

Sura XLIX
Al-Hujurat
Le Stanze Intime
Post-Eg. n. 106. Di 18 versetti. Il nome della sura deriva dal vers. 4.
La traduzione Bausani non ha testi importati per la sura 49 (controllare l'import: al momento sono disponibili principalmente le sure 100–114).
يٰأَيُّهَا الَّذينَ ءامَنوا لا تُقَدِّموا بَينَ يَدَىِ اللَّهِ وَرَسولِهِ وَاتَّقُوا اللَّهَ إِنَّ اللَّهَ سَميعٌ عَليمٌ
O credenti, non anticipate [1] Allah e il suo Messaggero e temete Allah! Allah è audiente, sapiente.
- Hamza P.
- Hamza P.
Voi che credete, non portate le vostre questioni davanti a Dio e al Suo messaggero, e temete Dio, Egli è Colui che ascolta e conosce. [1]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O voi che credete, non anticipate, in presenza di Allàh e del Suo Apostolo. In verità, Allàh è Audiente e Sciente.
- Pasquini
- Pasquini
يٰأَيُّهَا الَّذينَ ءامَنوا لا تَرفَعوا أَصوٰتَكُم فَوقَ صَوتِ النَّبِىِّ وَلا تَجهَروا لَهُ بِالقَولِ كَجَهرِ بَعضِكُم لِبَعضٍ أَن تَحبَطَ أَعمٰلُكُم وَأَنتُم لا تَشعُرونَ
O credenti, non alzate la vostra voce al di sopra di quella del Profeta, e non alzate con lui la voce come l’alzate quando parlate tra voi, ché rischiereste di rendere vane le opere vostre a vostra insaputa.
- Hamza P.
- Hamza P.
Voi che credete, non alzate la voce al punto da sopraffare la voce del messaggero di Dio, e non rivolgetevi a lui gridando come fate tra voi: le vostre buone azioni potrebbero andare perdute senza che ve ne accorgiate. [2]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O voi che credete, non alzate le vostre voci al di sopra della voce del Profeta e non rivolgetegli la parola nel modo che usate fare gli uni con gli altri di voi, affinché le vostre opere non siano vanificate, senza che voi ve ne accorgiate.
- Pasquini
- Pasquini
إِنَّ الَّذينَ يَغُضّونَ أَصوٰتَهُم عِندَ رَسولِ اللَّهِ أُولٰئِكَ الَّذينَ امتَحَنَ اللَّهُ قُلوبَهُم لِلتَّقوىٰ لَهُم مَغفِرَةٌ وَأَجرٌ عَظيمٌ
Coloro che abbassano la voce davanti all’Inviato di Allah, sono quelli cui Allah ha disposto il cuore al timore [di Lui]. Avranno il perdono e ricompensa immensa.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quanto a quelli che abbassano la voce davanti al messaggero di Dio, Dio ha messo alla prova i loro cuori disponendoli al timore di Lui ed essi avranno una grande ricompensa.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
In verità, coloro che tengono basse le loro voci in presenza dell’Apostolo di Allàh, sono coloro i cuori dei quali Allàh ha sottoposto all’esame della timoratezza! C’è per loro perdono e ricompensa sublime.
- Pasquini
- Pasquini
إِنَّ الَّذينَ يُنادونَكَ مِن وَراءِ الحُجُرٰتِ أَكثَرُهُم لا يَعقِلونَ
Quanto a coloro che ti chiamano dall’esterno delle tue stanze intime… la maggior parte di loro non comprendono nulla.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quelli che ti chiamano dall’esterno delle tue stanze per la gran parte non capiscono nulla, [4]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E in verità, la maggior parte di coloro i quali da dietro al-ḥugiurāt (le stanze interne) ti chiamano, non ha cervello.
- Pasquini
- Pasquini
وَلَو أَنَّهُم صَبَروا حَتّىٰ تَخرُجَ إِلَيهِم لَكانَ خَيرًا لَهُم وَاللَّهُ غَفورٌ رَحيمٌ
Se avessero atteso con pazienza finché tu non esca loro incontro, sarebbe stato meglio per loro [2] . Allah è perdonatore, misericordioso.
- Hamza P.
- Hamza P.
perché se avessero pazienza e aspettassero che sia tu a uscire da loro, per loro sarebbe meglio; ma Dio è indulgente e compassionevole.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Fossero stati capaci di pazientare fino a quando tu non fossi uscito loro incontro! Sarebbe stato meglio per loro. Tuttavia, Allàh è Perdonatore e Clementissimo.
- Pasquini
- Pasquini
يٰأَيُّهَا الَّذينَ ءامَنوا إِن جاءَكُم فاسِقٌ بِنَبَإٍ فَتَبَيَّنوا أَن تُصيبوا قَومًا بِجَهٰلَةٍ فَتُصبِحوا عَلىٰ ما فَعَلتُم نٰدِمينَ
O credenti, se un malvagio vi reca una notizia, verificatela, affinché non portiate, per disinformazione, pregiudizio a qualcuno e abbiate poi a pentirvi di quel che avrete fatto [3] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Voi che credete, se qualche empio vi porta una notizia verificatela, affinché, per ignoranza, non offendiate qualcuno e poi vi pentiate di quel che avete fatto. [6]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O voi che credete, se un empio vi porta una notizia, accertatevi che sia vera, affinché non danneggiate, per ignoranza, qualcuno e dobbiate poi pentirvi di ciò che avete fatto.
- Pasquini
- Pasquini
وَاعلَموا أَنَّ فيكُم رَسولَ اللَّهِ لَو يُطيعُكُم فى كَثيرٍ مِنَ الأَمرِ لَعَنِتُّم وَلٰكِنَّ اللَّهَ حَبَّبَ إِلَيكُمُ الإيمٰنَ وَزَيَّنَهُ فى قُلوبِكُم وَكَرَّهَ إِلَيكُمُ الكُفرَ وَالفُسوقَ وَالعِصيانَ أُولٰئِكَ هُمُ الرّٰشِدونَ
E sappiate che il Messaggero di Allah è tra voi. Se in molte questioni accondiscendesse ai vostri [desideri], voi sareste in gravi difficoltà; ma Allah vi ha fatto amare la fede e l’ha resa bella ai vostri cuori, così come vi ha fatto detestare la miscredenza, la malvagità e la disobbedienza. Essi sono i ben diretti;
- Hamza P.
- Hamza P.
E sappiate che il messaggero di Dio è tra voi e se dovesse darvi retta in molte cose, voi commettereste peccato. Ma Dio vi ha fatto amare la fede e ve l’ha resa bella nel cuore; e vi ha reso odiose l’incredulità, l’empietà e la disubbidienza. Ecco i ben guidati
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Sappiate che in mezzo a voi c’è l’Apostolo di Allàh. Se egli seguisse in molte cose le vostre indicazioni, voi vi trovereste in difficoltà; però Allàh vi ha fatto amare la fede e l’ha resa bella nei vostri cuori, come vi ha fatto avere in odio la disobbedienza. Quelli sono coloro che hanno discernimento,
- Pasquini
- Pasquini
فَضلًا مِنَ اللَّهِ وَنِعمَةً وَاللَّهُ عَليمٌ حَكيمٌ
[questa] è la grazia di Allah e il Suo favore. Allah è sapiente, saggio.
- Hamza P.
- Hamza P.
per grazia di Dio e per Suo favore, Dio è sapiente e saggio.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
per favore di Allàh e sua grazia! Allàh è Sciente e Sapiente.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِن طائِفَتانِ مِنَ المُؤمِنينَ اقتَتَلوا فَأَصلِحوا بَينَهُما فَإِن بَغَت إِحدىٰهُما عَلَى الأُخرىٰ فَقٰتِلُوا الَّتى تَبغى حَتّىٰ تَفيءَ إِلىٰ أَمرِ اللَّهِ فَإِن فاءَت فَأَصلِحوا بَينَهُما بِالعَدلِ وَأَقسِطوا إِنَّ اللَّهَ يُحِبُّ المُقسِطينَ
Se due gruppi di credenti combattono tra loro, riconciliateli. Se poi [ancora] uno di loro commettesse degli eccessi, combattete quello che eccede, finché non si pieghi all’Ordine di Allah. Quando si sarà piegato, ristabilite, con giustizia, la concordia tra di loro e siate equi, poiché Allah ama coloro che giudicano con equità [4] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Se due fazioni di credenti combattono tra loro, mettete pace tra loro; ma se l’una ha commesso eccessi contro l’altra, combattete quella che ha commesso tali eccessi finché tornerà all’ubbidienza dell’ordine di Dio.
E una volta che sia tornata a Dio, mettete pace tra loro con giustizia; siate equanimi perché Dio ama gli equanimi.
- Zilio Grandi
E una volta che sia tornata a Dio, mettete pace tra loro con giustizia; siate equanimi perché Dio ama gli equanimi.
- Zilio Grandi
E se sorge conflitto tra due frazioni di credenti, mettete pace tra loro; e se una delle due fazioni prevarica sull’altra, combattete quella che prevarica, fino a quando ritorni all’ordine di Allàh! Se ci tornano, mettete pace tra loro con giustizia e siate equi, poiché Allàh ama coloro che si comportano con equità.
- Pasquini
- Pasquini
إِنَّمَا المُؤمِنونَ إِخوَةٌ فَأَصلِحوا بَينَ أَخَوَيكُم وَاتَّقُوا اللَّهَ لَعَلَّكُم تُرحَمونَ
In verità i credenti sono fratelli: ristabilite la concordia tra i vostri fratelli e temete Allah. Forse vi sarà usata misericordia.
- Hamza P.
- Hamza P.
I credenti sono fratelli. Mettete pace tra i vostri fratelli e temete Dio affinché Dio abbia misericordia di voi.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Certamente i credenti sono fratelli quindi mettete la concordia tra i vostri fratelli, e temete Allah, affinché vi sarà usato misericordia
- Pasquini
- Pasquini
يٰأَيُّهَا الَّذينَ ءامَنوا لا يَسخَر قَومٌ مِن قَومٍ عَسىٰ أَن يَكونوا خَيرًا مِنهُم وَلا نِساءٌ مِن نِساءٍ عَسىٰ أَن يَكُنَّ خَيرًا مِنهُنَّ وَلا تَلمِزوا أَنفُسَكُم وَلا تَنابَزوا بِالأَلقٰبِ بِئسَ الِاسمُ الفُسوقُ بَعدَ الإيمٰنِ وَمَن لَم يَتُب فَأُولٰئِكَ هُمُ الظّٰلِمونَ
O credenti, non scherniscano alcuni di voi gli altri, ché forse questi sono migliori di loro. E le donne non scherniscano altre donne, ché forse queste sono migliori di loro. Non diffamatevi a vicenda e non datevi nomignoli. Com’è infame l’accusa di iniquità rivolta a chi è credente [5] !
Coloro che non si pentono sono gli iniqui.
- Hamza P.
Coloro che non si pentono sono gli iniqui.
- Hamza P.
Voi che credete, gli uni di voi non ridano degli altri: magari questi sono migliori di loro; e le donne non ridano delle altre donne: magari queste sono migliori di loro.
Non calunniatevi gli uni gli altri e non rivolgetevi appellativi ingiuriosi; com’è brutto tra credenti il nome “empietà”! Quanto a chi non si pente, quelli sono i colpevoli. [11]
- Zilio Grandi
Non calunniatevi gli uni gli altri e non rivolgetevi appellativi ingiuriosi; com’è brutto tra credenti il nome “empietà”! Quanto a chi non si pente, quelli sono i colpevoli. [11]
- Zilio Grandi
O voi che credete, non prendete in giro qualcun altro! Può darsi che i presi in giro siano migliori di loro (di chi li prende in giro); e donne non prendano in giro altre donne, perché può darsi che le prese in giro siano migliori di loro. Non diffamatevi tra voi e non appioppatevi nomignoli. È gravissimo dare dell’empio (a qualcuno) dopo la sua (professione di) fede! Trasgressori sono coloro i quali non si ravvedono.
- Pasquini
- Pasquini
يٰأَيُّهَا الَّذينَ ءامَنُوا اجتَنِبوا كَثيرًا مِنَ الظَّنِّ إِنَّ بَعضَ الظَّنِّ إِثمٌ وَلا تَجَسَّسوا وَلا يَغتَب بَعضُكُم بَعضًا أَيُحِبُّ أَحَدُكُم أَن يَأكُلَ لَحمَ أَخيهِ مَيتًا فَكَرِهتُموهُ وَاتَّقُوا اللَّهَ إِنَّ اللَّهَ تَوّابٌ رَحيمٌ
O credenti, evitate di far troppe illazioni, ché una parte dell’illazione è peccato. Non vi spiate e non sparlate gli uni degli altri. Qualcuno di voi mangerebbe la carne del suo fratello morto [6] ?
Ne avreste anzi orrore! Temete Allah!
Allah sempre accetta il pentimento, è misericordioso.
- Hamza P.
Ne avreste anzi orrore! Temete Allah!
Allah sempre accetta il pentimento, è misericordioso.
- Hamza P.
Voi che credete, evitate le troppe congetture perché alcune sono peccato; e non spiate, e non mormorate degli altri quando non sono presenti: a qualcuno di voi piacerebbe mangiare la carne del vostro fratello morto? No di certo, vi disgusterebbe. Dunque temete Dio, Dio è pieno di perdono, è il Compassionevole. [12]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O voi che credete, astenetevi molto dal congetturare perché una parte della congettura è peccato; non spiatevi e non fate maldicenze una parte di voi su un’altra parte. Forse che qualcuno di voi amerebbe mangiare la carne del suo fratello morto? Sicuramente, la cosa vi fa orrore! Perciò temete Allàh. In verità, Allàh è l’Accoglitore del pentimento, al-Rahīm (il Clementissimo).
- Pasquini
- Pasquini
يٰأَيُّهَا النّاسُ إِنّا خَلَقنٰكُم مِن ذَكَرٍ وَأُنثىٰ وَجَعَلنٰكُم شُعوبًا وَقَبائِلَ لِتَعارَفوا إِنَّ أَكرَمَكُم عِندَ اللَّهِ أَتقىٰكُم إِنَّ اللَّهَ عَليمٌ خَبيرٌ
O uomini, vi abbiamo creato da un maschio e una femmina e abbiamo fatto di voi popoli e tribù, affinché vi conosceste a vicenda. Presso Allah, il più nobile di voi è colui che più Lo teme [7] .
In verità Allah è sapiente, ben informato.
- Hamza P.
In verità Allah è sapiente, ben informato.
- Hamza P.
Uomini, Noi vi abbiamo creati da un maschio e da una femmina, e abbiamo fatto di voi vari popoli e tribù affinché vi conosceste a vicenda; ma il più nobile di voi è colui che più teme Dio. Dio è sapiente e informato di tutto. [13]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O uomini, in verità, Noi vi creammo da un maschio e da una femmina e abbiamo fatto di voi popoli e tribù, affinché gli uni gli altri vi conosciate, ma colui che di voi eccelle presso Allàh è quello di voi che più degli altri ne è timorato. In verità, Allàh è Sciente e Ben Informato.
- Pasquini
- Pasquini
قالَتِ الأَعرابُ ءامَنّا قُل لَم تُؤمِنوا وَلٰكِن قولوا أَسلَمنا وَلَمّا يَدخُلِ الإيمٰنُ فى قُلوبِكُم وَإِن تُطيعُوا اللَّهَ وَرَسولَهُ لا يَلِتكُم مِن أَعمٰلِكُم شَيـًٔا إِنَّ اللَّهَ غَفورٌ رَحيمٌ
I Beduini hanno detto: «Crediamo». Di’: «Voi non credete. Dite piuttosto Ci sottomettiamo», poiché la fede non è ancora penetrata nei vostri cuori. Se obbedirete ad Allah e al Suo Inviato, Egli non trascurerà nessuna delle vostre [buone] azioni. In verità Allah è perdonatore, misericordioso» [8] .
- Hamza P.
- Hamza P.
I beduini dicono: «Crediamo». Rispondi: «Voi non credete; dite semmai: “Abbiamo abbracciato l’Islam”, perché la fede non vi è ancora entrata nel cuore. Ma se ubbidirete a Dio e al Suo messaggero, Dio non vi defrauderà della benché minima parte delle vostre azioni. Dio è Colui che perdona, è il Compassionevole». [14]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
I nomadi del deserto hanno detto: “Abbiamo la fede!”. Di’: “Voi non credete! Dite, piuttosto: ‘Abbiamo fatto Islàm!’. E ciò perché, in effetti, la Fede non è entrata nei vostri cuori, ma se voi obbedirete ad Allàh e al Suo Apostolo, Egli non vi sottrarrà nulla di ciò che vi spetta! In verità, Allàh è Perdonatore e Clementissimo”.
- Pasquini
- Pasquini
إِنَّمَا المُؤمِنونَ الَّذينَ ءامَنوا بِاللَّهِ وَرَسولِهِ ثُمَّ لَم يَرتابوا وَجٰهَدوا بِأَموٰلِهِم وَأَنفُسِهِم فى سَبيلِ اللَّهِ أُولٰئِكَ هُمُ الصّٰدِقونَ
I veri credenti sono coloro che credono in Allah e nel Suo Inviato senza mai dubitarne e che lottano con i loro beni e le loro persone per la causa di Allah: essi sono i sinceri.
- Hamza P.
- Hamza P.
I credenti sono quelli che credono in Dio e nel Suo messaggero e non hanno dubbi e lottano sulla via di Dio con i loro beni e le loro persone; ecco i credenti sinceri.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Certamente, i credenti sono coloro i quali credono in Allàh, nel suo Apostolo, non hanno dubbi e si sforzano, con i loro beni e le loro persone, per (il trionfo del) la Causa di Allàh. Quelli sono i sinceri!
- Pasquini
- Pasquini
قُل أَتُعَلِّمونَ اللَّهَ بِدينِكُم وَاللَّهُ يَعلَمُ ما فِى السَّمٰوٰتِ وَما فِى الأَرضِ وَاللَّهُ بِكُلِّ شَيءٍ عَليمٌ
Di’: «Sareste forse voi ad istruire Allah sulla vostra religione, mentre Allah conosce ciò che è nei cieli e sulla terra?». Allah conosce tutte le cose [9] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Di’: «Volete insegnare a Dio qual è la vostra religione? Dio conosce ogni cosa nei cieli e sulla terra, abbraccia ogni cosa con la Sua conoscenza».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Di’: “Forse che voi insegnerete ad Allàh la vostra religione, quando Allàh conosce ciò che esiste nei cieli e nella Terra? Allàh d’ogni cosa è Sciente!”.
- Pasquini
- Pasquini
يَمُنّونَ عَلَيكَ أَن أَسلَموا قُل لا تَمُنّوا عَلَىَّ إِسلٰمَكُم بَلِ اللَّهُ يَمُنُّ عَلَيكُم أَن هَدىٰكُم لِلإيمٰنِ إِن كُنتُم صٰدِقينَ
Vantano questa sottomissione, come fosse un favore da parte loro. Di’: «Non rinfacciatemi il vostro Islàm come se fosse un favore. È piuttosto Allah Che vi ricorda il Suo favore di avervi guidati verso la fede, [che otterrete] se siete sinceri [10] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Ti ricordano che hanno abbracciato l’Islam come se fosse un favore che ti hanno fatto. Rispondi: «Non ricordatemi che avete abbracciato l’Islam come se fosse un favore che mi avete fatto; piuttosto, è Dio che vi ricorda il favore che Egli ha fatto a voi guidandovi alla fede, se siete sinceri.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Essi, ti rinfacciano il loro avere fatto Islàm. Di’: “Non rinfacciatemi il vostro Islàm, se siete sinceri! Sarà Allàh (se non siete sinceri) a rinfacciarvi di avervi guidato alla Fede”.
- Pasquini
- Pasquini
إِنَّ اللَّهَ يَعلَمُ غَيبَ السَّمٰوٰتِ وَالأَرضِ وَاللَّهُ بَصيرٌ بِما تَعمَلونَ
Allah conosce l’invisibile dei cieli e della terra e Allah ben osserva quel che fate».
- Hamza P.
- Hamza P.
Dio conosce il mistero dei cieli e della terra, e quel che fate lo osserva».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
In verità, Allàh, conosce l’invisibile dei cieli e della Terra e Allàh è Attento Osservatore di ciò che voi fate.
- Pasquini
- Pasquini
Note di Hamza Piccardo alla Sura
- [1] ^ « non anticipate …»: con il vostro giudizio quello di Allah e del Suo Messaggero.
- [2] ^ Questo primo gruppo di versetti indica alcune delle regole fondamentali di «adab» (buona speranza, convenienza spirituale) da osservare nei rapporti tra i credenti e l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui). In particolare, l’esegesi afferma che i verss. 4 e 5 si riferiscono ad un episodio accaduto quando un gruppo di beduini dello Yamâma, venuti a Medina per incontrare l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) arrivarono davanti alla porta della sua casa e cominciarono a chiamarlo a squarciagola incuranti del clamore e del fastidio che stavano provocando al Profeta e alla sua famiglia.
- [3] ^ II versetto fu rivelato quando un certo Walîd ibn ‘Uqba, incaricato di riscuotere la decima presso la tribù dei Banû-l-Mustaliq, tornò a mani vuote dicendo che era stato maltrattato e cacciato. Mentiva spudoratamente e in realtà non si era neppure presentato alla tribù in questione. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) stava per ordinare una spedizione punitiva quando Allah (gloria a Lui l’Altissimo) fece scendere questa rivelazione ed evitò che fosse commessa un’ingiustizia.
- [4] ^ In prima lettura si potrebbe dire che il versetto è rivolto esclusivamente ai musulmani contemporanei dell’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) ma in realtà non è così. La Sunna di Muhammad, tramandata con rigore e precisione, con dovizia di esempi e di particolari, fa sì che i musulmani «sentano la presenza del Profeta» tra di loro e a lui si riferiscano quotidianamente per dirigere al bene i loro comportamenti. Questa è la regola che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) detta per dirimere i contenziosi tra i credenti. Quanto sangue e quanta sofferenza si sarebbero potuti evitare se gli uomini avessero applicato con fede e coraggio le direttive del loro Creatore. Signore perdonaci!
- [5] ^ «Com’è infame… rivolta a chi è credente»: infame tanto per il credente che la lancia quanto per il credente che la riceve.
- [6] ^ L’imam Al-Ghazali riferisce la storia di due donne che durante il mese di Ramâdan mandarono qualcuno all’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) per chiedergli il permesso di rompere il digiuno; si sentivano allo stremo e pareva loro di star per morire di fame e di sete. Il Profeta inviò loro una ciotola e l’ordine di vomitare in essa tutto quel che avevano mangiato. Le due, pur sostenendo di non aver toccato cibo, si sforzarono e rigettarono nella ciotola carne e sangue freschi fino a riempirla completamente. Di fronte alla meraviglia della gente l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) dette questa spiegazione del prodigio: «Quelle due donne certamente hanno digiunato astenendosi dal cibo ma hanno rotto il digiuno cibandosi di quello che Allah ha interdetto. Stavano sedute una accanto all’altra, sulla porta delle loro case e sparlavano della gente. Ciò che hanno vomitato e che vedete in questa ciotola sono le carni della gente di cui hanno sparlato». Secondo alcuni esperti questa tradizione non sarebbe veritiera. Rimane comunque il significato morale del racconto.
- [7] ^ L’Islàm spazza via qualsiasi concetto di supremazia razziale, nazionale, etnica, sociale. L’unico criterio con il quale stabilire una gerarchia di merito tra gli uomini è il timore di Allah.
- [8] ^ Il versetto sembra riferirsi all’opportunismo di alcune tribù arabe che abbracciarono l’Islàm per calcolo politico. Il versetto è importante per la distinzione che stabilisce tra la fede e la sottomissione: la prima investe la realtà spirituale dell’individuo, la seconda può limitarsi al suo comportamento esteriore ed essere comunque accettata dalla comunità islamica. La sottomissione talvolta precede la fede e crea i presupposti affinché quest’ultima possa svilupparsi nel cuore dell’uomo. Come abbiamo già detto, la Shari ‘a (la legge islamica) si limita a giudicare quello che appare. Solo Allah infatti (gloria a Lui l’Altissimo) conosce il segreto dei cuori.
- [9] ^ Vane le pretese di quelli che vogliono a tutti i costi rendere nota la loro «pratica» religiosa. Possono ingannare gli altri e forse loro stessi ma certamente non Allah (gloria a Lui l’Altissimo).
- [10] ^ «[che otterrete] se siete sinceri»: questa traduzione ci sembra la più coerente in base anche alla traduzione e all’interpretazione del vers. 14 (vedi anche la nota).
Versione cartacea de Il Corano - Hamza Roberto Piccardo
Note di Mohammad Ali Amir-Moezzi alla traduzione di Zilio Grandi
- Nota alla Sura Il contenuto della sūra medinese mostra che è molto tarda. Il carattere incoerente dei versetti si spiega con il fatto che furono rivelati in periodi differenti e in occasione di avvenimenti senza legame tra loro (cfr. i commenti ai vv. 4, 6-7 e 14). Oltre a un’allusione a due avvenimenti minori della vita del Profeta (vv. 2 e 5), la sūra tratta di due temi distinti. Innanzitutto, enuncia le disposizioni riguardanti le buone maniere che i credenti devono osservare nei confronti del Profeta (vv. 1-5). Inoltre, il v. 9 mostra chiaramente che la comunità, ormai ben organizzata, non deve più temere il pericolo proveniente dall’esterno, ma è minacciata soltanto da lotte interne. Ora, la società musulmana è basata sulla fratellanza (v. 10). I versetti successivi, che contengono una celebre immagine già utilizzata dai Padri della Chiesa («mangiare la carne del fratello morto»), mettono dunque in guardia i suoi membri contro le tare o le debolezze umane (giudizi malevoli, calunnie, irrisioni ingiuriose), che costituirebbero un pericolo proveniente dall’interno (vv. 11 e 12). La descrizione, in realtà, è destinata a illustrare di nuovo il grande tema coranico della fede – ubbidienza a Dio e al Profeta –, fondamento stesso di questa fratellanza (v. 11). Il tema si ricollega al v. 7, dove si ricorda che la fede viene da Dio e che è l’unità di misura della reale gerarchia fra gli esseri umani. Quest’ultima verità è espressa più compiutamente nel v. 13, che enuncia inoltre l’unità essenziale del genere umano, principio in apparenza senza legame con quanto precede e tenuto in grande considerazione dagli apologeti musulmani per provare che l’Islam, fondamentalmente pacifico, può contribuire all’armonia tra i popoli. Il testo continua sul tema della fede, essendo il v. 14 il corrispettivo del v. 7. Come nella sūra 48, la falsa fede degli Arabi beduini, che non hanno abbracciato l’Islam se non a fior di labbra, è messa sotto accusa e contrapposta a quella dei fedeli sinceri, che ricevono una direzione divina (rāshidūn).
- [1] ^ «Non portate»: di solito è inteso come un invito divino a rimandare le decisioni che vincolino il futuro della comunità fino a quando non sopraggiunga una rivelazione.
- [2] ^ A Medina il Profeta è alla guida di una comunità importante, dove il capo spirituale è al tempo stesso una figura politica. Il passo si aggiunge a quelli che richiedevano ai credenti di testimoniargli segni di rispetto, dei quali si poteva fare a meno al tempo della predicazione meccana: non apostrofarlo familiarmente (cfr. 24:63), non entrare all’improvviso nel suo spazio intimo (cfr. 33:53), elargire l’elemosina prima di un incontro con lui (cfr. 58:12). Questa deferenza dovuta al suo rango sociale non è che il segno esteriore della raccomandazione del Corano di rivolgersi in privato a colui che Dio e gli angeli benedicono (cfr. 33:56). «Grande ricompensa» (ajr ‘aẓīm): espressione ricorrente, è quella del paradiso.
- [4] ^ Allusione (forse anche nel v. 2) a un avvenimento preciso, l’arrivo di una delegazione di Beduini dalla Yamāma (regione orientale del Ḥijāz), i Banū Tamīm, nell’anno 9 dell’egira (631 d.C.) – chiamato per questo «anno delle delegazioni» –, al fine di negoziare con il Profeta il rilascio dei prigionieri. Il v. 5 dimostra che essi manifestarono rumorosamente la propria impazienza, senza pensare che il Profeta potesse essere trattenuto da qualche affare urgente.
- [6] ^ «Qualche empio»: ci si riferisce, secondo gli esegeti, a un avvenimento preciso della biografia canonica di Muḥammad. Il Profeta aveva delegato un certo Walīd ibn ‘Uqba a raccogliere la zakāt (elemosina) presso una tribù, i Banū Muṣṭaliq. Ora, l’emissario ritornò per comunicargli il loro rifiuto; i compagni di Muḥammad insistettero per intraprendere una spedizione punitiva, ma in seguito si apprese che si trattava di una falsa notizia. Se dunque il Profeta avesse ceduto alle loro insistenze, li avrebbe certamente indotti in peccato.
- [11] ^ L’ordine divino si spiega con il fatto che gli insulti presso gli Arabi erano un attentato all’onore, venivano presi sul serio e potevano provocare gravi conseguenze. «Com’è brutto tra credenti il nome “empietà”»: la tradizione arriva fino a proibire di definire «empio» (fāsiq) un musulmano. La questione dello statuto del musulmano reo di peccati gravi rappresentò agli inizi dell’Islam un problema così serio da dividere la comunità.
I più intransigenti, chiamati Khārijiti, che sarebbero divenuti presto settari, si pronunciarono a favore della messa al bando del colpevole, mentre al-Ḥasan al-Baṣrī, un pio personaggio che i sufi rivendicano come uno dei loro, si rifiutò di spingersi fino a questo punto e li considerò semplicemente degli ipocriti. I teologi della scuola mu‘tazilita tentarono di applicare nei confronti di questa categoria una classificazione intermedia tra quelle di fedele e di miscredente, attribuendole appunto il nome di fāsiq.
Dopo questi tentativi teologici, il sunnismo ortodosso opterà per non negare la qualità di musulmano al reo di questi peccati, dunque a non privarlo dei suoi diritti all’interno della comunità. - [12] ^ «Evitate le troppe congetture perché alcune sono peccato»: espressione divenuta in seguito proverbiale.
- [13] ^ Il versetto è importante per due motivi: tende fondamentalmente ad abbattere tutte le barriere all’interno del genere umano e a bandire i conflitti tra le nazioni. Sovrappone un egualitarismo tra i credenti all’ineluttabile differenza di condizione e di ereditarietà. La sua importanza proviene dal fatto che il Profeta lo citò nel celebre discorso pronunciato in occasione del suo pellegrinaggio dell’anno 10 dell’egira (marzo 632 d.C.), chiamato il pellegrinaggio dell’addio (ḥijjat al-wadā‘).
- [14] ^ Qui ci si riferisce, secondo l’esegesi, a una tribù beduina, gli Asad ibn Huzayma, che nell’anno 9 dell’egira (631 d.C.), andarono a trovare il Profeta, in tempo di carestia, per ottenere aiuti. In cambio, ostentarono una conversione di facciata (cfr. il commento a 48:11), dettata da puro opportunismo e indifferente alla predicazione di Muḥammad. Appena quest’ultimo scomparve, numerose tribù beduine si sentirono svincolate dai loro impegni e ripudiarono la professione di fede; il loro comportamento non è dunque diverso da quello degli ipocriti (cfr. 63:1-3). Il primo califfo Abū Bakr dovette condurre con rigore la repressione degli apostati, o più esattamente dei ribelli (ridda), cioè di quelle tribù che mettevano in pericolo il nascente Stato islamico. Inoltre si prefigura qui un’importante differenza di statuto, che opera una netta distinzione tra due termini: l’islām, semplice accettazione passiva, senza un coinvolgimento personale, della nuova religione e che fa aderire all’ordine sociale della umma; l’īmān, che è l’adesione intima al messaggio, preso come punto di partenza di un cammino spirituale sulla via tracciata dalla guida di Dio e del Suo Profeta. Anche per i teologi la fede è qualcosa che deve comportare non solo la dichiarazione verbale (iqrār), ma anche la sincerità del cuore (taṣdīq), che si accompagna all’accettazione della legge religiosa. L’islām è per così dire l’ubbidienza e l’īmān l’ottemperanza: la prima è esteriore, la seconda interiore, ma le due cose non procedono l’una senza l’altra. Il v. 17 aggiunge che la fede non è un’iniziativa dell’uomo, ma una grazia venuta da Dio, come nelle altre religioni monoteiste.
Versione cartacea de Il Corano / a cura di Alberto Ventura; traduzione di Ida Zilio-Grandi











