Islam, Sufismo e Sufi
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Aspirare a stazioni di dolcezza

Come può un viaggiatore ottenere la Presenza Divina? Può trarre beneficio dal proprio impegno? È possibile ottenere stazioni del paradiso senza caricarsi di un fardello pesante di pratiche ed esercizi spirituali? Uno degli attributi più noti di Dio è il Suo Potere, la Sua capacità di portare tutto quel che desidera, senza cause, né mezzi intermediari apparenti. Le ali sono il mezzo che rendono possibile il volo, ma Allah Onnipotente è sicuramente in grado di portare una persona dalla Terra ai Cieli senza mezzi apparenti, senza ali. Chi può dichiarare che Egli non può farlo?

D’altro canto, Allah ha stabilito leggi naturali e in accordo a queste leggi, le ali rendono possibile il volo. Questa è la regola, ma vi sono eccezioni. Le eccezioni comunque, non riguardano la gente comune, questa è la regola. Pertanto è solo una manciata di persone che raggiungerà il livello istantaneo di santità senza alcuna pratica, ma è anche innegabilmente vero che qualcuno si dedicherà sinceramente a pratiche di devozione per anni può non sollevare un piede da terra.

Il Signore Onnipotente chiese ai Suoi servitori di accordare il proprio comportamento a certe regole, ed Egli disse di seguire le Sue istruzioni, e di aderire fermamente ad esse. Solo Lui conosce la nostra destinazione, pertanto bisogna abbandonarsi al Suo Volere e confidare in Lui- e affidarsi a Lui anche per non perdere la ricompensa del lavoro compiuto per il Suo Amore. Non perdete la speranza, anche quando vi rendete conto che i vostri sforzi sono disperati, dato che Egli può aiutarvi  quando cadete nel raggiungimento della mèta e accorciarne la strada. Sappiate che più difficoltà incontrerete nell’adempiere alle condizioni che vi rendono Suoi servitori, più grande sarà la ricompensa.

Siete giunti a questo “centro di addestramento” in cerca di un miglioramento spirituale. Nessuno è venuto per trovare godimento del corpo fisico. Siete venuti per sottoporvi ad un allenamento che credete possa aiutarvi a sviluppare quelle ali. Dovete avere l’intenzione di restare per un certo lasso di tempo- trai tre giorni e i quaranta: e dovete provare ad essere coerenti con ciò che ci siamo posti. Non tirate il secchio con la catena del pozzo, ributtandolo proprio quando siete al punto di afferrarlo dicendo, “Sono pieno.”

E che sorta di allenamento avete intrapreso? Dovrete chiedervi questa domanda. Un metodo adeguato è come un bastone da passeggio: il mio bastone non sarà mai un peso per me mentre scalo una montagna, al contrario è il mio migliore aiutante a questo proposito. Ma trasportare una tavola in montagna, sarà la stessa cosa?

Una guida montana deve essere in grado di valutare le capacità della gente e di istruire ognuno in modo opportuno, così la pratica prescritta deve essere come un bastone da passeggio. I grandi maestri sono esperti nel prescrivere pratiche che sono efficaci nell’aiutare le persone a progredire.
In modo speciale ai tempi nostri, ogni pratica che non sia un bastone leggero da passeggio, sarà certamente scartata. Potreste trovare l’arrampicata difficile, ma questo bastone vi aiuterà a raggiungere la cima, e anche se tecnicamente aggiunge peso al vostro corpo non lo accuserete come tale. Pertanto nella nostra Via, ogni cercatore pratica lo dhikr, le preghiere e le recitazioni che lo aiutino nella sua salita.

Arrampicarsi in montagna non è come fare una passeggiata nel parco. Dovete essere consapevoli del fatto, ma poi dovete muovervi. Non dovete mai dire: “ E’ una montagna talmente troneggiante, non potrò mai scalarla”. Quando una persona dice: “Proverò”, il Signore lo aiuterà. Ma quando si piomba nella disperazione, il supporto Divino è tagliato. Non dovrete mai, d’altra parte, considerarvi troppo indipendenti, da dimenticare come siete dipendenti dal supporto Divino.

Agire simultaneamente e dipendere dal supporto Divino può essere paragonato, per amore della metafora con il premere il pedale del gas della tua auto. Finché premete il pedale dell’acceleratore potrete aspettarvi di avanzare ragionevolmente, ma se non lo fate – vi ritroverete a fermarvi. Ma non dovrete sentirvi onnipotenti con il piede sull’acceleratore, dato che molti incidenti avvengono per tentativi inutili di premere l’acceleratore. Eventi al di là del nostro controllo possono  mandare la nostra auto in una valle profonda, e più in alto ti sei avventurato, più certa sarà la distruzione se cadi da una vetta.

Una volta compreso questo punto: che dipendete sempre, in ogni istante dal sostegno Divino, allora sarete in grado di connettervi con quel potere con il proposito di muovervi verso la vostra destinazione, non conta dove siate, né in quali condizioni vi troviate. Se c’è un qualche scopo nel fatto che voi veniate in questo centro, è proprio quello che comprendiate questo punto. Quando riuscirete ad avere una connessione  con la sempre presente corrente di supporto Divino nella vostra permanenza qui, allora sarete in grado di mantenerla quando ve ne andrete.

La nostra Via non è facile, ma arrampicarsi sull’Everest vi conferisce più distinzione e onore di una passeggiata nel parco. Con il sostegno del nostro Signore tutte le difficoltà che incontrerete su questa Via diventeranno niente. Qui è necessario chiedere a voi stessi quale siano le vostre intenzioni, dato che tutti i poteri Divini arrivano per mezzo delle vostre intenzioni. Ogni volta che intendete chiedere aiuto Divino, esso non tarderà a raggiungervi. Con il supporto del vostro Signore ogni difficoltà si risolverà per conto proprio.

Anche se apparissero ostacoli imminenti davanti, enormi come montagne, sapendo e credendo nell’aiuto del vostro Signore, Egli vi renderà capaci di polverizzarli. C’è un detto del nostro Santo Profeta:

“L’aspirazione degli uomini può anche sradicare le montagne”

Una volta c’era un Profeta a cui venne ordinato in sogno di inghiottire la prima cosa che avrebbe trovato nel suo cammino la mattina seguente. Dopo il risveglio, si impegnò ad adempiere all’ordine ricevuto dall’alto. Uscì dalla porta ed in lontana vide una montagna gigantesca proprio davanti a lui. Disse a sé stesso :”Sono il servitore ed Egli è il Signore, sta a Lui ordinare e a me obbedire. Non esiste potere di cambiare niente eccetto per Lui”. Perciò pose l’intenzione di ingoiare l’intera montagna.

Niente è immutabile. Il Signore può cambiare tutto, ma quando una persona dispera di un qualsiasi cambiamento di una situazione difficile o impossibile, presto questo sostegno va a mancare ed egli non può fare niente.

Quel Profeta ripose la propria  fiducia in Dio e andò verso la montagna, che anziché apparire sempre più grande man mano che si avvicinava, questa diventava più piccola, come se arretrasse, e quando la raggiunse, era diventata come un piccolo boccone che inghiottì rapidamente. Non aveva mai assaggiato niente di più buono in vita sua. Questa è la ricompensa di coloro che perseverano nel confidare in Dio, un piacere che sfida ogni descrizione.

Sì, dovrete perseverare. Non siate come chi non ha mai assaggiato il miele, perché teme la puntura dell’ape. Chi è veramente innamorato del gusto del miele oserà, pur rischiando di essere punto, prenderà il miele e scapperà – non lo farà cadere correndo! Sì, vi sono stazioni di miele nella Presenza Divina.


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