo della Fede’. Hadith riportato da Bukhari, Muslim, Mishkat al-Masabih).

Ci sono settantatré buone qualità, come ad esempio al-hayah, la modestia; o ad esempio la generosità, o l’essere rahim, compassionevoli; l’essere onesti, e così via. Se una persona proclama la verità più alta, cioè ‘La ilaha ill-Allah’, comunque anche le altre settantadue devono essere presenti in un mumin, in un vero credente, in un vero Musulmano.

Questo nobile hadith del Profeta (s.a.s.) indica che chiunque possiede un po’ di Fede deve necessariamente tali buone caratteristiche che, anche se non proclama apertamente ‘La ilaha ill-Allah’, è presente comunque un ramo di Islam o di Fede in quella persona. E ciò significa che quell’attributo alla fine porterà quella persona a proclamare ‘La ilaha ill-Allah’ (Non c’è altro dio, se non Allah), anche nell’ultimo momento della sua vita. Si!

Può darsi che una persona sia cristiana o ebrea e che adori sinceramente il suo Signore a modo suo. Quello è il ‘suo’ modo di adorare. Quel suo modo di adorare dovrebbe, alla fine, portarlo alla vera Fede, e ciò fu sperimentato già ai tempi del Profeta (s.a.s.). A quell’epoca, infatti, molti rabbini ebrei ed importati sacerdoti cristiani recitarono la Shahadah (‘Testimonio che non c’è dio all’infuori di Allah, e che Muhammad è il Messaggero di Allah’), poiché erano persone sincere dal punto di vista della Fede. Al contrario molte persone che invece non erano sincere interiormente, poiché erano religiose soltanto per godere dei piaceri del mondo, non accettarono l’Ultima Rivelazione”.

-DOMANDA: “Il mio cuore di certo mi fa percepire che ciò che dici è vero, ma la maggior parte dei musulmani afferma che chiunque non proclami la Shahadah andrà all’Inferno. Io stesso, prima di convertirmi, ero cristiano. Molti di noi ci convertimmo all’Islam, provenendo da altre religioni, e sappiamo bene che non può essere così”.

-SHEIKH NAZIM: “Tali persone non sono in grado di capire il significato profondo dei versetti coranici. Allah Onnipotente dice: ‘Alaisa-Llahu bi-ahkami-l-hakimin?’ (‘Non è Allah il più Giusto dei Giudici?’, Corano 95:8). Come può una persona dire così? Forse essa è uno ‘sharik’, un ‘compagno’ di Allah Onnipotente, nel Suo Giudizio? Non possono affermare queste cose, se davvero conoscono gli hadith del Profeta (s.a.s.) e i versetti coranici, poiché noi sappiamo che il momento più importante per una persona è l’ultimo momento della sua vita. Chi può mai sapere qualcosa riguardo a quel momento, oltre al diretto interessato? Può darsi che quella persona sia un cristiano che compie opere buone, e che adora sinceramente il suo Signore. Non pensate mai che Allah Onnipotente lo abbandoni, solo perché temporaneamente si trova sulla via sbagliata!

Si, per quanto riguarda la sfera materiale, la Shiari’ah  non può affermare che una persona che non proclama la Shahadah sia Musulmana, ma la Shari’ah significa anche non giudicare un cristiano o un ebreo che sta morendo nella miscredenza, poiché l’ultimo momento della vita di una persona è segreto, è un momento segreto che ha come protagonisti Allah Onnipotente e il Suo servitore. Nella Shari’ah esteriore un Musulmano deve pronunciare la Shahadah e mantenere queste parole nel suo cuore, senza giudicare gli altri e senza entrare in merito riguardo al fatto che possano andare all’Inferno oppure no. Il Giudizio proviene soltanto da Allah Onnipotente.

Brano Tratto dal Capitolo 2 del Libro “Liberating the Soul”, Volume 6, di Maulana Sheikh Nazim al Haqqani


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