Al-wakil

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Al-Wakîl

Il Garante, Colui che protegge

Al-wakil

Ha anche il significato di Osservatore.
Egli (swt) protegge i Suoi servi credenti dai danni, amministra ogni cosa e li preserva di notte e di giorno.
Da Ibn Abbàs, il Profeta (saas) disse: «Le ultime parole di Abramo – pace su di lui – quando fu gettato nel fuoco: “Allah ci basterà e Lui è il miglior protettore”», autentico.
Egli (swt) basterà a colui che si affida a Lui e basterà a chi si rifugia presso di Lui.

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Da Hadrat al-hadarât al-jâmi‘a li-l-asmâ’ al-husnà capitolo 558 delle Conquiste o Rivelazioni Meccane (Futûhât Makkiyya) di Ibn ‘Arabî.

Il Procuratore, l’Avvocato, il Valoroso, a cui i Suoi servi confidano la cura dei loro interessi (masâlih): in virtù di questa stessa attenzione (nazar) alle loro necessità, Lui ordina loro che utilizzino [generosamente] (infâq) (ciò di cui dispongono) in proporzione determinata alle loro ricchezze. Dopo che Lo hanno trovato e riconosciuto pienamente come il Valoroso (wakîl), Lui delega loro, affidando loro la cura dei loro interessi; in un senso, i beni (amwâl) Gli appartengono, ma ha incaricato loro in tanto che vice reggenti che si occupino di essi; in un altro senso, i beni appartengono ai servi, di modo che sono loro che delegano a Lui la custodia. I beni sono dei servi solo in virtù del beneficio (manfa’a) che arrecano loro, ma sono di Lui giacchè, come tutte le cose, stanno immersi in una glorificazione [oppure trascendenza] (tasbîh) permanente in Sua lode. [1] Essendo così, chi giunge a considerare la [trascendenza] (tasbîh), afferma che Allâh non ha creato il cosmo se non affinché [esso, inteso come insieme delle creature e del creato] Lo adori, [2] mentre chi dirige la sua attenzione al profitto (manata’a) considera che Allâh ha creato solo luniverso perché ogni parte di esso sia utile e [produca beneficio] per laltro. Il primo beneficio (manafa’a) reciproco corrisponde all’esistenziazione (îjâd), giacchè Allâh ha esistenziato i luoghi (mahâll) di manifestazione affinché possano ricevere il beneficio dell’esistenza [perché gli] esistenti (mawjûdât) non possono esistere in modo effettivo senza un luogo epifanico (mahâll), [3] ed ha esistenziato ciò che non esiste per se stesso affinché con esso si benefici di quello che non può prescindere dall’accadere degli accidenti (hawâdit), nè stare libero da essi [‘nè stare senza gli accidenti’, ossia ha esistenziato gli accidenti, che sono non-esistenti, affinché, prodotti gli accidenti, si manifestino i Nomi]. [4] Così, giacchè l’esistenza di ognuno dei due dipende dall’esistenza dell’altro, [5] [non si può parlare di qualcosa che] implichi un ‘concatenamento causale reciproco’ (dawr), [la qual cosa] renderebbe impossibile il raggiungimento (wuqû‘).

1) Allusione a Cor. 17:44: ‘Lo glorificano i sette cieli, la terra ed i suoi abitanti. Non c’è nulla che non celebri le Sue lodi, ma voi non percepite la loro lode (tasbîh). Egli è indulgente e perdonatore’.

2) Lett.: ‘per la Sua adorazione (li-‘ibâdati-Hi)’. Allusione al verso: ‘Non ho creato i jinn e gli uomini se non affinché Mi servissero (li-ya’budûnî)’ (Cor. 51:56). Come a dire, affinché l’uomo, assolvendo alla sua funzione cognitiva, serva al fine del cosmo, che è secondo l’hadîth del tesoro Occulto  ‘conoscere Dio, che ha manifestato il cosmo per Sua volontà di dar[S]i a conoscere’

3) Come a dire, perché possano manifestarsi gli accidenti, le proprietà od effetti dei Nomi, che sono i fenomeni o creazioni cose, entità, forme del cosmo, per i quali i Nomi diventano manifesti. Vedere Chittick, SPK, p. 39.

4) Come a dire, il luogo epifanico (mahâll) dove gli accidenti diventano manifesti: l’Uomo Universale.

5) Lett.: ‘del suo compagno’.

Allah ci basterà, è il miglior Protettore.
Corano III. al-Imràn, 173

Calligrafie originali di Hafez, New York.
Visitate il suo sito all’indirizzo: www.arthafez.com