VIII

La preghiera

Disse Abu Hurayrah:
Un uomo si alzò e interrogò il Profeta – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute – in merito alla preghiera compiuta con addosso una sola veste.
Perché, forse ciascuno di voi – egli rispose – ha la possibilità di procurarsi una doppia veste?
Qualche tempo dopo, la stessa domanda fu rivolta a Umar ed egli rispose:
Se Iddio ha profuso i Suoi doni, profondeteli anche voi. Si metta addosso uno tutti i suoi vestiti, un altro compia la preghiera col velo e il mantello, il velo e il camicione, e così via, col velo e la tunica, con le brache e il mantello, con le brache e il caniicione, con le brache, la tunica e le mutande, con la tunica, le mutande e il camicione. Abu Hurayrah aggiunse:
Credo che abbia detto anche: Le mutande e il mantello

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Anas riferì che ‘Aisha possedeva una coperta ricamata, con la quale aveva fatto un paramento in casa.
Il Profeta – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute – le disse: Togli via questo paramento, perché quando prego le sue figure mi distraggono sempre.

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Riferì Àb Hazim:
Fu domandato a Sahl figlio di Sa’d di che cosa fosse fatto il minbar. Egli rispose:
Non è rimasto nessuno che lo sappia meglio di me. Era fatto di legno di tamarisco di algabah e l’aveva costruito per l’Inviato di Dio – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute – il tale, schiavo affrancato della tale. Appena fu terminato e messo al suo posto, l’Inviato di Dio – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute – vi salì, si rivolse verso la qiblah e pronunciò la formula” Allah akbar .”
Gli altri stavano in piedi dietro di lui. Recitò dei versetti e si prosternò sul pavimento. Poi tornò di nuovo sul minbar, ripetè la prostrazione, alzò la testa, si ritirò rinculando finché si prosternò di nuovo al suolo. Ecco tutto
Io aggiungo: Ali figlio di Abd AIlah disse:
Aḥmad figlio di Hanbal – Iddio abbia misericordia di lui – m’interrogò su questa tradizione dicendo:
Io voglio solo la conferma che il Profeta – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute – soleva salire al di sopra della gente durante la preghiera: quindi nulla osta a che l’imam sia al di sopra dei fedeli.
Io risposi però che Sufyan figlio di Uyaynah fu più volte interrogato su questo particolare e domandai:
e Non gli hai sentito dire niente? Mi rispose:
No!

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Disse Maymunah:
A volte il Profeta – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute – compiva la preghiera su una stuoietta di palma.

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Riferì Anas figlio di Malik:
L’Inviato di Dio – Iddio Io benedica e gli dia eterna salute – disse:
Chi compie la nostra preghiera, si volge verso la nostra qiblah, mangia ciò che viene sgozzato come noi lo sgozziamo, costui è il Musulmano che ha ricevuto un contratto di protezione da Dio e uno dal Suo Inviato. Non rompete questo contratto con Dio!

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Abu Ayyub al-Ansari raccontò che il Profeta – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute – aveva detto:
Quando vi accingete ad andar di corpo, non ponetevi in direzione della qiblah, nè voltatele le spalle, ma volgetevi verso oriente o verso occidente.
Abù Ayyb aggiunse:
Quando giungemmo in Siria trovammo delle latrine costruite in modo da stare rivolti verso la qiblah
noi vi stavamo di traverso, e chiedevamo perdono a Dio – Egli è l’Altissimo -.

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Al-Bara’ figlio di Azib – sia soddisfatto Iddio di ambedue – riferì:
L’Inviato di Dio – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute – compì la preghiera rivolto verso la Santa Casa(Gerusalemme) per sedici o diciassette mesi.
Ma l’Inviato di Dio – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute – avrebbe voluto porsi col viso verso la Ka’bah: allora Iddio fece scendere il versetto: Noi ti vedemmo volgere il viso verso il cielo… (II, 139), ed egli cominciò a volgersi verso la Ka’bah. Dissero gl’insensaii tra gli uomini (II, 136), ovvero i Giudei: Che cosa li ha distolti dalla loro qiblala che prima avevano? Rispondi loro: A Dio appartengono l’oriente e l’occidente; Egli dirige chi Egli vuole per un sentiero retto (Il, 136). Ora, un giorno un uomo compì la preghiera col Profeta – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute -. Terminatala, se ne andò, e passò vicino ad un gruppo di Ansar che compivano la preghiera del pomeriggio col viso rivolto alla Santa Casa. Egli li assicurò di aver poco prima pregato con l’Inviato di Dio – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute – il quale si era rivolto verso la Ka’bah.
Il gruppo allora cambiò direzione volgendosi verso la Ka’bah.

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Disse Gabir:
L’Inviato di Dio – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute – se compiva una preghiera supererogatoria ed era sulla sua cavalcatura, la compiva nella direzione in cui era rivolta quest’ultima; ma, quando si trattava di una delle cinque volte obbligatorie, scendeva e si volgeva verso la qiblah.

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Disse Abd Allah: Una volta il Profeta – Iddio lo benedica e gli dia. eterna salute – compì la preghiera… (- Non ricordo – disse Ibrahim – se allungandola o accorciandola -); quando giunse al saluto finale ” la pace su di voi…”, gli fu detto:
O Inviato di Dio, durante la preghiera ti è forse successo qualcosa?
Perché? domandò.
Perché gli risposero hai compiuto la preghiera così e così.
Allora egli sedette senza incrociar le gambe, si rivolse verso la qiblah, si prosternò due volte e pronunziò il saluto finale. Quando si rivolse nuovamente a noi ci disse:
Se mi fosse capitato qualcosa durante la preghiera, ve l’avrei detto. Io però non sono che un uomo come voi, mi dimentico le cose come ve le dimenticate voi: perciò se dovessi dimenticarmi di qualcosa, fatemene memoria, e se qualcuno di voi ha dei dubbii circa la preghiera, cerchi d’imitare il metodo migliore e la finisca a quel modo; poi reciti il saluto finale “la pace su di voi… e si prosterni due volte

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Abd Allàh figlio di Umar raccontò:
Mentre la gente stava compiendo la preghiera del mattino a Quba’ arrivò la notizia che all’Inviato di Dio – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute – era disceso quella notte un brano di Corano ov’era il comando di volgersi verso la Ka’bah: tutti allora si volsero in quella direzione.
Così, mentre prima stavano col viso rivolto verso settentrione, si volsero allora verso la Ka’bah.

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Riferì Anas:
Il Profeta – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute – compiva la preghiera negli addiacci degli ovini.
In un’altra occasione Anas disse:
Compiva la preghiera nell’addiaccio degli ovini, prima che costruissero la moschea.

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Disse Nafì’: Un giorno vidi il figlio di Umar che compiva la preghiera vicino al suo cammello.
E aggiunse:
Vidi anche il Profeta – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute – fare altrettanto.
Disse Umar – sia soddisfatto Iddio di Lui -:
Noi non entriamo nelle vostre chiese a causa delle immagini con figurazioni umane che vi si trovano.
Il figlio di Abbas compiva la preghiera in luoghi di culto non musulmani, purché non vi fossero raffigurazioni.

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Narrò ‘Aisha che una volta Umm Salamah aveva raccontanto all’inviato di Dio – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute –
d’aver visto in Abissinia una chiesa chiamata Mariyah, e gli aveva descritto le immagini che in essa aveva visto.
L’Inviato di Dio – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute – aveva detto:
Quella è gente che quando muore uno schiavo devoto o un uomo devoto, costruisce sulla sua tomba una moschea e si dà ad arricchirla con questo tipo di figure. Ma essi sono le creature peggiori di fronte a Dio.

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Abil Qatadah al-Salami riferì che il Profeta di Dio – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute – aveva detto:
Quando uno di voi entra in una moschea, compia due prostrazioni prima di sedersi.

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Riferì Abù Hurayrah che l’Inviato di Dio – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute – aveva detto:
Gli angeli compiono la preghiera nell’intenzione di ciascuno di voi per tutto il tempo ch’egli resta nel luogo di preghiera in cui sta pregando, e non viene colpito da un’impurità. Essi dicono: « O Signore, perdonalo. O Signore, abbia misericordia di lui.

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Riferì Abu Hurayrah:
Il negro, o la negra – non ricordo bene – che puliva di solito la moschea, era morto. Un giorno il Profeta – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute – domandò di lui, e gli risposero ch’era morto. Ed egli:
Non mi avete detto niente! Conducetemi ai sepolcro di lui(o di lei, non ricordo). E, arrivato colà, vi compì la preghiera.

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Riferì Abu Hurayràh:
Il Profeta – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute – aveva spedito una pattuglia di cavalieri in direzione del Nagd.
Essi tornarono con un uomo dei Banu Hanifah di nome Tumamah figlio di Utal, e lo legarono ad un pilastro della moschea.
Il Profeta – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute – andò verso di lui e disse:
Lasciate libero Tamamah!
Questi allora raggiunse un gruppo di palme li vicino e si lavò; poi rientrò nella moschea e disse:
Dichiaro che non v’è altro Dio che Iddio e che Muḥammad è l’Inviato di Dio.

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Abd Allah diceva che il Profèta – Iddio io benedica e gli dia eterna salute –
conficcava una lancia nel terreno e faceva la preghiera rivolto verso di essa.

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