Il Sacro Corano
Impostazioni
-- بِسْمِ ٱللّٰهِ -- Bismillah -- Nel nome di Dio -- Nel nome di Dio -- Nel nome di Dio -- Nel nome di Dio
Layout:
Font Arabo:
Recitatore:
بسم الله الرحمن الرحيم

Sura XLI

Fussilat

Esposti chiaramente

Pre-Eg. n. 61. Di 54 versetti. Il nome della sura deriva dal vers. 3.

La traduzione Bausani non ha testi importati per la sura 41 (controllare l'import: al momento sono disponibili principalmente le sure 100–114).

 1.
 حم
 Hâ’, Mîm [1] .
- Hamza P.
 Ḥ. M. [1]
- Zilio Grandi
 Ḥā‹ Mīm.
- Pasquini
 2.
 تَنزيلٌ مِنَ الرَّحمٰنِ الرَّحيمِ
 Rivelazione [2] da parte del Compassionevole, del Misericordioso.
- Hamza P.
 È rivelazione che viene dal Clemente, il Compassionevole. [2]
- Zilio Grandi
 È (questa) una Rivelazione (proveniente) dal Sommamente Misericordioso, al-Rahīm (il Clementissimo).
- Pasquini
 3.
 كِتٰبٌ فُصِّلَت ءايٰتُهُ قُرءانًا عَرَبِيًّا لِقَومٍ يَعلَمونَ
 Un Libro i cui versetti sono stati esposti chiaramente; un Corano [3] arabo, per uomini che conoscono [4] ,
- Hamza P.
 È un libro dai segni chiari e precisi, un Corano arabo per gente sapiente, [3]
- Zilio Grandi
 È (questo) un Libro, le ayāt [1] del quale sono state esposte, particolareggiatamente, (fùssilat), sotto forma di Corano arabo - per un popolo che sa -
- Pasquini
 4.
 بَشيرًا وَنَذيرًا فَأَعرَضَ أَكثَرُهُم فَهُم لا يَسمَعونَ
 annunzio e monito; ma la maggior parte di loro si sottrae, senza ascoltare.
- Hamza P.
 che annuncia e avverte. Ma la gran parte di loro si è allontanata ed essi non odono.
- Zilio Grandi
 come annunciatore di buone novelle e ammonitore! Tuttavia, la maggior parte di loro si allontanano e così non ascoltano.
- Pasquini
 5.
 وَقالوا قُلوبُنا فى أَكِنَّةٍ مِمّا تَدعونا إِلَيهِ وَفى ءاذانِنا وَقرٌ وَمِن بَينِنا وَبَينِكَ حِجابٌ فَاعمَل إِنَّنا عٰمِلونَ
 Dicono: «I nostri cuori sono avviluppati [in qualcosa che li isola] da ciò cui ci inviti, e c’è un peso nelle nostre orecchie [5] . C’è un velo tra noi e te. Fai pure [quello che vuoi] e noi [faremo] quello che vogliamo!».
- Hamza P.
 Hanno detto: «I nostri cuori sono chiusi al tuo appello, nelle nostre orecchie c’è un peso, fra te e noi c’è un velo, fa’ pure, anche noi faremo qualcosa». [5]
- Zilio Grandi
 Dicono: “I nostri cuori sono al riparo da ciò a cui tu ci inviti, nelle nostre orecchie c’è una sordità e tra noi e te c’è un sipario! Perciò, fa’ pure e, in verità, anche noi faremo”.
- Pasquini
 6.
 قُل إِنَّما أَنا۠ بَشَرٌ مِثلُكُم يوحىٰ إِلَىَّ أَنَّما إِلٰهُكُم إِلٰهٌ وٰحِدٌ فَاستَقيموا إِلَيهِ وَاستَغفِروهُ وَوَيلٌ لِلمُشرِكينَ
 Di’: «Io non sono che un uomo come voi: mi è solo stato rivelato che il vostro Dio è un Dio unico. Rivolgetevi a Lui e implorate il Suo perdono». Guai agli associatori,
- Hamza P.
 Di’: «Io sono un uomo come voi, cui è stato rivelato che il vostro Dio è un Dio unico, dunque volgetevi a Lui e chiedete perdono, e guai agli idolatri [6]
- Zilio Grandi
 Di’: “Io, solamente, sono un uomo come voi e mi è stato rivelato che il vostro ilāh [2] è un ilāh unico, perciò correggete la vostra condotta in direzione di Lui, comportandovi rettamente e chiedeteGli perdono! Guai per coloro i quali associano (ad Allàh divinità fittizie)
- Pasquini
 7.
 الَّذينَ لا يُؤتونَ الزَّكوٰةَ وَهُم بِالءاخِرَةِ هُم كٰفِرونَ
 che non pagano la decima [6] e non credono nell’Altra vita.
- Hamza P.
 i quali non versano l’elemosina e non credono nell’aldilà. [7]
- Zilio Grandi
 , coloro i quali non versano la Zakāh [3] e rifiutano di credere alla vita futura.
- Pasquini
 8.
 إِنَّ الَّذينَ ءامَنوا وَعَمِلُوا الصّٰلِحٰتِ لَهُم أَجرٌ غَيرُ مَمنونٍ
 In verità coloro che credono e compiono il bene avranno una ricompensa che non sarà mai diminuita.
- Hamza P.
 Invece quelli che credono e fanno il bene avranno una ricompensa ininterrotta». [8]
- Zilio Grandi
 In verità, coloro i quali credono e praticano il bene, avranno una ricompensa senza fine”.
- Pasquini
 9.
 قُل أَئِنَّكُم لَتَكفُرونَ بِالَّذى خَلَقَ الأَرضَ فى يَومَينِ وَتَجعَلونَ لَهُ أَندادًا ذٰلِكَ رَبُّ العٰلَمينَ
 Di’: «Vorreste forse rinnegare Colui Che in due giorni ha creato la terra [e vorreste] attribuirGli consimili [7] ? Egli è il Signore dei mondi.
- Hamza P.
 Di’: «Voi non credete in Colui che creò la terra in due giorni e Gli date degli eguali? Egli è il Signore dei mondi». [9]
- Zilio Grandi
 Di’: “Forse che voi rifiutate di credere a Colui che, certamente, creò la Terra in due giorni e date a Lui dei coeguali? Questo è il Signore degli universi!
- Pasquini
 10.
 وَجَعَلَ فيها رَوٰسِىَ مِن فَوقِها وَبٰرَكَ فيها وَقَدَّرَ فيها أَقوٰتَها فى أَربَعَةِ أَيّامٍ سَواءً لِلسّائِلينَ
 Ha infisso [sulla terra] le montagne [8] , l’ha benedetta e in quattro giorni di uguale durata ha distribuito gli alimenti» [9] ; [questa è la risposta] a coloro che interrogano [10] .
- Hamza P.
 Ha posto delle montagne sopra la terra, e l’ha benedetta, e in quattro giorni ci ha distribuito dei cibi per chiunque ne chieda, per tutti in pari misura,
- Zilio Grandi
 Egli da sopra pose in essa degli stabilizzatori, la benedisse e, secondo una precisa quantificazione, distribuì su di essa, in quattro giorni, le sue potenzialità, a sufficienza per chi chiede”.
- Pasquini
 11.
 ثُمَّ استَوىٰ إِلَى السَّماءِ وَهِىَ دُخانٌ فَقالَ لَها وَلِلأَرضِ ائتِيا طَوعًا أَو كَرهًا قالَتا أَتَينا طائِعينَ
 Poi si rivolse al cielo che era fumo [11] e disse a quello e alla terra: «Venite entrambi, per amore o per forza». Risposero: «Veniamo obbedienti!».
- Hamza P.
 e poi si è dedicato al cielo che era fumo. Ha detto al cielo e alla terra: «Venite, volenti o nolenti», ed essi hanno risposto: «Veniamo pieni di ubbidienza». [11]
- Zilio Grandi
 Poi Egli si diresse verso il cielo, che era fumo, e disse, rivolgendosi a esso e alla Terra: “Venite voi due per obbedienza o per forza!”. Dissero: “Veniamo obbedienti”.
- Pasquini
 12.
 فَقَضىٰهُنَّ سَبعَ سَمٰواتٍ فى يَومَينِ وَأَوحىٰ فى كُلِّ سَماءٍ أَمرَها وَزَيَّنَّا السَّماءَ الدُّنيا بِمَصٰبيحَ وَحِفظًا ذٰلِكَ تَقديرُ العَزيزِ العَليمِ
 Stabilì in due giorni i sette cieli e ad ogni cielo assegnò la sua funzione. E abbellimmo il cielo più vicino di luminarie e di una protezione [12] . Questo è il decreto dell’Eccelso, del Sapiente!
- Hamza P.
 Ha ordinato sette cieli in due giorni e a ogni cielo ha ispirato il suo compito. Noi abbiamo ornato di lampade il cielo inferiore e vi abbiamo messo dei guardiani, così ha disposto il Potente, il Sapiente! [12]
- Zilio Grandi
 Egli, in due giorni, lo strutturò in sette cieli, assegnando a ogni cielo il suo ruolo. Noi adornammo il cielo inferiore con lucerne e con una custodia. Questo è l’ordinamento del Possente, lo Sciente.
- Pasquini
 13.
 فَإِن أَعرَضوا فَقُل أَنذَرتُكُم صٰعِقَةً مِثلَ صٰعِقَةِ عادٍ وَثَمودَ
 Se si allontanano, di’ loro: «Vi dò l’avvertimento di una folgore [13] , uguale alla folgore [che colpì] gli ‘Âd e i Thamûd».
- Hamza P.
 Se si allontanano, di’ loro: «Io vi annuncio una folgore come la folgore di ‘Ad e Thamūd».
- Zilio Grandi
 Perciò se si allontanano tu di’: “Vi metto in guardia da una folgore come quella di ‘Ād e quella di Thamūd [4]”.
- Pasquini
 14.
 إِذ جاءَتهُمُ الرُّسُلُ مِن بَينِ أَيديهِم وَمِن خَلفِهِم أَلّا تَعبُدوا إِلَّا اللَّهَ قالوا لَو شاءَ رَبُّنا لَأَنزَلَ مَلٰئِكَةً فَإِنّا بِما أُرسِلتُم بِهِ كٰفِرونَ
 Quando da ogni parte giunsero loro i messaggeri dicendo: «Non adorate altri che Allah», risposero: «Se il nostro Signore avesse voluto [che credessimo], avrebbe certamente fatto scendere gli angeli.
Dunque non crediamo a ciò con cui siete stati inviati».
- Hamza P.
 Quando sono giunti i loro messaggeri – alcuni erano già venuti prima, e altri ne vennero in seguito – gridando: «Non adorate altri che Dio», hanno detto: «Se il nostro Signore avesse voluto, ci avrebbe mandato degli angeli; noi non crediamo al messaggio che portate». [14]
- Zilio Grandi
 Quando a loro giunsero, davanti a loro e dietro loro, gli Apostoli - (che li ammonirono, dicendo): “Non adorate se non Allàh!” - essi dissero: “Se il Signore nostro avesse voluto, avrebbe fatto scendere un Angelo! Perciò, noi, in verità, ci rifiutiamo di credere a ciò con cui voi (affermate che) siete stati inviati”.
- Pasquini
 15.
 فَأَمّا عادٌ فَاستَكبَروا فِى الأَرضِ بِغَيرِ الحَقِّ وَقالوا مَن أَشَدُّ مِنّا قُوَّةً أَوَلَم يَرَوا أَنَّ اللَّهَ الَّذى خَلَقَهُم هُوَ أَشَدُّ مِنهُم قُوَّةً وَكانوا بِـٔايٰتِنا يَجحَدونَ
 Gli ‘Âd furono ingiustamente superbi sulla terra e dissero: «Chi è più forte di noi?». Ma come, non avevano visto che Allah, Che li aveva creati, era più forte di loro? Negarono i Nostri Segni.
- Hamza P.
 Gli ‘Ad erano superbi sulla terra senza averne il diritto. Dicevano: «Chi supererà la nostra forza?» e rifiutavano i Nostri segni. [15]
- Zilio Grandi
 Quanto agli ‘Ād, essi si inorgoglirono sulla Terra, senza alcun titolo e dissero: “Chi è più potente di noi, quanto a forza?”. Non vedevano che Allàh, Colui che li ha creati, è più Potente di loro, quanto a forza? Eppure non facevano che contestare i Nostri Segni.
- Pasquini
 16.
 فَأَرسَلنا عَلَيهِم ريحًا صَرصَرًا فى أَيّامٍ نَحِساتٍ لِنُذيقَهُم عَذابَ الخِزىِ فِى الحَيوٰةِ الدُّنيا وَلَعَذابُ الءاخِرَةِ أَخزىٰ وَهُم لا يُنصَرونَ
 Inviammo contro di loro un vento impetuoso e glaciale, in giorni nefasti, affinché gustassero ignominioso castigo già in questa vita. Ma il castigo dell’altra vita è più avvilente e non saranno soccorsi.
- Hamza P.
 Abbiamo scagliato contro di loro in giorni nefasti un vento che muggiva, per far gustare loro il castigo umiliante nella vita del mondo, e ancora più umiliante sarà il castigo dell’aldilà, e non li soccorrerà nessuno.
- Zilio Grandi
 Allora scatenammo contro di essi un vento gelido, in giorni spaventosi, per far loro gustare il castigo dell’obbrobio nella vita terrena e, certamente, il castigo della vita futura - dove essi non riceveranno soccorso - è più obbrobrioso!
- Pasquini
 17.
 وَأَمّا ثَمودُ فَهَدَينٰهُم فَاستَحَبُّوا العَمىٰ عَلَى الهُدىٰ فَأَخَذَتهُم صٰعِقَةُ العَذابِ الهونِ بِما كانوا يَكسِبونَ
 Guidammo i Thamûd, ma preferirono l’accecamento alla guida. La folgore del castigo umiliante li colpì per quel che si erano meritati.
- Hamza P.
 Quanto ai Thamūd, Noi li abbiamo guidati, ma alla guida hanno preferito la cecità, e li colpì la folgore del castigo umiliante per quel che si erano meritati; [17]
- Zilio Grandi
 E quanto ai Thamūd [5], Noi li guidammo, ma essi preferirono la cecità alla guida! Perciò li colpì la folgore del castigo umiliante, per ciò che si erano meritato.
- Pasquini
 18.
 وَنَجَّينَا الَّذينَ ءامَنوا وَكانوا يَتَّقونَ
 Salvammo [solo] coloro che credevano ed erano timorati [di Allah].
- Hamza P.
 e i credenti, quelli che temevano Dio li salvammo. [18]
- Zilio Grandi
 Però salvammo coloro che avevano creduto ed erano timorati.
- Pasquini
 19.
 وَيَومَ يُحشَرُ أَعداءُ اللَّهِ إِلَى النّارِ فَهُم يوزَعونَ
 Il Giorno in cui i nemici di Allah saranno riuniti [e condotti] verso il Fuoco, saranno divisi [in gruppi],
- Hamza P.
 Avvertili del giorno in cui i nemici di Dio divisi per gruppi saranno radunati e spinti verso il fuoco [19]
- Zilio Grandi
 Il giorno, nel quale i nemici di Allàh saranno chiamati a raccolta (e convogliati) in direzione del fuoco, quando - dopo esser stati divisi in gruppi -
- Pasquini
 20.
 حَتّىٰ إِذا ما جاءوها شَهِدَ عَلَيهِم سَمعُهُم وَأَبصٰرُهُم وَجُلودُهُم بِما كانوا يَعمَلونَ
 Quando vi giungeranno, il loro udito, i loro occhi e le loro pelli renderanno testimonianza contro di loro, per quello che avranno fatto.
- Hamza P.
 e, quando l’avranno raggiunto, il loro udito, la loro vista e la loro pelle testimonieranno contro di loro e diranno quel che essi hanno fatto. [20]
- Zilio Grandi
 lo avranno raggiunto, le loro stesse orecchie, i loro stessi occhi, le loro stesse pelli, contro di loro testimonieranno su ciò che essi facevano.
- Pasquini
 21.
 وَقالوا لِجُلودِهِم لِمَ شَهِدتُم عَلَينا قالوا أَنطَقَنَا اللَّهُ الَّذى أَنطَقَ كُلَّ شَيءٍ وَهُوَ خَلَقَكُم أَوَّلَ مَرَّةٍ وَإِلَيهِ تُرجَعونَ
 E diranno alle loro pelli: «Perché avete testimoniato contro di noi?». Risponderanno: «È stato Allah a farci parlare, [Egli è] Colui Che fa parlare tutte le cose. Egli è Colui Che ci ha creati la prima volta e a Lui sarete ricondotti».
- Hamza P.
 Chiederanno alla loro pelle: «Perché testimoni contro di noi?». E la pelle di ciascuno risponderà: «È Dio che ci ha dato la parola, Colui che ha dato la parola a ogni cosa, Colui che vi ha creato la prima volta e al quale siete ricondotti. [21]
- Zilio Grandi
 Essi diranno, allora, alle loro pelli: “Perché testimoniate contro di noi?”. Diranno: “È Allàh - il Quale fa parlare ogni cosa - che ci fa parlare!”. Egli vi ha creato la prima volta ed è a Lui che voi state tornando.
- Pasquini
 22.
 وَما كُنتُم تَستَتِرونَ أَن يَشهَدَ عَلَيكُم سَمعُكُم وَلا أَبصٰرُكُم وَلا جُلودُكُم وَلٰكِن ظَنَنتُم أَنَّ اللَّهَ لا يَعلَمُ كَثيرًا مِمّا تَعمَلونَ
 Non eravate celati a tal punto che non potessero testimoniare contro di voi il vostro udito, i vostri occhi e le vostre pelli. Pensavate invece che Allah non conoscesse quello che facevate.
- Hamza P.
 Non aveste modo di nascondervi alle vostre orecchie, ai vostri occhi e alla vostra pelle, perché non vi vedessero e non testimoniassero contro di voi. Avete pensato che Dio non sapesse molto di quel che andavate facendo,
- Zilio Grandi
 Voi non potevate far le cose, talmente bene di nascosto, da rendere impossibile, contro di voi, la testimonianza delle vostre orecchie, dei vostri occhi, delle vostre pelli, però pensavate che Allàh non sapesse molto di ciò che facevate.
- Pasquini
 23.
 وَذٰلِكُم ظَنُّكُمُ الَّذى ظَنَنتُم بِرَبِّكُم أَردىٰكُم فَأَصبَحتُم مِنَ الخٰسِرينَ
 Questa vostra supposizione a proposito del vostro Signore vi ha condotti alla rovina e ora siete fra i perduti.
- Hamza P.
 e quel pensiero sul vostro Signore vi ha distrutto e ormai siete finiti in perdizione». [23]
- Zilio Grandi
 Questo è il pensiero vostro, che voi avete pensato a proposito del vostro Signore: esso (questo modo di pensare) vi ha rovinato e siete diventati dei perdenti.
- Pasquini
 24.
 فَإِن يَصبِروا فَالنّارُ مَثوًى لَهُم وَإِن يَستَعتِبوا فَما هُم مِنَ المُعتَبينَ
 Se insistono, il Fuoco sarà il loro asilo; quand’anche accampino scuse, non saranno scusati.
- Hamza P.
 Se continueranno, avranno come dimora il fuoco; chiederanno grazia, ma non saranno graziati. [24]
- Zilio Grandi
 Se essi persevereranno (nel loro atteggiamento di rifiuto), il fuoco sarà la loro dimora e, se chiederanno perdono, non saranno esauditi.
- Pasquini
 25.
 وَقَيَّضنا لَهُم قُرَناءَ فَزَيَّنوا لَهُم ما بَينَ أَيديهِم وَما خَلفَهُم وَحَقَّ عَلَيهِمُ القَولُ فى أُمَمٍ قَد خَلَت مِن قَبلِهِم مِنَ الجِنِّ وَالإِنسِ إِنَّهُم كانوا خٰسِرينَ
 Demmo loro compagni che abbellirono [agli occhi loro] il loro futuro e il loro passato [14] . Si realizzò su di loro la sentenza che già era stata pronunziata contro altre comunità di dèmoni e di uomini che li precedettero. Invero furono tra i perdenti.
- Hamza P.
 Abbiamo destinato loro dei compagni che hanno reso belle ai loro occhi le azioni già compiute e quel che fecero poi, e contro di loro si avverò la parola già pronunciata contro le comunità vissute prima di loro, comunità di jinn e di uomini che finirono in perdizione.
- Zilio Grandi
 Noi decretammo per essi dei compagni, che abbellirono loro ciò che era loro davanti e ciò che era loro dietro; perciò fu giusta contro di loro la stessa parola decretata, prima di loro, nei confronti di nazioni di ginn e di uomini, già estinte. In verità, essi furono perdenti.
- Pasquini
 26.
 وَقالَ الَّذينَ كَفَروا لا تَسمَعوا لِهٰذَا القُرءانِ وَالغَوا فيهِ لَعَلَّكُم تَغلِبونَ
 I miscredenti dicono: «Non ascoltate questo Corano, discorrete futilmente [15] : forse avrete il sopravvento!».
- Hamza P.
 I miscredenti dicono: «Non ascoltate questo Corano; anzi, parlate e tentate di coprire la sua voce».
- Zilio Grandi
 Quelli che rifiutano di credere dicono: “Non date ascolto a questo Corano e parlate a voce alta quando viene recitato, affinché siate voi i vincitori!”.
- Pasquini
 27.
 فَلَنُذيقَنَّ الَّذينَ كَفَروا عَذابًا شَديدًا وَلَنَجزِيَنَّهُم أَسوَأَ الَّذى كانوا يَعمَلونَ
 Certamente faremo gustare un duro castigo ai miscredenti, e li compenseremo in base alle loro peggiori azioni.
- Hamza P.
 Ma Noi faremo gustare ai miscredenti un castigo violento e daremo compenso a ogni loro azione peggiore. [27]
- Zilio Grandi
 Faremo, certamente, gustare a coloro che rifiutano di credere un castigo severo e, certamente, li ricompenseremo con l’azione più malvagia che facevano.
- Pasquini
 28.
 ذٰلِكَ جَزاءُ أَعداءِ اللَّهِ النّارُ لَهُم فيها دارُ الخُلدِ جَزاءً بِما كانوا بِـٔايٰتِنا يَجحَدونَ
 Così il compenso dei nemici di Allah sarà il Fuoco, in cui rimarranno in perpetuo: [punizione] per aver smentito i Nostri segni.
- Hamza P.
 Il compenso dei nemici di Dio è il fuoco dove avranno eterna abitazione, avranno quel compenso perché hanno avversato i Nostri segni.
- Zilio Grandi
 Questa è la ricompensa per nemici di Allàh: il fuoco! In esso c’è per loro una dimora eterna, come retribuzione del fatto che rifiutavano di credere ai Nostri Segni.
- Pasquini
 29.
 وَقالَ الَّذينَ كَفَروا رَبَّنا أَرِنَا الَّذَينِ أَضَلّانا مِنَ الجِنِّ وَالإِنسِ نَجعَلهُما تَحتَ أَقدامِنا لِيَكونا مِنَ الأَسفَلينَ
 Diranno i miscredenti: «Signore, mostraci coloro tra i dèmoni e gli uomini che ci traviavano, ché possiamo calpestarli, ché siano tra i più abbietti».
- Hamza P.
 I miscredenti dicono ancora: «Signore nostro, mostraci quei due che ci hanno traviato, i jinn e gli uomini, affinché li calpestiamo, affinché essi finiscano nella massima abiezione». [29]
- Zilio Grandi
 Coloro i quali, adesso, rifiutano di credere, diranno: “Signor nostro, facci vedere coloro che ci hanno fuorviato di tra i ginn e gli uomini, affinché noi si possa mettere questi e quelli sotto i nostri piedi, sicché questi e quelli siano dei più abbietti!”.
- Pasquini
 30.
 إِنَّ الَّذينَ قالوا رَبُّنَا اللَّهُ ثُمَّ استَقٰموا تَتَنَزَّلُ عَلَيهِمُ المَلٰئِكَةُ أَلّا تَخافوا وَلا تَحزَنوا وَأَبشِروا بِالجَنَّةِ الَّتى كُنتُم توعَدونَ
 Gli angeli scendono su coloro che dicono: «Il nostro Signore è Allah», e che perseverano [sulla retta via]. [Dicono loro:] «Non abbiate paura e non affliggetevi; gioite per il Giardino che vi è stato promesso.
- Hamza P.
 Quelli che dicono: «Il nostro Signore è Dio» e procedono rettamente, gli angeli scenderanno su di loro e diranno: «Nessuna paura per voi, nessuna tristezza, gioite del giardino che vi è stato promesso. [30]
- Zilio Grandi
 In verità, su coloro che dicono: “Il nostro Signore è Allàh!” e poi si comportano rettamente, gli Angeli scendono a schiere (dicendo loro): “Non temete e non siate tristi!” e “Rallegratevi per il Paradiso che vi è stato promesso!
- Pasquini
 31.
 نَحنُ أَولِياؤُكُم فِى الحَيوٰةِ الدُّنيا وَفِى الءاخِرَةِ وَلَكُم فيها ما تَشتَهى أَنفُسُكُم وَلَكُم فيها ما تَدَّعونَ
 Noi siamo vostri alleati in questa vita e nell’altra, e in quella avrete ciò che l’anime vostre desidereranno e quel che chiederanno.
- Hamza P.
 Noi siamo i vostri amici nella vita del mondo e nell’aldilà, dove avrete quel che le vostre anime vorranno, dove avrete quel che chiederete,
- Zilio Grandi
 Noi siamo i vostri patroni nella vita terrena e nella futura, in cui c’è per voi ciò che le vostre anime desiderano e in cui c’è per voi tutto quello che voi chiedete,
- Pasquini
 32.
 نُزُلًا مِن غَفورٍ رَحيمٍ
 Questa è l’ospitalità del Perdonatore, del Misericordioso».
- Hamza P.
 dono del Dio indulgente e compassionevole». [32]
- Zilio Grandi
 come dono ospitale di un incline al perdono, Clementissimo!”.
- Pasquini
 33.
 وَمَن أَحسَنُ قَولًا مِمَّن دَعا إِلَى اللَّهِ وَعَمِلَ صٰلِحًا وَقالَ إِنَّنى مِنَ المُسلِمينَ
 Chi mai proferisce parola migliore di colui che invita ad Allah, e compie il bene e dice: «Sì, io sono uno dei Musulmani»?
- Hamza P.
 Chi dice parola migliore di chi invita a Dio e fa del bene dicendo: «Io sono di quelli che si sottomettono al Signore?». [33]
- Zilio Grandi
 E chi è migliore, quanto a parola, di chi invita ad Allàh e pratica le opere buone e dice: “In verità, io sono uno dei Musulmani?”.
- Pasquini
 34.
 وَلا تَستَوِى الحَسَنَةُ وَلَا السَّيِّئَةُ ادفَع بِالَّتى هِىَ أَحسَنُ فَإِذَا الَّذى بَينَكَ وَبَينَهُ عَدٰوَةٌ كَأَنَّهُ وَلِىٌّ حَميمٌ
 Non sono certo uguali la cattiva [azione] e quella buona. Respingi quella con [16] qualcosa che sia migliore: colui dal quale ti divideva l’inimicizia, diventerà un amico affettuoso.
- Hamza P.
 Il bene e il male non sono uguali; tu respingi il male con un bene maggiore, e il nemico sarà per te un amico sincero. [34]
- Zilio Grandi
 Non sono equivalenti l’opera buona e l’opera cattiva! Ricambia (un torto, di cui sei stato vittima) con ciò che è il meglio (in fatto di bontà), sicché colui il quale è in inimicizia con te, diventi così come se fosse un amico intimo.
- Pasquini
 35.
 وَما يُلَقّىٰها إِلَّا الَّذينَ صَبَروا وَما يُلَقّىٰها إِلّا ذو حَظٍّ عَظيمٍ
 Ma ricevono questa [facoltà] solo coloro che pazientemente perseverano; ciò accade solo a chi già possiede un dono immenso [17] .
- Hamza P.
 Questo grado lo raggiungono solo i pazienti, lo raggiungono solo coloro che ottengono immensa grazia.
- Zilio Grandi
 E ciò non lo conseguiranno se non coloro che pazientano e non lo conseguiranno se non i dotati di un grandissimo privilegio!
- Pasquini
 36.
 وَإِمّا يَنزَغَنَّكَ مِنَ الشَّيطٰنِ نَزغٌ فَاستَعِذ بِاللَّهِ إِنَّهُ هُوَ السَّميعُ العَليمُ
 E se mai Satana ti tentasse, rifugiati in Allah.
In verità Egli tutto ascolta e conosce.
- Hamza P.
 E se ti arrivasse da Satana istigazione a fare del male, cerca rifugio in Dio, Egli ascolta e conosce ogni cosa.
- Zilio Grandi
 Se ti capita di essere sottoposto a una tentazione da Sciayaṭān, cerca rifiugio in Allàh! In verità, Egli è l’Audiente, lo Sciente
- Pasquini
 37.
 وَمِن ءايٰتِهِ الَّيلُ وَالنَّهارُ وَالشَّمسُ وَالقَمَرُ لا تَسجُدوا لِلشَّمسِ وَلا لِلقَمَرِ وَاسجُدوا لِلَّهِ الَّذى خَلَقَهُنَّ إِن كُنتُم إِيّاهُ تَعبُدونَ
 La notte e il giorno, il sole e la luna sono fra i Suoi segni: non prosternatevi davanti al sole o davanti alla luna, ma prosternatevi davanti ad Allah che li ha creati, se è Lui che adorate [18] .
- Hamza P.
 Tra i Suoi segni ci sono la notte e il giorno, e il sole e la luna; non prosternatevi davanti al sole e alla luna, invece prosternatevi davanti a Dio che li creò, se adorate Lui. [37]
- Zilio Grandi
 Ci sono tra i Suoi Segni la notte, il giorno, il sole e la luna. Non prosternatevi al sole né alla luna, bensì prosternatevi davanti ad Allàh, il Quale li creò, se siete adoratori soltanto di Lui
- Pasquini
 38.
 فَإِنِ استَكبَروا فَالَّذينَ عِندَ رَبِّكَ يُسَبِّحونَ لَهُ بِالَّيلِ وَالنَّهارِ وَهُم لا يَسـَٔمونَ
 Se si mostrano protervi, [sappiano che] quelli che sono presso il Tuo Signore Lo glorificano notte e giorno, senza mai stancarsi [19] .
- Hamza P.
 Quanto al superbo, sappia che gli angeli più vicini al tuo Signore cantano le Sue lodi giorno e notte e non se ne stancano. [38]
- Zilio Grandi
 e - se essi si stimano superiori - coloro che stanno presso il tuo Signore, proclamano, di notte e di giorno, la Sua divinità incondivisa e non si stancano mai!
- Pasquini
 39.
 وَمِن ءايٰتِهِ أَنَّكَ تَرَى الأَرضَ خٰشِعَةً فَإِذا أَنزَلنا عَلَيهَا الماءَ اهتَزَّت وَرَبَت إِنَّ الَّذى أَحياها لَمُحىِ المَوتىٰ إِنَّهُ عَلىٰ كُلِّ شَيءٍ قَديرٌ
 Fa parte dei Suoi segni la terra che vedi come affranta [20] . Poi, quando facciamo scendere l’acqua, palpita e rigonfia. In verità Colui Che le ridà la vita è Colui Che ridarà la vita ai morti. In verità Egli è l’Onnipotente.
- Hamza P.
 Tra i Suoi segni c’è la terra che vedi arida, ma quando Noi le versiamo sopra dell’acqua essa freme e si gonfia; e chi sa riportare in vita la terra certo sa riportare in vita i morti, Egli è potente su tutte le cose. [39]
- Zilio Grandi
 Tra i Suoi Segni c’è che tu vedi la terra arida, che - quando facciamo scendere su di essa l’acqua - si risveglia rigogliosa e produce vegetazione. In verità, Colui che dà a essa la vita, certamente, farà vivere i morti. In verità, Egli su ogni cosa ha potere.
- Pasquini
 40.
 إِنَّ الَّذينَ يُلحِدونَ فى ءايٰتِنا لا يَخفَونَ عَلَينا أَفَمَن يُلقىٰ فِى النّارِ خَيرٌ أَم مَن يَأتى ءامِنًا يَومَ القِيٰمَةِ اعمَلوا ما شِئتُم إِنَّهُ بِما تَعمَلونَ بَصيرٌ
 Non ci sono ignoti coloro che travisano i Nostri segni! Colui che sarà precipitato nel Fuoco avrà forse sorte migliore di chi giungerà con sicurezza al Giorno della Resurrezione? Fate pure quel che volete, Egli ben osserva quello che fate.
- Hamza P.
 Quelli che calunniano i Nostri segni non potranno nascondersi a Noi. Forse chi sarà gettato nel fuoco è meglio di chi verrà a Noi, in tutta sicurezza, nel giorno della resurrezione? Fate pure come volete, le vostre azioni Egli le guarda.
- Zilio Grandi
 In verità, coloro i quali, sapendo di mentire, affermano che i Nostri Segni sono falsità, non sono ignoti a Noi. Ora, è meglio colui che sarà gettato nel fuoco, oppure colui che verrà sicuro nel Giorno della Resurrezione? Fate pure ciò che volete! In verità, Egli di ciò che voi fate è Attento Osservatore.
- Pasquini
 41.
 إِنَّ الَّذينَ كَفَروا بِالذِّكرِ لَمّا جاءَهُم وَإِنَّهُ لَكِتٰبٌ عَزيزٌ
 In verità essi non credono al Monito che giunse loro, eppure questo è davvero un Libro venerato [21] ,
- Hamza P.
 Quelli che non hanno creduto nell’avvertimento quando è giunto saranno puniti; questo è un libro potente [41]
- Zilio Grandi
 In verità,(sono destinati al fuoco) coloro che rifiutano di credere nel Ricordo, quando esso perviene loro! In verità, esso (il Corano) è, certamente, un Libro possente.
- Pasquini
 42.
 لا يَأتيهِ البٰطِلُ مِن بَينِ يَدَيهِ وَلا مِن خَلفِهِ تَنزيلٌ مِن حَكيمٍ حَميدٍ
 non lo tange la falsità in niuna delle sue parti.
È una rivelazione da parte di un Saggio, Degno di lode.
- Hamza P.
 a cui la vanità non si accosta né avanti né dietro, un libro rivelato da un Saggio, Degno di lode.
- Zilio Grandi
 Non lo accosta la falsità dal davanti né da dietro, poiché esso è una Rivelazione, fatta scendere da un Sapiente, da un Degno d’ogni lode.
- Pasquini
 43.
 ما يُقالُ لَكَ إِلّا ما قَد قيلَ لِلرُّسُلِ مِن قَبلِكَ إِنَّ رَبَّكَ لَذو مَغفِرَةٍ وَذو عِقابٍ أَليمٍ
 Non ti sarà detto altro che quel che fu detto ai messaggeri che ti precedettero. In verità il tuo Signore è il Padrone del perdono, il Padrone del castigo doloroso.
- Hamza P.
 Vengono dette a te le stesse parole già dette ai messaggeri prima di te; il tuo Signore ha il perdono ma anche il castigo doloroso.
- Zilio Grandi
 Non ti viene detto se non ciò che già fu detto agli Apostoli (inviati ai loro popoli) prima di te. In verità, il Tuo Signore ha potere, certamente, di perdono e potere di castigo doloroso.
- Pasquini
 44.
 وَلَو جَعَلنٰهُ قُرءانًا أَعجَمِيًّا لَقالوا لَولا فُصِّلَت ءايٰتُهُ ءَأَعجَمِىٌّ وَعَرَبِىٌّ قُل هُوَ لِلَّذينَ ءامَنوا هُدًى وَشِفاءٌ وَالَّذينَ لا يُؤمِنونَ فى ءاذانِهِم وَقرٌ وَهُوَ عَلَيهِم عَمًى أُولٰئِكَ يُنادَونَ مِن مَكانٍ بَعيدٍ
 Se ne avessimo fatto un Corano in una lingua straniera, avrebbero detto: «Perché non sono stati espressi chiaramente i suoi versetti? Un [messaggio in un] idioma straniero ad un [Messaggero] arabo?». Di’: «Esso è guida e panacea per coloro che credono». Coloro che invece non credono, sono colpiti da sordità e accecamento, [ed è come se fossero] chiamati da un luogo remoto.
- Hamza P.
 Se ne avessimo fatto un Corano in lingua straniera, avrebbero detto: «Perché i suoi segni non sono chiari e precisi? Perché è in lingua straniera mentre Muḥammad è arabo?». Di’: «Per i credenti è guida e guarigione, e quanto ai miscredenti, hanno un peso nelle orecchie e per loro è cecità, è come chiamarli da un luogo lontano». [44]
- Zilio Grandi
 E se Noi lo avessimo fatto, il Corano, in lingua straniera, essi avrebbero detto: “Làu lā fùssilat ayātu-hu! (Fossero state esposte particolareggiatamente le sue ayāt [6]!) Forse uno straniero (linguaggio) e un Arabo (profeta)?”. Di’: “Esso (il Corano), per coloro che credono, è una guida e una medicina, mentre coloro che non credono hanno sordità nelle loro orecchie ed esso (il Corano) per loro è cecità! Quelli sono chiamati da un luogo lontano.
- Pasquini
 45.
 وَلَقَد ءاتَينا موسَى الكِتٰبَ فَاختُلِفَ فيهِ وَلَولا كَلِمَةٌ سَبَقَت مِن رَبِّكَ لَقُضِىَ بَينَهُم وَإِنَّهُم لَفى شَكٍّ مِنهُ مُريبٍ
 Già demmo a Mosè il Libro su cui polemizzarono. Se non fosse per una precedente Parola del tuo Signore, sarebbe già stato deciso tra di loro; sono invece immersi nel dubbio [a proposito del Corano] [22] .
- Hamza P.
 Abbiamo dato a Mosè il libro, ma divenne oggetto di discordie, e non fosse per una parola precedente del tuo Signore le loro discordie sarebbero già state giudicate. Annegano nel dubbio. [45]
- Zilio Grandi
 E già demmo a Mūsā (Mosè) il Libro, ma ci fu dissenso riguardo a esso; e se non fosse stato perché c’era stata in precedenza una parola dal tuo Signore, si sarebbe sentenziato tra loro! In verità, essi sono, certamente, in una diffidenza sospettosa a proposito di esso.
- Pasquini
 46.
 مَن عَمِلَ صٰلِحًا فَلِنَفسِهِ وَمَن أَساءَ فَعَلَيها وَما رَبُّكَ بِظَلّٰمٍ لِلعَبيدِ
 Chi fa il bene lo fa a suo vantaggio, e chi fa il male lo fa a suo danno. Il tuo Signore non è ingiusto con i Suoi servi.
- Hamza P.
 Chi fa il bene lo fa a proprio vantaggio, chi fa il male lo fa a proprio danno, il tuo Signore non compie ingiustizie contro i Suoi servi.
- Zilio Grandi
 Colui che opera il bene, lo fa a suo proprio vantaggio; chi fa il male, lo fa a suo proprio danno e il tuo Signore non fa torto ai servi.
- Pasquini
 47.
 إِلَيهِ يُرَدُّ عِلمُ السّاعَةِ وَما تَخرُجُ مِن ثَمَرٰتٍ مِن أَكمامِها وَما تَحمِلُ مِن أُنثىٰ وَلا تَضَعُ إِلّا بِعِلمِهِ وَيَومَ يُناديهِم أَينَ شُرَكاءى قالوا ءاذَنّٰكَ ما مِنّا مِن شَهيدٍ
 [Appartiene] a Lui la scienza dell’Ora e non c’è frutto che esca dal suo involucro o femmina gestante o partoriente di cui non abbia conoscenza. Nel Giorno in cui li convocherà [dirà]: «Dove sono coloro che Mi associavate?»; risponderanno: «Ti informiamo che tra noi non c’è nessuno che lo testimoni» [23] .
- Hamza P.
 La conoscenza dell’ora appartiene a Lui, e non c’è frutto che rompa il suo baccello né femmina che concepisca o partorisca senza che Egli lo sappia.
Nel giorno in cui Dio chiederà: «Dove sono i Miei compagni?», risponderanno: «Ascoltaci, nessuno di noi li ha visti». [47]
- Zilio Grandi
 A Lui si fa risalire la conoscenza dell’ora e non c’è nessun genere di frutto che esca dal suo involucro, né di donna ce n’è una che sia gravida o partorisca, se non a Sua conoscenza! Il giorno in cui sarà chiesto loro: “Dove sono i miei condomini nella divinità?”. Essi diranno: “Ti proclamiamo che di noi non c’è un testimone!”.
- Pasquini
 48.
 وَضَلَّ عَنهُم ما كانوا يَدعونَ مِن قَبلُ وَظَنّوا ما لَهُم مِن مَحيصٍ
 E coloro che invocavano si saranno allontanati da loro ed essi si renderanno conto di non aver nessuna via di scampo.
- Hamza P.
 Quelli che prima imploravano li abbandoneranno; si renderanno conto di non avere scampo. [48]
- Zilio Grandi
 Ciò che essi erano soliti invocare, in precedenza, si allontanerà da loro ed essi capiranno di non avere alcuna via d’uscita.
- Pasquini
 49.
 لا يَسـَٔمُ الإِنسٰنُ مِن دُعاءِ الخَيرِ وَإِن مَسَّهُ الشَّرُّ فَيَـٔوسٌ قَنوطٌ
 L’uomo non si stanca mai di invocare il bene. Quando poi lo coglie la sventura, si dispera, affranto.
- Hamza P.
 L’uomo non si stanca di invocare il bene, ma quando lo coglie il male eccolo sfiduciato, disperato;
- Zilio Grandi
 L’uomo non si stanca mai a causa dell’invocazione del bene, ma se lo tocca il male, eccolo disperato e avvilito.
- Pasquini
 50.
 وَلَئِن أَذَقنٰهُ رَحمَةً مِنّا مِن بَعدِ ضَرّاءَ مَسَّتهُ لَيَقولَنَّ هٰذا لى وَما أَظُنُّ السّاعَةَ قائِمَةً وَلَئِن رُجِعتُ إِلىٰ رَبّى إِنَّ لى عِندَهُ لَلحُسنىٰ فَلَنُنَبِّئَنَّ الَّذينَ كَفَروا بِما عَمِلوا وَلَنُذيقَنَّهُم مِن عَذابٍ غَليظٍ
 Se gli facciamo gustare una misericordia da parte nostra dopo che lo ha toccato l’avversità, certamente dice: «Questo mi era dovuto; non credo che sorgerà l’Ora e se mai fossi ricondotto al mio Signore, avrò presso di Lui la migliore delle ricompense». Allora informeremo i miscredenti di quello che avranno commesso e faremo gustare loro un penoso tormento.
- Hamza P.
 e se gli facciamo gustare una grazia dopo un’avversità che l’ha colpito, dice: «La merito; non credo che l’ora verrà mai e comunque se sarò ricondotto al mio Signore avrò del bene presso di Lui». Ma Noi informeremo i miscredenti delle loro azioni e faremo gustare loro un tormento atroce. [50]
- Zilio Grandi
 Se poi gli facciamo gustare una misericordia da parte nostra, dopo il male che lo ha colpito, certo, afferma: “Questo è mio!” e “Non credo che ci sarà l’ora!” e “Se (veramente) ritornassi al mio Signore, certamente, la bellissima cosa, in verità, avrei presso di Lui!”. Noi, certamente, faremo avere notizie a coloro che rifiutano di credere e, certamente, faremo gustare loro un rude castigo.
- Pasquini
 51.
 وَإِذا أَنعَمنا عَلَى الإِنسٰنِ أَعرَضَ وَنَـٔا بِجانِبِهِ وَإِذا مَسَّهُ الشَّرُّ فَذو دُعاءٍ عَريضٍ
 Quando colmiamo di favore l’uomo, egli si sottrae e si allontana. Quando invece lo colpisce una sventura, allora invoca a lungo.
- Hamza P.
 Se Noi benefichiamo l’uomo, egli volta le spalle e sta in disparte, ma se lo coglie il male eccolo pregare lungamente. [51]
- Zilio Grandi
 Quando Noi facciamo una grazia all’uomo, egli si allontana e se ne sta sulle sue, ma, quando lo colpisce un male, allora, si trasforma in uno che ha preghiere in abbondanza!
- Pasquini
 52.
 قُل أَرَءَيتُم إِن كانَ مِن عِندِ اللَّهِ ثُمَّ كَفَرتُم بِهِ مَن أَضَلُّ مِمَّن هُوَ فى شِقاقٍ بَعيدٍ
 Di’: «Non vedete? Se [questo Corano] viene da Allah e voi lo rinnegate, chi sarà più traviato di chi si allontana nello scisma?
- Hamza P.
 Di’: «Non pensate a cosa accadrà se questo Corano viene davvero da Dio e voi lo rifiutate? Chi è più perduto di chi ne dissente e si allontana?». [52]
- Zilio Grandi
 E se esso (il Corano) viene proprio da Allàh e voi rifiutate di crederci? Che ve ne pare? Chi, dunque, è più fuorviato di colui che si trova in profondo dissenso?
- Pasquini
 53.
 سَنُريهِم ءايٰتِنا فِى الءافاقِ وَفى أَنفُسِهِم حَتّىٰ يَتَبَيَّنَ لَهُم أَنَّهُ الحَقُّ أَوَلَم يَكفِ بِرَبِّكَ أَنَّهُ عَلىٰ كُلِّ شَيءٍ شَهيدٌ
 Mostreremo loro i Nostri segni nell’universo e nelle loro stesse persone, finché non sia loro chiaro che questa è la Verità».
Non ti basta che il tuo Signore sia testimone di ogni cosa?
- Hamza P.
 Noi mostreremo loro i Nostri segni sugli orizzonti e dentro loro stessi finché sarà evidente per loro che questo Corano è verità. Non basta che il Tuo Signore sia testimone di tutto? [53]
- Zilio Grandi
 Noi mostreremo loro i Nostri Segni, sugli orizzonti e in loro stessi, affinché per essi sia chiaro che esso (il Corano) è la Verità. E non ti è sufficiente, riguardo al Tuo Signore, che Egli, in verità, è Testimone di ogni cosa?
- Pasquini
 54.
 أَلا إِنَّهُم فى مِريَةٍ مِن لِقاءِ رَبِّهِم أَلا إِنَّهُ بِكُلِّ شَيءٍ مُحيطٌ
 Non è forse vero che dubitano dell’incontro con il loro Signore, mentre in verità Egli abbraccia ogni cosa [nella Sua Scienza]?
- Hamza P.
 Forse non dubitano di incontrare il loro Signore? Non abbraccia Egli ogni cosa? [54]
- Zilio Grandi
 Essi sono in dubbio, riguardo all’incontro con il loro Signore, ma, invero, Egli è Circondatore d’ogni cosa.
- Pasquini

Note di Hamza Piccardo alla Sura

  • [1] ^ «Hâ, Mîm»: vedi Appendice 1.
  • [2] ^ «Rivelazione»: «tanzil», lett. discesa.
  • [3] ^ «Corano»: ricordiamo che in arabo «al-qur’ân» vuol dire «recitazione, lettura».
  • [4] ^ «per uomini che conoscono»: certamente il Corano non si rivolge solo ai sapienti che ricercano la verità seppur sia vero che essi hanno maggior possibilità di recepirne i significati. Ci sembra che l’espressione del versetto si riferisca ad una comprensione di tipo spirituale.
  • [5] ^ «c’è un peso nelle nostre orecchie»: abbiamo conservato la traduzione letterale di un’espressione che indica la sordità.
  • [6] ^ L’elemosina obbligatoria, vedi Appendice 3.
  • [7] ^ La creazione dell’universo è l’argomento di questo e dei quattro versetti successivi. Procedendo ad un’addizione si giunge alla conclusione che la creazione è durata otto giorni e questo in contrasto con altri passi del Corano in cui si parla di sei giorni (vedi VII, 54; X, 3; XI, 7 ecc.). Innanzi tutto va detto che nulla osta al fatto che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) abbia creato la terra e i sette cieli negli stessi due giorni, o che nei quattro giorni del vers. 10 ci siano compresi i due del vers. 9. In secondo luogo i giorni non devono essere intesi come i «nostri» giorni di 24 ore ma piuttosto periodi cosmici ed ere geologiche che non debbono avere necessariamente la stessa ampiezza e che comunque, possono avere parti comuni anche molto importanti. In ultimo non si deve dimenticare che non abbiamo certo il calendario per contare e l’orologio per misurare i «Giorni» di Allah (gloria a Lui l’Altissimo).
  • [8] ^ «Ha infisso [sulla terra] le montagne»: vedi XVI, 15 e la nota.
  • [9] ^ «ha distribuito gli alimenti»: ha fatto sì che sulla terra vi fosse tutto quanto necessario alla sopravvivenza.
  • [10] ^ «[questa è la risposta] a coloro che interrogano»; la fine del versetto sembra alludere, in maniera peraltro piuttosto secca, a quei politeisti istigati dai rabbini che pretendevano di mettere continuamente alla prova l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) ponendogli domande sulla storia dei profeti e sulla creazione…
  • [11] ^ «al cielo che era fumo»; c’è una grande analogia tra questa espressione e quella di «nebulosa iniziale» da cui la fisica contemporanea fa derivare l’universo quale oggi lo conosciamo.
  • [12] ^ «di luminarie e di una protezione»: l’esegesi classica ricollega questa espressione ai verss. 16-18 della sura XV e XXXII, 10 (vedi anche la nota) in cui si parla delle stelle cadenti come di bolidi fiammeggianti con i quali gli angeli lapidano i dèmoni. Alla luce delle scoperte della scienza contemporanea, per protezione si potrebbe intendere la fascia di ozono che serve da filtro ai raggi ultravioletti del sole.
  • [13] ^ «folgore»; nel senso generale del castigo divino.
  • [14] ^ «il loro futuro e il loro passato»: lett. «quello che era davanti a loro e quello che era dietro di loro». Abbiamo tradotto così in base all’interpretazione di Tabarî (XXIV, 111).
  • [15] ^ «discorrete futilmente…»: «quando esso viene recitato, sì da coprire le sue parole con le vostre». Miope, ridicola e al contempo irritante, la pretesa dei miscredenti: come se bastasse alzare la voce per avere il sopravvento sulla Parola di Allah (gloria a Lui l’Altissimo), per oscurare il Suo Messaggio, per vanificare la Sua Volontà.
  • [16] ^ Non è l’invito a porgere l’altra guancia, ma addirittura a fare il bene a chi si comporta male. La potenza grandiosa del bene trasforma gli uomini e i loro rapporti. Le condizioni alle quali ci si può aspettare questa metamorfosi e la realtà di coloro che possono aspettarsela sono precisate nel versetto seguente.
  • [17] ^ «un dono immenso»: la forza d’animo di fronte all’ira, la magnanimità di fronte all’offesa, il perdono di fronte al torto subito.
  • [18] ^ La purezza del culto e la certezza di non avere altro oggetto dell’adorazione che Allah Stesso (gloria a Lui l’Altissimo) discendono dalla fede in Lui e nella certezza che Lui è il Creatore della meravigliosa realtà cosmica che ci circonda.
  • [19] ^ Se i miscredenti, con protervia, rifiutano di prosternarsi, sappiano che gli angeli…
  • [20] ^ «affranta»: arida, disseccata.
  • [21] ^ «un Libro venerato»: «kitâb ‘Azîz», il Corano. «‘Azîz» si potrebbe tradurre anche con «prezioso, eccellente, eccelso, inattaccabile».
  • [22] ^ Il versetto si riferisce alle dispute dottrinali tra gli ebrei e tra loro e i musulmani e afferma che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) non interverrà direttamente per dirimere queste dispute in quanto ha già deciso diversamente.
  • [23] ^ «non c’è nessuno che lo testimoni»: non c’è nessuno di noi che continui a credere che Tu abbia qualcuno associato alla Tua divinità.

Note di Zilio Grandi alla Sura

  • Nota alla Sura Detta anche sūra della Prosternazione per gli atti devozionali richiesti a chi la recita, trae il titolo dai vv. 3 e 44, che dichiarano «chiari e precisi» i versetti del Corano. Come altre seisūre, si apre con le due lettere isolate Ḥā e Mīm. Ampiamente dedicata alla mirabile opera divina nel cosmo, biasima con asprezza i miscredenti di ogni tempo incapaci di coglierne il senso, e paventa loro il castigo, sia terreno sia escatologico.
  • [1] ^ Sulle lettere isolate che aprono questa sūra, cfr. il commento a 2:1.
  • [2] ^ «Rivelazione»: il Corano stesso, nella sua interezza e nelle parti che lo compongono.
  • [3] ^ Ricorrente riferimento ai molti profeti e inviati depositari di «ispirazione» (waḥy).
  • [5] ^ È qui affermata, con le parole degli stessi miscredenti, l’impossibilità della loro conversione per precisa volontà di Dio: chi non ha fede non può udire l’appello del Signore e neppure vedere i Suoi segni, ha il cuore «sigillato» (cfr. 2:7; 16:108; 47:16) o «pieno di ruggine» (cfr. 83:14); dunque, chiamare costui alla verità è del tutto inutile. «Fa’ pure, anche noi faremo qualcosa»: decisa dichiarazione di alterità e inimicizia.
  • [6] ^ «Si sono presi altri protettori»: confidano invano nel soccorso dei loro falsi dèi (cfr. 22:13).
  • [7] ^ «La madre delle città» (umm al-qurā): Mecca, come in 6:92 (cfr. anche il commento). «Grande raduno» (ḥashr): nel lessico coranico indica perlopiù il raduno dei risorti in attesa del giudizio divino. Il raduno è anche il titolo della sūra 59, ma in quel caso il termine possiede un significato prosaico, riferendosi verosimilmente a una tribù ebraica, riunita in tutti i suoi membri per essere espulsa da Medina (cfr. 59:2).
  • [8] ^ La stessa affermazione compare in 5:48: la spartizione degli uomini in comunità religiose diverse, ciascuna con regole proprie, risponde al disegno di Dio. Ma qui la spartizione sembra riguardare piuttosto i credenti e i miscredenti, come rileva la maggioranza dei commentatori.
  • [9] ^ «Il Protettore», ma anche «l’Amico», è un nome divino (cfr. 33:3 e commento). v. 13 sgg. Sono numerosi i versetti che attestano la sostanziale identità delle religioni rivelate, tutte rapportabili alla condizione di ḥanīf, il «monoteista puro» incarnato da Abramo.
  • [11] ^ L’ubbidienza cosmologica, esemplificata dal dialogo tra il Signore e i due grandi poli delle cose create, cielo e terra, serve a illuminare l’abnormità della disubbidienza umana. Alcuni autori particolarmente inclini alle spiegazioni narrative sciolgono il dialogo così: quel che il Signore chiese al cielo fu di fare sorgere il sole, la luna e le stelle, mentre quel che chiese alla terra è di fare scorrere i fiumi e maturare i frutti; e aggiungono che, forse, la voce della terra proveniva dalla Ka‘ba.
  • [12] ^ «Guardiani»: gli angeli. vv. 13 sgg. Il castigo terreno che colpì questi antichi popoli d’Arabia per la loro empietà è già stato ricordato molte volte; si rammenti che per i Thamūd la punizione ha la forma di un terremoto (cfr. 7:78), di un fulmine (cfr. 51:44) o di un grido (cfr. 54:31), mentre per gli ‘Ad è sempre un vento di estrema violenza e durata (cfr. 51:41-42 e 54:19-20).
  • [14] ^ «La scienza» in questione è la rivelazione stessa. Vale a dire che gli uomini si divisero in seguito all’annuncio della verità, perché ne dubitarono e discordarono in proposito; Dio li avrebbe già puniti per questo, se la Sua volontà imperscrutabile non avesse decretato altrimenti. Sulla figura evangelica di Gesù, a sua volta fonte di dissenso, cfr. Mt 10:34-36: «Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre … e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa».
  • [15] ^ «Fare giustizia tra voi»: la perifrasi non ha alcun intento bellicoso; un’altra traduzione possibile è «essere giusto fra voi».
  • [17] ^ Sulla bilancia escatologica che peserà il comportamento umano, cfr. 23:102-103 e commento.
  • [18] ^ «I miscredenti vorrebbero affrettarla»: poiché non credono, esortano il Profeta a dare immediata prova del castigo che ha annunciato.
  • [19] ^ «Dolce», ma anche «Benevolente», o «Colui che crea la benevolenza nei suoi servi» (laṭīf): nome divino, il trentunesimo nelle liste tradizionali.
  • [20] ^ «Campo arato»: metafora per l’agio e la felicità.
  • [21] ^ Ancora un riferimento alla libera volontà divina: se Dio avesse voluto, il castigo si sarebbe già abbattuto sui colpevoli (cfr., per esempio, 41:45 e commento).
  • [23] ^ Il significato di questo principio etico varia di molto secondo il senso attribuito a «prossimo», letteralmente «colui o coloro che sono vicini», eventualmente «i parenti»: può trattarsi di un’esortazione ad amare il Profeta, o la sua famiglia e in particolare la figlia Fāṭima e i due figli di lei, al-Ḥasan e al-Ḥusayn; oppure ad amare l’ubbidienza ai precetti, che per sua natura avvicina a Dio. Forse è richiamato l’amore per Dio, più vicino all’uomo della sua stessa carotide (cfr. 50:16); in tal senso, un celebre detto del Profeta recita: «Nessuno di voi è credente finché non ama per il fratello quel che ama per se stesso» (cfr. Dt 6:4-5; Mt 22:34-40; Mc 12:28-34; Lc 10:25-27; Gv 13:34; Rm 13:9; Gal 5:14), là dove ciò che il musulmano deve amare per sé e per gli altri è appunto Dio e la Sua parola di verità.
  • [24] ^ : «Ti sigillerebbe il cuore»: ti renderebbe sordo alla rivelazione, interromperebbe il Corano e non avresti più nulla da predicare da parte di Dio.
  • [27] ^ Sull’insolenza dell’uomo, che non sa cogliere la grazia di Dio nei beni terreni di cui gode, cfr. 39:49 e commento.
  • [29] ^ I commentatori spiegano «animali» come l’insieme di angeli, uomini, jinn e animali: tutti saranno radunati nel giorno della resurrezione.
  • [30] ^ Sul rapporto tra la responsabilità dell’uomo e la predestinazione, cfr. 36:12 e commento.
  • [32] ^ Cfr. 55:24: «Le navi alte sul mare come bandiere appartengono a Lui». L’idea che la navigazione sia un dono divino tra i più mirabili, in quanto fonte di ricchezza materiale (cfr. 5:96; 16:14; 30:46; 45:12), riecheggia senza dubbio gli scambi commerciali per via marittima di età preislamica, tra la Penisola arabica e l’area mediterranea o l’Asia (cfr. Dc 573-575). vv. 36 sgg. Ancora un ritratto del buon credente (cfr., per esempio, 2:177 e 23:1-11).
  • [33] ^ «Chi invita a Dio»: chiunque chiami il prossimo alla retta via indicata dall’Islam. Alcuni autori intendono la perifrasi in riferimento al solo Muḥammad o ai soli profeti; altri ai dotti in materia religiosa (‘ulamā’), perché il Profeta disse: «I dotti nella mia comunità sono come i profeti dei figli di Israele». Altri ancora pensano all’«invito» (adhān) che precede la preghiera canonica e quindi alla figura del muezzin. «Sono di quelli che si sottomettono al Signore», o «sono uno dei musulmani»: min al-muslimīn.
  • [34] ^ L’alto principio etico che guida i musulmani compare in termini molto simili in 23:96 (cfr. anche 28:54).
  • [37] ^ Come si è già osservato, l’avvicendarsi del giorno e della notte è un insegnamento sulla potenza e la generosità dell’unico Dio; tra le altre ricorrenze simili: 17:12 («Abbiamo fatto della notte e del giorno due segni»); 24:44 («Dio alterna la notte al giorno; in questo c’è un insegnamento per chi ha vista acuta»); e 45:5 («Nell’alternarsi del giorno e della notte … vi sono segni per gente che ragiona»). L’empietà del culto tributato agli elementi naturali è efficacemente rappresentata dal percorso conoscitivo di Abramo (cfr. 6:75-79).
  • [38] ^ «Consultazione» (shūrā), «concertazione» o, semplicemente, «deliberazione»: il termine designa una pratica araba preislamica: in occasione delle delibere più importanti per la comunità, il capo di una tribù si consultava con i notabili. Nella storia islamica, la prima shūrā avvenne per l’elezione del terzo califfo ‘Uthmān dopo l’assassinio di ‘Umar (644 d.C.).
    Dal XIX secolo, nell’ambito delle «riforme» (Tanẓīmāt) attuate dall’Impero ottomano per modernizzare il sistema politico, si assiste a una riscoperta della shūrā e a un suo progressivo avvicinamento al principio parlamentare.
  • [39] ^ Il taglione (qiṣāṣ) è ammesso dal Corano (cfr. soprattutto 2:178-179, 194 e commenti), ma attenuato in 5:45, dove il perdono dell’offesa e la rinuncia alla lecita vendetta equivalgono all’elemosina: «chi farà elemosina di ciò, per costui sarà di espiazione» (cfr. v. 43).
  • [41] ^ «Potente» (‘azīz) qualifica il Corano in quanto vittorioso sui miscredenti e superiore per eccellenza a ogni parola umana, essendo parola di Dio.
  • [44] ^ Il Corano è rivelato «in lingua araba» (cfr., per esempio, 13:37; 26:195; 46:12) affinché gli Arabi lo comprendano; ma così non accade per volontà di Dio. Come dire: al di là della lingua in cui è recitata, la parola di Dio resta comunque oscura al miscredente (cfr. 26:198-199), perché chi è destinato all’empietà non può giovarsi delle prove della fede, per quanto evidenti e immediate siano. Lo stesso insegnamento compare in 13:31. «Guarigione»: come spiegano i commentatori, il Corano risana ogni dubbio o incertezza che possa affliggere i credenti.
  • [45] ^ «Una parola»: un decreto; vale a dire che Dio ha deciso di posticipare la Sua sentenza di castigo.
  • [47] ^ L’«ora»: nel lessico coranico, quella della fine del mondo. «Dove sono i Miei compagni?»: la domanda retorica serve a ribadire l’assoluta signoria di Dio, Colui che «non ha compagni nel regno» (cfr. 17:111); la domanda figura anche in 16:27.
  • [48] ^ Qui sono accorpate due affermazioni diverse tra loro ma di eguale importanza dottrinale. La prima riguarda lo statuto del Profeta, semplice ammonitore, non responsabile davanti a Dio delle mancate conversioni e della perseverante infedeltà altrui. La seconda mette in guardia il credente contro l’usuale comportamento umano nelle alterne vicende della vita: nella prosperità l’uomo, gaio, dimentica il Signore e i comandamenti divini; nell’avversità dimentica i favori già ricevuti e dà prova di ingratitudine.
  • [50] ^ L’uomo ritiene che la buona sorte nella vita terrena sia un suo diritto, ed essendo incapace di leggervi un gratuito dono di Dio, non Lo ringrazia.
  • [51] ^ Ecco riassunte le modalità del rapporto tra Dio e l’uomo. Il termine tradotto con «rivelazione», waḥy, qualifica ogni sorta di ispirazione divina, che non è prerogativa dell’uomo ma può interessare ogni specie di creature: per esempio, per l’ispirazione divina alle api, cfr. 16:68. Il «velo» di Dio è quello che protegge la Sua trascendenza. «Dietro un velo»: secondo i commentatori, è la modalità particolare che Dio scelse per parlare con Mosè (cfr. 7:144; infatti gli altri profeti hanno udito la Sua voce tramite un intermediario, perlopiù un angelo); o è il modo dei sogni veritieri che, essendo «velati» dai simboli, richiedono un’interpretazione (cfr. 39:42 e commento).
  • [52] ^ «Non sapevi»: secondo la maggioranza dei commentatori, non conoscevi con precisione che cosa ti sarebbe stato ordinato nel Corano.
  • [53] ^ Oltre ai «segni esteriori» e ai «segni spirituali», alcuni commentatori individuano qui un’allusione alle vittorie dell’Islam, rispettivamente oltre i confini delle terre abitate dal popolo arabo e al loro interno; come esempio di quest’ultimo caso, ricordano la vittoria di Badr (del 624) contro le ingenti truppe meccane, e la conquista di Mecca (del 630).
  • [54] ^ : «Non dubitano?»: la domanda retorica equivale all’affermazione che i miscredenti non credono al giorno del giudizio né al raduno finale in vista dei premi e dei castighi. 42. La consultazione Anche questa sūra, meccana con interpolazioni di epoca medinese, è aperta dalle due lettere dell’alfabeto arabo Ḥā e Mīm, a loro volta seguite da altre tre lettere isolate. Il titolo è tratto dal v. 38. Alla potenza, alla magnificenza e alla clemenza di Dio fa da contraltare la pochezza dell’uomo: ingrato, cavilloso, effimero, preda delle brame terrene, solo l’ascolto della parola del Signore può salvarlo.

Note di Abdur Rahman Pasquini alla Sura

  • [1] ^ Con l’accento sulla seconda, che deve essere pronunciata lunga. È il plurale regolare femminile della parola araba “àyah”, che significa “segno”. Si intende con la parola “àyah” una unità elementare di “Rivelazione coranica”. Quando si parla del Sublime Corano è meglio usare la parola “àyah” e “ayāt” invece delle parole “versetto” o “versetti”, per evitare il ricorso a parole che sono in uso nei riferimenti e nelle citazioni delle scritture vetero - e neo - testamentarie.
  • [2] ^ Termine indicante il soggetto che ha autorità e titolo per dettare norme di comportamento e ricevere obbedienza.
  • [3] ^ L’imposta coranica che - dopo essere stata raccolta (nella misura del 2,50 % di ogni cespite tassabile superiore al minimo imponibile, trascorso un anno senza impiego dal momento della sua entrata nel patrimonio del debitore d’imposta - deve essere destinata ai beneficiari indicati dal Sublime Corano.
  • [4] ^ Nome del popolo che aveva affermato la sua potenza sulla Terra dopo la distruzione degli ‘Ād. Discendevano da Thamūd, figlio di ‘Abir, figlio di Sem, figlio di Noè. Divenuti senza dio e arroganti, Allàh inviò loro il Profeta Ṣāliḥ con un segno, la cammella miracolosa, con cui essi avrebbero dovuto dividere l’acqua e che avrebbero dovuto lasciar pascolare liberamente nel loro territorio in un periodo di siccità e carestia. La sgarrettarono e Allàh li distrusse per la loro miscredenza.
  • [5] ^ Nome del popolo che aveva affermato la sua potenza sulla Terra dopo la distruzione degli ‘Ād. Discendevano da Thamūd, figlio di ‘Abir, figlio di Sem, figlio di Noè. Divenuti senza dio e arroganti, Allàh inviò loro il Profeta Ṣāliḥ con un segno, la cammella miracolosa, con cui essi avrebbero dovuto dividere l’acqua e che avrebbero dovuto lasciar pascolare liberamente nel loro territorio in un periodo di siccità e carestia. La sgarrettarono e Allàh li distrusse per la loro miscredenza.
  • [6] ^ Con l’accento sulla seconda, che deve essere pronunciata lunga. È il plurale regolare femminile della parola araba “àyah”, che significa “segno”. Si intende con la parola “àyah” una unità elementare di “Rivelazione coranica”. Quando si parla del Sublime Corano è meglio usare la parola “àyah” e “ayāt” invece delle parole “versetto” o “versetti”, per evitare il ricorso a parole che sono in uso nei riferimenti e nelle citazioni delle scritture vetero - e neo - testamentarie.