

Sura XIII
Ar-Ra‘d
Il Tuono
Post-Eg. n. 96. Di 43 versetti. Il nome della sura deriva dal versetto 13.
La traduzione Bausani non ha testi importati per la sura 13 (controllare l'import: al momento sono disponibili principalmente le sure 100–114).
المر تِلكَ ءايٰتُ الكِتٰبِ وَالَّذى أُنزِلَ إِلَيكَ مِن رَبِّكَ الحَقُّ وَلٰكِنَّ أَكثَرَ النّاسِ لا يُؤمِنونَ
Alif, Lâm, Mîm, Râ [1]. Questi sono i versetti del Libro.
Ciò che è stato fatto scendere su di te da parte del tuo Signore è la verità, ma la maggior parte degli uomini non crede.
- Hamza P.
Ciò che è stato fatto scendere su di te da parte del tuo Signore è la verità, ma la maggior parte degli uomini non crede.
- Hamza P.
A. L. M. R. Ecco i versetti del libro. Quel che ti è stato rivelato dal tuo Signore è la verità, ma la gran parte della gente non crede. [1]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Alif Lām Mīm Rā‹. Quelli sono i Segni del Libro e quanto che ti è stato mandato dall’alto da parte del tuo Signore è la Verità! Però la maggior parte degli uomini non credono.
- Pasquini
- Pasquini
اللَّهُ الَّذى رَفَعَ السَّمٰوٰتِ بِغَيرِ عَمَدٍ تَرَونَها ثُمَّ استَوىٰ عَلَى العَرشِ وَسَخَّرَ الشَّمسَ وَالقَمَرَ كُلٌّ يَجرى لِأَجَلٍ مُسَمًّى يُدَبِّرُ الأَمرَ يُفَصِّلُ الءايٰتِ لَعَلَّكُم بِلِقاءِ رَبِّكُم توقِنونَ
Allah è Colui Che ha innalzato i cieli senza pilastri visibili [2] e quindi Si è innalzato sul Trono. Ha sottomesso il sole e la luna, ciascuno in corsa verso il suo termine stabilito [3]. Ogni cosa dirige ed esplica i segni sì che possiate avere certezza dell’incontro con il vostro Signore.
- Hamza P.
- Hamza P.
Dio è Colui che ha elevato i cieli senza pilastri visibili e poi si è assiso sul trono, ha soggiogato il sole e la luna, e ognuno corre verso un termine designato, Egli governa l’ordine e precisa i segni affinché crediate fermamente nell’incontro con Lui. [2]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Allàh è Colui che stabilì in alto i cieli con colonne che voi non vedete e poi si assise sul Trono! Egli assoggettò il sole e la luna e la totalità del creato corre fino a un termine prestabilito. Egli dirige le cose e spiega i Suoi Segni, perché voi siate fermamente certi del vostro incontro con il vostro Signore
- Pasquini
- Pasquini
وَهُوَ الَّذى مَدَّ الأَرضَ وَجَعَلَ فيها رَوٰسِىَ وَأَنهٰرًا وَمِن كُلِّ الثَّمَرٰتِ جَعَلَ فيها زَوجَينِ اثنَينِ يُغشِى الَّيلَ النَّهارَ إِنَّ فى ذٰلِكَ لَءايٰتٍ لِقَومٍ يَتَفَكَّرونَ
Ed Egli è Colui Che ha disteso la terra, vi ha posto montagne e fiumi, e di ogni frutto ha stabilito in essa una coppia. Fa sì che la notte copra il giorno [4]. Ecco i segni per coloro che riflettono!
- Hamza P.
- Hamza P.
Egli è Colui che ha disteso la terra sulla quale ha posto monti immobili e fiumi e ha posto una coppia di ogni frutto, e ricopre il giorno con la notte, vi sono dei segni in questo per gente che sa riflettere. [3]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Egli è Colui che distese la Terra, pose in essa catene montuose e fiumi e di ogni frutto una coppia. Egli avvolge il giorno con la notte. In verità, in questo vi son di certo segni per un popolo (di uomini) che riflettono.
- Pasquini
- Pasquini
وَفِى الأَرضِ قِطَعٌ مُتَجٰوِرٰتٌ وَجَنّٰتٌ مِن أَعنٰبٍ وَزَرعٌ وَنَخيلٌ صِنوانٌ وَغَيرُ صِنوانٍ يُسقىٰ بِماءٍ وٰحِدٍ وَنُفَضِّلُ بَعضَها عَلىٰ بَعضٍ فِى الأُكُلِ إِنَّ فى ذٰلِكَ لَءايٰتٍ لِقَومٍ يَعقِلونَ
Sulla terra ci sono porzioni [5] vicine le une alle altre, vigneti, campi di grano e palmeti a ciuffo o separati che la stessa acqua irriga. Agli uni diamo però preminenza di frutti sugli altri. In ciò vi sono segni per coloro che capiscono.
- Hamza P.
- Hamza P.
Sulla terra ci sono appezzamenti vicini l’uno all’altro e giardini di viti, e cereali, e palme disposte a coppia oppure solitarie; tutti sono dissetati dalla stessa acqua eppure alcuni li abbiamo resi cibi migliori di altri, certo vi sono dei segni in questo per chi sa ragionare. [4]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Nella Terra vi sono appezzamenti confinanti, vigne, campi di grano e palmizi di palme appaiate e spaiate. Da una unica acqua (questi vegetali) sono abbeverati, eppure Noi rendiamo certuni superiori ad altri nel gusto. In verità, in questo vi son sicuramente segni per un popolo (di uomini) che ragionano.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِن تَعجَب فَعَجَبٌ قَولُهُم أَءِذا كُنّا تُرٰبًا أَءِنّا لَفى خَلقٍ جَديدٍ أُولٰئِكَ الَّذينَ كَفَروا بِرَبِّهِم وَأُولٰئِكَ الأَغلٰلُ فى أَعناقِهِم وَأُولٰئِكَ أَصحٰبُ النّارِ هُم فيها خٰلِدونَ
Se ti stupisci, è davvero stupefacente il loro dire [6]: «Quando saremo polvere, davvero passeremo una nuova creazione?». Sono quelli che rinnegano il loro Signore e che avranno al collo catene [7].
Sono i compagni del Fuoco, in cui rimarranno in perpetuo.
- Hamza P.
Sono i compagni del Fuoco, in cui rimarranno in perpetuo.
- Hamza P.
Se ti stupisci di loro, sappi che il loro discorso è davvero stupefacente. Dicono: «Forse, quando diverremo terra, saremo creati di nuovo?».
Ecco quelli che non credono al loro Signore, ecco quelli con il giogo al collo, ecco la gente del fuoco, e vi resteranno eternamente. [5]
- Zilio Grandi
Ecco quelli che non credono al loro Signore, ecco quelli con il giogo al collo, ecco la gente del fuoco, e vi resteranno eternamente. [5]
- Zilio Grandi
Se tu ti meravigli, fonte di meraviglia è il loro discorso: “Forse che quando saremo polvere? Forse che saremo in una creazione nuova?”. Quelli sono coloro che rifiutano di credere al loro Signore! Quelli avranno le gogne ai loro colli! Quelli sono i compagni del fuoco, nel quale dimoreranno in eterno.
- Pasquini
- Pasquini
وَيَستَعجِلونَكَ بِالسَّيِّئَةِ قَبلَ الحَسَنَةِ وَقَد خَلَت مِن قَبلِهِمُ المَثُلٰتُ وَإِنَّ رَبَّكَ لَذو مَغفِرَةٍ لِلنّاسِ عَلىٰ ظُلمِهِم وَإِنَّ رَبَّكَ لَشَديدُ العِقابِ
E ti chiedono [8] di sollecitare il male prima del bene! Eppure prima di loro si produssero castighi esemplari. In verità il tuo Signore è disposto al perdono degli uomini, nonostante la loro iniquità.
In verità il tuo Signore è severo nel castigo [9].
- Hamza P.
In verità il tuo Signore è severo nel castigo [9].
- Hamza P.
Ti chiederanno di affrettare il male prima del bene. Anche in precedenza accaddero cose simili. Il tuo Signore è pieno di perdono per gli uomini malgrado la loro colpa, e con violenza il tuo Signore castiga. [6]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Essi sollecitano da te il male invece di sollecitare il bene! Prima di loro, ci son già stati degli esempi! In verità, il tuo Signore è generoso di perdono per gli uomini, nonostante le loro colpe. In verità, il tuo Signore è, certamente, severo nei castighi.
- Pasquini
- Pasquini
وَيَقولُ الَّذينَ كَفَروا لَولا أُنزِلَ عَلَيهِ ءايَةٌ مِن رَبِّهِ إِنَّما أَنتَ مُنذِرٌ وَلِكُلِّ قَومٍ هادٍ
Dicono i miscredenti: «Perché non è stato fatto scendere su di lui un segno da parte del suo Signore?».
In verità tu non sei che un ammonitore, e ogni popolo ha la sua guida.
- Hamza P.
In verità tu non sei che un ammonitore, e ogni popolo ha la sua guida.
- Hamza P.
I miscredenti dicono: «Se almeno su di lui fosse disceso un segno da parte del suo Signore». Ma tu non sei che un ammonitore, a ogni popolo abbiamo dato chi lo guidi. [7]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Coloro i quali rifiutano di credere, dicono: “Perché non gli è stato mandato dall’alto, da parte del suo Signore, un segno?”. Veramente, tu sei un ammonitore e c’è per ogni popolo una guida.
- Pasquini
- Pasquini
اللَّهُ يَعلَمُ ما تَحمِلُ كُلُّ أُنثىٰ وَما تَغيضُ الأَرحامُ وَما تَزدادُ وَكُلُّ شَيءٍ عِندَهُ بِمِقدارٍ
Allah conosce quello che cela ogni femmina, [conosce] la diminuzione degli uteri e il loro aumento [10]. Ogni cosa ha giusta misura presso di Lui,
- Hamza P.
- Hamza P.
Dio conosce ciò che ogni femmina porta nel grembo e quanto l’utero si contrae e quanto si dilata, ogni cosa è presso di Lui secondo una misura. [8]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Allàh lo sa ciò che ogni femmina porta, quando gli uteri si restringono e quando si allargano. Ogni cosa è presso di Lui secondo una misura.
- Pasquini
- Pasquini
عٰلِمُ الغَيبِ وَالشَّهٰدَةِ الكَبيرُ المُتَعالِ
Egli è il Conoscitore dell’invisibile e del visibile, il Grande, il Sublime.
- Hamza P.
- Hamza P.
Egli è Colui che conosce il mistero e il visibile, è il Grande, l’Altissimo. [9]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Egli è il Conoscitore dell’invisibile e del visibile, il Grande, l’Altissimo.
- Pasquini
- Pasquini
سَواءٌ مِنكُم مَن أَسَرَّ القَولَ وَمَن جَهَرَ بِهِ وَمَن هُوَ مُستَخفٍ بِالَّيلِ وَسارِبٌ بِالنَّهارِ
Per Lui non c’è differenza tra chi mantiene un segreto e chi lo divulga, tra chi si cela nella notte e chi si muove liberamente in pieno giorno.
- Hamza P.
- Hamza P.
Sono uguali per Lui quello tra voi che tiene segrete le sue parole e quello che le manifesta, quello che si cela nella notte e quello che va di giorno, [10]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
È uguale chi di voi trattiene la parola e chi la manifesta, chi cerca un nascondiglio nella notte, oppure circola di giorno,
- Pasquini
- Pasquini
لَهُ مُعَقِّبٰتٌ مِن بَينِ يَدَيهِ وَمِن خَلفِهِ يَحفَظونَهُ مِن أَمرِ اللَّهِ إِنَّ اللَّهَ لا يُغَيِّرُ ما بِقَومٍ حَتّىٰ يُغَيِّروا ما بِأَنفُسِهِم وَإِذا أَرادَ اللَّهُ بِقَومٍ سوءًا فَلا مَرَدَّ لَهُ وَما لَهُم مِن دونِهِ مِن والٍ
Ci sono [angeli] davanti e dietro [ogni uomo] e vegliano su di lui per ordine di Allah. In verità Allah non modifica la realtà di un popolo finché esso non muta nel suo intimo [11]. Quando Allah vuole un male per un popolo, nessuno può allontanarlo; né avranno, all’infuori di Lui, alcun protettore.
- Hamza P.
- Hamza P.
per l’uomo ci sono creature che lo incalzano ininterrottamente, davanti e dietro, per custodirlo seguendo l’ordine di Dio. Dio non cambia nulla a un popolo finché quel popolo non cambia la disposizione della propria anima, e quando Dio vuole del male a un popolo non c’è chi lo possa stornare. Al di fuori di Lui non troveranno un patrono. [11]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
in quanto ha, davanti a sé e dietro a sé, dei custodi, i quali lo sorvegliano per ordine di Allàh! Allàh non cambia ciò che un popolo ha, se non modificano ciò che è in loro. Quando Allàh vuole la rovina di un popolo, questo non ha nessuna possibilità di impedirla, e, privato di Lui, esso non ha più alcun patrono.
- Pasquini
- Pasquini
هُوَ الَّذى يُريكُمُ البَرقَ خَوفًا وَطَمَعًا وَيُنشِئُ السَّحابَ الثِّقالَ
Egli è Colui che vi fa vedere il lampo, fonte di timore e speranza [12], Colui che forma le nuvole pesanti.
- Hamza P.
- Hamza P.
Egli vi mostra il lampo, che vi mette paura e vi dà speranza, Egli è Colui che forma in cielo nuvole grevi. [12]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
È Lui che vi fa vedere i lampi, con spavento e speranza, e fa muovere le nubi pesanti (di pioggia).
- Pasquini
- Pasquini
وَيُسَبِّحُ الرَّعدُ بِحَمدِهِ وَالمَلٰئِكَةُ مِن خيفَتِهِ وَيُرسِلُ الصَّوٰعِقَ فَيُصيبُ بِها مَن يَشاءُ وَهُم يُجٰدِلونَ فِى اللَّهِ وَهُوَ شَديدُ المِحالِ
Il tuono Lo glorifica e Lo loda, e così gli angeli insieme nel timore di Lui. Scaglia i fulmini e colpisce chi vuole, mentre essi discutono su Allah, Colui che è temibile nella Sua potenza [13]!
- Hamza P.
- Hamza P.
Il tuono Lo glorifica, e anche gli angeli, per timore di Lui. Egli manda i fulmini e colpisce chi vuole, mentre gli uomini discutono di Dio. La Sua forza è grandissima. [13]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
A causa del timore di Lui, il Tuono proclama la Sua divinità incondivisa, le lodi di Lui e gli Angeli (con esso)! Egli lancia le folgori, colpisce con esse chi vuole e ciononostante essi contestano Allàh, ma Egli è l’Invincibile nelle sue trame.
- Pasquini
- Pasquini
لَهُ دَعوَةُ الحَقِّ وَالَّذينَ يَدعونَ مِن دونِهِ لا يَستَجيبونَ لَهُم بِشَيءٍ إِلّا كَبٰسِطِ كَفَّيهِ إِلَى الماءِ لِيَبلُغَ فاهُ وَما هُوَ بِبٰلِغِهِ وَما دُعاءُ الكٰفِرينَ إِلّا فى ضَلٰلٍ
A Lui [spetta] la vera invocazione! Quelli che invocano all’infuori di Lui non rispondono loro in alcunché, sono come colui che tende le mani verso l’acqua affinché giunga alla sua bocca, ma essa non vi giunge: vana è l’invocazione dei miscredenti.
- Hamza P.
- Hamza P.
A Lui spetta la supplica in tutta verità, e quelli che essi invocano anziché Lui non li esaudiranno. È come chi tenda il palmo della mano verso l’acqua per portarla alla bocca ma non può raggiungerla, l’invocazione dei miscredenti è solo erranza. [14]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
A Lui si riferisce l’invocazione, consistente nel credo della Verità (che non c’è divinità, tranne Allàh) mentre coloro che essi invocano, all’infuori di Lui, non li esaudiscono in nulla. Essi non sono, se non come colui, che stende i due palmi verso l’acqua, perché raggiunga la sua bocca, ma essa non la raggiunge! Così l’invocazione di coloro che rifiutano di credere non avrà altro esito che l’andare a vuoto.
- Pasquini
- Pasquini
وَلِلَّهِ يَسجُدُ مَن فِى السَّمٰوٰتِ وَالأَرضِ طَوعًا وَكَرهًا وَظِلٰلُهُم بِالغُدُوِّ وَالءاصالِ
Volenti o nolenti si prosternano ad Allah coloro che sono nei cieli e sulla terra e anche le ombre loro, al mattino e alla sera [14].
- Hamza P.
- Hamza P.
Tutti, nei cieli e sulla terra, si prosternano davanti a Lui, e anche la loro ombra, volentieri o di malavoglia, all’alba e quando si fa sera. [15]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ad Allàh si prosternano color che stanno nei cieli e nella Terra, volentieri e controvoglia, e le loro ombre, alla mattina e alla sera.
- Pasquini
- Pasquini
قُل مَن رَبُّ السَّمٰوٰتِ وَالأَرضِ قُلِ اللَّهُ قُل أَفَاتَّخَذتُم مِن دونِهِ أَولِياءَ لا يَملِكونَ لِأَنفُسِهِم نَفعًا وَلا ضَرًّا قُل هَل يَستَوِى الأَعمىٰ وَالبَصيرُ أَم هَل تَستَوِى الظُّلُمٰتُ وَالنّورُ أَم جَعَلوا لِلَّهِ شُرَكاءَ خَلَقوا كَخَلقِهِ فَتَشٰبَهَ الخَلقُ عَلَيهِم قُلِ اللَّهُ خٰلِقُ كُلِّ شَيءٍ وَهُوَ الوٰحِدُ القَهّٰرُ
Di’: «Chi è il Signore dei cieli e della terra?». Rispondi: «Allah!». Di’: «Prendereste all’infuori di lui, patroni che per se stessi non possiedono né il bene né il male?». Di’: «Sono forse uguali il cieco e colui che vede, sono forse uguali le tenebre e la luce? Hanno forse associato ad Allah esseri che creano come Allah ha creato, così che la loro creazione possa essere assimilata a quella di Allah?». Di’: «Allah è il Creatore di tutte le cose, Egli è l’Unico, il Supremo Dominatore».
- Hamza P.
- Hamza P.
Di’: «Chi è il Signore dei cieli e della terra?». Rispondi: «Dio». Di’: «Anziché Lui, prenderete come patroni degli esseri che non possono giovare a se stessi né arrecarsi danno?». Di’: «Sono uguali il cieco e chi ci vede? Sono uguali le tenebre e la luce? I soci che attribuiscono a Dio hanno creato come Egli ha creato? Somiglia alla Sua la loro creazione?».
Di’: «Il Creatore di tutte le cose è Dio, Egli è l’Unico, il Vittorioso». [16]
- Zilio Grandi
Di’: «Il Creatore di tutte le cose è Dio, Egli è l’Unico, il Vittorioso». [16]
- Zilio Grandi
Di’: “Chi è il Signore dei cieli e della Terra?”. Di’: “Allàh!”. Di’: “Avete preso, all’infuori di Lui, dei patroni, che non hanno potere di fare a loro stessi utilità, né danno?”. Di’: “È forse eguale il non vedente al vedente?”, oppure (di’): “Sono forse eguali le tenebre e la luce?”. Forse che essi hanno dato ad Allàh degli associati, creatori di un creato come il Suo, sicché il creato è per essi confuso? Di’: “È Allàh il Creatore di ogni cosa. Egli è l’Unico, il Vincitore”.
- Pasquini
- Pasquini
أَنزَلَ مِنَ السَّماءِ ماءً فَسالَت أَودِيَةٌ بِقَدَرِها فَاحتَمَلَ السَّيلُ زَبَدًا رابِيًا وَمِمّا يوقِدونَ عَلَيهِ فِى النّارِ ابتِغاءَ حِليَةٍ أَو مَتٰعٍ زَبَدٌ مِثلُهُ كَذٰلِكَ يَضرِبُ اللَّهُ الحَقَّ وَالبٰطِلَ فَأَمَّا الزَّبَدُ فَيَذهَبُ جُفاءً وَأَمّا ما يَنفَعُ النّاسَ فَيَمكُثُ فِى الأَرضِ كَذٰلِكَ يَضرِبُ اللَّهُ الأَمثالَ
Fa scendere l’acqua dal cielo, e le valli si inondano secondo la loro capienza, e la corrente trasporta schiuma gorgogliante, una schiuma simile a ciò che si fonde sul fuoco per trarne gioielli e utensili. Così Allah propone a metafora del vero e del falso: si perde la schiuma e resta sulla terra ciò che è utile agli uomini [15]. Così Allah propone le metafore.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ha fatto discendere dal cielo dell’acqua che scorre nelle vallate secondo la misura della loro ampiezza; la corrente trasporta schiuma che galleggia, e simile è la schiuma dei metalli che gli uomini fondono al fuoco per produrre monili e utensili. Così Dio propone similitudini sul vero e la falsità: la schiuma se ne va, quale inutile detrito, e sulla terra resta ciò che serve all’uomo. Così Dio propone similitudini. [17]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Allàh fa scendere un’acqua dal cielo, le valli si mettono a scorrere in proporzione alla loro capacità e dalla corrente si forma della schiuma, eguale alla schiuma che si forma da ciò che mettono a fondere nel fuoco, per ottenere un ornamento o un arnese. Così Allàh dà l’esempio del vero e del falso! Quanto alla schiuma, essa se ne va odiosamente, mentre, quanto a ciò che è utile agli uomini, esso rimane sulla Terra. Così Allàh propone gli esempi.
- Pasquini
- Pasquini
لِلَّذينَ استَجابوا لِرَبِّهِمُ الحُسنىٰ وَالَّذينَ لَم يَستَجيبوا لَهُ لَو أَنَّ لَهُم ما فِى الأَرضِ جَميعًا وَمِثلَهُ مَعَهُ لَافتَدَوا بِهِ أُولٰئِكَ لَهُم سوءُ الحِسابِ وَمَأوىٰهُم جَهَنَّمُ وَبِئسَ المِهادُ
Coloro che rispondono all’appello del loro Signore avranno la migliore [ricompensa].
Quanto a coloro che non avranno risposto, se possedessero tutto ciò che è sulla terra e ancora altrettanto, lo offrirebbero per riscattarsi. Avranno il peggiore dei bilanci e l’Inferno sarà il loro rifugio. Qual tristo giaciglio!
- Hamza P.
Quanto a coloro che non avranno risposto, se possedessero tutto ciò che è sulla terra e ancora altrettanto, lo offrirebbero per riscattarsi. Avranno il peggiore dei bilanci e l’Inferno sarà il loro rifugio. Qual tristo giaciglio!
- Hamza P.
Quelli che rispondono al loro Signore avranno l’ottima cosa, mentre quelli che non rispondono, anche se possedessero tutto quel che c’è sulla terra e altrettanto ancora, non bassterebbe a riscattare le loro colpe, per loro la resa dei conti sarà cattiva. Avranno come dimora la Geenna, che orribile giaciglio. [18]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Quelli che rispondono al loro Signore, avranno la sorte migliore, mentre, invece, quelli che non rispondono - anche se possedessero tutti i tesori che ci sono sulla Terra e con essi altrettanti (da offrire come riscatto) - non si riscatterebbero con essi! A loro sarà presentato un brutto conto, loro albergo sarà giahànnam [1] e quale cattivo alloggio!
- Pasquini
- Pasquini
أَفَمَن يَعلَمُ أَنَّما أُنزِلَ إِلَيكَ مِن رَبِّكَ الحَقُّ كَمَن هُوَ أَعمىٰ إِنَّما يَتَذَكَّرُ أُولُوا الأَلبٰبِ
Colui che sa che ciò che ti è stato rivelato da parte del tuo Signore è la verità è forse come colui che è cieco? In verità riflettono solo coloro che sono dotati d’intelletto,
- Hamza P.
- Hamza P.
È forse uguale al cieco chi sa che la rivelazione giunta a te da parte del tuo Signore è la verità? Riflettono soltanto quelli che hanno sano intelletto, [19]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
È forse chi sa che ciò che ti è stato mandato dall’alto dal tuo Signore è la Verità come chi è cieco? Veramente sanno riflettere solo i dotati di intelletto,
- Pasquini
- Pasquini
الَّذينَ يوفونَ بِعَهدِ اللَّهِ وَلا يَنقُضونَ الميثٰقَ
coloro che si attengono al patto con Allah e non mancano all’impegno,
- Hamza P.
- Hamza P.
quelli che osservano il patto di Dio e non infrangono l’alleanza, [20]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
coloro che osservano gl’impegni verso Allàh e non violano il patto,
- Pasquini
- Pasquini
وَالَّذينَ يَصِلونَ ما أَمَرَ اللَّهُ بِهِ أَن يوصَلَ وَيَخشَونَ رَبَّهُم وَيَخافونَ سوءَ الحِسابِ
coloro che uniscono quello che Allah ha ordinato di unire [16], temono il loro Signore, paventano che il loro bilancio sia negativo,
- Hamza P.
- Hamza P.
quelli che uniscono quel che Dio ha comandato di unire, e temono il loro Signore, e hanno paura della cattiva resa dei conti; [21]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
coloro che tengono unito ciò che Allàh ha ordinato che resti unito, temono il loro Signore e hanno timore di un brutto conto;
- Pasquini
- Pasquini
وَالَّذينَ صَبَرُوا ابتِغاءَ وَجهِ رَبِّهِم وَأَقامُوا الصَّلوٰةَ وَأَنفَقوا مِمّا رَزَقنٰهُم سِرًّا وَعَلانِيَةً وَيَدرَءونَ بِالحَسَنَةِ السَّيِّئَةَ أُولٰئِكَ لَهُم عُقبَى الدّارِ
coloro che perseverano nella ricerca del Volto del loro Signore, assolvono all’orazione, danno pubblicamente o in segreto di ciò di cui li abbiamo provvisti e respingono il male con il bene. Essi avranno per Dimora Ultima
- Hamza P.
- Hamza P.
quelli che pazientano per desiderio del volto del loro Signore, e adempiono alla preghiera, e donano, in segreto e in pubblico, parte di ciò che la Nostra provvidenza ha loro dispensato, e respingono il male col bene. Ecco coloro che avranno per dimora finale [22]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
coloro che sono perseveranti per desiderio di vedere il viso del loro Signore, eseguono l’adorazione quotidiana, prelevano dai loro averi parte da ciò che abbiamo dato loro in sorte per elargirlo, segretamente e palesemente, in beneficenza e respingono l’azione cattiva con l’azione buona: il loro risultato sarà la Dimora del Paradiso:
- Pasquini
- Pasquini
جَنّٰتُ عَدنٍ يَدخُلونَها وَمَن صَلَحَ مِن ءابائِهِم وَأَزوٰجِهِم وَذُرِّيّٰتِهِم وَالمَلٰئِكَةُ يَدخُلونَ عَلَيهِم مِن كُلِّ بابٍ
i Giardini dell’Eden, in cui entreranno insieme ai probi tra i loro padri, le loro spose e i loro figli. Gli angeli andranno a visitarli entrando da ogni porta
- Hamza P.
- Hamza P.
i giardini di Eden, dove entreranno insieme ai padri, le mogli e i figli che hanno agito bene. Gli angeli entreranno da loro da ogni porta
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Essi avranno i Giardini di ’Adn [2] (Eden), nei quali entreranno con quelli dei loro padri e coniugi e discendenti, che saranno stati pii e gli Angeli accorreranno incontro a loro da ogni porta.
- Pasquini
- Pasquini
سَلٰمٌ عَلَيكُم بِما صَبَرتُم فَنِعمَ عُقبَى الدّارِ
[e diranno]: «Pace su di voi, poiché siete stati perseveranti. Com’è bella la vostra Ultima Dimora».
- Hamza P.
- Hamza P.
e diranno: «Sia pace a voi perché avete atteso, saldi e pieni di pazienza». Com’è bella la dimora finale!
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
“Pace su voi - diranno gli Angeli - per essere stati perseveranti!”. Quanto è stupendo il risultato della Dimora (del Paradiso)!
- Pasquini
- Pasquini
وَالَّذينَ يَنقُضونَ عَهدَ اللَّهِ مِن بَعدِ ميثٰقِهِ وَيَقطَعونَ ما أَمَرَ اللَّهُ بِهِ أَن يوصَلَ وَيُفسِدونَ فِى الأَرضِ أُولٰئِكَ لَهُمُ اللَّعنَةُ وَلَهُم سوءُ الدّارِ
Coloro che infrangono il patto di Allah dopo averlo accettato, spezzano ciò che Allah ha ordinato di unire e spargono la corruzione sulla terra – quelli saranno maledetti e avranno la peggiore delle dimore.
- Hamza P.
- Hamza P.
Invece, quelli che infrangono il patto di Dio dopo averlo stretto, e dividono quel che Dio ha comandato di unire, e portano la corruzione sulla terra, ecco coloro che saranno maledetti, avranno la cattiva dimora. [25]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Coloro, invece, che infrangono gl’impegni presi con Allàh, dopo il patto stipulato con Lui, separano ciò che Allàh comanda di tenere unito e diffondono la corruzione sulla Terra, avranno la maledizione e la cattiva Dimora (dell’Inferno).
- Pasquini
- Pasquini
اللَّهُ يَبسُطُ الرِّزقَ لِمَن يَشاءُ وَيَقدِرُ وَفَرِحوا بِالحَيوٰةِ الدُّنيا وَمَا الحَيوٰةُ الدُّنيا فِى الءاخِرَةِ إِلّا مَتٰعٌ
Allah dà generosamente a chi vuole e lesina a chi vuole. Essi si rallegrano di questa vita che in confronto all’Altra non è che godimento effimero.
- Hamza P.
- Hamza P.
Dio elargisce la Sua provvidenza a chi vuole, oppure la lesina. Si sono rallegrati della vita terrena mentre la vita terrena, rispetto all’aldilà, è gioia da poco. [26]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Allàh largheggia in provvidenza in favore di chi vuole e la misura a chi vuole. Essi si rallegrano della vita terrena, mentre la vita terrena, di fronte alla futura, non è se non un godimento temporaneo.
- Pasquini
- Pasquini
وَيَقولُ الَّذينَ كَفَروا لَولا أُنزِلَ عَلَيهِ ءايَةٌ مِن رَبِّهِ قُل إِنَّ اللَّهَ يُضِلُّ مَن يَشاءُ وَيَهدى إِلَيهِ مَن أَنابَ
Dicono i miscredenti: «Perché non è stato fatto scendere su di lui un segno da parte del suo Signore?». Rispondi: «In verità Allah allontana chi vuole e guida a Lui chi si converte,
- Hamza P.
- Hamza P.
I miscredenti diranno: «Almeno il suo Signore gli avesse mandato un segno». Rispondi: «Dio fa smarrire chi vuole e guida a Sé quelli che si volgono a Lui nel pentimento, [27]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Coloro che rifiutano di credere dicono: “Gli fosse stato mandato dall’alto un segno da parte del suo Signore!”. Di’: “In verità, Allàh fa errare chi vuole e guida a Sé chi si ravvede!”.
- Pasquini
- Pasquini
الَّذينَ ءامَنوا وَتَطمَئِنُّ قُلوبُهُم بِذِكرِ اللَّهِ أَلا بِذِكرِ اللَّهِ تَطمَئِنُّ القُلوبُ
coloro che credono, che rasserenano i loro cuori al Ricordo di Allah. In verità i cuori si rasserenano al Ricordo di Allah [17].
- Hamza P.
- Hamza P.
quelli che credono, quelli il cui cuore si acquieta nel ricordo di Dio – non è nel ricordo di Dio che si acquietano i cuori? –, [28]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Coloro che credono, e trovano la pace i loro cuori nel Ricordo di Allàh - non è infatti vero che nel Ricordo di Allàh i cuori trovano la pace? -
- Pasquini
- Pasquini
الَّذينَ ءامَنوا وَعَمِلُوا الصّٰلِحٰتِ طوبىٰ لَهُم وَحُسنُ مَـٔابٍ
Coloro che credono e operano il bene, avranno la beatitudine e il miglior rifugio».
- Hamza P.
- Hamza P.
quelli che credono e compiono le azioni pure. Costoro avranno beatitudine, avranno un buon ritorno a Lui». [29]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
coloro che credono e compiono azioni di bene, quelli sono i beati e i ben accolti al loro ritorno!
- Pasquini
- Pasquini
كَذٰلِكَ أَرسَلنٰكَ فى أُمَّةٍ قَد خَلَت مِن قَبلِها أُمَمٌ لِتَتلُوَا۟ عَلَيهِمُ الَّذى أَوحَينا إِلَيكَ وَهُم يَكفُرونَ بِالرَّحمٰنِ قُل هُوَ رَبّى لا إِلٰهَ إِلّا هُوَ عَلَيهِ تَوَكَّلتُ وَإِلَيهِ مَتابِ
Così ti inviammo ad una comunità, dopo che altre comunità erano passate, affinché recitassi loro quello che Noi ti abbiamo rivelato, ma essi rinnegano il Compassionevole [18]. È Lui il mio Signore, non c’è altro dio che Lui, ripongo in Lui la mia fiducia e ritorno a Lui.
- Hamza P.
- Hamza P.
Così sia. Ti abbiamo inviato in una comunità – altre comunità vi furono prima – perché tu recitassi loro quel che ti abbiamo rivelato, ma essi rinnegano il Clemente. Di’: «Egli è il mio Signore, non c’è altro dio che Lui, in Lui confido e a Lui farò ritorno». [30]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Anche tu, Noi ti abbiamo suscitato in mezzo a una nazione, prima della quale erano esistite altre nazioni, perché tu reciti loro ciò che Noi ti riveliamo, ma essi rifiutano di credere nel Sommamente Misericordioso. Di’ loro: “Egli è il mio Signore! Non v’è altra divinità tranne Lui. A Lui mi affido e a Lui è il mio ritorno!”.
- Pasquini
- Pasquini
وَلَو أَنَّ قُرءانًا سُيِّرَت بِهِ الجِبالُ أَو قُطِّعَت بِهِ الأَرضُ أَو كُلِّمَ بِهِ المَوتىٰ بَل لِلَّهِ الأَمرُ جَميعًا أَفَلَم يَا۟يـَٔسِ الَّذينَ ءامَنوا أَن لَو يَشاءُ اللَّهُ لَهَدَى النّاسَ جَميعًا وَلا يَزالُ الَّذينَ كَفَروا تُصيبُهُم بِما صَنَعوا قارِعَةٌ أَو تَحُلُّ قَريبًا مِن دارِهِم حَتّىٰ يَأتِىَ وَعدُ اللَّهِ إِنَّ اللَّهَ لا يُخلِفُ الميعادَ
Se ci fosse una recitazione [19] che smuovesse le montagne, fendesse la terra e facesse parlare i morti… Invero l’ordine di tutte le cose appartiene ad Allah! Non vedono i credenti che Allah, se volesse, potrebbe guidare tutti gli uomini sulla retta via [20]? E i miscredenti saranno colpiti da un cataclisma, compenso del loro agire, o [la disgrazia] sarà prossima alle loro case, finché si realizzi la promessa di Allah. In verità Allah non manca alla promessa.
- Hamza P.
- Hamza P.
Se anche fosse una recitazione che mette in cammino le montagne e spacca la terra e fa parlare i morti, non crederebbero, ma il decreto appartiene solo a Dio, completamente. Quelli che credono non sanno forse che se Dio avesse voluto avrebbe guidato tutti gli uomini? A causa delle loro azioni, un flagello colpirà senza sosta i miscredenti, oppure si abbatterà vicino alla loro abitazione, finché la promessa di Dio si compirà, Dio non manca alla Sua promessa. [31]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Nemmeno fosse (il Sublime Corano) una Recitazione con cui si mettono in moto i monti, si spacca la Terra e si parla per mezzo di esso con morti! L’affare appartiene esclusivamente a Allàh! Non lo sanno con chiarezza coloro che credono, che, se Allàh volesse, guiderebbe sulla retta via tutti gli uomini? Una sciagura non cesserà di affliggere coloro che rifiutano di credere per quello che hanno fatto o si insedierà vicino alla loro dimora, finché giunga la promessa di Allàh! In verità, Allàh non manca mai all’appuntamento.
- Pasquini
- Pasquini
وَلَقَدِ استُهزِئَ بِرُسُلٍ مِن قَبلِكَ فَأَملَيتُ لِلَّذينَ كَفَروا ثُمَّ أَخَذتُهُم فَكَيفَ كانَ عِقابِ
Certamente i messaggeri che ti hanno preceduto sono stati scherniti, ma ho concesso una tregua ai miscredenti, quindi li ho afferrati. Come fu [duro] allora il [Mio] castigo!
- Hamza P.
- Hamza P.
Altri messaggeri venuti prima di te sono stati scherniti. Diedi del tempo ai miscredenti e poi li afferrai, e quale fu il castigo! [32]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Altri Profeti furono scherniti prima di te e Io accordai a coloro che rifiutavano di credere una dilazione! Poi li afferrai, e come fu (tremendo) il mio castigo!
- Pasquini
- Pasquini
أَفَمَن هُوَ قائِمٌ عَلىٰ كُلِّ نَفسٍ بِما كَسَبَت وَجَعَلوا لِلَّهِ شُرَكاءَ قُل سَمّوهُم أَم تُنَبِّـٔونَهُ بِما لا يَعلَمُ فِى الأَرضِ أَم بِظٰهِرٍ مِنَ القَولِ بَل زُيِّنَ لِلَّذينَ كَفَروا مَكرُهُم وَصُدّوا عَنِ السَّبيلِ وَمَن يُضلِلِ اللَّهُ فَما لَهُ مِن هادٍ
Colui che sorveglia ciò che ogni anima acquisisce [è forse simile alle vostre divinità]? Eppure Gli attribuiscono consoci. Di’: «Nominateli [dunque]! Vorreste insegnarGli, quello che ignora della terra? Oppure [il vostro] è solo un modo di dire?». Sì, la perfidia dei miscredenti è stata resa bella agli occhi loro ed essi sono stati allontanati dalla retta via. Chi è sviato da Allah non avrà guida alcuna.
- Hamza P.
- Hamza P.
Chi dunque presiede alle azioni che ogni anima si è procurata? Ma a Dio hanno dato dei compagni. Di’: «Quando li nominate credete di informare Dio di ciò che non sa, sulla terra, oppure è solo un discorso esteriore?». Invece, agli occhi dei miscredenti è stata abbellita l’insidia che hanno teso e sono stati distolti dal sentiero, nessuno guida chi Dio induce in errore. [33]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Non è forse Lui, colui che sorveglia ogni anima per quello che essa guadagna? E loro hanno dei soci dato ad Allàh! Di’ loro: “Dite i loro nomi!”, oppure (di’): “Farete conoscere a Lui ciò di cui Egli non conosce l’esistenza sulla Terra?”, oppure (di’): “Vani nomi!”. No! A coloro che rifiutano di credere è stata resa bella la loro mistificazione e sono stati messi fuori strada. E non c’è più guida per chi Allàh mette fuori strada!.
- Pasquini
- Pasquini
لَهُم عَذابٌ فِى الحَيوٰةِ الدُّنيا وَلَعَذابُ الءاخِرَةِ أَشَقُّ وَما لَهُم مِنَ اللَّهِ مِن واقٍ
Saranno castigati in questa vita, ma il castigo dell’altra vita sarà schiacciante e non avranno difensore alcuno all’infuori di Allah.
- Hamza P.
- Hamza P.
Avranno un castigo nella vita terrena, ma più duro è il castigo dell’aldilà, contro Dio non li salverà nessuno.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
C’è per loro un castigo nella vita terrena, però il castigo della futura è più duro! Ed essi non avranno protettore contro Allàh.
- Pasquini
- Pasquini
مَثَلُ الجَنَّةِ الَّتى وُعِدَ المُتَّقونَ تَجرى مِن تَحتِهَا الأَنهٰرُ أُكُلُها دائِمٌ وَظِلُّها تِلكَ عُقبَى الَّذينَ اتَّقَوا وَعُقبَى الكٰفِرينَ النّارُ
E questo il Giardino che è stato promesso ai pii: vi scorrono ruscelli, perennemente vi sono frutti e ombra. Ecco il destino dei timorati [di Allah], mentre il destino dei miscredenti è il Fuoco.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ecco la similitudine del giardino promesso a chi teme Dio: sotto vi scorrono i fiumi, e i suoi frutti sono perenni, e anche la sua ombra. Questa è la dimora finale di chi ha timore di Dio, mentre la dimora finale dei miscredenti è il fuoco. [35]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ecco un’immagine del Paradiso promesso ai timorati: sotto esso scorrono fiumi, la sua frutta è perenne e la sua ombra. Questo è il risultato di coloro che sono timorati, mentre il risultato di coloro che rifiutano di credere è il fuoco.
- Pasquini
- Pasquini
وَالَّذينَ ءاتَينٰهُمُ الكِتٰبَ يَفرَحونَ بِما أُنزِلَ إِلَيكَ وَمِنَ الأَحزابِ مَن يُنكِرُ بَعضَهُ قُل إِنَّما أُمِرتُ أَن أَعبُدَ اللَّهَ وَلا أُشرِكَ بِهِ إِلَيهِ أَدعوا وَإِلَيهِ مَـٔابِ
Coloro ai quali abbiamo dato la Scrittura [21] si rallegrano di ciò che abbiamo fatto scendere su di te, mentre fra le fazioni vi è chi ne rinnega una parte. Di’: «Non ho ricevuto altro ordine che quello di adorare Allah senza associarGli alcunché. Vi chiamo a Lui e verso di Lui tornerò».
- Hamza P.
- Hamza P.
Coloro cui demmo il libro gioiscono di quel che ti è rivelato, però, tra le fazioni, alcuni ne rifiutano una parte. Di’: «Mi è stato ordinato di adorare Dio e di non dare a Lui dei compagni, a Lui va la mia invocazione, a Lui farò ritorno». [36]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Quelli a cui demmo il Libro si rallegrano di ciò che ti è stato mandato dall’alto, ma fra gli Aḥzāb [3] v’è chi ne nega una parte. Di’: “Veramente, mi è stato ordinato di adorare Allàh e di non associar nulla a Lui nel culto di adorazione! Io chiamo a Lui e a Lui è il mio traguardo!”.
- Pasquini
- Pasquini
وَكَذٰلِكَ أَنزَلنٰهُ حُكمًا عَرَبِيًّا وَلَئِنِ اتَّبَعتَ أَهواءَهُم بَعدَما جاءَكَ مِنَ العِلمِ ما لَكَ مِنَ اللَّهِ مِن وَلِىٍّ وَلا واقٍ
E così abbiamo fatto scendere una norma di saggezza in arabo. Se segui i loro desideri dopo quel che ti è giunto della Sapienza, non avrai, davanti ad Allah, né patrono né difensore.
- Hamza P.
- Hamza P.
Così abbiamo rivelato il Corano, saggezza in lingua araba. Se seguirai i loro desideri dopo la scienza che ti è giunta, non troverai un protettore contro Dio, nessuno ti salverà. [37]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Così, Noi lo abbiamo fatto scendere dall’alto (il Sublime Corano) come codice di vita in lingua araba! E se tu segui le loro eresie, dopo ciò che ti è giunto della Scienza, non avrai patrono né protettore (per difenderti) da Allàh.
- Pasquini
- Pasquini
وَلَقَد أَرسَلنا رُسُلًا مِن قَبلِكَ وَجَعَلنا لَهُم أَزوٰجًا وَذُرِّيَّةً وَما كانَ لِرَسولٍ أَن يَأتِىَ بِـٔايَةٍ إِلّا بِإِذنِ اللَّهِ لِكُلِّ أَجَلٍ كِتابٌ
In verità prima di te inviammo altri messaggeri e provvedemmo loro spose e progenie, ma nessun messaggero recò alcun segno [22] se non con il permesso di Allah. Ogni epoca [ha avuto] la sua Scrittura [23].
- Hamza P.
- Hamza P.
Anche prima di te abbiamo inviato dei messaggeri e abbiamo dato loro mogli e discendenza, e nessun messaggero poté portare un segno senza il permesso di Dio.
C’è un libro per ogni termine di un’era, [38]
- Zilio Grandi
C’è un libro per ogni termine di un’era, [38]
- Zilio Grandi
Noi abbiamo mandato Apostoli prima di te e abbiamo dato loro mogli e prole. Nessun Apostolo poté portare un segno, se non con il permesso di Allàh. A ogni epoca un Libro.
- Pasquini
- Pasquini
يَمحُوا اللَّهُ ما يَشاءُ وَيُثبِتُ وَعِندَهُ أُمُّ الكِتٰبِ
Allah cancella quello che vuole e conferma quello che vuole.
È presso di Lui la Madre del Libro [24].
- Hamza P.
È presso di Lui la Madre del Libro [24].
- Hamza P.
e Dio cancella quel che vuole e quel che vuole conferma. La madre del libro è presso di Lui. [39]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Allàh cancella ciò che vuole, (ciò che vuole) consolida, e presso di Lui si trova la Madre del Libro!
- Pasquini
- Pasquini
وَإِن ما نُرِيَنَّكَ بَعضَ الَّذى نَعِدُهُم أَو نَتَوَفَّيَنَّكَ فَإِنَّما عَلَيكَ البَلٰغُ وَعَلَينَا الحِسابُ
Sia che ti mostriamo ciò che promettiamo loro, sia che ti facciamo morire prima, a te incombe il comunicare, a Noi la resa dei conti [25].
- Hamza P.
- Hamza P.
Forse ti mostreremo parte delle nostre promesse, forse ti faremo morire prima di ciò, comunque a te spetta il messaggio e a Noi la resa dei conti. [40]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Sia che Noi ti facciamo vedere (la realizzazione di) qualcosa - di ciò che promettiamo loro - sia che Noi (facendoti morire) ti riprendiamo prima, cosa tua è il dovere di comunicare (il Messaggio) e cosa Nostra il diritto di fare il conto!
- Pasquini
- Pasquini
أَوَلَم يَرَوا أَنّا نَأتِى الأَرضَ نَنقُصُها مِن أَطرافِها وَاللَّهُ يَحكُمُ لا مُعَقِّبَ لِحُكمِهِ وَهُوَ سَريعُ الحِسابِ
Non vedono forse che restringiamo i loro confini esterni [26]? Allah giudica, e nessuno può opporsi al Suo giudizio, ed Egli è rapido al conto.
- Hamza P.
- Hamza P.
Non vedono che Noi invadiamo la terra, passo dopo passo, consumandola da ogni parte? Dio giudica e nessuno si oppone al Suo giudizio, Egli conta rapidamente. [41]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Non vedono che Noi ci addentriamo nella Terra, riducendola ai suoi confini? Allàh giudica, non c’è appello al suo giudizio ed Egli è rapido nel fare i conti.
- Pasquini
- Pasquini
وَقَد مَكَرَ الَّذينَ مِن قَبلِهِم فَلِلَّهِ المَكرُ جَميعًا يَعلَمُ ما تَكسِبُ كُلُّ نَفسٍ وَسَيَعلَمُ الكُفّٰرُ لِمَن عُقبَى الدّارِ
Coloro che li hanno preceduti [27] hanno tramato, ma ad Allah appartiene la strategia suprema. Egli conosce ciò che ogni anima ha meritato e ben presto i miscredenti sapranno a chi appartiene la Dimora Ultima.
- Hamza P.
- Hamza P.
Prima di loro, altri hanno teso insidie, ma l’insidia appartiene tutta a Dio.
Egli conosce quel che ogni anima si procura, e i miscredenti sapranno a chi spetta la dimora finale. [42]
- Zilio Grandi
Egli conosce quel che ogni anima si procura, e i miscredenti sapranno a chi spetta la dimora finale. [42]
- Zilio Grandi
Coloro che furono prima di essi fecero macchinazioni, ma ad Allàh appartiene ogni macchinazione. Egli sa ciò che ogni anima guadagna e coloro che rifiutano di credere sapranno presto chi avrà il risultato della Dimora (in Paradiso)!
- Pasquini
- Pasquini
وَيَقولُ الَّذينَ كَفَروا لَستَ مُرسَلًا قُل كَفىٰ بِاللَّهِ شَهيدًا بَينى وَبَينَكُم وَمَن عِندَهُ عِلمُ الكِتٰبِ
Dicono i miscredenti: «Tu non sei un inviato». Rispondi: «Mi basta Allah, testimone tra me e voi, Colui Che possiede la Scienza del Libro».
- Hamza P.
- Hamza P.
I miscredenti dicono: «Tu non sei un messaggero». Rispondi: «Come testimone tra me e voi basta Dio, e chi possiede la scienza del libro». [43]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Coloro che rifiutano di credere dicono: “Tu non sei un Apostolo!”. Rispondi: “Mi basta come testimone, tra me e voi, Allàh e chi possiede la conoscenza del Libro!”.
- Pasquini
- Pasquini
Note di Hamza Piccardo alla Sura
- [1] ^ Vedi Appendice 1.
- [2] ^ La fisica ci ha reso edotti dell’esistenza di leggi che governano le fasce dell’atmosfera. Queste leggi che non possono avere altra natura che divina, potrebbero essere quei «pilastri invisibili» che sostengono i cieli.
- [3] ^ II termine stabilito di cui parla il versetto può essere quello dell’estinzione del sole e della luna ma potrebbe anche indicare il concetto delle loro orbite.
- [4] ^ Per la regola del doppio accusativo si potrebbe anche tradurre: «fa’ sì che il giorno copra la notte».
- [5] ^ «ci sono porzioni»: in cui la terra può essere fertile o arida (Tabarî XIII, 97). La metafora trae spunto dalla diversa fertilità del suolo, seppur omogeneamente irrigato per alludere agli uomini che diversamente reagiscono allo stesso messaggio divino: qualcuno produce molte opere meritorie, altri sono più avari e altri ancora del tutto sterili.
- [6] ^ Con il senso di: «se ancora puoi stupirti del ragionamento dei miscredenti è davvero stupefacente…».
- [7] ^ «avranno al collo catene»: nel Giorno del Giudizio porteranno appesi al collo i loro peccati.
- [8] ^ «E ti chiedono…»: i pagani sfidano il Profeta (pace e benedizioni su di lui) a dimostrare con l’avvento di catastrofi la veridicità del suo messaggio, piuttosto che chiedere grazie divine.
- [9] ^ Perdono e severità nel castigo. All’interno di questo paradigma dell’atteggiamento divino nei confronti dell’uomo vi sono gli esempi delle distruzioni con cui Allah (gloria a Lui l’Altissimo) colpì le comunità che Gli si ribellarono e l’immensa dolcezza della Sua misericordia presente in ogni cosa buona che viviamo. La misura della misericordia divina in questa vita e nel Giorno del Giudizio ci è data da un famoso hadith che riferiamo nella versione riportata da Salmân al Fârisiy (che Allah sia soddisfatto di lui). L’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse: «Allah Altissimo ha cento misericordie, da una sola delle quali traggono reciproca compassione le creature, mentre le altre novantanove sono per il Giorno della Resurrezione». Lo ha trasmesso Muslim (da Il Giardino dei Devoti, p. 147).
- [10] ^ L’utero che diminuisce di volume nell’espellere il suo contenuto ed aumenta nella gestazione. Tenendo conto che nel versetto la diminuzione precede l’aumento, alcuni commentatori hanno inteso che il significato dell’espressione sarebbe: «Allah conosce le gestazioni che abortiscono e quelle che giungono a termine».
- [11] ^ «Allah non modifica… »: alcuni esegeti moderni (Al-Afghânî 1254-1315 E.-1838-1897 d.C., Muhammad ‘Abduh 1265-1323 E.-1849-1905 d.C. e altri) hanno voluto leggere questo versetto nel senso del proverbio occidentale : «aiutati che il Ciel ti aiuta», e cioè nella necessità di un atto proprio di volontà umana teso a propiziare la Grazia di Allah e lo hanno inserito nell’analisi storico-sociale delle condizioni delle popolazioni musulmane, sottoposte in quel tempo alla colonizzazione europea. Senza negare il valore di questa interpretazione se ne potrebbe suggerire un’altra, e cioè che la Grazia di Allah assiste i popoli finché essi ne sono consci e ne rendono Gloria al Creatore, ma quando poi, per orgoglio o apparente benessere, dimenticano il loro Signore ecco che attirano su di loro disastri e sofferenza.
- [12] ^ «vi fa vedere… timore e speranza…»: timore della folgore e speranza di pioggia.
- [13] ^ Ibn Kathîr (II, 505) afferma che il versetto ha un preciso riscontro nella vicenda della predicazione di Muhammad (pace e benedizioni su di lui). L’uomo rispose con arroganza all’invito a convertirsi rivoltogli dall’Inviato di Allah e dopo pochi giorni morì colpito da un fulmine. Elemento di grande bellezza del versetto è la figura del tuono, creatura timorata di Allah che canta la gloria dell’Altissimo.
- [14] ^ Tutta la creazione è oggettivamente sottomessa al Creatore (gloria a Lui l’Altissimo), e basterebbe studiare le leggi che governano il cosmo per rendersene conto. Nessuno può fermare l’inclinazione del sole che nel suo moto apparente determina l’allungarsi e l’accorciarsi delle ombre. Credenti e non credenti, musulmani (ad Allah sottomessi) e prevaricatori ribelli, tutti quanti gli uomini subiscono la gravità terrestre, le leggi della termodinamica, il ciclo dell’ossigeno. La differenza tra gli uomini è fatta dalle loro intenzioni, l’unica cosa in cui essi sono veramente liberi; tutto il resto, dalla storia personale di ognuno di noi al movimento delle galassie, è determinato da Allah che, come dice il successivo versetto, «è l’Unico, il Supremo Dominatore». Leggendo nel Corano questo versetto, il musulmano può effettuare una prosternazione (vedi in Appendice l’elenco delle «sajdat», nella lettura del Corano).
- [15] ^ Paragonando la Rivelazione all’acqua che scende dal cielo, il Corano afferma che ogni uomo ne potrà ricevere nella misura della sua ricettività spirituale. L’acqua vivifica la terra mentre la schiuma si perde, come la schiuma del metallo fuso sparisce e rimangono gli oggetti formati in quella fusione. Il fatto che inizialmente tali oggetti siano nascosti dalla schiuma può essere metafora della realtà magmatica e confusa della ricerca della fede, tensione all’interno della quale il dono dell’Islàm forgia le migliori qualità personali e i più alti valori sociali, solide caratteristiche destinate a durare nelle avversità e nel tempo.
- [16] ^ «che uniscono…»: rispettano cioè i legami di parentela e le alleanze.
- [17] ^ In un «hadith qudsî», discorso santo, parola di Allah rivelata a Muhammad (pace e benedizioni su di lui) e non inclusa nel Corano, Allah (gloria a Lui l’Altissimo) dice: «Non mi discosto dall’opinione che il Mio servitore si fa di Me, Io sono con lui fino a che si ricorda di Me, se M’invoca dentro di sé, Io lo invocherò in Me, se M’invoca in mezzo ad una assemblea Io lo invocherò in seno ad una assemblea più nobile, se si avvicinerà a Me di una spanna Mi avvicinerò a lui di un cubito, se si avvicinerà a Me di un cubito Mi avvicinerò a lui di un braccio, se verrà verso di Me camminando gli andrò incontro correndo». Basterebbe forse questa citazione per comprendere il significato del Ricordo di Allah, e comprendere la grande pace che scende nel cuore del credente quando egli lo pratica. Vorremmo solo aggiungere la testimonianza che ci hanno reso le lacrime dei credenti che abbiamo visto molte volte scorrere copiose alla lettura del Corano. Lacrime di speranza e di liberazione del cuore.
- [18] ^ «il Compassionevole»: «Ar-Rahmân», ancora una volta ricorre nel Corano questo meraviglioso appellativo di Allah. Complessivamente esso viene utilizzato centosessantanove volte. «Ar-Rahîm» (che traduciamo con «il Misericordioso») lo troviamo duecentottantacinque volte.
- [19] ^ Come abbiamo già detto, il termine «qur’ân» significa letteralmente «recitazione» e la recitazione per antonomasia è il Corano, il Libro di Allah rivelato a Muhammad (pace e benedizioni su di lui). In questo caso specifico l’interpretazione della frase ci ha convinti che la sospensione dopo «…far parlare i morti…» sottintenda: [non potrebbe essere che il Corano] e pertanto il «qur’ân» iniziale è nome comune di azione e non nome proprio e così l’abbiamo tradotto.
- [20] ^ La tradizione riferisce che questa rivelazione scese in risposta ad un fatto preciso: «Un giorno che il Profeta (pace e benedizioni su di lui) stava attraversando lo spiazzo in cui sorge la Ka‘ba, apostrofato da un certo Ibn ‘Umayya della tribù dei Banî Makhzûm che lo sfidò a compiere miracoli per dimostrare la veridicità del Corano, gli disse: «Sposta con il tuo Corano queste montagne che stringono la Mecca, così che possiamo avere uno spazio più ampio, fa’ scaturire fiumi dalla terra! Fa’ risorgere qualcuno dei nostri morti affinché li si possa interrogare sull’altra vita! Gesù lo ha fatto! Perché non lo fai anche tu? Sottometti i venti alla nostra volontà! Salomone li aveva a sua disposizione e tutto ciò non deve essere difficile per il tuo Allah» (Tabarî XIII, 151 ss.).
- [21] ^ Molti cristiani ed ebrei dell’Arabia riconobbero facilmente nel Corano e nella predicazione di Muhammad (pace e benedizioni su di lui) il naturale prosieguo della Rivelazione che era stata data a loro e si convertirono; altri invece si unirono tra loro e con i pagani per combattere l’Islàm e i musulmani.
- [22] ^ «recò alcun segno»: nel senso di «non fece nessun miracolo».
- [23] ^ E possibile anche questa lettura: «Ogni cosa ha il suo termine trascritto».
- [24] ^ «la Madre del Libro»: (a proposito dell’utilizzazione di «’Um», madre, nella lingua araba, vedi nota a III, 7). Presso Allah esiste «Al-lawhu al-Mahfûdh» (la Tavola ben vigilata), l’Archetipo Celeste del Libro Sacro.
- [25] ^ Allah (gloria a Lui l’Altissimo) si rivolge al Suo Inviato (pace e benedizioni su di lui) ricordandogli la sua missione.
- [26] ^ Molti commentatori tradizionali interpretano questo versetto come profezia delle grandiose conquiste territoriali dei musulmani. Ci pare di poterlo leggere anche nel senso che dopo la venuta del «Furqân» (il Discrimine, uno dei nomi del Corano che appunto è lo strumento della distinzione del bene dal male), gli spazi di manovra dell’uomo sono notevolmente ristretti, la precisione della legge coranica e la Sunna dell’Inviato informano una giurisprudenza islamica in continua evoluzione che non lascia praticamente zone d’ombra.
- [27] ^ II pronome si riferisce agli idolatri contemporanei del Profeta (pace e benedizioni su di lui).
Versione cartacea de Il Corano - Hamza Roberto Piccardo
Note di Mohyddin Yahia alla traduzione di Zilio Grandi
- Nota alla Sura La datazione di questa sūra è incerta. Sembra che, a eccezione di alcuni versetti (in particolare del v. 41, se si segue l’interpretazione classica), sia stata rivelata poco prima dell’egira. L’esegesi tradizionale propende, viceversa, per una datazione molto più tarda, posteriore a quella della sūra 47. Nella sūra si torna su temi ricorrenti del Corano. Dio, Onnipotente e unico Creatore, è la sola divinità degna di essere adorata. Nella creazione tutto avviene secondo il Suo governo: anche il tuono e il fulmine sono nelle mani di Dio e sono lo strumento di disegni superiori. La sūra si rivolge come di consuetudine ai meccani scettici nei confronti del profetismo di Muḥammad e predice che la morsa dell’inviato di Dio si stringerà inesorabilmente intorno a questa genia incredula, che pretende di dettare a Dio la Sua volontà.
- [1] ^ Sulle lettere isolate che aprono questa sūra, cfr. il commento a 2:1. I primi quattro versetti ricordano che Dio comunica la verità all’uomo sotto forma di segni (āyāt). Tali sono, in primo luogo, i versetti rivelati; a questa modalità per così dire «verticale» se ne aggiunge un’altra «orizzontale», dove i segni sono quelli della creazione (fenomeni naturali, fatti storici, ecc.): anch’essi sono simboli da decifrare e i vv. 2-3 ne forniscono qualche esempio (cfr. il commento a 10:1). «Del libro»: potrebbe trattarsi della rivelazione coranica, come anche, per alcuni commentatori, della Torah o del Vangelo. «La gran parte della gente»: per l’esegesi tradizionale si tratterebbe dei soli meccani.
- [2] ^ «Senza pilastri visibili»: il cielo, inspiegabilmente sospeso al di sopra degli uomini, è un «segno» eloquente e questo fenomeno suggerisce che Dio ha messo in atto forze invisibili per sostenere la volta celeste.
Quanto alla terra, è mantenuta immobile dai «pilastri» delle montagne, chiamate per questo motivo rawāsī (letteralmente «ancoraggi», cfr. 16:15).
«Ognuno corre verso un termine designato»: ci si riferisce qui al movimento dei due astri, e il «termine designato» indica che, malgrado il loro movimento apparentemente perpetuo, essi vedranno arrestarsi la loro corsa alla fine del mondo. «Governa l’ordine»: Dio regola il corso del mondo, presiede l’ordine universale e in particolare il movimento degli astri («Ha soggiogato il sole e la luna»). Così, secondo i teologi, l’azione del Creatore non consiste solo nel produrre il mondo per poi riposarsi, ma è al contrario continuamente in atto, per assicurare l’esistenza dell’universo e ricrearlo di continuo; il nome divino Khallāq (15:86) indica appunto, secondo i teologi, questo aspetto di creatività continua. - [3] ^ «Una coppia di ogni frutto»: sembra alludere alla differenziazione sessuale delle piante, fatto ben noto agli agricoltori arabi. «Ricopre il giorno con la notte»: allusione a un tema sviluppato diversamente in 7:54. Qui si suggerisce che questa alternanza è una condizione per la vita dei vegetali utilizzati dall’uomo.
- [4] ^ «Appezzamenti vicini l’uno all’altro»: allusione, secondo i commentatori, alla diversità dei terreni, gli uni fertili e gli altri sterili.
L’immagine appartiene al filone delle parabole vegetali di cui si è parlato in 10:24. - [5] ^ La miscredenza dei politeisti meccani – si tratta di loro in questa parte – consiste nel negare la resurrezione, ovvero la sua stessa possibilità, quindi la vita futura. «Il giogo al collo»: il peso della servitù.
- [6] ^ Versetto con una sfumatura ironica: gli increduli chiedono, come prova della veridicità di Muḥammad, che egli anticipi la venuta dell’ora finale, cosa che non è in suo potere. Il versetto risponde loro che farebbero meglio ad affrettare l’avvento della fede nelle loro anime, cosa ben più semplice e che potrebbero ottenere da soli. D’altra parte, perché ingegnarsi a reclamare la manifestazione dell’onnipotenza divina e non i segni della Sua misericordia? «Cose simili»: i castighi esemplari riservati agli empi.
- [7] ^ Gli increduli reclamano da Muḥammad un prodigio per credere alla sua missione. Il Corano mostra che tale esigenza tornava in modo ricorrente nei loro propositi (cfr. v. 27 e 6:37; 11:53; 20:133, ecc.). Il Profeta risponde che la sua funzione è un’altra. Lo stesso particolare figura nel Vangelo (cfr., per esempio, Mc 8:11-12: «Vennero i farisei e si misero a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli sospirò profondamente e disse: “Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno”»). «Chi lo guidi»: un profeta che guidi sulla via di Dio. Ogni popolo, senza eccezioni, ha ricevuto la «religione unica e immutabile» (cfr. i commenti a 9:36 e 10:84). L’originale autorizza anche un’altra lettura: Muḥammad è una guida per tutti i popoli. Per alcuni commentatori, al contrario, la guida non è un profeta, ma Dio, anche se il Corano chiama esplicitamente «guide» alcuni inviati, come Abramo e Mosè.
- [8] ^ Viene qui presentato un altro «segno»: il decorso della gestazione, fenomeno invisibile e segreto. Ci si riferisce alla crescita di volume della matrice uterina.
- [9] ^ «Colui che conosce il mistero e il visibile»: cfr. i commenti a 9:94 e 62:8.
- [10] ^ Il versetto sembra dimostrare che i contemporanei meccani di Muḥamamad vivevano in un’epoca di relativismo dei valori e di indifferenza morale.
- [11] ^ «Sono creature»: per l’esegesi tradizionale, si tratta degli angeli che sorvegliano gli uomini e rimangono presso di loro. «Dio non cambia nulla a un popolo»: allusione alla storia dei popoli, ma anche al libero arbitrio. Secondo i commentatori tradizionali, Dio non ritrae i Suoi benefici a un popolo finché questo rimane nella propria disposizione naturale (fiṭra) e non cade nella decadenza morale e religiosa. «Dio vuole del male a un popolo (qawm)»: «popolo» non deve essere inteso nel senso di etnia, ma come un qualsiasi insieme di individui.
- [12] ^ «Nuvole grevi»: il cielo nuvoloso non è una minaccia nei paesi desertici, ma al contrario porta pioggia benefica per le terre aride. Queste nuvole sono quindi oggetto di «speranza».
- [13] ^ «Il tuono Lo glorifica»: ogni creatura, per quanto insignificante possa essere, canta le lodi di Dio. Un’altra immagine notevole figura nel v. 15 riguardo alle ombre. Secondo l’esegesi tradizionale, il soggetto di «manda i fulmini» è Dio stesso, in accordo con l’idea coranica per la quale Dio è causa efficiente di ogni fenomeno naturale. Il versetto può alludere al castigo subito dagli ‘Ad o dai Thamūd (cfr. sūre 7 e 11). «La Sua forza è grandissima»: un aspetto di Dio chiamato al-Jabbār o al-Qahhār («Colui che costringe»); l’onnipotenza annienta ogni resistenza della creatura. La fine del versetto sottolinea l’assurdità di discutere su Dio, dal momento che la Sua potenza è così manifesta.
- [14] ^ «A Lui spetta la supplica in tutta verità»: l’originale è di una concisione oscura. Il testo significa letteralmente «a Lui l’appello di verità» e l’interpretazione più comune è che a Lui solo si deve rivolgere un tale appello, cioè ogni vera preghiera o l’autentica professione di fede. Nel successivo paragone, i commentatori precisano che «chi tenda il palmo della mano verso l’acqua» soffre la sete. Si noti il rapporto tra l’«erranza» di quelli che invocano le divinità e il «giusto sentiero» associata al monoteismo. La preghiera rivolta alle divinità «si perde», in quanto queste ultime sono vane.
- [15] ^ Giunto alla lettura del versetto, il recitante deve prosternarsi. Secondo le scuole giuridico-religiose, sono fra i dieci e i quindici i versetti che impongono questo gesto rituale. «Tutti» si riferisce, secondo i commentatori, agli angeli, ai jinn e agli uomini. Tutti, volontariamente o no, si prosternano in segno di sottomissione a Dio. Questa interpretazione è confermata dal v. 13.
- [16] ^ Nuovo dialogo tra il Profeta e i miscredenti. Compaiono qui simboli ricorrenti: la fede come visione, le divinità come tenebre, ecc. Per la maggioranza dei teologi, però, queste immagini descrivono adeguatamente Dio, nel senso che Egli è realmente Vedente, Luce, ecc., senza che questa vista o questa luce abbiano nulla a che vedere con le corrispondenti caratteristiche della creazione. I teologi hanno cercato, con alterna fortuna, di formulare con precisione tale analogia entis.
- [17] ^ «Similitudini»: il testo ne propone l’interpretazione. La verità e l’errore non sono simmetrici, né intercambiabili: il bene non è affatto uguale al male e il relativismo dei valori è estraneo al Corano. La metafora racchiude altre allegorie: la verità venuta dall’alto, sempre simile a se stessa, contrasta invincibilmente il tempo, simboleggiato dallo scorrere del torrente, le vanità e le illusioni che precludono all’uomo la felicità eterna alla quale ha diritto.
- [18] ^ «Rispondono»: il verbo significa esattamente «rispondere favorevolmente a un appello, a un invito»; deve essere quindi messo in relazione con l’«incontro con il Signore» di cui spesso parlano i versetti del Corano. «L’ottima cosa» (come anche la «dimora finale» del v. 22): secondo i commentatori, è la ricompensa paradisiaca. La frase successiva suggerisce che questo mondo, malgrado la sua immensità, è ben poca cosa in confronto all’aldilà e dunque non può essere donato «in riscatto» del secondo. «Anche se possedessero»: cfr. 3:91 e 10:54.
- [19] ^ Dopo avere spiegato i «segni», da qui al v. 31 la sūra torna sulla questione dei dannati e degli eletti. Questo versetto affronta di nuovo il «relativismo» ante litteram dei miscredenti, mentre i successivi sviluppano l’asimmetria già menzionata: colui che vede, immagine dell’uomo pio, è chiamato a tutt’altro destino rispetto al cieco, immagine dell’empio. «Riflettono»: il termine contiene sia l’idea della meditazione sia quella del ricordo. «Quelli che hanno sano intelletto» (ūlū l-albāb) non sono solo dotati di intelligenza, ma hanno anche il cuore puro (cfr. il commento a 3:190) e fanno dunque del «segno» un richiamo che li mette sulla «via di Dio».
- [20] ^ «Il patto di Dio»: i commentatori lo intendono come il riconoscimento del monoteismo da parte degli esseri umani (cfr. il patto preeterno in 7:172-173), ma non escludono altre forme di fede giurata: i patti stretti invocando il nome di Dio, o le alleanze concluse con il Profeta, o ancora il patto di fratellanza fra gli emigrati meccani e gli ausiliari medinesi (il cosiddetto patto di ‘Aqaba).
- [21] ^ «Che uniscono … di unire»: i commentatori intendono l’espressione nell’accezione più ampia possibile: legami da mantenere con i parenti e i vicini, unione della fede alla pratica, dell’amore di Dio e di quello degli uomini, venerazione di tutti i profeti senza distinzione. Al versetto si attribuisce un invito alla benevolenza che il musulmano deve manifestare a priori verso ogni essere. Il credente scrupoloso è anche invitato a fare del bene agli animali, se si presta fede ad alcuni detti del Profeta. Il versetto distingue tale benevolenza dalla semplice filantropia, perché ne fa l’elemento di una dimensione interiore di pietà. «Cattiva resa dei conti»: quella del giudizio finale.
- [22] ^ Le virtù eminentemente islamiche sono riunite in un unico passo. Di alto valore etico-religioso, i versetti hanno un significato generale, non legato in particolare al presente contesto. «La dimora finale»: il paradiso.
- [25] ^ Cfr. v. 21.
- [26] ^ «La Sua provvidenza»: la provvidenza (rizq), una delle manifestazioni della bontà di Dio, è tutto ciò che fornisce all’uomo la sussistenza materiale e i diversi mezzi spirituali che riceve per raggiungere la salvezza. La seconda metà del versetto ricorda la fine di 9:38. Il valore della vita di questo mondo è misurato in base al carattere effimero dei suoi godimenti. «Si sono rallegrati»: si tratta degli infedeli.
- [27] ^ «Gli avesse mandato un segno»: cfr. v. 7. Nei due versetti il Profeta risponde implicitamente agli interlocutori di aver ricevuto il suo mandato non per realizzare la loro volontà, ma quella di Dio (cfr. v. 38).
I commentatori uniscono le due parti del versetto: anche se Dio inviasse uno di questi «segni», esso non sarebbe di alcuna utilità, perché «Dio fa smarrire chi vuole». - [28] ^ La traduzione rispetta la scelta dei commentatori che legano sintatticamente il versetto al precedente. Il procedimento è tuttavia eccezionale, in quanto ogni versetto forma un’unità liturgica e concettuale.
Se rispettiamo questa idea, il senso è diverso: la fine del versetto diventa l’attributo di un soggetto («quelli che credono»). Per i sinceri tra gli increduli, i dubbi e le domande vane svaniranno al «ricordo di Dio». Il «ricordo» (dhikr) trova il suo fondamento scritturale nei versetti di questo tipo, più volte citati. - [29] ^ «Beatitudine»: per gli esegeti, si tratterebbe di un albero paradisiaco chiamato Ṭūba, presso il quale i credenti troveranno rifugio e un «ritorno» definitivo. Completando i silenzi del Corano alcune tradizioni ne fanno un albero mitico, il cui tronco sarebbe talmente grande che un cavaliere lanciato a tutta velocità se lo troverebbe accanto per più di cento anni. La descrizione traduce la profusione infinita del suo fogliame, l’incredibile longevità, il perpetuo vigore giovanile, simboli delle delizie senza fine delle gioie del paradiso.
- [30] ^ Si ripete qui, in modo sfumato, un’idea centrale del profetismo islamico: Muḥammad, per il contenuto della sua missione, ha avuto predecessori presso gli altri popoli. Nel versetto il nome Allāh è sostituito con quello di uno dei suoi attributi, «il Clemente»; la cosa era abituale agli inizi della predicazione di Muḥammad, mentre in seguito questi attributi servirono a qualificare Dio, e non soltanto a designarlo. Il versetto sarebbe stato rivelato quando fu conclusa la tregua di Ḥudaybiyya (cfr. l’introduzione alla sūra 48). I politeisti qurayshiti pretesero che il documento recasse la formula pagana consacrata dall’uso, e non la formula «nel nome di Dio, il Clemente, il Compassionevole» (basmala), come voleva il Profeta.
Questi, tuttavia, per evitare contrasti cedette alla loro richiesta. La faccenda urtò i compagni e fu rivelato questo versetto, che per così dire ristabilì l’omissione profetica. In un’altra versione che ne spiega l’origine, i Qurayshiti si sarebbero rifiutati di prosternarsi davanti ad al-Raḥmān: qui si afferma che al-Raḥmān non è altri che Allāh. - [31] ^ Questa traduzione, accettata dai commentatori, spiega che Dio non ha voluto aggiungere un altro «segno» a quelli già forniti a Muḥammad, in particolare quello relativo alla «discesa» della rivelazione. La parte di frase sottintesa (tradotta qui con «non crederebbero») potrebbe anche essere: «ci sarebbe allora una rivelazione uguale a questa». Giudicato plausibile dai commentatori, questo significato evidenzia il carattere miracoloso del «fenomeno coranico» (cfr. anche un versetto simile, 6:11). «La promessa di Dio»: secondo gli interpreti, alluderebbe all’entrata vittoriosa (posteriore alla rivelazione del versetto) di Muḥammad a Mecca, sottomessa pacificamente nell’anno 630. Era la peggiore evenienza per i pagani meccani, quindi un flagello (al-qāri‘a, la parola che dà il titolo alla sūra 101 ed evoca le terribili sofferenze della fine del mondo): il loro culto era definitivamente abolito senza lasciar loro scappatoie (cfr. il commento a 9:3).
Questa rivelazione e la successiva fanno di Muḥammad una figura profetica molto simile a quelle dei precedenti ammonitori, la cui storia è raccontatata nel Corano. - [32] ^ L’ultima parte della sūra, che comincia qui, ruota essenzialmente intorno allo stesso tema: il profetismo. L’inizio del versetto riprende l’idea di 6:10 e fa dell’umiliazione subita dai profeti una sorta di «legge» del presente stato dell’umanità.
- [33] ^ Si ribadisce qui un’idea già espressa nelle sūre precedenti: dare a Dio dei compagni è un’anomalia che va contro la natura profonda dell’uomo (fiṭra), un’astuzia dell’anima sedotta e ispirata dal diavolo. «Chi dunque»: la risposta implicita è «Dio». «Ma a Dio hanno dato»: secondo i commentatori, sottintende che l’Essere supremo non può avere nulla in comune con ciò che Gli viene associato da parte degli idolatri. «Quando li nominate»: allusione alla credenza radicata in tutto il mondo semitico: nominare una divinità rappresenta qualcosa di più che dare un nome a una realtà; significa anche averne conoscenza (cfr. il mito adamitico in relazione a questo tema in 2:31-33), con tutto ciò che questo implica, in particolare come possibilità d’azione. Nominare le divinità significa avvicinarsi a loro in modo efficace, attirare su di sé la loro azione benefica; il seguito del versetto ricorda 10:18. «È stata abbellita l’insidia»: descrizione abituale del meccanismo dell’inganno del diavolo.
- [35] ^ Il versetto non sembra avere un rapporto con il precedente, se non forse per l’associazione naturale che i contrari suscitano nello spirito. Si noti l’espressione «la similitudine del giardino»: del paradiso si offre un’immagine, non una descrizione. La maggioranza dei teologi sostiene che le rappresentazioni del paradiso (ivi comprese le famose urì) non sono da intendere in senso letterale; lo stesso vale per i ruscelli e per l’ombra (cfr. il commento a 2:25).
- [36] ^ «Coloro cui demmo il libro»: a seconda di come si intende il «libro» – le precedenti scritture o il Corano –, il testo si rivolgerebbe ai compagni o ai convertiti fra gli ebrei e i cristiani. Sulle «fazioni», cfr. il commento a 11:17. Il termine indica qui coloro che, fra la «gente del libro», rifiutano la nuova rivelazione.
- [37] ^ Sul Corano come «saggezza», cfr. il commento a 10:1. La parola qui usata (ḥukm) si deve intendere di volta in volta come «saggezza», «decisione sovrana» e «legge divina». Dio rivolge qui al Profeta un avvertimento: lo stesso di 2:120. Una regola dell’esegesi tradizionale vuole che avvertimenti di questo genere valgano per tutti i credenti.
- [38] ^ Allusione a una domanda incongrua dei meccani, i quali esigevano, per credere, che la rivelazione fosse predicata da un angelo, e non da un uomo. Il versetto doveva essere rivolto anche ai cristiani, offesi dal fatto che Muḥammad non fosse né monogamo né celibe, e agli ebrei, che gli rimproveravano il numero delle mogli. Il testo ricorda che l’obiezione è infondata, perché i profeti sono come gli altri uomini, in quanto si sposano e hanno figli. Nella dimensione carnale della condizione umana, nulla costituisce in sé un ostacolo al profetismo. «C’è un libro per ogni termine di un’era»: il senso differisce a seconda di come si interpreta la parola «libro»: può trattarsi del libro nel quale sono già scritti il destino di ogni cosa e il termine assegnato agli individui e ai popoli (cfr. il commento a 9:51), ma anche della rivelazione che Dio rinnova in ogni epoca, affinché si adatti allo sviluppo dell’umanità.
- [39] ^ L’inizio è una delle prove scritturali della dottrina dell’abrograzione (cfr. il commento a 2:106), e poiché fu applicata durante la vita del Profeta, certi versetti furono considerati senza valore legale. Ma il versetto può anche riferirsi alla volontà divina in senso generale: ogni azione personale che cerchi di indirizzare il proprio destino può essere vanificata. «Madre del libro»: l’archetipo del Corano scritto in cielo, sulla tavola custodita, se si ritiene che il versetto sia indipendente dal v. 38; altrimenti, si tratta del «libro» che vi è menzionato.
- [40] ^ «Forse ti mostreremo»: bisogna sottintendere «in questa vita».
Il castigo dell’infedele spetta solo a Dio, non al Profeta. - [41] ^ «Noi invadiamo la terra … consumandola da ogni parte»: secondo i commentatori, si allude al fatto che Muḥammad, con i suoi successi militari, stava via via riducendo l’influenza territoriale dei meccani.
Si può anche intendere, simbolicamente, che le frontiere fittizie dietro le quali si trincerano gli increduli si sfaldano poco alla volta sotto la potenza invincibile della verità. - [42] ^ «Dimora finale»: cfr. il commento ai vv. 22-23.
- [43] ^ «Chi possiede la scienza del libro»: potrebbe trattarsi di Dio.
L’esegesi propende piuttosto per gli ebrei e i cristiani, che detenevano l’interpretazione veritiera delle loro scritture.
Versione cartacea de Il Corano / a cura di Alberto Ventura; traduzione di Ida Zilio-Grandi
Note di Abdur Rahman Pasquini alla Sura
- [1] ^ Uno dei nomi con cui viene chiamato l’inferno.
- [2] ^ Giardini del Paradiso, dove Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, collocò Adamo ed Eva.
- [3] ^ Sono i Confederati [Miscredenti della Mecca, Tribù beduine del Sud, Ebrei espulsi da Medina], che nell’anno 5° dell’Egira, eseguono una spedizione contro Medina, che entra nella storia come “il conflitto del fossato”, scavato dai Musulmani, informati dei massicci preparativi di aggressione della miscredenza organizzata. La spedizione fallì.











