Nel Nome di Dio, Misericordioso (Ar-Rahmàn) e Clementissimo (Ar-Rahìm)

Assalamu ‘alaykum, wa rahmatullahi, wa barakatuhu

Che la Pace, la Misericordia e la Benedizione di Dio sia su tutti voi

 

Corso “I Pilastri dell’Islam” – 2° Pilastro: La Salàt (La Preghiera)

Lezione 3 ( Anno 2015-2016) – Domenica 16 Novembre 2014)

I BENEFICI (FADAIL)  DELLA SALAT (PREGHIERA) 

L’insegnante Shaykh Anwar, dopo il saluto ai partecipanti presenti al Corso, inizia la Lezione sul 2°Pilastro dell’Islam: la Preghiera (Salàt), proseguendo con i punti evidenziati nel programma presentato all’inizio di queste Lezioni. Proseguendo nel 1°Capitolo – aspetti teorici (nazaria) della Salàt, oggi si parlerà del:

Paragrafo 3: Il Beneficio (fadl)[1] della Preghiera (Salàt)

Come nelle Lezioni precedenti, studieremo assieme questo terzo punto aiutandoci con il Corano e con la Sunna, detti e fatti del Profeta Muhammad (sas).

1- La Preghiera (Salàt) preserva l’uomo dai peccati e lo avvicina ad Allàh,

dice Allàh l’Altissimo: «Recita quello che ti è stato rivelato del Libro ed esegui la Preghiera (Salàt). Invero la Preghiera preserva (impedisce) da ciò che è turpe e da ciò che è riprovevole. E il ricordo di Allah è certo quanto ci sia di più grande. Allah conosce perfettamente quello che operate».[2]

Recitazione del Corano, Preghiera (Salàt), e Ricordo (dhikr) di Allàh, sono gli strumenti per avvicinarsi ad Allàh; saperli usare correttamente è importantissimo per il credente che, nella pratica rituale obbligatoria e supererogatoria, persegue un obiettivo di preservazione dal male e dai peccati e di purificazione interiore.

Nelle cinque preghiere giornaliere, il credente si stacca, per un breve tempo, dal basso mondo (dunyà) e rimane con Allàh, e questo gli regala la Pace. Inoltre in questi momenti, aumenta nel credente la sua energia spirituale (himma) e si interrompe l’attrazione negativa per il basso mondo (dunyà).

Shaykh Anwar spiega brevemente il versetto coranico sopra citato spiegando che nell’uomo ci sono due desideri, essendo esso fatto di spirito (ruh) ma anche di materia. Un desiderio è per le cose elevate, spirituali e nobili, come hanno gli Angeli, tra cui pregare Dio e seguire i Suoi comandamenti, aiutare gli altri, ed operare per il bene; ed un desiderio per le cose basse, materiali e meno nobili o anche ignobili di questo basso mondo, disobbedendo ai comandamenti divini e ricercando la soddisfazione egoistica solo di se stessi. La Preghiera (Salàt) favorisce lo sviluppo del desiderio spirituale e preserva l’uomo dai suoi desideri più bassi e turpi.

2 -La Preghiera (Salàt) è l’opera (‘amal) più amata da Allàh

Si tramanda da Abù ‘Amr Ash-Shaybànì: «Il padrone di questa casa, e fece un cenno verso la casa di ‘Abd Allah (ben Masìùd), mi ha raccontato che un giorno chiese al Profeta (su di lui la preghiera e la pace divine): ‘Qual è l’opera (‘amal) più amata da Allàh?’ Lui rispose: ‘La preghiera (salàt) effettuata nel suo tempo prescritto.’ ‘Poi quale?’ ‘la pietà nei confronti dei genitori,’ rispose. ‘Poi quale?’ ‘Il santo combattimento (jihad) sulla Via di Allàh.’ L’Inviato di Allàh (disse Ibn Mas’ud) mi disse queste cose, e se gli avessi chiesto ancora, lui avrebbe continuato.»[3]

L’opera (‘amal) più eccellente è il compiere ciò che Allàh ha stabilito come ‘obbligatorio’ (fard). ‘La preghiera nel tempo prescritto’ è considerata in questo hadith più amata da Allàh che non ciò che segue, come in quest’altro notissimo hadith qudsiyy nel quale Allàh dice: «La cosa che Io amo di più tra quelle con cui il Mio servo si avvicina a me è costituita da ciò che gli ho imposto [reso obbligatorio] (…)”»[4]

3- La Preghiera (Salàt) aiuta a cancellare i peccati (lievi)

L’Islam distingue i peccati in due tipologie:

– Peccati grandi/gravi (al-kabà’ir)

– Peccati piccoli/lievi (saghàir), questi peccati piccoli Allàh li perdona grazie alla preghiera e all’adempimento degli altri precetti religiosi.

Dice Allàh l’Altissimo: «Se eviterete i peccati più gravi (kabà’ir) che vi sono stati proibiti, cancelleremo le altre colpe [opere di male] (sayyi’a)[5], e vi faremo entrare con onore [in Paradiso].»[6]

 

E ancora: «Ad Allàh appartiene ciò che è nei Cieli e ciò che è sulla Terra, cosi che abbiano retribuzione i malvagi per ciò che fanno, e abbiano in retribuzione la Cosa più bella quanti fanno il bene, coloro che si tengono lontani dai peccati più gravi (al-kabà’ir) e dalle cose scandalose, ad esclusione del peccato lieve: e invero il tuo Signore è Larghissimo nel perdono (Wàsi’u l-maghfira)».[7]

Shaykh Anwar fa un esempio per aiutare a capire il perché i peccati leggeri si possono cancellare e estirpare a differenza dei peccati gravi. Se noi vogliamo estirpare fuori dalla terra una pianta grande, sarà molto difficile farlo, perché essa ha delle grandi radici nella terra. Per contro se vogliamo estirpare dalla terra una pianta piccola, la cosa sarà molto più facile a causa delle sue piccole radici. Cosi è con i peccati.

Per i peccati grandi (kabà’ir), ci vuole un grandissimo sforzo ed un grande lavoro per estirparli, ma per Misericordia di Allàh i peccati grandi sono pochi. La maggior parte dei peccati che l’uomo commette sono piccoli, e questi peccati piccoli si possono cancellare ed estirpare con la Preghiera (Salàt).

Si tramanda da Abù Hurayra: «Sentii l’Inviato di Allàh (su di lui la preghiera e la pace divine) che diceva: ”Considerate il caso che davanti alla porta di qualcuno di voi vi sia un fiume, e che egli vi si lavi cinque volte al giorno: questo farà rimanere in lui una qualche sporcizia?” No, gli risposero, non farà restare nulla della sua sporcizia!. Egli allora disse: «E cosi sono le cinque preghiere: con esse Allàh cancella le mancanze (al-khàtaya) [cioè i peccati leggeri]».[8]

Ed anche: Si tramanda da Giàbir che l’Inviato di Allàh (su di lui la preghiera e la pace divine) disse: «Le cinque preghiere [d’obbligo] sono come un fiume che scorre ricco d’acqua davanti alla porta di uno di voi, e nel quale egli si lavi ogni giorno cinque volte».[9]

Ed ancora, l’Inviato di Allah (su di lui la preghiera e le pace divine) disse: «Le cinque Preghiere (salawât), cosi come la Preghiera comunitaria del Venerdì seguita dall’analoga preghiera del Venerdì dopo, è cosi come il [digiuno del mese di] Ramadan seguito dal [digiuno di] Ramadan dell’anno dopo, [ebbene tutte queste azioni rituali che si susseguono a distanza di determinati periodi di tempo] espiano quanto si può aver commesso [di peccati] tra l’una e l’altra, sempre che si eviti di compiere peccati veramente gravi».[10]

4- La Preghiera (Salàt) è Luce (Nur) per il credente

La Preghiera per il credente è una Luce e perciò anche una Guida, sia in questo basso mondo (dunyà) che nell’altro mondo (akhira) e in special modo nell’attraversare il ponte siràt sopra l’Inferno nel Giorno del Giudizio.

L’Inviato di Allàh (su di lui la preghiera e la pace divine) disse: «La purezza rituale è la metà della fede, La lode a Dio (al hamdu li-Llàh) riempie l’altro piatto della bilancia. La Gloria a Dio (subhàna Allàh) e la lode a Dio colmano lo spazio tra il cielo e la terra. La preghiera rituale (salàt) è Luce (nur) (…)».[11]

E in un altro hadith ha detto ancora: «La preghiera dell’uomo presso la sua abitazione è una luce (nur) per la sua casa».[12]

A proposito dell’attraversare il ponte siràt sopra l’Inferno nel Giorno del Giudizio e della luce che rischiara il percorso al credente, dice Allàh l’Altissimo:

«Un Giorno tu vedrai i credenti e le credenti mentre la loro luce (nur) correrà avanti ad essi e alla loro destra [indicando loro la via del Paradiso]. Oggi vi è data la lieta novella di Giardini alle cui ombre scorrono i ruscelli, dove rimarrete in eterno: questo è davvero l’immenso Successo (fawzu al-’azìm). In quel Giorno gli ipocriti e le ipocrite diranno a quelli che avranno creduto: “Aspettateci, ché possiamo prendere dalla vostra luce!”. Verrà loro risposto: “Fate ritorno dietro di voi [nel mondo], e cercate [là] una luce”. E vengono erette tra loro [credenti e ipocriti] delle mura[13], con una porta al cui interno vi è Misericordia, mentre al suo esterno, di fronte, vi è il tormento [inferno]. «Grideranno allora [gli ipocriti]: “non eravamo noi con voi?” “Risponderanno [i credenti]: “Si, ma voi seduceste voi stessi [le vostre anime], e spiavate la nostra rovina e foste preda del dubbio, e vi lasciaste ingannare dalle vostre passioni, finché giunse l’Ordine di Allàh. Vi ingannò a proposito di Allah l’Ingannatore (satana)».[14]

Si tramanda da Burayda che il Profeta (su di lui la preghiera e la pace divine) disse: «Date a coloro che s’incamminano nelle tenebre verso le Moschee [per fare la preghiera] la buona novella della Luce perfetta (nur at-tàmmi) [che avranno] il Giorno della resurrezione».[15]

5- La Preghiera (Salàt) eleva di un grado e cancella un peccato

Si tramanda da Da Abû ‘Abd Allah, liberto dell’Inviato di Allàh (su di lui la preghiera e la pace divine): Sentii l’Inviato di Allàh (su di lui la preghiera e la pace divine) che diceva: «E’ tuo dovere prosternarti (fare il sujud nella preghiera) molto di frequente: infatti non ti prosterni (sujud) una sola volta ad Allàh, senza che per quella prosternazione Allàh ti elevi di un grado, e per essa faccia cadere da te un peccato»[16]

E Allàh è il più Sapiente (wa Allahu ‘Alìm)

– Fine Lezione –

«Subhàna-ka Allàhumma wa bi-hamdi-ka, ashhadu an là ilàha illà Anta,

astaghfiru-ka wa atùbu ilay-ka»

«O Allàh gloria a Te e con la Tua Lode, testimonio che non c’è divinità all’infuori di Te,

chiedo il Tuo perdono e a Te mi pento»

NOTE

[1] «Fadl» si può tradurre con: Favore (divino), Beneficio, Grazia, Eccellenza.

[2] Corano Sura Al-‘Ankabut 29:45.

[3] Il Sahìh di Al-Bukhàrì, libro nono, Cap.5, nr.7 pag. 373 (Testo Ed. Orientamento Al Qibla)

[4] Al-Bukhàri 81:38,650.

[5] «sayyi’a »: opera o azione malvagia, il male.

[6] Corano Sura An-Nisà 4:31

[7] Corano Sura An-Najm 53:31-2 . «Al-Wàsì’» – l’Amplissimo – è uno dei 99 Nomi di Allàh. Amplissimo nel senso che abbraccia ogni cosa nella Sua Conoscenza e nella Sua Misericordia.

[8] Al Bukhari il Sahih, libro ottavo, capitolo sesto, nr. 528.

[9] Riportato da Muslim

[10] Muslim, su An-Nawawi Il Giardino dei devoti Cap.13, n.130 -Ed. Orientamento/Al-Qibla.

[11] Hadith riferito da Muslim. Vedi anche An-Nawawi 40 Hadith nr.23.

[12] Hadith riportato da Ibn Maja

[13] che separano il Paradiso dall’Inferno

[14] Corano Sura Al-Hadìd 57:12-4.

[15] Abù Dawud– su An-Nawawi -Il Giardino dei devoti, Cap.189, n.1059 -Ed.Orientamento/Al-Qibla.

[16] Muslim– su An-Nawawi Il Giardino dei devoti, Cap.11, n.107 – Ed.Orientamento/Al-Qibla.

assalamu ‘alaykum

 

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