In Nome di Dio, Misericordioso (Ar-Rahmàn) e Clementissimo (Ar-Rahìm)

Assalamu ‘alaykum, wa rahmatullahi, wa barakatuhu

Che la Pace, la Misericordia e la Benedizione di Dio sia su tutti voi

 

Corso “I Pilastri dell’Islam” – 2° Pilastro: La Salàt (La Preghiera)

Lezione 4 ( Anno 2015-2016) – Domenica 30 Novembre 2014)

I BENEFICI (FADAIL) DELLA SALAT (PREGHIERA) – parte due 

L’insegnante Shaykh Anwar, dopo il saluto ai partecipanti presenti al Corso, inizia la Lezione proseguendo con il punto 3. I benefici e i favori divini (fadail) della Preghiera (Salàt).

Paragrafo 3: Benefici e favori divini (fadail)[1] della Preghiera (Salàt) 2^Parte

Come nelle Lezioni precedenti, studieremo assieme questo punto aiutandoci con il Corano e con la Sunna, detti e fatti del Profeta Muhammad (sas).

6- La Preghiera (Salàt) è uno dei strumenti fondamentali per entrare in Paradiso (Janna)

Si tramanda da Rabî’a bin Ka’b, servitore dell’Inviato di Allàh (su di lui la preghiera e la pace divine) e uno di quelli del loggiato (ahlu as-suffa)[2]: «Passavo la notte a disposizione dell’Inviato di Allàh (su di lui la preghiera e la pace divine) portandogli l’acqua che gli serviva per l’abluzione minore (wudù) e ogni altra cosa di cui avesse bisogno. [Una certa notte] il Profeta (sas) mi disse: “Chiedimi!” “Ti chiedo la tua compagnia in Paradiso” gli dissi. Lui mi chiese: “Non vuoi altro?” “Solo questo”, risposi. Allora mi disse: “Aiutami contro la tua anima (nafs), prosternandoti (sujùd) molto di frequente! [cioè facendo molte preghiere]”».[3]

7- Per ogni nostro passo per incamminarsi a fare la preghiera, Allàh ci innalza di un grado spirituale (daraja) e ci da una ricompensa (hasanàt)

Si tramanda da Abû Hurayra che l’Inviato di Allàh (su di lui la preghiera e la pace divine) ha detto: «Chi si purifica (fa l’wudù) a casa propria, poi si reca in una delle case di Allàh (Moschee) a compiervi uno degli obblighi stabiliti da Allàh (preghiere obbligatorie), [nel suo cammino] un passo farà cadere (per lui) un peccato, e l’altro passo eleverà (per lui) un grado spirituale (daraja)».[4]

E ancora: Si tramanda da Giàbir: «Vi erano dei pezzi di terra liberi attorno alla moschea (del Profeta), e [la tribù] i Banù Salima volevano trasferirsi vicino ad essa. Ne giunse notizia all’Inviato di Allàh (su di lui la preghiera e la pace divine) che disse loro: “Mi è arrivata notizia che volete trasferirvi vicino alla moschea”. Loro risposero: “Si, Inviato di Allàh, in effetti lo desideriamo”. Lui disse: “Banù Salima restate nelle vostre case, perché le tracce [dei passi che fate per andare alla moschea] sono ascritte a vostro favore! ”Restate nelle vostre case, perché le tracce [dei passi che fate per andare alla moschea] sono ascritte a vostro favore!” I Banù Salima allora affermarono: “Non ci piace più cambiare casa!”»[5]

8- Allàh prepara una casa di accoglienza per l’ospitalità in Paradiso per coloro che s’incamminano a fare la Preghiera (Salàt)

L’Inviato di Allàh (su di lui la preghiera e la pace divine) ha detto: «Chi va alla Moschea e ritorna, Allah gli prepara una casa in Paradiso per ogni volta [che vi si reca].»[6]

E ancora: Si tramanda da Abû Hurayra che il Profeta (su di lui la preghiera e la pace divine) disse: «Chi va alla moschea [per fare la preghiera] al mattino o alla sera, Allàh gli prepara un ‘dono ospitale’ nel Giardino (Paradiso), e questo ogni volta che vi si reca al mattino o alla sera.»[7]

9- Allàh cancella i peccati (lievi) commessi tra due Preghiere

Si tramanda da ‘Amr bin Sa’id al-As: «Ero con Uthman che ha chiesto dell’acqua per fare le abluzioni rituali (wudù) e disse: “Ho sentito il Messaggero di Allah (su di lui la preghiera e la pace divine) che ha detto”: “Quando arriva il tempo per fare la preghiera prescritta, se ogni musulmano esegue la sua abluzione rituale (wudù) in modo appropriato (hasan) e offre la sua preghiera con umiltà e prosternazione, ciò sarà una espiazione per i suoi peccati passati, fintanto che non ha commesso un peccato grave; e questo vale per tutto il tempo tra una preghiera e quella successiva.»[8]

 

10- Gli Angeli pregano per chi è sul posto della Preghiera (Salàt), e la preghiera in comunità  (jamà’a) vale di più.

Si tramanda da Ibn ‘Umar che l’Inviato di Allàh (su di lui la preghiera e la pace divine) ha detto: «La preghiera in comune è più eccellente di ‘ventisette gradi ‘rispetto a quella fatta individualmente».[9]

Si tramanda da Abù Hurayra che l’Inviato di Allàh (su di lui la preghiera e la pace divine) ha detto: «La Preghiera (Salàt) che un uomo compie in gruppo (jamà’a) è superiore di oltre venti gradi a quella che compie al mercato (suq), o in casa propria. Ciò perché, quando qualcuno di loro fa l’abluzione rituale (wudù) eseguendola in modo appropriato (hasan) poi si reca in moschea senza volere altro che la preghiera (salàt), o diciamo senza che ve lo spinga altro che la preghiera, ecco che non fa un passo senza che per quel passo non lo si elevi di un grado (darajà) e cada da lui un peccato, fino a quando non entra in moschea. E quando vi è entrato, egli è in preghiera sino a che questa lo trattiene. Gli Angeli pregano su ciascuno di voi [che sia in tal modo ‘in preghiera’, sia effettuandola sia che attendendola,] sin tanto che sta seduto nello spazio in cui prega, e dicono: “Allahumma usagli misericordia! Allahumma perdonalo! Allahumma rivolgiti a lui benigno!» Questo finché non reca disturbo [agli Angeli], quando lo coglie in quello un motivo di impurità minore.»[10]

Si tramanda da Abù Hurayra che l’Inviato di Allàh (su di lui la preghiera e la pace divine) ha detto: «Gli Angeli pregano su ognuno di voi sinché rimane nel luogo in cui prega, sempre che non incorra nell’impurità minore (hadath). Essi dicono: “Allahumma perdonalo! Allahumma abbi misericordia di lui!»[11]

Shaykh Anwar fa notare che la – Compagnia degli Angeli – e le loro preghiere d’intercessione presso Allàh per colui che compie le Preghiere (Salàt) alla Moschea, è un grandissimo favore divino (fadl) che Allàh dona ai credenti, bisogna però assolvere a questi tre punti:  1) Fare l’abluzione rituale (wudù) nel miglior modo, perfettamente (hasan). 2) Avere un’intenzione sincera (niyya ikhlàs) di andare in moschea solo per compiere la preghiera (salàt) in gruppo. 3)Rimanere seduti sul posto della preghiera e in stato di purificazione rituale (wudù).

11. Attendere in Moschea la preghiera (salàt) per Allàh, è ‘essere pronti’ (ribàt)[12]

Si tramanda da Abù Hurayra: «L’Inviato di Allàh (su di lui la preghiera e la pace divine) ha detto: “Non volete che vi indichi qualcosa con cui Allàh cancella i peccati ed eleva i gradi (spirituali) (darajà)?” “Certo, Inviato di Allah!”, gli riposero. Lui allora disse: “Compiere l’abluzione minore (wudù) alla perfezione quando si sia in situazioni di difficoltà; muovere frequentemente il passo verso le moschee; e ancora, fermarsi ad aspettare la preghiera successiva, dopo aver pregato. Tutto questo è essere pronti (ribàt)! Questo è essere pronti.»[13]

12- Chi esce di casa per andare a fare la preghiera in Moschea è (guadagna) come il pellegrino che va al Pellegrinaggio (Hajj).

Si tramanda da Abù Umamah che L’Inviato di Allah (su di lui la preghiera e la pace divine) ha detto: «Se qualcuno esce dalla sua casa, dopo aver eseguito l’abluzione rituale (wudù) per dirigersi alla moschea e compiere la preghiera obbligatoria (fard) in gruppo, la sua ricompensa sarà come quella di colui che dopo aver fatto la sacralizzazione (hiram) e aver indossato gli indumenti del pellegrino, va per fare il Pellegrinaggio (Hajj). E chi esce di casa dopo aver fatto l’abluzione (wudù) per dirigersi alla moschea per compiere la preghiera (supererogatoria nawàfil) di metà mattina (duha), avrà la ricompensa come quella di una persona che svolge il piccolo Pellegrinaggio (Umra). E una preghiera seguita da un’altra preghiera, senza parlare tra loro di cose mondane, verrà registrato [da Allàh] in un Libro in ‘Illiyyùn (il posto più alto in Paradiso)[14].»[15]

13- Chi si incammina alla moschea per la preghiera e arriva che è già stata fatta, Allàh lo ricompensa come se l’avesse fatta.

Il Profeta (su di lui la preghiera e la pace divine) ha detto: «Chi esegue l’abluzione (wudù) e la compie perfettamente, e poi va alla Moschea [per fare la preghiera obbligatoria] e arriva che essa è stata già compiuta dal gruppo, Allah gli darà una ricompensa come colui che ha pregato in gruppo ed è stato con esso e la ricompensa di coloro che hanno pregato in gruppo non verrà ridotta».[16]

14- Chi fa l’abluzione ed esce di casa per andare a fare la preghiera (in Moschea) è già in preghiera.

Si tramanda da Abù Hurayra che l’Inviato di Allàh (su di lui la preghiera e la pace divine) ha detto: «Chi fa l’abluzione rituale (wudù) e poi s’incammina verso la moschea, è in preghiera fino a quando ritorna alla sua abitazione.»[17]

E Allàh è il più Sapiente (wa Allahu ‘Alìm)

– Fine Lezione –

«Subhàna-ka Allàhumma wa bi-hamdi-ka,

ashhadu an là ilàha illà Anta,

astaghfiru-ka wa atùbu ilay-ka»

«O Allàh gloria a Te e con la Tua Lode,

testimonio che non c’è divinità all’infuori di Te,

chiedo il Tuo perdono e a Te mi pento»

NOTE 

[1] «Fadl» si può tradurre con: Favore (divino), Beneficio, Grazia, Eccellenza.

[2] Musulmani che abitavano sotto un loggiato all’esterno della Moschea del Profeta (su di lui la preghiera e la pace divine) a Medina: poverissimi, alloggiavano in quel luogo per essere sempre vicini all’Inviato d Allàh.

[3] Sahih Muslim n.489 – su An-Nawawì – I Giardini dei devoti, Cap.11, nr.106 -Ed. Orientamento/Al-Qibla.

[4] Sahih Muslim n.666- su An-Nawawì – I Giardini dei devoti, Cap.189, nr.1055 -Ed. Orientamento/Al-Qibla.

[5] Sahih Muslim n.656, su An-Nawawi – I Giardini dei devoti, Cap.189, nr.1057 -Ed. Orientamento/Al-Qibla.

[6] Muslim e Al-Bukhari.

[7] Sahih Muslim n.669, su An-Nawawi – I Giardini dei devoti, Cap.189, nr.1054 -Ed. Orientamento/Al-Qibla.

[8] Sahih Muslim n.228.

[9] Sahih Muslim n.650, su An-Nawawi – I Giardini dei devoti, Cap.191, nr.1065 -Ed. Orientamento/Al-Qibla.

[10] Sahih Muslim n.649, su An-Nawawi – I Giardini dei devoti, Cap.1, nr.10 -Ed. Orientamento/Al-Qibla.

[11] Sahih AlBukhari, su An-Nawawi – I Giardini dei devoti, Cap.190, n.1063 -Ed. Orientamento/Al-Qibla.

[12] Il «ribāṭ» indica un insieme di strutture fisse poste lungo i confini dei domini islamici (la cosiddetta dàr al-Islàm, o “casa dell’Islam”), finalizzata ad ospitare volontari che potessero assolvere al contempo al dovere di difendere le frontiere dell’Islam e al rafforzamento della fede islamica grazie a esercizi spirituali e devozionali.

[13] Sahih Muslim n.251, su An-Nawawi – I Giardini dei devoti Cap. 189, nr.1060 -Ed. Orientamento/Al-Qibla

[14] «’Illiyun» Questo termine significa “luoghi elevati”, ‘un nome della parte superiore dei cieli’. Per i commentatori del Corano, ora è un nome di luogo (Paradiso), ora è un nome di un Libro, ove sono registrate le opere degli Eletti. Vedi Corano: «Il registro dei giusti è nelle altezze [del Paradiso] (‘illiyyùn). E chi mai vi farà comprendere cosa sono le altezze [del Paradiso] (Illiyyùn)? E’ un Libro scritto, e i ravvicinati [a Dio] (muqarrabìn) ne renderanno testimonianza.» (Cor. Sura Mutaffifin 83:18-21).

[15] Sunan Abù Dawud – Libro 2, Nr. 0558:

[16] Sunan Abu Dawud, Libro 2, nr.564.

[17] Sahih Ibn Khuzayma.

assalamu ‘alaykum

 

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