XII

La preghiera della paura

Su’ayb raccontò:
Domandai ad al-Zuhri se il Profeta – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute – facesse la preghiera della paura. Egli rispose:
Salim mi ha riferito che Abd Allah figlio di Umar – sia soddisfatto Iddio di ambedue – gli aveva narrato:
Ero con l’Inviato di Dio – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute – in una spedizione diretta nel Nagd, quando ci trovammo di fronte il nemico. Come ci fummo schierati per la battaglia, l’Inviato di Dio – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute – si alzò a diriger per noi la preghiera.
Una parte di noi si mise a pregare con lui, mentre gli altri avanzavano contro il nemico. L’Inviato di Dio – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute – fece una prosternazione e due prostrazioni con coloro che stavano con lui; questi, poi, presero il posto di quelli che non avevano pregato, i quali fecero a loro volta una prosternazione e due prostrazioni sotto la direzione dell’Inviato di Dio – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute -.
Quando, infine, egli pronunciò la rituale formula conclusiva, ciascuno di loro fece per contro proprio una prosternazione e due prostrazioni.

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Riferì il figlio di Abbas – sia soddisfatto Iddio di ambedue -:
Il Profeta – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute – s’alzò a diriger la preghiera per un gruppo di fedeli. Pronunciò la formula AIIah akbar, ed essi la pronunciarono con lui; fece una prosternazione, e solo una parte dei fedeli si prosternò; fece una prostrazione, e questi stessi si prostrarono con lui. Poi si rivolse agli altri, e quelli che s’erano già prostrati si misero a vegliare sui loro fratelli, in modo che anche questi potessero fare la prosternazione e la prostrazione con lui. Così, tutti facevano la preghiera, ma gli uni vegliavano sugli altri.

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