In Nome di Dio, Misericordioso (Ar-Rahmàn) e Clementissimo (Ar-Rahìm)

Assalamu ‘alaykum, wa rahmatullahi, wa barakatuhu

Che la Pace, la Misericordia e la Benedizione di Dio sia su tutti voi

 

Corso “I Pilastri dell’Islam” – 2° Pilastro: La Salàt (La Preghiera)

Lezione 5 (Anno 2015-2016) – Domenica 11 Gennaio 2015)

IL GIUDIZIO-SENTENZA (HAKAM) DELLA SALAT (PREGHIERA)

L’insegnante Shaykh Anwar, dopo il saluto di Pace ai partecipanti presenti al Corso, inizia la Lezione riassumendo brevemente i primi tre paragrafi già trattati sulla Preghiera (Salàt) nelle precedenti Lezioni.

Paragrafo 1. Il Significato letterale (ma’nà) della parola ‘Salàt’

Nella lingua araba il significato letterale della parola Salàt si può tradurre in lingua italiana con invocare, chiedere un favore, benedizione, e preghiera. E’ poi un atto di adorazione a Dio, ed un colloquio intimo con Dio.

Paragrafo 2. Il Grado gerarchico (makàn) della Salàt

La Salàt (Preghiera) è il primo obbligo legale (wàjib) e Pilastro (arkàn) dopo l’Attestazione di fede (Shahada). La Salàt è un filo, un legame (silàt) che collega l’uomo ad Allàh. E’ la prima opera che Allàh chiederà conto all’uomo nel Giorno del Giudizio.

Paragrafo 3. I Benefici (fadail) della Salàt

La Preghiera preserva dai peccati; è l’opera più amata da Allàh; è Luce (Nur) per il credente; innalza di un grado spirituale; è un aiuto per guadagnare il Paradiso; ed è portatrice di molte ed immense ricompense divine.

Oggi parleremo del

Paragrafo 4. Il giudizio/sentenza (hakam) della Salàt (aspetto pratico -tatbiqia)

1. L’obbligo (wajib) della Preghiera (Salàt): nel Corano, nella Sunna e nella Comunità fedele al Profeta (Ahl al-jamà’a)

2. Chi è soggetto all’obbligo (wajib) di eseguire la Salàt

3. Chi non è soggetto all’obbligo di eseguire la Salàt

  1. L’obbligo (wajib) della Preghiera (Salàt): nel Corano, nella Sunna e nella Comunità fedele al Profeta (Ahl al-jamà’a)

1.1) L’Obbligo (wajib) della Preghiera (Salàt) nel Corano

Dice Allàh l’Altissimo nel Corano: «Poi, dopo la Preghiera (Salàt), ricordatevi (dhikr) di Allah, in piedi, seduti o coricati su un fianco. Quando poi siete al sicuro eseguite la Preghiera [normalmente]. Invero la Preghiera (Salàt) è per i credenti una prescrizione (da osservare) legata a tempi precisi e ben determinati». (Corano Sura An-Nisà 4:103)

E dice ancora Allàh l’Altissimo: «E assolvete alla Preghiera (Salàt), pagate l’elemosina rituale (Zakàt) e inchinatevi con coloro che si inchinano» (Corano Sura Baqara 2:43)

1.2) L’Obbligo (wajib) della Preghiera (Salàt) nella Sunna profetica

L’Inviato di Allàh (su di lui la preghiera e la pace divine) ha detto: «L’Islam poggia su cinque pilastri: la testimonianza che non c’è altra divinità se non Allah e che Muhammad è l’Inviato di Allàh, il compimento della preghiera rituale (salàt), il versamento dell’elemosina rituale (zakat), il pellegrinaggio alla Casa e il digiuno nel mese di Ramadan». (Hadith n.3 dei 40 Hadith di An-Nawawi)

Si tramanda da Muadh (ben Gialal): «L’Inviato di Allàh (su di lui la preghiera e la pace divine) mi mandò nello Yemen dicendomi: “Andrai da un popolo della gente del Libro, invitali ad attestare che non vi è divinità all’infuori di Allàh e che io sono l’Inviato di Allàh [cioè a fare la Shahada]. Se obbediranno a questo, dà loro la notizia che Allàh ha prescritto loro cinque preghiere da effettuare tra il giorno e la notte (…)» (Hadit da An-Nawawi nr.209).

1.3) L’Obbligo (wajib) della Preghiera (Salàt) nella Comunità fedele al Profeta (Ahl al-jamà’a)

Tutti i Sapienti (‘Ulamà), e tutti i Credenti, della Comunità dei musulmani (Umma), sono concordi nel dire che la Preghiera (Salàt) è obbligatoria (wajib).

2. Chi è soggetto all’obbligo (wajib) di eseguire la Preghiera (Salàt)                      

  • Chi ha raggiunto l’età della pubertà (12-15 anni).
  • Chi ha l’uso della ragione.
  • Chi ha fatto la Testimonianza di fede (Shahada) accettando l’Islam (la sottomissione a Dio), uomo e donna.

3. Chi non è soggetto all’obbligo (wajib) di eseguire la Preghiera (Salàt)

  • Chi non ha raggiunto l’età della pubertà
  • Chi non ha l’uso della ragione
  • Chi non è musulmano (non ha fatto la Shahada)

La Salàt del bambino (sabi) che non ha ancora raggiunto l’età della pubertà

Il Profeta Muhammad (su di lui la preghiera e la pace divine) ha detto ai Genitori di cominciare a insegnare la Preghiera (Salàt) ai loro bambini quando compiono i sette anni, insistendo perché vi si applichino nel compierla con serietà all’età di dieci anni. Perché il Profeta (sas)  ha iniziato a insegnare ai bambini per prima cosa la Preghiera (Salàt), dicendo anche a tutti i genitori musulmani di farlo con i loro figli?

Shaykh Anwar spiega l’importanza di abituare, piano piano, i bambini a fare la Preghiera (assieme ai genitori), anche se per loro non è ancora obbligatoria (wajib), portando alcuni esempi della vita normale.

Il Circo: I bravissimi atleti circensi che lavorano in un grande Circo, guadagnando fama e denaro, già da quando sono bambini vengono “allenati” dai loro genitori, ore e ore, tutti i giorni, a fare esercizi circensi, così quando saranno più grandi li eseguiranno con facilità e naturalezza, altrimenti risulterebbe loro ben difficile l’eseguirli.

Sport: Anche i famosi atleti sportivi, che guadagnano Premi e medaglie, sono stati “allenati” giornalmente, fin da bambini, alla disciplina sportiva nella quale poi sono diventati dei campioni. Nessuno si stupisce di questi vari e differenti tipi di allenamenti, a volte molto intensi e faticosi, fatti fare a dei bambini, perché lo trovano logico.

Perché allora meravigliarsi se un genitore musulmano “allena“ i suoi figli ancora piccoli, alle cinque Preghiere (Salàt) rivolte al Creatore, che portano via al massimo mezz’ora al giorno, perciò non certo faticosi come gli allenamenti che abbiamo visto prima. Così facendo  risulterà facile e naturale per il bambino fare le preghiere quando diventeranno per lui obbligatorie da eseguire, e che gli faranno avere come Premio finale, da Allàh il nostro Creatore, il Paradiso.

E Allàh è il più Sapiente (wa Allahu ‘Alìm)

– Fine Lezione –

«Subhàna-ka Allàhumma wa bi-hamdi-ka,

ashhadu an là ilàha illà Anta,

astaghfiru-ka wa atùbu ilay-ka»

«O Allàh gloria a Te e con la Tua Lode,

testimonio che non c’è divinità all’infuori di Te,

chiedo il Tuo perdono e a Te mi pento»

assalamu ‘alaykum

 

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