Al-Hâqq

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Al-Hâqq

Il Vero, la Verità

Al-Hâqq

Olio su tela 16 x 16 pollici

Allah (swt) è la Verità ed è l’Unico che ha diritto all’adorazione, questo è il dovere dell’universo, del quale solo Lui (swt) merita l’adorazione.
Nessuno può opporsi al Suo giudizio, Egli (swt) è il Governatore, l’Amministratore dell’esistenza. Procura la sussistenza ai Suoi servi dal cielo e dalla terra, governa ogni cosa, fa uscire il morto dal vivo ed il vivo dal morto.
Egli (swt) è il Vero, la Sua promessa è vera, il Suo castigo è vero, i Suoi Inviati sono veri, il Paradiso è vero, l’Inferno è vero ed ogni cosa proveniente da Lui è vera.

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Da Hadrat al-hadarât al-jâmi‘a li-l-asmâ’ al-husnà capitolo 558 delle Conquiste o Rivelazioni Meccane (Futûhât Makkiyya) di Ibn ‘Arabî.

La Verità, l’Essere, il Vero, la divina Realtà, il Reale, è il vero Essere (wujûd) ‘che non è raggiunto dal falso (bâtil)’ – che è l’inesistenza (‘adam) – ‘nè tra le Sue mani, nè alle spalle (khalf) di Lui’ (Cor. 41:42). [1] L’espressione ‘tra le Sue due mani (min bayna yaday-Hi)’ [2] è relazionata con la Sua Parola: ‘ .. davanti a ciò che ha creato con le Mie due mani’ (Cor. 38:75); e l’espressione ‘alle spalle di Lui (min khalf-Hi)’ rimanda al detto dell’Inviato di Allâh, che Lui lo benedica -: Non c’è dietro ad Allâh (warâ Allâh) luogo a cui ambire, detto in cui letteralmente [si] attribuisce ad Allâh un ‘dietro’ (khalf). Di modo che Lui è Essere reale (wujûd haqq) che non procede dal non-essere (‘adam) ed a cui non succede il non-essere, a differenza della creazione (khalq) che procede dall’inesistenza [3] in una maniera impercettibile, giacchè lEsistenza e lesistenziazione (îjâd) [non cessano mai] e non cè nel cosmo nulla di proprio del cosmo, sia in questo mondo oppure nella Dimora Postuma, bensì esistenza (wujûd) e testimonianza (shuhûd) [4] senza fine od interruzione alcuna, entità (a‘yân) che diventano manifeste e che si contemplano.

1) Nonostante tutto, in questo contesto Ibn ‘Arabî intende, differentemente dallinterpretazione usuale, che la frase si riferisca a Dio, il quale “il falso non Lo raggiunge nè davanti [lett.: “tra le Sue mani”] nè alle spalle di Lui”, e [nel continuare] giustifica la sua interpretazione con due riferimenti scritturali che dimostrano che le espressioni “Sue due mani” e “alle spalle di Lui” possono riferirsi a Dio. In qualunque caso, in ragione dellinterpretazione più abituale di questo passo coranico il nome al-Haqq, “la Verità”, definito qui come wujûd “completamente inaccessibile al falso”, si riferisce anche in maniera allusiva al Corano, alla Scrittura dellEsistenza. Cfr. S. Hakîm, “al-Qurân al-Kabîr”, Mu‘jam, p. 908.

2) Lespressione è stata tradotta letteralmente perché si intenda il commento, anche se in generale si tradurrebbe “nè da davanti di lui” poiché tale è il suo significato nelluso comune della lingua. Serva questo passo da esempio della pratica akbariana di lettura, non già letterale, se non letteralissima: interpretazione ultraletterale, “letteralmente”.

3) Nellincessante rinnovamento della creazione ad ogni istante. Ciò che si dice della creazione (khalq), si intenda anche delluomo, la creatura (khalq) per eccellenza.

4) Il wujûd corrisponde a Dio ed il šuhûd corrisponde al servo. “God is present and finds Himself in all things, and man witnesses this presence and finding to the extent of his capacity. Wujûd as such belongs to the Non manifest, though its reverberations fill the cosmos. In contrast, šuhûd is the vision of self-disclosure and belongs to the manifest realm”. Cfr. Chittick, SPK, pp. 226-227.

Questi è Allah, ecco il vostro vero Signore. …
Corano X. Yùnùs, 32

Calligrafie originali di Hafez, New York.
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