In nome di Dio, Misericordioso e Clementissimo

5^ LEZIONE [Corso-I Pilastri dell’Islam]

1° Pilastro: «SHAHADA» “La Testimonianza che non c’è divinità all’infuori di Allàh e che Muhammad è l’Inviato di Allàh”.

(Domenica 26/01/2014)

 

3° Punto]- I FRUTTI (THAMÂR) DELLA TESTIMONIANZA DI FEDE (Shahada)

In questa Lezione si prosegue sull’esporre i «Fadail [1] Favori, Benefici, Virtù – della Testimonianza di Fede (Shahada)» (Fadail ash-Sahahadatan). Nella lezione precedente sono stati evidenziati nr.11 Fadail (Favori-Benefici) della Shahada, oggi evidenzieremo altri nr.10 di questi Fadail.

12) La Shahada è «l’affermazione dell’Unità di Allàh» (at-Tawhìd)[2]. Perché essa rappresenta la negazione assoluta di ogni politeismo (shirk)[3] e il suo significato è incontestabilmente quello rivelato dall’Altissimo: «E il vostro Dio è un Dio Unico (wa ilàhu-kum ilàhun wàhidun).»[4]

Alcuni potrebbero essere tentati di dire: «Certo, il nostro Dio è Uno, ma è probabile che altri abbiano un dio che fa fronte al nostro»  Allàh ha messo fine a questo smarrimento con le Sue parole: «Non c’è divinità all’infuori di Lui (là ilàha illà Huwail Misericordioso il Clementissimo[5]

La parola tawhìd è portatrice di due frutti. Il primo è che la sostanza dell’uomo fu creata all’origine nobile e onorabile. Allàh Altissimo ha detto: «Certo abbiamo onorato i figli di Adamo»[6].Poiché il prototipo originario [dell’uomo] deteneva questa nobiltà, la purificazione dell’uomo si fa in accordo col suo prototipo, mentre il suo avvilimento [diventare vile] si fa in opposizione ad esso. Vediamo allora che quando l’uomo dà degli associati ad Allàh, diventa impuro. È ciò che spiegano le Sue parole [di Allàh]: «Gli associatori (mushrikun-politeisti) sono solamente impurità (al-mushrikun najasun[7].L’impurità è un’opposizione al prototipo [puro] ed essendo di quelli che affermano l’Unità di Allàh, il servitore ha dovuto conoscere la purezza alla sua origine per conformarsi in seguito a questa. Difatti, colui che esprime l’Unità e Unicità di Allàh [con là ilàha illà Allàh] fa parte della Sua élite.

13) La Shahada è «la sincerità» (ikhlâs). Si chiama così perché il suo principio implica -l’azione del cuore- che è quella di conoscere (per mezzo del cuore) l’Unicità di Allàh l’Altissimo (At-Tawhîd). È inconcepibile che questa conoscenza con il cuore abbia altro interesse se non quello di ubbidire, di amare e di adorare Allàh. Questa ‘conoscenza’ deve essere ricercata solo per Allàh e per nessun’altra ragione, come contrariamente talvolta succede agli atti di adorazione “esteriori”. Questi atti possono essere compiuti per la gloria di Allàh Altissimo, come invece possono essere compiuti per interessi per questo basso mondo (dunyà), quali l’ipocrisia, l’orgoglio o la raccomandazione. Ecco perché si designa lâ ilâha illâ Allâh con la parola “ikhlâs” (sincerità).

14) La Shahada è «la virtù» (ihsân)[8]. Allàh l’Altissimo ha detto: «C’è altra ricompensa per il bene, che il bene?»[9]. Allo stesso modo, la ricompensa per la fede può essere altra cosa se non la fede? Sappi [o servitore] che l’impegno alla servitù (‘ubudiyya) incombe a te, come per contro l’impegno alla Signoria (Rabbaniya) incombe alla Sua (di Allàh) magnanimità, così come ha detto l’Altissimo: «Se mantenete i vostri impegni nei Miei confronti, Io terrò i Miei verso di voi»[10]. L’impegno alla servitù è che tu sia il servitore (‘abd) di Allàh e di nessun altro, e che tu sappia inoltre come tutto, eccetto Allàh, è asservito ad Allàh, come Lui stesso l’ha detto: «Tutti coloro che sono nei cieli e sulla terra si riducono, di fronte al Misericordioso (senza eccezione), a servitori[11]

L’espressione lâ ilâha illâ Allâh indica l’assenso che tutto, salvo Lui (Allàh), è Suo servitore. È stabilito dunque che, pronunciare lâ ilâha illâ Allâh, è un “atto virtuoso” da parte del servitore, da qui le Sue parole: «C’è altra ricompensa per il bene che il bene?». In altri termini, la ricompensa di colui che pronuncia lâ ilâha illâ Allâh è altra se non quella di essere messo sotto la protezione di lâ ilâha illâ Allâh? Allàh l’Altissimo ha detto: «A chi avrà fatto il bene, supremo bene gli sarà dato e più ancora»[12]. Il senso delle parole “quelli che agiscono per il bene”, secondo i principali commentatori del Corano è la frase lâ ilâha illâ Allâh perché se la si pronuncia e si muore, si entra in Paradiso. Allàh l’Altissimo ha detto: «E chi mai proferisce parola migliore di colui che chiama ad Allâh?»[13]

Riporta Abu Mûsa al-As’ari che l’Inviato di Allàh (su di lui la preghiera e la pace divine) ha detto: «A chi avrà fatto il bene, supremo bene sarà dato, e più ancora»[14], vale a dire a coloro che dicono lâ ilâha illâ Allâh. La parola «supremo bene sarà dato» è il Paradiso e «più ancora» è vedere il Suo nobile Volto (di Allàh). Più l’atto è migliore, più colui che agisce è virtuoso. La migliore invocazione è lâ ilâha illâ Allâh e la migliore conoscenza è quella di lâ ilâha illâ Allâh. Questa conoscenza e questa invocazione rappresentano la virtù (ihsân).

15) La Shahada è «la chiamata della Verità» (da’wa [15] al-HaqqAllàh Altissimo dice: «A Lui [Allàh] la chiamata della Verità (a Lui solo spetta l’invocazione vera) (la-Hu, da’wat al-haqq)[16]. Ciò significa che questa ‘chiamata della Verità’ appartiene solamente a Lui [Allàh] e a nessun altro. Allàh lo spiega con queste Sue parole: «Di’: A voi la vostra religione e a me la mia (religione)»[17]. In altri termini, tu hai la tua religione che non è per altri che te.

Questa chiamata della Verità (da’wa al-haqq) può talvolta effettuarsi per la Verità stessa, essere per la Verità, ed andare verso la Verità. E talvolta può effettuarsi dall’umanità, per la Verità, verso l’umanità. Per quanto riguarda all’appello della Verità che proviene dalla Verità, ciò è perché in realtà è Egli (Allàh) che chiama il cuore (dell’uomo) alla Sua presenza. Se non provenisse da Lui la chiamata a questa presenza così come la garanzia del successo per quest’unione, per quale altra via l’intelligenza umana potrebbe allora unirsi alla Maestà della presenza di Allàh Altissimo? Inoltre, i principi di movimento e le origini di ogni vita dimostrano in definitiva, il potere e i decreti di Allàh. Allàh l’Altissimo ha detto: «Ad Allàh appartiene il Comando (Amr), e [questo] nel passato e nel futuro».[18]

Riguardo questa chiamata della Verità, Allàh Altissimo ha detto: «A chi apparterrà la Sovranità in quel Giorno? [del Giudizio]»[19] Per ciò che è di fatto che questa chiamata conduce verso la Verità, Allàh Altissimo ha detto: «In verità tutto ritorna verso il tuo Signore»[20]. Per ciò che riguarda la chiamata alla Verità che proviene talvolta dall’umanità, ha detto Allàh: «Chi mai proferisce parola migliore di colui che chiama (da’wa) ad Allah, e compie il bene?»[21]

16) La Shahada è «giustizia» (‘adl)[22]. Allàh l’Altissimo ha detto: «In verità Allàh ordina la giustizia, la virtù e l’assistenza»[23]. Ibn Abbâs ha detto: “Essere giusto è testimoniare che ‘non c’è divinità se non Allàh’ (lâ ilâha illâ Allâh), ed essere virtuosi consiste nella pratica della servitù (‘ubudiyya).” È detto che: “la giustizia è la testimonianza che non c’è divinità se non Allàh e la virtù è la sincerità”. È stato detto anche: “la giustizia deve applicarsi verso le persone e la virtù nei confronti di se stessi e della propria obbedienza [ad Allàh]. Allàh Altissimo ha detto: «Se farete del bene lo farete in favore vostro, e se farete del male lo farete a voi stessi.»[24]

Ci sono parecchie ragioni per le quali si dà all’attestazione di fede [shahada] il nome «giustizia». Prima di tutto la ‘giustizia’ è ciò che conduce all’equilibrio in ogni cosa e alla perfezione del suo stato proprio. La perfezione dello stato delle ‘facoltà sensoriali’ è la coscienza (totale) delle cose percettibili per mezzo dei sensi. La perfezione dello stato delle ‘facoltà psichiche’ è la ricerca di cose materiali che sono benefiche. La perfezione dello stato della ‘resistenza nervosa’ è il rigetto di ogni cosa incompatibile col corpo. Infine, per ciò che concerne la ‘facoltà d’intellezione’, la perfezione del suo stato, e la sua felicità ultima, risiede nel fatto di avere inciso in essa le forme delle realtà interiori e le immagini delle cose intelligibili reali, e questo affinché la facoltà di intellezione sia come uno specchio (pulito) che riflette i volti alla perfezione. Fra le cose così intelligibili le più nobili ed elevate sono la conoscenza della Maestà di Allàh, la Sua Santità, la Sua Sublimità e la Sua Provvidenza. È l’obiettivo di ogni giustizia e di ogni equilibrio per lo spirito umano ed Egli li ha creati per essere atti a percepire questo stato e per esserne assorbiti.

17) La Shahada è «il buono della parola» (al-tayyib [25] min al-qawla). Allàh l’Altissimo ha detto: «Poiché saranno guidati verso il buono (tayyib) della parola»[26]. Vale a dire verso lâ ilâha illâ Allàh. L’articolo determinativo “il” (al)[27] davanti alla parola ‘buono’, serve ad aiutare solamente la comprensione, come se Allàh avesse detto: «Non c’è assolutamente niente di delizioso o di buono eccetto questo», perché si può considerare ciò che è buono in modo differente da Lui come non buono affatto.

Quale parola è più pura e gustosa (deliziosa) dell’affermazione dell’Unità (tawhìd)? La miscredenza (kufr) provoca settanta anni d’impurità, che possono essere cancellati dal vero ricordo (dhikr) di questa formula là ilàha illà Allàh recitato anche una sola volta. Questo è dovuto al fatto che il buono ha un buon gusto (dhawq), ed il gusto, è la coscienza di ciò che meglio conviene.

I sensi non possono afferrare che gli “accidenti” dell’esistenza ed i corpi corruttibili; lo spirito afferra l’Essenza (Dhàt) di Allàh Altissimo e la Sua Sublimità. Grazie a questa coscienza, più la comprensione è profonda e più ciò che è afferrato è nobile e perciò, di conseguenza, più nobile ed elevata è la gioia ottenuta. Alla luce di ciò, la relazione che esiste tra i piaceri dello spirito e i piaceri dei sensi è la stessa relazione tra l’Essenza di Allàh Altissimo nei Suoi Attributi, nella Sua Gloria e nella Sua Esaltazione, e gli affari e gli accidenti di questo mondo (dunyà).  È evidente che il bene assoluto è la conoscenza di lâ ilâha illâ Allàh, il ricordo per mezzo di lâ  ilâha illâ Allàh e l’immersione nella luce della Maestà divina per lâ ilâha illâ Allàh.

18) La Shahada è «la rettitudine» (al-istiqâma). Allàh l’Altissimo ha detto: «Coloro che dicono “Il nostro Signore è Allah”, e poi si tengono (astaqàmù) sulla retta via»[28]. Si tratta dell’espressione lâ ilâha illâ Allàh, e la parola “Il nostro Signore è Allah” è una conferma dell’esistenza del Signore, l’Altissimo. L’umanità è composta da coloro che danno ad Allàh un pari ed un socio, e poi da coloro che negano ciò. Sono questi che (non associano nulla ad Allàh) che sono nella rettitudine (istiqàma) e sulla via diritta. La rettitudine al momento della risurrezione si valuta in rapporto alla rettitudine nel rifiuto di associare qualcosa ad Allàh.

Un Sapiente ha detto che per avere la rettitudine (istiqàma) duratura, bisogna avere queste 9 cose: Il Dono di Allàh; la sincerità (ikhàs); il chiedere perdono (istighfar) e il pentimento (tawba); l’esame di coscienza; le preghiere (salàt) fatte al tempo giusto; la scienza (‘ilm); amici sani e corretti (sahih); controllo dei sensi (vista, udito, parola); conoscere la strada dello shaytan (per evitarla).

19 La Shahada è «la parola di Allàh, la più elevata» (kalimatu-Allâh al-‘ulyâ[29]). Allàh l’Altissimo ha detto: «e la parola di chi ripugnò la fede (kafirun), (Allàh) la ridusse in basso, e la parola di Allàh è la più elevata (wa kalimat Allàh, hiya al-‘ulyà)»[30]. Difatti, la luce della Parola si rivela solamente al cuore una volta che questo ha ricevuto da Allàh la forza. Di conseguenza i conoscitori (‘arifùn), immersi nella luce della Maestà divina, guardano con disdegno le mondanità e il potere dei re. Non s’interessano alla guerra e non hanno alcuna considerazione per i piaceri e le bellezze di questo basso mondo (dunyà).

Non vedi che quando la luce di questa Parola apparve ai maghi di Faraone [tramite il Profeta Mosè], essi non notarono neppure che i loro piedi e le loro mani erano stati tagliati? In questo basso mondo (dunyà) la Parola di Allàh domina sulle altre credenze, Allàh l’Altissimo ha detto: «affinché essa prevalga sulle religioni tutte, anche a dispetto degli idolatri»[31]. Si eleva al di sopra di ogni peccato, perché in verità, cancella ogni peccato senza che nessuno peccato possa cancellarla.

20) La Shahada è «le chiavi dei cieli e della terra» (maqâlìd as-samâwât wa al-ard). Ibn Abbâs ha detto: “Si tratta di lâ ilâha illâ Allàh, perché il politeismo è una delle cause della corruzione del mondo”. Allàh Altissimo ha detto: «Poco manca che si spacchino i cieli, e si squarci la terra, e crollino in polvere le montagne, poiché essi hanno attribuito un figlio al Misericordioso»[32]. Poiché è così, l’affermazione dell’Unicità di Allàh (tawhìd) è il benessere del mondo. Le porte del Paradiso si aprono solamente quando si supplica con lâ ilâha illâ Allàh. Parimenti, le porte dell’inferno sono chiuse solamente da queste parole, e i diversi tipi di suggestioni malefiche sono respinte solamente da questa espressione. Essa è dunque la chiave più elevata dei cieli e della terra, e la chiave più potente degli spiriti, delle anime, dei corpi e dell’intelletto.

21) La Shahada è «la parola mediana» (al-kalimat as-sawâ[33]). Allàh l’Altissimo ha detto: «Di’: “O gente del Libro, avanti, innalzatevi a una Parola mediana (kalimàt as-sawà’) tra noi e voi: non adorare altri che Allàh, non associarGli nulla, e che di noi nessuno prenda altri per ‘signori’ ad esclusione di Allàh”. E se s’allontanano, dite loro: Rendete testimonianza che siamo sottomessi (muslimun) a Allàh»[34].

Secondo Al-Alùsi è una parola «sulla quale non si contraddicono la Torà, il Vangelo e il Corano». Secondo Al-Qashàni: «Una parola mediana tra noi e voi»: e si intende la Parola dell’Unità divina, perché su di essa non vi è contraddizione né tra  Profeti né tra i Libri sacri. Questa Parola è «lâ ilâha illâ Allàh», la parola dell’Unità divina (kalimatu t-tawhid).

Fine Lezione

Avviso per la prossima lezione di Domenica 9 Febbraio! Gli studenti devono fare una ricerca, nel Corano, negli Hadith, nella Sharì’a e altre fonti islamiche, su quali sono le condizioni (shurùt) necessarie affinché la testimonianza di fede (shahada) sia valida. E poi portare quanto trovato alla Lezione.

Note 

[1] «Fadl» ha in italiano i seguenti significati: favore divino; grazia; merito; beneficio. Esiste anche il Nome divino «Al-Fàdil» Il Sovrabbondante.

[2] «Tawhìd» ha in italiano i seguenti significati: Unità; l’Unità di Dio; attestazione dell’Unità Suprema; la dottrina dell’Unità o dell’Unicità divina, o sua proclamazione, testimonianza o affermazione.

[3] «Shirk» è il fatto di associare a Dio altre divinità; associare qualcosa a Dio; politeismo; idolatria.

[4] Corano sura 2, vers. 163.

[5] Corano sura 2, vers. 163.

[6] Corano sura 17, vers. 70

[7] Corano sura 9, vers. 28.

[8] La nozione di «Ihsàn» “Virtù” rinvia all’idea del compimento perfetto delle buone opere (hasanàt) o di ciò che è moralmente e eticamente corretto. «Ihsàn» si traduce generalmente con ‘eccellenza del comportamento’, ‘perfezione nell’adorazione’, ‘virtù perfetta’. Vedere anche l’Hadith Jibril “l’Ihsàn consiste nell’adorare (o servire) Allàh come se tu Lo vedessi, poiché se tu non Lo vedi, Egli tuttavia vede te.

[9] Corano sura 55, vers. 60.

[10] Corano sura 2, vers. 40. “O figli di Israele, ricordate i favori di cui vi ho colmati e rispettate il Mio patto e  rispetterò il vostro. Solo Me dovete temere.

[11] Corano sura 19, vers, 93. «Tutte le creature dei cieli e della terra si presentano come servi (‘abd) [davanti]al Compassionevole.»

[12] Corano sura 10, vers. 26.

[13] Corano sura 41, vers. 33. Versetto completo: «Chi mai proferisce parola migliore di colui che invita ad Allah, e compie il bene e dice: «Sì, io sono uno dei sottomessi a Dio (muslim)»? 

[14] Corano sura 10, vers.26.

[15] «Da’wa» ha i seguenti significati: Appello rivolto all’umanità di ricordarsi di Dio; chiamata a Dio; appello alla conversione alla Religione di Dio.

[16] Corano sura 13, vers.14. «A Lui solo spetta l’invocazione vera! E coloro che invocano altri, invece di Lui, non otterranno da loro risposta. Sarà di loro come chi stende le mani nell’acqua per portarsela fresca alla bocca e non riescono a farlo, chè l’invocazione degli empi è solo null’altro che errore.»

[17] Corano sura Kafirun 109, vers.6. «Di’: “O miscredenti! (kafirun), Io non adoro quel che voi adorate, ne voi adorate quel che io adoro. E io non venero quel che voi venerate, ne voi venerate quello che io venero: a voi la vostra religione, a me la mia.»

[18] Corano sura 30, vers. 4.

[19] Corano sura 40, vers.16. «il Giorno in cui usciranno dalle tombe i morti e non sarà nascosta ad Allàh di lor cosa alcuna. A chi apparterrà la sovranità in quel Giorno? Ad Allah, l’Unico, il Dominatore».

[20] Corano sura 53, vers. 42.

[21] Corano sura 41, vers. 33.

[22] «Al-‘Adl» “Il Giusto” è uno dei 99 Nomi Divini. «’Adl» ha tra i suoi significati: la giustizia (divina); l’equilibrio; l’equità.

[23] Corano sura 16, vers. 90.

[24] Corano sura 17, vers. 7.

[25] «Tayyb» ha i seguenti significati: buono, ciò che piacevole, delizioso, beatitudine.

[26] Corano sura 22, vers. 24. «wa hudù ilà a-tayyib min al-qawli»

[27] Vale a dire l’articolo determinativo «al» (il), nella parola al-tayyib  (il buono), che comprende tutto ciò che è buono in termini di parola.

[28] Corano sura 41, vers. 30.

[29] «’Ulyà» ha tra i suoi significati: elevazione in altezza, esaltazione, sublimità. «Al-‘Alì» “L’Altissimo” è uno dei 99 Nomi di Allàh. vedi anche Sura Al-‘Alà -L’Altissimo nr.87.

[30] Corano sura 9, vers. 40.

[31] Corano sura 9, vers. 33. Versetto completo: “Egli (Allàh) è Colui che ha inviato il Suo Messaggero con la retta guida e la Religione della Verità affinché prevalga sulle religioni tutte, anche a dispetto degli idolatri”.

[32]  Corano sura 19, vers. 90-91.

[33] «Sawa’» significa: mediana; omogenea; uguale; equilibrata; giusta. «Sawà’ as-sabìl» la retta via.

[34] Corano sura 3, vers. 64. Parole rivolte dai Musulmani ai Cristiani e agli Ebrei (la gente del Libro).

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