Glossario dei termini arabi
e cenni biografici

Abdâl o Budâla

Il “sostituto” o il “ricambiato”. I quaranta Santi nascosti di Damasco che hanno elevate posizioni nella gerarchia spirituale. Quando la gente della Siria fu menzionata in presenza di ‘Alî (R.a.) qualcuno disse: “Maledicili, Comandante dei fedeli.” Egli si rifiutò dicendo che aveva sentito dire dal Profeta Muḥammad (s.A.’a.s.): “Gli Abdâl saranno in Siria e ogni qualvolta ne muore uno, Allah ne metterà un altro al suo posto. Per la loro virtù cadrà la pioggia, per tramite si otterrà l’aiuto contro il nemico, per tramite loro le afflizioni verranno risparmiate ai Siriani.”

Abdul Qâder Gilâni (Q.s.)

Nato nel 470 dopo l’Hijra (a.H.) (1077 d.C.). Morto 561 a.h. (1166 d.C.)

Conosciuto come “la rosa di Baghdâd”, nacque a Naif nel distretto persiano di Gilân. Era un discendente del Profeta Muḥammad (s.A.’a.s.). Sua madre discendeva dal nipote di Muḥammad (s.A.’a.s.), Hussein e suo padre da Hassan (R.a.). Il fondatore della Tarîqa Qadiriya è uno dei più rinomati Sufi di tutti i tempi, rispettato anche da studiosi esternalisti data la sua grande conoscenza e pietà. Allah Onnipotente gli concesse molti miracoli (karâmat). La più famosa raccolta dei suoi discorsi, attuali ancora oggi, è chiamata: Le rivelazioni dell’invisibile (Futûh al Ghâib).
Shaikh Nazim è suo discendente da parte di padre (e discendente di Jalaluddin Rumi da parte di madre).

Abdul Wahhâb as-Sharâni (Q.s.)

Fu un grande Sufi e studioso Egiziano, autore di numerosi lavori. Tra l’altro una compilazione di Fiqh (giurisprudenza) delle 4 scuole della legge (Mizân-ash-Sharâni) come pure trattati di conoscenza Sufi, uno dei quali si chiama “Lo Zolfo Rosso” (Kîbrit- al-Âhmar). Morì nel 973 a.h.

Abu Bakr as-Siddîq (R.a.)

Il più eccellente fra gli uomini dopo i profeti. Nato nel 53 prima del Hijra (570 d.C.). Morì nel 12 a.h. (633 d.C.). Primo Khalîfa del Profeta Muḥammad (s.A.’a.s.), erede degli insegnamenti esoterici trasmessi al suo cuore nella grotta di Thâur ove egli ed il Profeta (s.A.’a.s.) si rifugiarono dai potenziali assassini Qurâish che li perseguivano. Allah ordinò ad un ragno di tessere la sua tela all’entrata, ciò convinse gli inseguitori che nessuno vi era entrato. In seguito a questo incidente è menzionato nel Sacro Corano come “il secondo dei due”.

Il Profeta (s.A.’a.s.) durante l’Hijra (migrazione) nella caverna di Thaur pose la mano sul suo cuore e riversò la conoscenza che Allah gli aveva dato nel cuore di Abu Bakr as-Siddîq (R.a.). Questo è quanto viene detto nella Tradizione:

“Tutto ciò che Allah ha messo nel mio cuore, io l’ho versato nel cuore di Abu Bakr as-Siddîq.”

Quando i Compagni chiedevano a Rasulullah (s.A.’a.s.) chi fosse il migliore fra di loro, lui diceva Abu Bakr (R.a.). Se lui (s.A.’a.s.) era assente o infermo faceva condurre la preghiera da Abu Bakr (R.a.)

Il Profeta (s.A.’a.s.) diceva riguardo ad Abu Bakr (R.a.): “Egli era uno che è morto prima di morire.” Fra tutti i compagni, perché fu Abu Bakr (R.a.) a realizzare questo? Poiché egli aveva lasciato assolutamente tutti i suoi desideri alle sue spalle, così che non era rimasto nulla di essi al cospetto del suo Signore e del suo Profeta (s.A.’a.s.). Egli era come un uomo morto che non ha alcun desiderio per questa vita. Quando raggiunse questo stato, egli era come un ombra del Profeta (s.A.’a.s.) e non potete trovare un ombra che non sia completamente d’accordo col suo originale; fino a questo livello assoluto Abu Bakr (R.a.) non lasciò mai la Via del Profeta (s.A.’a.s.). Grazie a questa qualità, Abu Bakr (R.a.) divenne degno di fiducia sotto tutti gli aspetti ed il Profeta (s.A.’a.s.) potè trasferire molte conoscenze nel suo cuore. Il Profeta (s.A.’a.s.) sapeva che Abu Bakr (R.a.) non avrebbe fatto nulla contro il suo desiderio o il suo volere, così, nelle gerarchie spirituali, Abu Bakr (R.a.) è il più alto di tutti i compagni del Profeta (s.A.’a.s.)

Al momento della morte del Profeta, Abu Bakr si trovava fuori città. Rientrato a Medina, prese in mano la situazione con lucidità e fermezza. Il suo discorso nella moschea scosse profondamente i fedeli. Dopo aver reso lode a Dio, disse con fermezza: “O gente, per chi voleva adorare Muḥammad, invero Muḥammad è morto; per chi voleva adorare Dio, invero Dio è Vivente e non muore”

Ai musulmani si presentò il problema di stabilire il successore. Abu Bakr era stato il compagno più vicino al Profeta e aveva guidato la preghiera quando questi era in vita. ’Umar, davanti ai musulmani riuniti, prese allora la mano di Abu Bakr e gli giurò fedeltà, seguito da tutti i presenti.

Abu Yazîd al Bistâmi (Q.s.)

Nato nel 186 a.h. (800 d.C.) Morì nel 260 a.h. (874-877 d.C.). Conosciuto anche come Bayazîd e Tayfûr, nacque nel nord est della Persia, nipote di un Zoroastriano. Una delle figure di spicco nella storia Sufi. Vi sono molti aneddoti e detti meravigliosi che sono menzionati nel Tadhkîrat-ulAuliyâ di Fariduddîn ‘Attâr (Q.s.). Fu uno dei primi maestri Naqshbandi, famoso per i suoi molti miracoli ed i suoi detti sorprendenti.

Adâb

Buone maniere, il modo corretto di comportarsi, il rispetto dei sentimenti altrui e come trattare con gli altri. Come essere rispettosi nei confronti di Allah Onnipotente, ed avere una giusta attitudine nella relazione con Lui, ciò è l’essenza degli insegnamenti del Profeta Muḥammad (s.A.’a.s.). Tutto ciò che tocca questo soggetto sia in conoscenza o saggezza viene detto “Adâb“.

Ad-dunya wa ahluhu

Questo basso mondo e i suoi “devoti”. Il fascino elusivo del mondo e coloro che ne sono attratti, così che nulla è più importante per loro. Costoro farebbero di tutto pur di accrescere ed ammassare dei suoi tesori. Non conoscono vergogna e niente li ferma nell’assicurarsi il controllo, non solo di ciò che è giustamente loro, ma anche di ciò che appartiene ad altri. Sayyidina ‘Alî (R.a.) disse: “Questo basso mondo è una carogna e chi cerca di divorarlo è come un cane.” L’amore per questo mondo è la radice di tutti i mali.

Adhân

La chiamata alla preghiera, detta a voce alta dal minareto della moschea cinque volte al giorno e così dice: Allah è il più grande, attesto che non vi è dio se non l’unico vero Dio. Attesto che Muḥammad (s.A.’a.s.) è il messaggero di Allah. Venite a pregare, venite al successo, Allah è il più grande, non vi è dio se non Iddio.

‘Adl

Giustizia; la Giustizia divina.

Ahl-ul-Haqq

La gente della verità. Si riferisce a quelle sante persone che possono percepire l’assoluta verità nelle azioni, persone o affermazioni. Coloro che vanno al “nocciolo della questione” e sono interessati alla verità essenziale più che alle manifestazioni parziali di essa o ai veli che la ricoprono. I tre livelli di comprensione sono detti: Sharîah (la Legge), Tarîqa (la Via), Haqîqa ( la Verità Assoluta).

Ahliyya

Qualifica, competenza, idoneità, convenienza, . L’abilità predestinata per compiere ciò che si deve nella vita.

Âkram al-Akramîn

Il più Generoso dei Generosi, attributo di Allah Onnipotente.

Alam

Mondo; Cosmo; Universo; insieme di cose create; segno; marchio di riconoscimento.

‘Alam al-Mulk ( عَالََم المُلك )

Il Mondo del Regno, il Mondo materiale della percezione dei sensi.

‘Alam ar-Rùhànì ( العَالَم الروحَلني )

Il Mondo Spirituale.

‘Alî ibn Abi Tâlib (R.a.)

Nato nel 30 prima del hijra (592 d.C.). Assassinato nel 40 a.h. (662 d.C.). Cugino del Profeta (s.A.’a.s.) e marito di sua figlia Fatima (R.a.). Quarto ed ultimo dei Khalîfa ben guidati. Erede dell’esoterismo islamico, iniziatore e Sheikh di quaranta Tarîqat Sufi. Famoso per la sua santità, la sua brillante mente, la sua vita ascetica, la sua abilità e la sua forza ed onestà in battaglia.

‘Alim ( عَليمٌ )

Sapiente.

Allah

IddDio, L’unico, non ha partners o eguali né in cielo né in terra. Il Creatore di tutto, che non è mai nato, né mai morirà, che non conosce né fatica né pigrizia. È a conoscenza di tutto ciò che accade nel cielo e in terra, anche il movimento del più piccolo insetto in una notte oscura. Egli è con noi ovunque andiamo, niente gli può essere nascosto. Egli ha creato tutto solo per essere adorato ed ha comandato alle Sue creature di seguire coloro che si sono rivolti a Lui con amore (Profeti e Santi), così da perfezionare la loro obbedienza e servitù a Lui solo. Egli è il più Misericordioso dei Misericordiosi e nessuno può misurare o paragonare ad altri la Sua misericordia e la Sua pazienza. Egli inviò il Suo Amato Servo Muḥammad (s.A.’a.s.) al mondo come canale per la sua Misericordia Divina. Così che coloro sono attenti al richiamo possano uscire dall’oscurità dell’ignoranza e dalla sofferenza, per immettersi sulla via che li porterà alla soddisfazione ed alla purezza in questa vita e ad un gradino di vicinanza con il loro Signore nell’aldilà.

Al-Mahdi (a.S.)

Il Benguidato. Un uomo della discendenza del Profeta Muḥammad (s.A.’a.s.) che apparirà alla fine dei tempi per combattere i nemici della fede e preparare la via alla venuta di Gesù Cristo (a.S.). L’Imam al-Mahdi (a.S.) sarà dotato di poteri miracolosi con i quali compirà la sua grande missione. Governerà il mondo per sette anni. Apparirà dopo tre mesi dallo scoppio della Grande Guerra. Uno dei suoi miracoli sarà che al pronunciare “Allahu Akbar” (Dio è il più Grande) tre volte, tutta la tecnologia elettrica ed elettronica cesserà di funzionare (e con questo ogni tipo di armamento moderno).

Amal

speranza.

‘Amal

Opera; azione; atto.

Ammâra

“Inna an-nâfsa la ammâratun bis-sû”

“In verità l’anima umana (nafs) è certamente incline al male”.

(Corano 12,53).

La parte più bassa dell’ego ci comanda il male. Il Profeta (s.A.’a.s.) disse: “Siete ritornati dalla Piccola Guerra Santa (che si combatte sui campi di battaglia) ed ora è tempo per la Grande Guerra Santa, la guerra contro il vostro più gran nemico, l’io inferiore che si trova tra le vostre due parti.

Amn

Fermezza; costanza; sicurezza; fedeltà.

An nafs-ul-lawwâmah

L’io che si autoaccusa. Quando una persona segue i suoi più bassi istinti sotto il controllo assoluto del nafs ul ammarah bis-sû, agisce come una bestia, ma l’innata fede insita nella natura umana può fargli sentire disgusto per se stesso per le cattive azioni che ha commesso e per la distruttività che porta a se stesso ed agli altri. Quando sente questi “rimorsi della coscienza”, significa che il suo io accusatore è in azione e fa sì che si veda e ci si vergogni per ciò che si fa. Il risultato di questo risveglio dell’io è l’inizio di un conflitto fra di lui e l’io inferiore: o si seguiranno le ispirazioni dell’io critico e gradatamente si conquisterà l’io inferiore seguendo una via virtuosa e chiedendo ad Allah perdono per i propri peccati, o si cercherà di ignorare la voce della coscienza e ostinatamente si seguirà la lussuria che ci porterà in una caduta sempre più profonda nella depravazione accompagnata da disperazione, amarezza e cinismo.

Ansâr (lett. «ausiliari»)

La gente di Medina che accolse e aiutò il Profeta – che Allah lo benedica e gli conceda la Pace! – e i muhâjirûn cf. coloro che compirono lʼEgira cf.

Akhir (Al)

l’Ultimo (uno dei 99 Nomi divini) (Cor.57:3).

Akhira ( الآخرَة )

L’altro mondo; il mondo dell’aldilà, la vita futura; il mondo spirituale.

Akhlàq Al-karima (Al) ( الأَخْلاَقُ الكَرِيمَةُ )

Carattere nobile; costumi virtuosi; qualità morali; il buon carattere.

Arkàn ( الأَرْكَانُ )

Pilastri; fondamenti.

Aqîba

Fine. Conseguenza, l’effetto delle proprie azioni.

‘Aqìda

Professione di fede; credo; dottrina.

‘Arafât

Piana sottostante il monte della Misericordia (jabal alrahma) situata a circa ventiquattro chilometri a est di Mecca, nella quale si effettua il wuqūf (sosta), uno dei quattro fondamenti obbligatori del hajj.

Ârham ar-Rahimîn

Il più Misericordioso dei Misericordiosi. Riferito ad Allah Onnipotente.

Ashʻariti

Seguaci del ashʻarismo, corrente teologica che si rifà al pensiero di Abû al-Hasan al-Ashʻarî (m. 324/936) e rappresenta una via di mezzo tra la posizione dottrinale dei letteralisti più intransigenti e gli eccessi razionalistici dei muʻtaziliti e di altre sette eterodosse. Le caratteristiche principali di questa scuola sono la negazione del rapporto causa-effetto, dato che Allah è l’unica causa diretta di ogni evento, e la discontinuità tra Allah e la Sua creazione.

Awliyâ (plurale di Wali)

Amici di Allah, Santi.

Awwal (Al)

Il Primo (uno dei 99 nomi divini) (Cor.57:3).

‘Ayn al yaqîn

L’occhio della certezza. La visione penetrante degli Awliyâ che permette loro di vedere la Verità.

Bârakat

Benedizione, bene abbondante e continuo di prosperità e buona fortuna. “Un’emanazione spirituale”, un bene impalpabile che fluisce dai Profeti e dai Santi e permea luoghi ed oggetti (tombe, luoghi di pellegrinaggio).

Barzâkh

Intervallo, pausa, ostruzione, partizione, istmo. Il Sacro Corano dice dei morti: “E innanzi a loro c’è un “Barzâkh“, sino al giorno della risurrezione”. Ed anche: “E tra loro c’è un Barzâkh che non possono oltrepassare”. Il Barzâkh è il mondo in cui i morti esistono nell’attesa di essere chiamati dalle tombe. Il credo islamico ci insegna che questo periodo non è necessariamente di incoscienza, ma piuttosto una visione anticipata di ciò che ci aspetterà come ricompensa o punizione Divina più tardi. Questo è un luogo ove le ripercussioni delle nostre azioni terrene si faranno sentire. I Profeti ed i Santi non solo sono coscienti in quel tempo, ma sono anche consapevoli delle condizioni del mondo, possono avere contatti con i viventi, in special modo con i loro successori e coloro che seguono la loro via e li amano. Il Profeta (s.A.’a.s.) disse che egli è consapevole di chiunque visita la sua tomba e lo saluta, e ritorna loro il suo saluto e che costoro beneficeranno della Sua intercessione nel Giorno del Giudizio.

“Io (sarò) vivo e fresco nella tomba, a chi mi saluterà gli ritornerò il saluto.”

( Suyuti ed altri )

Il Sacro Corano dice: “Non crediate che coloro che sono morti per la causa di Allah siano morti; no, essi sono vivi e ricevono sostegno dal loro Signore. Contenti di ciò che il Signore ha elargito su di loro. Si compiacciono per quelli che ancora non li hanno raggiunti, poiché chi li seguirà non ha motivo di temere o di addolorarsi.” Questo verso si riferisce non solo a chi è morto sul campo di battaglia, ma anche a chi uccide il proprio ego in quel che il Profeta (s.A.’a.s.) ha definito “La Grande Guerra Santa”, o la Guerra contro il basso ego.

Basar ( البَصَرُ )

La Vista sensibile; uno dei cinque sensi; sguardo.

Bàtil

Il nulla; la falsità, l’inganno, l’errore; la vanità.

Batiniti (dall’arabo bâtiniyya «esoterici»)

Seguaci del batinismo, corrente interna allʼismailismo la cui dottrina sʼincentrava sullʼinterpretazione allegorica (taʼwîl) del senso nascosto o esoterico (bâtin) del Corano operata da un imâm cf. ritenuto infallibile. Nella loro deviazione arrivarono a ritenere che Muhammad – che Allah lo benedica e gli conceda la Pace! – non  fosse altro che il trasmettitore della parola di Allah, il Corano, ma che solo lʼimâm cf. avesse il potere di interpretare il suo vero significato nascosto.

Carmati (dallʼarabo Qarāmita «seguaci di Hamdân Qarmat»)

Setta eretica emersa attorno al 277/890 nei dintorni di Wâsit in Iraq a seguito della propaganda dʼimpronta batinita e anti-califfale di Hamdân Qarmat. I suoi seguaci si stanziarono nellʼarcipelago

del Bahrain dove fondarono uno stato che non cessò di spargere il terrore in gran parte della penisola arabica, fino al suo definitivo sfaldamento nel 1077-1078.

Compagni della caverna

Gruppo di giovani che essendosi rifiutati di offrire sacrifici agli idoli furono costretti a nascondersi in una caverna per scampare alle persecuzioni degli idolatri. Per volere di Allah li prese un sonno dal quale si destarono dopo 309 anni (lunari). Al loro risveglio il culto monoteistico si era ormai stabilito e le persecuzioni erano cessate.

Dajjâl

Impostore; il Bugiardo; Ingannatore; è ciò che viene chiamato nel Cristianesimo l’Anti-Cristo. Che Allah ci protegga dal cadere vittime dei suoi trucchi. Egli comparirà alla fine dei tempi, dopo la Grande Guerra, nell’epoca di Sayyidina al-Mahdi (a.S.), che non avrà comunque il potere di uccidere il Dajjâl. Quel potere Allah Onnipotente lo ha dato a Gesù Cristo (a.S.) che in quel tempo scenderà dal cielo; darà battaglia e ucciderà il Dajjâl in un luogo a nord di Damasco. Dajjâl ingannerà la gente coi miracoli che Allah gli darà per far sì che i fuorviati e coloro il cui cuore è impuro si allontanino ancora di più. Dajjâl annaffierà il seme del male col suo carisma e i suoi miracoli travianti (istidrâj). Egli pretenderà di essere muslim ma guiderà la gente a tutto ciò a cui l’Islam si oppone. Secondo il Santo Profeta (s.A.’a.s.), Dajjâl non potrà entrare nella Città Santa di Medina, perciò 70000 munâfiq (ipocriti) ne usciranno per raggiungerlo e unirsi a lui. Dajjâl sarà di grande statura ed avrà un occhio difettoso. Il Profeta (s.A.’a.s.) disse anche che prima della sua venuta appariranno numerosi piccoli Dajjâl per traviare la gente.

Dervish

Un seguace maturo della via Sufi il cui cuore è fermamente ancorato nel ricordo di Allah, che né il vendere né il comprare lo distoglie dalla sua risoluzione interiore (cfr. Corano 24,37). Nella tradizione il Dervish è frequentemente visto come una persona che vive mestamente o come un girovago religioso, o eremita, senza ambizioni per gli affari. Queste sono solo descrizioni esteriori che possono variare con l’andare del tempo. È lo stato interiore che rende l’uomo un Dervish, non i suoi abiti né la sua condotta.

Dhat

L’essere, l’essenza divina. Nell’uomo, l’immutabile e puro io spirituale che proviene da Allah e che è sempre in Sua Presenza, che non è mai toccato dalle cattive azioni dell’ego inferiore.

Dhikr ( الذكْر )

Ricordo; ricordo di Dio; è anche  un Nome del Corano vedi: Sura 15 vers.9; Sura 21 vers.2; Sura 26 vers.5.

Dhikr Allàh: ( ذكْرُ الله )

Ricordo di Dio; l’invocazione di Dio; menzione di Dio; il ricordo di Dio per mezzo di recitazioni che Lo glorificano; formule ritmate.

Dìn

Religione; Legge innata; Ad–Dìn Allàh la Religione di Allàh.

Dìn al-hanafì

Tradizione Pura; la Religione immutabile.

Drusi

Membri di una setta eretica d’impronta ismailita che prende nome dal predicatore Muhammad al-Darazî (m. 1020), il quale vide nel sesto califfo fatimide al-Hâkim (m. 1021) unʼincarnazione divina. I suoi toni eccessivi suscitarono l’ostilità della popolazione, così che fu sconfessato dallo stesso califfo ed esiliato in Siria dove proseguì la sua predicazione.

Du’à ( الدُعَاءُ )

Domanda rivolta a Dio; invocazione; richiesta; vedi Cor. 3:41 Forma di supplica distinta dalla preghiera rituale (salât). Durante il Du’â si può chiedere ciò che si vuole ad Allah, in qualsiasi lingua.

Dunyà ( الدُّنْيَا )

Questo basso mondo; questa vita; il mondo materiale.

Egira (dall’arabo hijra «migrazione»)

Migrazione del Profeta – che Allah lo benedica e gli conceda la Pace! – dalla natia Mecca a Yathrib (poi Medina), che segna l’inizio dell’era musulmana e avvenne nel settembre dell’anno 622 dell’era cristiana.

Fard

Dovere religioso obbligatorio come il pregare cinque volte al giorno, il digiuno nel mese di Ramadhân e il pagare la tassa ai poveri (Zakât).

Fâtima (R.a.)

La figlia del Profeta Muḥammad(s.A.’a.s.), moglie di Sayyidina ‘Alî (R.a.), cugino del Profeta (s.A.’a.s.). Famosa per la sua pietà e per l’amore che avevano per lei sia il Profeta (s.A.’a.s.) che ‘Alî (R.a.). Il Profeta (s.A.’a.s.) disse che molti uomini raggiunsero la perfezione spirituale ma solo quattro donne arrivarono a quei livelli. Âsya (R.a.), moglie del Faraone (che segretamente credette a Mosè (a.S.)). Mariam (R.a.), la madre di Gesù Cristo (a.S.), Khadijah (R.a.), la sua prima moglie e Fatima (R.a.), sua figlia. Morì sei mesi dopo la scomparsa del Profeta (s.A.’a.s.). Prima della sua morte il Profeta (s.A.’a.s.) le diede la buona novella che presto si sarebbero ritrovati in paradiso.

Faqîh (pl. fuqahâ)

Giurista, profondo conoscitore del diritto islamico.

Fatwâ (pl. fatâwâ)

Responso giuridico a titolo informativo emesso da un muftî cf.

Fiqh

Comprensione, intuito, il capire. Si riferisce alla totale comprensione della religione islamica in particolar modo alle sue leggi e alla loro applicazione quotidiana. Dato che l’Islam è di guida in ogni aspetto della vita umana, il fiqh non si limita al culto ma anche al commercio, alla carità, al matrimonio e al divorzio, al nutrirsi ed anche al dormire in accordo con le raccomandazioni di Allah (nel Corano) e del Profeta (s.A.’a.s.) (nelle Hadîth) trasformando così quelle attività con effetto pratico in atti di adorazione. Ogni Muslim sunnita dovrebbe seguire uno dei quattro grandi Imam della scienza del Fiqh che vissero tutti tra le due e le quattro generazioni dopo quella del Profeta (s.A.’a.s.). Essi ottennero un grado elevato ed una speciale distinzione tra i membri della nazione rendendo un grande servizio “traducendo” (compilando) il vasto numero di informazioni contenute nel Sacro Corano e nelle Hadîth, in codici di facile comprensione, che formano il corpo delle rispettive “scuole giuridiche”. Questi Imam eccezionalmente sinceri e dotati dedicarono tutta la loro vita a questa impresa. Dovettero investigare con gran cautela nell’enorme volume d’informazioni, a volte contraddittorie, riguardo alla vita del Profeta (s.A.’a.s.) ed alle pratiche ed in situazioni particolari riferirsi ad analogie e similitudini con eventi successi durante la vita del Profeta (s.A.’a.s.) (Qiyâs). I risultati dei loro sforzi hanno prodotto quattro metodi distinti che differiscono leggermente in certi argomenti, ma che sono in totale armonia per quanto riguarda le credenze basilari (aqîda) e le pratiche poiché questi argomenti sono stati chiaramente enunciati dal Sacro Corano e dal Profeta (s.A.’a.s.), senza possibilità di confusione o disaccordo sul loro soggetto da parte degli Imam ben guidati. Così possiamo vedere che, a parte qualche differenza minore, ognuno dei quattro Imam aveva il più gran rispetto verso gli altri e considerava il suo predecessore come suo maestro. Questi quattro Imam: Imam Mâlik, Imam Abu Hanîfa, Imam Shâfi’i e Imam Âhmed ibn Hanbal (Q.s.), erano Mûjtahid, che significa una persona dotata di conoscenza religiosa combinata con una sincera pratica di quella conoscenza tali da permettergli di esprimere responsi giuridici (fâtwa) anche quando confrontati con situazioni delicate, che eludono le capacità di autorità religiose di minor statura. Giunsero a quel rango, dobbiamo sottolinearlo, non solo studiando ma umiliando se stessi veramente e conquistando i loro io inferiori. Quella sincerità ed integrità che li rese così grandi fu anche causa di problemi con le autorità del loro tempo e la maggior parte di loro finì col essere torturata ed imprigionata a causa del loro netto rifiuto di mal interpretare la legge Divina per soddisfare i vani desideri delle autorità. Ci si può chiedere come mai Allah ha lasciato alcune aree nella religione aperte a divergenze d’opinione, quando avrebbe potuto enunciare puntigliosamente ogni dettaglio. Il Profeta (s.A.’a.s.) disse a questo riguardo: “La differenza nella mia nazione è misericordia”. Così le quattro scuole (Madhâhib, pl. di mâdhhab) possono essere intese come un autostrada che conduce alla stessa meta, con 4 corsie. Così che, grazie a queste quattro corsie, ognuno possa procedere secondo l’andatura a lui confacente. Allah ha detto:

“E Allah vuole renderla (la sua religione) facile per voi”.

Fitnah

Disaccordo, conflitto, afflizione. Discordia, sedizione, tentazione, sommossa, guerra civile.

Fitra  ( الفطْرَة )

Disposizione naturale, carattere innato. Si riferisce all’uomo che nasce con una fede innata e totalmente arreso al suo Creatore. E’ la natura originaria, pura ed incorrotta dell’uomo, è la sua disposizione innata connaturata in lui alla sua nascita e creata da Dio affinché l’uomo accetti la Religione originale e pura della “sottomissione a Dio” Suo Creatore, come puro monoteista hanif. Vedi anche:

«Rivolgi il tuo volto alla Religione come puro monoteista hanif, natura originaria fitra che Allàh ha connaturato agli uomini; non c’è cambiamento nella creazione di Allàh. Ecco la vera Religione…».

(Corano Sura 30 vers.30).

Fratelli della purità

Società segreta filosofico-religiosa sorta a Bassora nel quarto/decimo secolo.

Futuwwa

Generosità di cuore; nobiltà; grandezza d’animo; comportamento cavalleresco; virtù che fanno un uomo; “è preferire gli altri a te stesso in questo e nell’altro mondo” (Juràni).

Fu’àd ( الفُؤَادُ )

Cuore; l’interno del cuore; l’occhio del cuore; il fondo del cuore. Vedi (Cor 16:78 e 17: 36)

Ghariza ( الغَريزَة )

Istinto.

Ghayb ( الغَيْبُ )

Il mistero divino; il mondo non manifestato; il mondo invisibile; l’assente; ciò che è inviolato e trascendente  rispetto alle capacità limitate dell’essere umano. Vedi Corano

“Egli (Dio) possiede le chiavi dell’invisibile, che nessuno conosce all’infuori di Lui…” (Cor.6:59)

Gog e Magog

«Gog e Magog» rappresentano le forze (psichiche) negative e disgregatrici del mondo, impersonate da creature mostruose nemiche del genere umano a cui non appartengono. Alla fine del mondo queste forze malefiche di Gog e Magog strariperanno abbattendo la barriera con cui Alessandro Magno “il Bicorne” riuscì a contenerle (Cor.18:94-99).

Hadìth ( حَديث )

Detto del Profeta Muhammad (su di lui le preghiere e la pace divine). Parola o tradizione profetica. Alcune Hadîth furono scritte durante la vita del Profeta (s.A.’a.s.), ma egli non incoraggiò questa pratica per timore che venissero poi confuse con il Corano. Dopo la sua scomparsa alcune Hadîth furono scritte, altre trasmesse oralmente. A partire dalla generazione dei Tabiyyîn (coloro che non videro il Profeta (s.A.’a.s.) ma solo dei suoi compagni sopravvissuti), si cominciò a collezionare in volumi le Hadîth, classificandole a seconda dei soggetti e verificandone l’autenticità tramite un rigoroso esame sulle qualità morali, sull’affidabilità del carattere e della memoria di coloro che le trasmisero.

Hadìth Qudsì: ( حَديث قُُدُسي )

Una Tradizione Profetica in cui Allah parla in prima persona tramite il Profeta (s.A.’a.s.). Questi detti sono comunque distinti dal Corano.

Hafîdh

Protettore. Una persona che sa il Corano a memoria e lo mette in pratica nelle azioni.

Halâl

Permesso, legale, legittimo. Tutte le azioni che rientrano nei limiti della Sharîah (Legge Divina).

Hanafiti

Aderenti alla scuola giuridica (madhhab cf.) che fa  capo agli insegnamenti dellʼImâm Abû Hanîfa (m. Baghdad 150/767).

Hanbaliti

Aderenti alla scuola giuridica (madhhab cf.) che fa capo agli insegnamenti dellʼImâm Ahmad ibn Hanbal (m. Baghdad 241/855).

Haqîqi Imãn

Vera fede basata sulla realizzazione della Verità. Un gradino al di sopra della normale fede imitativa. I tre segni che mostrano la presenza del Haqiqi Imãn sono:

1) L’abilità di sentire ogni cosa, animata od inanimata, lodare il Creatore.

2) La conoscenza e la saggezza celate dietro ogni cosa esistente, il loro scopo e la loro posizione.

3) L’essere capaci di contattare le anime dei Profeti e dei Santi nel Barzâkh

Harãm

Divieto religioso, illegale, proibito, sia perché sacro o dannoso. Tutte le azioni che non sono conformi ai limiti della Sharîah

Hasanàt

Buone azioni; benefici.

Hassân al Basri (Q.s.)

Nato nel 21 a.h. (642 d.C.). Morto nel 110 a.h. (728 d.C.).

Nacque a Medina, figlio di uno schiavo che servì lo scrivano del Profeta (s.A.’a.s.) Zaîd ibn Thabit. Crebbe a Basra ed è conosciuto per la sua pietà e per la sua condanna senza compromessi alla mondanità dei governanti. Era un oratore brillante, molti dei suoi discorsi sono stati preservati.

Hawâ

Vano desiderio, capriccio, inclinazione, distrazione. Pensiero ozioso e vano che distoglie dalla realtà e dall’adorazione.

Hijâz

Regione situata lungo la costa occidentale della penisola arabica che comprende le città di Mecca e Medina.

Hikma ( الحكْمَة )

Saggezza.

Hîmmah

Aspirazione, energia, vigore, ambizione, risoluzione, determinazione, zelo.

Hubb

Amore, nel linguaggio mistico è l’amore puro e assoluto per Dio solo, con esclusione di ogni altro fine; vedi anche «Mahabba». Nel Corano:

«E fra gli uomini vi sono coloro che attribuiscono ad Allah degli uguali e li amano come amano Allah. Ma coloro che credono hanno per Allah un amore ben più grande..» (Cor. 2:165)

Hudà ( الهُدَى )

La Buona Guida; la Direzione Divina.

‘Ibâdât

Nell’accezione ordinaria indica gli atti di adorazione compiuti dal servo, mentre nel diritto islamico sono le norme che reggono le sue transazioni con il Creatore.

Ibahiti

(dall’arabo ibâhiyya «libertini» o «antinomisti») Gruppo che postula l’impossibilità per l’essere umano di evitare le cose proibite e compiere quelle ordinate, e in chiara opposizione alla Sharîʻa considera permissibile (mubâh) versare il sangue dei musulmani e confiscarne i beni.

Iblîs

Nome proprio di Satana (Shaytân), jinn cf. che dopo essersi consacrato al servizio di Allah per lunghissimi anni si rifiutò di dar retta al Signore e di prosternarsi a Âdam (Adamo), e da quel momento «non ebbe più nulla da aspettarsi» (ublisa) dalla Sua grazia.

Ibrahim bin Adham (Q.s.)

Nato ? Morto 165 a.h. (782 d.C.).

Abu Ishaq Ibrahim bin Adham (Q.s.) nacque a Balkh (centro Asia) da stirpe araba. Di famiglia reale, fu fatto re di Balkh. Si pentì della sua mondanità e divenne un dervîsh errante. Visse una vita in completo ascetismo ed è perciò chiamato il re degli asceti. Per il suo sostentamento faceva lavori manuali e dal ricavato di quei lavori semplici ma faticosi manteneva molti suoi compagni. Ibrahim evitava le lodi della gente e sfuggiva la notorietà vestendosi come un servo o come un folle. Una volta si stava recando alla Mecca per il pellegrinaggio, i capi della città gli andarono incontro, conoscendo la sua grande pietà e rinuncia. Ibrahim era vestito come un servo e camminava in testa alla carovana assieme ai servi e agli schiavi. Quando gli Sheikh giunsero e chiesero dove fosse Ibrahim Bin Adham, egli stesso replicò: “Cosa mai volete da quell’eretico?” Al che gli Sheikh lo assillarono e lo picchiarono. Più tardi gli chiesero quale fu l’occasione in vita sua dove fu veramente soddisfatto, indicò quell’incidente.

Ihsân

Il livello di vera bontà e sincerità che si sviluppa dalla fede. Virtù; Virtù perfetta; Perfezione; la perfezione nell’adorazione; la perfezione nell’adempimento delle opere e della fede; comportamento perfetto; Visone interiore di Dio nell’invocazione; Il Santo Profeta (s.A.’a.s.) disse che il significato di Ihsân

“consiste nell’adorare (o servire) Allàh come se tu Lo vedessi (Ka-annaka taràhu) poiché se tu non Lo vedi (Fa-in lam takun taràhu) Egli tuttavia vede te (Fa-innahu yaràka)”.

Ijâza

Licenza per insegnare la materia appresa rilasciata da un maestro al discepolo.

Ijtihâd

Sforzo interpretativo messo in atto da un giurista qualificato per inferire una norma (hukm cf.) dalle fonti del diritto.

Ikhlâs

Vera sincerità, purezza nell’intenzione. Uno stato devozionale molto elevato.

‘Ilm ( العِلْمُ )

Scienza; sapere religioso;

‘Ilm-ul-Laddûni

Conoscenza dalla Presenza Divina. Conoscenza che è inspirata direttamente nel cuore dei Santi e li rende capaci di sapere cose che ad altri sono nascoste.

‘Ilm-ul-Yaqîn

Conoscenza di certezza. Un livello di conoscenza nei cuori dei Sufi avanzati in cui una cosa è saputa direttamente con un’inspiegabile certezza.

Imam-ut-Tarîqat

Lo Sheikh, nella catena delle successioni di una Tarîqat, dalla quale essa prende il nome e che ha avuto un ruolo importante nel descrivere il particolare ramo di conoscenza ed i metodi della linea di insegnamento da cui discende. Ogni Tarîqat ha la sua origine nel Profeta Muḥammad (s.A.’a.s.), ma ognuna rappresenta un aspetto diverso dell’insegnamento da cui gente differente può trarne beneficio.

Imãn

Credo, Fede. È un livello superiore che il semplice arrendersi alla legge dell’Islam. È uno stadio in cui la fede è entrata nel cuore di una persona. I pilastri specifici del Imãn sono 6:

1) Credere in Allah.

2) Credere nel Profeta (s.A.’a.s.) di Allah.

3) Credere negli Angeli.

4) Credere alle Sacre Scritture che Allah ha inviato all’umanità tramite i suoi Profeti.

5) Credere al Paradiso e all’Inferno.

6) Credere che Allah ha predestinato ogni cosa che succede nel mondo, sia che essa ci sembri buona o cattiva.

Imâm

Indica sia chi dirige la preghiera comunitaria che, più in generale, la guida religiosa della comunità islamica, nonché, soprattutto nelle prime epoche, la guida politica della comunità come sinonimo di Emiro o Califfo.

Imâm mujtahid

Sapiente qualificato a esercitare l’ijtihâd cf. assoluto inerente alle fonti del diritto e a cui fanno capo le dottrine di un madhhab cf.

Inshâ’

Nel ‘ilm al-ma‘âni, la branca della retorica araba che si occupa dei significati delle parole, indica l’enunciato che coincide con l’azione stessa che enuncia e non descrive un’azione o constata un fatto e non può essere giudicato vero o falso (vedi khabar cf.).

Irshâd

Insegnamento Spirituale, guida, direzione, istruzione.

‘Isa ibn Marîam (a.S.)

Il Profeta Gesù Cristo figlio di Maria, su di loro sia la Pace. Egli tornerà alla fine dei tempi per uccidere l’Anti-Cristo e instaurare il Regno dei Cieli sulla Terra.

‘Ishâ

La preghiera notturna che può essere fatta tra il calar della notte ed i primi bagliori dell’aurora. Di preferenza nel primo terzo della notte.

Islam

Arrendersi a Dio, il primo livello di fede che consiste nel rendersi esteriormente conformi agli Ordini Divini. Eseguire ciò che ci è chiesto ed astenersi da ciò che è proibito. I 5 pilastri nell’Islam sono:

1) Dichiarare che non c’è dio all’infuori dell’unico vero Dio e che Muḥammad (s.A.’a.s.) è il messaggero di Dio.

2) Fare le 5 preghiere giornaliere (salât) rivolti verso la Mecca.

3) Digiunare l’intero mese di Ramadhan, astenersi dal cibo, dalle bevande e dai piaceri carnali dall’aurora al tramonto.

4) Dare 1/40 dei propri beni e le porzioni prescritte sui greggi ed i raccolti annualmente ai musulmani indigenti.

5) Fare il pellegrinaggio alla Mecca nel periodo del Hajj almeno una volta nella vita, se si hanno le possibilità finanziarie.

Ismailiti

(dall’arabo ismâʻîliyya «seguaci di Ismâʻîl ibn Jaʻfar»)

Membri di una corrente sciita che sostiene la legittimità dellʼImâm Ismâʻîl ibn Jaʻfar (m. 145/762-63) come successore del sesto Imâm  Jaʻfar al-Sâdiq, anziché, come credono i «duodecimani», l’altro figlio di questi, Mûsâ al-Kâzim.

Iqra’ (اِقرأ )

Leggi; studia; impara. Primo versetto Rivelato da Dio al Profeta Muhammad (s.a.s.):

«Iqra Bismi Rabbika alladhì khalaq»

«Leggi! In nome del Tuo Signore che ha creato». (Cor.96:1)

Iràda

Volontà; atto di volontà; desiderio.

Islam ( الإِسْلاَمُ )

Sottomissione ed obbedienza alla Volontà Divina; rimettere a Dio se stessi. Inoltre il termine Islam significa anche ‘Pace’ dalla cui radice Salam esso trae origine.

Istiqàma

La rettitudine; la fermezza nella Via per Allàh.

’Izza

Elevazione dominatrice; innalzamento; valore; possanza; forza.

Jabriti (dall’arabo jabriyya «deterministi»)

Sostenitori della dottrina secondo la quale la Potenza (qudra) divina implica l’assoluta determinazione degli atti umani da parte di Allah, ossia che l’uomo agisce sotto costrizione (jabr) e non dispone di libera scelta (ikhtiyâr) e non è pertanto responsabile delle sue azioni.

Jahiliyya

Il tempo dell’ignoranza si riferisce all’era pre-islamica in cui gli arabi vivevano nell’oscurità dell’ignoranza adorando idoli e seguendo le loro passioni e superstizioni non avendo che una relativa conoscenza delle religioni rivelate agli Ebrei ed ai Cristiani. Seguaci di queste religioni in piccole comunità si trovavano nella penisola araba concentrati in alcune città, la maggioranza adorava idoli.

Janna ( الجَنَّةُ )

Paradiso; Il Giardino Paradisiaco.

Jibraîl

L’Arcangelo Gabriele, responsabile di portare le rivelazioni ai Profeti ed ai Messaggeri di Allah.

Jihâd-ul-akbar

La Grande Guerra Santa che viene combattuta contro il proprio io inferiore ed è detta dal Santo Profeta (s.A.’a.s.) Grande Guerra Santa poiché di massima importanza per ogni mûslim. Senza che il credente sia in controllo sul suo io inferiore, non può sperare di perfezionare la sua religione, né essere utile alla comunità dei credenti, anzi a causa del suo egoismo impedirà alla gente di seguire la giusta via e macchierà il nome della religione con le sue cattive azioni che farà nel nome della fede.

Jinn

Genio. Il Sacro Corano si indirizza sia agli uomini sia ai jinn. I jinn sono fatti di fuoco senza fumo, l’uomo di terra, gli angeli di luce. Come tra gli esseri umani anche tra i jinn troviamo i credenti ed i miscredenti. I loro corpi essendo più sottili di quelli umani normalmente non possono essere visti, si sa comunque che possono influire in vari modi sulla vita degli umani.

Ka’aba

La Santa Casa di Allah alla Mecca costruita a forma di cubo, fu eretta per la prima volta dal Profeta Abramo (a.S.) con il figlio Ismaele (a.S.), quando fu ordinato ad Abramo di lasciare sua moglie Agar (R.a.) con il figlio in quella valle desolata. Allah fornì loro miracolosamente acqua dal pozzo di Zam Zam e li fece stabilire su quella terra. Il Signore promise di benedire il seme di Ismaele (a.S.) ed il frutto di quella benedizione fu l’invio del Profeta Muḥammad (s.A.’a.s.), discendente dalla stirpe di Ismaele (a.S.). Dopo l’originale consacrazione della Ka’aba all’unico vero Dio da parte di Abramo e suo figlio, la gente cadde nell’idolatria per molte generazioni fino al tempo di Muḥammad (s.A.’a.s.), allora la Ka’aba fu ripulita dagli idoli e l’adorazione dell’unico vero Dio ristabilita. Tutti i muslim si volgono nella direzione della Ka’aba nelle preghiere, non perché presumono che Dio viva lì, com’è stato supposto dai critici maldicenti ed ignoranti, ma bensì quello è il punto focale ove tutti i muslim mondialmente si volgono in unità convergente. Nella visita alla Ka’aba i muslim compiono il rito della circoambulazione in emulazione agli Angeli che la eseguono nei cieli attorno al Trono di Allah.

Khabar

Nel ‘ilm al-ma‘âni, la branca della retorica araba che si occupa dei significati delle parole, è l’enunciato che descrive un’azione o constata un fatto e che può essere giudicato vero o falso (vedi inshâ’ cf.).

Kafir

Miscredente; colui che non crede in Dio; empio; e deriva dal verbo «Kafara» che significa: nascondere, coprire, velare, velare la verità, e per estensione “non credere”.

Khâlid al Baghdâdi (Q.s.)

Nato 1190 a.h. (1776 d.C.). Morto 1242 a.h. (1827 d.C.).

Nacque a Baghdâd da famiglia curda discendente in origine dal Khalîfa Othman (R.a.). Era un erudito dell’Islam che aspirava trovare un vero Mûrshid. Lasciò così Baghdâd per Damasco dove incontrò il suo primo Sheikh, Sheikh Mustafâ della Tarîqa Qâdiri. Proseguì poi per Medina e Mecca. Di là fu indirizzato dagli Awliyâ verso l’India ove gli dissero avrebbe trovato il suo vero Maestro. Dopo il suo ritorno a Baghdâd incontrò alcuni murîd dello Sheikh Naqshbandi Abdullah ad-Dihlâwi (Q.s.), fu inspirato e partì per incontrarlo. Dopo un soggiorno di alcuni mesi con lo Sheikh, fu rimandato a Baghdâd per insegnare la Via della Tarîqa. Si spostò poi a Damasco dove istruì molti seguaci prima di morire di peste. La sua tomba è situata nella parte di Jabal Akrad sul Jabal Qasiyûn a Damasco. Il suo lavoro più famoso si chiama Shams ush-Shams (Il Sole dei Soli).

Khàliq (Al)

Il Creatore (uno dei 99 nomi divini)

Khâlwa

Ritiro spirituale. I “Quaranta Giorni nel Buco”. È un periodo di allenamento intensivo per lo più di 40 giorni nelle Tarîqa Naqshbandi in cui al sè inferiore è negato anche ciò che è normalmente permesso nella vita del muslim. Durante questo periodo si combatte il proprio ego con gran coraggio e determinazione poiché togliendoli anche i normali piaceri della vita alza la testa e si ribella dando intense difficoltà al ricercatore. Lo Sheikh sorveglia da vicino il murîd e definisce le precise attività che deve compiere, ogni Khâlwa consiste in digiuno assoluto, isolamento, aumentare le preghiere e gli dhikr e ridurre il sonno. Vi sono differenze dettate dai particolari bisogni del murîd che vengono assecondati dagli ordini specifici dello Sheikh. La prima Khâlwa è solo di preparazione. Quando lo Sheikh vede che il murîd è veramente pronto a sottomettere il suo ego, lo mette nella seconda Khâlwa: la finale.

Kharijiti (dall’arabo khawârij «fuoriusciti»)

Indica coloro che dissentirono dal nostro Signore ‘Alî, quando questi accettò la proposta avanzata dal nostro Signore Muʻâwiya di dirimere la questione della successione al califfato per mezzo di un arbitrato. Sostenevano che il Califfo dovesse essere eletto dalla comunità e che qualsiasi musulmano potesse ambire a tale carica.

Khass (pl.: khawwâs

L’eletto, gli eletti. La gente che ha l’innata capacità (ahliyya) per l’eccelsa Tarîqa Naqshbandi.

Khawf

Timore; paura.

al-Khidr o al-Khadir

Profeta (nabî) menzionato nella diciottesima sûra cf. del Corano, detta al-Kahf (la Caverna), dove si riporta il viaggio che compì con Mûsâ (Mosè) ed è descritto come detentore di una scienza infusa di origine divina.

Khîdmah

Servizio. Il servizio che l’umile murîd deve fare per lo Sheikh, per i discepoli dello Sheikh, per tutti i figli di Adamo (a.S.) e tutte le creature di Allah.

Khuluq (plurale Akhlàq),

Ha i seguenti significati: Carattere; carattere innato; qualità morale; disposizione morale; indole; buone maniere; educazione; buona condotta; tratti morale; costumi virtuosi.

Khuluq karim

Nobiltà di carattere.

Kurramiti (dall’arabo kurrâmiyya)

Setta fondata da Muhammad ibn Kurrâm al-Sijistânî (m. Gerusalemme 255/869) apparsa nella prima metà del terzo secolo dell’Egira cf. Professava idee antropomorfiste e riteneva che la fede si limitasse a ciò che viene affermato con la lingua, senza necessitare dell’adesione del cuore.

Lâylat ul Mi’râj

La notte in cui il Profeta Muḥammad (s.A.’a.s.) fu portato dall’angelo messaggero Gabriele (a.S.) in groppa alla mistica cavalcatura Burâq, dalla Sacra Moschea della Mecca alla Roccia Sacra di Gerusalemme poi su attraverso i sette cieli ove incontrò e parlò con i Profeti che Allah aveva inviato prima di Lui sulla terra: Adamo, Noè, Davide, Mosè, Abramo, Gesù (a.S.). Dopo aver raggiunto l’apice del settimo cielo fu portato al limite del dominio di Gabriele (a.S.), da dove continuò sino a giungere alla Presenza Divina a una distanza di due archi dal Maestoso ed Eccelso Creatore dei Cieli e della Terra.

Lâ-madhhabî

Persona che propugna l’abbandono dei madhhab cf. per derivare le norme legali (ahkâm) direttamente dal Corano e dalla Sunna.

Là-shay ( لاَشَيئٌ )

Nulla; niente; nessuna cosa.

Ma’anawi ‘Ulum

Conoscenza Spirituale, Scienza Esoterica.

Madhhab ( المَذْهَب) (pl. madhâhib)

Scuola d’interpretazione giuridica; scuola giurisprudenziale; Termine riferito in modo specifico a una delle quattro scuole giuridiche affermatesi e riconosciute nell’ambito dellʼIslam sunnita a partire dal secondo secolo dellʼEgira cf. le quattro scuole principali sono: Hanafita dall’Imam Abu Hanif, Hambalita dall’Imam Hambal; Shafi’ita dall’Imam Shafi e Malikita dall’Imam Malik.

Mahabba ( المَحَبَّة )

Amore; amore spirituale.

Mahall al-ʻawra

Parti del corpo che non devono essere esposte alla vista degli altri.

Mahdi vedi al-Mahdi (a.S.).

Makhlùqàt (Al) ( المَخْلُوقَات )

Le Creature di Dio e ciò che c’è nel Creato; tutto ciò che c’è nei Cieli e nella Terra; dal termine  Makhlùq il Creato e creatura.

Malikiti

Aderenti alla scuola giuridica (madhhab cf.) che fa capo agli insegnamenti dellʼImâm Mâlik ibn Anas (m. Medina 179/795).

Mansûr al-Hallâj (Q.s.)

Nato nel 244 a.h. (858 d.C.). Giustiziato nel 309 a.h. (922 d.C.)

Al-Hallaj (Q.s.) nacque in Persia, viaggiò in lungo e in largo nel mondo musulmano predicando con audacia l’unione con Dio. Infine fu arrestato ed accusato di diffondere la dottrina eretica dell’incarnazione. Fu condannato a morte, mutilato e crocifisso in pubblico quando disse: “Io sono la Verità assoluta (ana-l-Haqq)”. Prima della sua esecuzione i suoi compagni sufi lo implorarono di dichiarare: “Egli è la Verità” e lui rispose: “Sì Egli è tutto. Voi dite che Egli è perso, al contrario è Hallaj che è perso. L’oceano non sparisce né diminuisce”. Al famoso Sufi Junâid al-Baghdâdi (Q.s.) fu ripetuto ciò che Hallâj (Q.s.) disse con la suggestione che quelle parole avevano un significato esoterico, il che provava che significavano altro che l’empietà attribuitagli. Junâid (Q.s.) disse: “Lasciate che venga ucciso, questo non è il momento dei significati esoterici.” I suoi compagni Sufi non negarono la realtà dell’esperienza mistica dell’Unione ma lo criticarono per aver rivelato in pubblico ciò che equivale ad una “Comunione privata con l’Amato”. Junaid (Q.s.) affermò anche che l’esperienza di Hallâj (Q.s.) dell’Unità era solo uno stadio intermedio d’esperienza mistica e non la meta finale.

Maqàm Mhamùdan

Il “Luogo/Stazione lodata”; viene ricordato in questa preghiera da recitare dopo appello alla preghiera (adhan):

«O Mio Dio, Signore di questa chiamata perfetta, e di questa preghiera che si sta per fare: concedi a sayydinà Muhammad il mezzo dell’intercessione (al-wasila) e l’eccellenza ed elevalo nella stazione (rango) lodata (Maqàm Mhamùdan)  secondo la Tua promessa»

Maturiditi

Seguaci della scuola fondata da Muhammad Abû Mansûr al-Mâturîdî (m. 333/944), responsabile dellʼarticolazione di uno dei due grandi sistemi teologici speculativi considerati ortodossi in ambito sunnita.

Mawlânâ (lett. «nostro protettore» o «patrono»)

Appellativo che si usa per rivolgersi a un maestro o a una persona autorevole.

Mazdei

Seguaci della religione predicata da Zoroastro, che indicò la via del monoteismo abramitico. Nella religione mazdea il mondo è creato da Ahura Mazda attraverso il sacrificio del Bue Primordiale. Di qui l’importanza del sacrificio, dove il fuoco assume un ruolo essenziale. Col passare del tempo la predicazione originale venne stravolta e il fuoco, assurto a simbolo della luce divina, divenne esso stesso oggetto di culto.

Mi’râj vedi: Lâylat ul Mi’râj

Mu’adhdhin

Colui che chiama alla preghiera (adhân), il muezzìn.

Mu‘âmalât

Termine che nell’accezione ordinaria ha il significato di «transazioni» e che nel diritto islamico indica più specificatamente quella branca che si occupa delle norme reggenti le transazioni tra gli esseri umani.

Muftî

Giurista qualificato a emettere fatwa cf.

Muhâjirûn (lett. «emigrati»)

I Compagni del Profeta – che Allah lo benedica e gli conceda la Pace! – che accettarono l’Islam in un luogo distinto da Medina e che, in seguito, emigrarono verso questa città; più specificatamente, designa i Compagni che emigrarono con lui da Mecca.

Muḥammad (s.A.’a.s.)

Muḥammad (s.A.’a.s.) figlio di Abdullah figlio di Abdul Mûttalib.

Il Messaggero di Allah Onnipotente, che fu inviato come Misericordia per i Mondi. L’ultimo dei Profeti ed il loro Capo. Colui per la cui causa Allah creò il mondo, possano la pace e la benedizione di Allah essere su di Lui.

Nacque nel 51esimo anno prima del Hijra (569 d.C.). Suo padre morì prima della sua nascita. Crebbe con le cure di suo zio Abu Tâlib, lavorò come pastore poi come commerciante. Nel 25esimo anno di età sposò la vedova Khadîja (R.a.) che era 15 anni più anziana, restò unicamente con lei per 26 anni, sino alla morte della sua sposa. Muḥammad (s.A.’a.s.) non adorò mai gli idoli che gli arabi ignoranti avevano messo dentro ed attorno alla Ka’aba (la Santa Casa alla Mecca) che era stata costruita e dedicata all’adorazione dell’Unico Vero Dio dal Profeta Abramo e da suo figlio Ismaele (a.S.). Muḥammad (s.A.’a.s.) era uno di quei cercatori della verità isolati che erano conosciuti come “Hunafâ”. Costoro ricercavano la purezza della religione di Abramo (a.S.), rifiutando ciò che riconoscevano come ovvie perversioni non solo nel culto degli arabi pagani, predominanti in Arabia, ma anche nelle dottrine non più originali dei giudei e dei cristiani. All’età di 40 anni, Muḥammad (s.A.’a.s.) era in ritiro spirituale nella grotta di Hira, quando fu visitato dall’Angelo Gabriele (a.S.) che gli ordinò di leggere. Muḥammad (s.A.’a.s.) rispose che non sapeva né leggere né scrivere poiché era analfabeta, ma l’angelo lo strinse al petto e ripetè l’ordine tre volte: “Leggi, nel nome del Tuo Signore che ha creato. Creato l’uomo da un grumo di sangue. Leggi che il Tuo Signore è il più Generoso, che Egli è Colui che ha insegnato all’uomo con il calamo, insegnato all’uomo ciò che non sapeva”. Con queste parole iniziò la rivelazione del Corano. Nei 23 anni seguenti il Profeta (s.A.’a.s.) continuò a ricevere le Rivelazioni tramite l’Angelo. Tutte quelle Rivelazioni sono contenute nel Sacro Corano che ha in sé bastante direttiva, saggezza ed istruzione per guidare la nazione di Muḥammad (s.A.’a.s.) da quel tempo sino all’ultimo dei giorni. Tredici anni dopo l’inizio delle rivelazioni, il Profeta (s.A.’a.s.) migrò dalla Mecca alla Medina con i suoi seguaci, quando gli arabi pagani della Mecca lo minacciarono e tentarono di ucciderlo. Quell’evento si chiama Hijra e segna l’inizio del calendario islamico (a.h.). Dopo aver vissuto per dieci anni a Medina, nel cui periodo furono dettate nelle rivelazioni la legge e le norme sociali e l’Islam si era stabilito nell’intera comunità come modo di vita, il Profeta (s.A.’a.s.) passò nelle mani del Suo Signore. Egli morì nella stessa data della sua nascita il 12 del mese lunare di Rabi’ al Âwwal nell’anno 10 a.h. (632 d.C.).

Muhâsaba

La resa dei conti delle proprie azioni a cui Allah ci chiamerà nell’ultimo giorno.

Muhyuddîn

vedi Sheikh Muhyuddîn Ibn al ‘Arabi (Q.s.)

Mu’jizàt

Miracolo; Atto soprannaturale; un Atto straordinario.

Mujtahid

Giurista qualificato a esercitare l’ijtihâd cf.

Mu’min

Il credente; il fedele; Corano sura 23 Al Mu’minùn (i Credenti).

Muqallid

Musulmano che pratica il taqlîd cf.

Murîd

Un seguace che desidera apprendere la Via Sufi da un maestro (Mûrshid). Colui che si sottomette all’attenzione e agli ordini di uno Sheikh Sufi.

Mûrshid

Guida, consigliere, istruttore. Colui che guida qualcuno sulla retta via (Rushd). Uno Sheikh Sufi.

Mûslim

Una persona che si è arresa ad Allah. Vedi Islam.

Muʻtaziliti (dallʼarabo muʻtazila)

Seguaci del muʻtazilismo. Scuola teologica costituitasi a Bassora verso la prima metà del secondo secolo dellʼEgira cf. In materia di credenza dava maggior peso alla ragione rispetto alla tradizione e si fondava su tre principi essenziali: l’unicità e la giustizia di Allah, la libera scelta (ikhtiyâr) dell’uomo e la creazione del Corano.

Nafs

Ego, Anima, Sé. Tre livelli di Nafs sono menzionati nel Sacro Corano:

1) Nafsul âmmarah bis sû: Il basso ego che incita al male e alla gratificazione dei piaceri ad un livello animale.

2) Nafsul lawwâmah: La coscienza risvegliata, il Sé autoaccusatore.

3) Nafsul mutmaînna: L’anima tranquilla ed in pace. il Sé realizzato in Dio.

Naqshbandiyya Vedi: Shah Naqshband (Q.s.).

Nàr ( النَّارُ )

Fuoco; Inferno.

Nasîhat

Consiglio sincero. Il Profeta (s.A.’a.s.) disse: “La religione consiste nel consiglio sincero”.

Nasruddîn Hoja (Q.s.)

Una figura Sufi leggendaria sulla quale esistono volumi su volumi di insegnamenti con storie comiche che portano un messaggio. È conosciuto come Mulla Nasruddîn dai Persiani e come Juha tra gli Arabi. Si suppone sia sepolto ad Aksehir in Turchia.

Nass (pl. Nusûs)

Fonte scritturale. Termine generale usato per  indicare un versetto coranico o un hadîth.

Nawruz

Nuovo anno persiano. Festività mazdea che coincide con l’equinozio di primavera.

‘Omar ibn ul Khattâb (R.a.)

Nato nel 30 prima del Hijra. Assassinato nel 23 a.h. (644 d.C.)

Il secondo dei Khalîfa ben guidati del Santo Profeta Muḥammad (s.A.’a.s.). ‘Omar (R.a.) da principio era un nemico dell’Islam, si stava recando dal Profeta (s.A.’a.s.) per ucciderlo ma nell’entrare nella camera del Profeta (s.A.’a.s.) la fede nell’Islam e nella missione di Muḥammad (s.A.’a.s.) entrarono nel suo cuore e ne uscì muslim. ‘Omar (R.a.) era conosciuto per il suo infaticabile entusiasmo nel servire il Profeta (s.A.’a.s.), per il suo temperamento focoso, il suo senso di giustizia e la sua integrità. L’Islam sotto il suo comando dal dodicesimo anno dopo l’hijra si espande al Medio Oriente ed all’Asia Centrale. Fu pugnalato alla schiena durante la preghiera da uno schiavo cristiano. Sul letto di morte ringraziò Dio di non essere stato ucciso da una mano musulmana.

‘Othman ibn Affan (R.a.)

Nato 47 anni prima dell’Hijra (575 d.C.). Assassinato nel 35 a.h. (656 d.C.). Il terzo dei Khalîfa ben guidati. ‘Othman (R.a.) fu uno dei primi alla Mecca che abbracciò la fede dell’Islam e perciò sofferse le persecuzioni dei suoi parenti. Sposò la figlia del Profeta Ruqiyya. Quando le persecuzioni dei Meccani si fecero insopportabili gli fu ordinato dal Profeta (s.A.’a.s.) di migrare in Abissinia. Al suo ritorno fece l’Hijra verso Medina dove Ruqiyya morì. Il Profeta (s.A.’a.s.) gli diede in moglie un’altra sua figlia Umm Kulthûm. Othman (R.a.) divenne molto ricco come mercante di tessuti ed usò costantemente i suoi averi per la causa di Allah per aiutare i muslim. Comperò dagli ebrei di Medina l’unico pozzo di acqua pura che essi non volevano lasciare usare ai muslim. Pagò di sua tasca mille cammelli per l’armata musulmana, finanziò l’espansione della moschea di Medina. Alla morte di ‘Omar (R.a.) fu designato Khalîfa, servì in quel ruolo per dodici anni, fino a che in una disputa politica fu assassinato. Durante il suo regno la religione dell’Islam si diffuse in Nord Africa ed in altre regioni.

Qadâ wa Qadr

Tutto quanto è decretato da Allah, predestinazione. Credere in questi principi è parte basilare della fede nella teologia islamica. Il principio del libero arbitrio nelle azioni individuali esiste affiancato alla predestinazione.

Qadar

il Decreto Divino; ciò che è già stato predestinato da Dio.

Qadariti (dall’arabo qadariyya «libertaristi»)

Seguaci del qadarismo. Dottrina che insiste sulla libera scelta (ikhtiyâr) dell’uomo e rigetta il Decreto divino (qadar). Sulla scorta di tale principio, Shiiti e Muʻtaziliti arrivarono a negare la creazione del male da parte di Allah, attribuendo tale facoltà all’uomo.

Qadâ wa Qadr

Tutto quanto è decretato da Allah, predestinazione. Credere in questi principi è parte basilare della fede nella teologia islamica. Il principio del libero arbitrio nelle azioni individuali esiste affiancato alla predestinazione.

Qawà’id al-‘aqliyya ( القَوَاعد العَقْليَة )

I Fondamenti della Logica (dell’intelligenza); le Basi del ragionamento.

Qibla

Direzione verso cui si volge chi compie la preghiera, ossia la Kaʻba cf. a Mecca.

Qiyâs

Ragionamento per analogia che consente di dedurre una norma (hukm cf.) relativa a una questione inedita non specificata nelle fonti scritturali (nusûs, sing. Nass cf.).

Quraysh

Importante tribù dell’Arabia alla quale apparteneva il Profeta Muhammad – che Allah lo benedica e gli conceda la Pace!

Qur’ân

Corano, lettura, recitazione. Il Sacro Corano fu rivelato dal Profeta Muḥammad (s.A.’a.s.) in di un arco di ventitré anni. È una rivelazione dal Signore dei mondi impartita tramite l’Angelo delle rivelazioni Gabriele (a.S.) al cuore di Muḥammad (s.A.’a.s.). Il quale a sua volta l’ha trasmessa, su comando Divino, agli uomini ed ai jinn. Il Sacro Corano fu inviato come sigillo delle Scritture. Seguendo le orme della Torah, dei Salmi e del Vangelo per portare luce in questo mondo oscuro. In esso troviamo accenni alle vite ed a fatti riguardanti i principali Profeti (a.S.). Il Corano porta alla luce il crimine della manipolazione delle Sacre Scritture di cui sia gli ebrei che i cristiani sono colpevoli, chiarifica tutto ciò che è stato mal interpretato o distorto nelle loro dottrine. Il Corano ci dà una legge di ispirazione Divina ed una Via di vita che è valida ed applicabile sino alla fine dei tempi, mostrando all’umanità in chiari termini come ottenere la felicità qui e nell’aldilà, ciò se ci si attiene alle istruzioni. Il Corano non contiene solo leggi e riassunti delle vite di Profeti ma anche parabole mistiche, descrizioni delle beatitudini eterne per gli obbedienti e gli avvertimenti di castigo per i superbi, i malfattori ed i tiranni di questo mondo. Il Corano è la Parola Eterna di Allah (Kalam Allahu-l-azâli). È stata trasmessa all’umanità in lingua araba per il potere mistico del suo suono. Il suono del Corano è reputato sciogliere il cuore del più ostinato miscredente che non comprende una parola d’arabo. Non può effettivamente essere tradotto in nessun’altra lingua, una traduzione del suo significato può certamente essere utile ma non può sostituire l’originale nè in preghiera nè in beneficio spirituale.

Rabîʻ al-awwal

Terzo mese del calendario musulmano.

Rafiditi (dallʼarabo rawâfid «quelli che rifiutano»)

Nome che indica le sette sciite che rifiutarono di riconoscere legittimità ai primi tre califfi ben guidati (al-khulafâʼ al-rashidûn) e, più tardi, anche ai califfi Omayyadi e Abbasidi.

Raka’at

Un inchino seguito da due prostrazioni nella preghiera rituale (salât).

Ramadân

Nono mese del calendario musulmano durante il quale si osserva l’astensione dal cibo, dalle bevande e dai rapporti sessuali nelle ore diurne.

Rasul

Inviato; Messaggero di Dio; Apostolo [ogni Inviato (Rasul) è anche Profeta (Nabì)].

Rasulullâh

Messaggero d’Allah. Il termine si riferisce normalmente al Profeta Muḥammad (s.A.’a.s.), ma può essere applicato ad ogni Messaggero d’Allah. Tutti i Messaggeri furono Profeti ma non tutti i Profeti furono Messaggeri. I Messaggeri sono gli eletti tra i Profeti, sono coloro che sono stati inviati alla gente con un ben definito messaggio ed una legge trasmessi sia per iscritto che oralmente. Vi sono stati 124.000 Profeti inviati sulla terra. Di questi, 313 erano anche Messaggeri. Mosè, Abramo, Gesù, Davide e Salomone erano anche Messaggeri, su tutti loro sia la Pace e la Benedizione Divina come è su Muḥammad (s.A.’a.s.).

Ridwân Allah ul akbâr

Il più grande compiacimento Divino. Il Suo piacere è riposto in un servo che ha posto il volere di Allah completamente al di sopra del proprio. Così giunge ad Allah totalmente purificato dall’inquinamento dei desideri dell’ego.

Rizq

Sostentamento; sussistenza; mezzi di sussistenza in questo mondo.

Sadaqàt

Le elemosine legali. (Vedi Cor. 58:12-13)

Sa’àda

Felicità; beatitudine; situazione favorevole; stato paradisiaco.

Sabr

Ha diversi significati quali: Pazienza; costanza; resistenza; perseveranza; «consiste nel sapere padroneggiare la propria anima (nafs) nelle sofferenze» (Ibn Arabi). E’ detto che la pazienza è la metà della Fede.

Sadfa ( الصُدْفَة )

Accadere; succedere; avvenire; capitare ‘per caso’; senza l’intervento di qualcuno.

Safar

Secondo mese del calendario musulmano.

Sahâba

I compagni del Profeta Muḥammad (s.A.’a.s.). Possa Allah essere compiaciuto di tutti loro. Essi erano 124000 e rappresentavano tutti i diversi archetipi di personalità ad una delle quali tutti gli uomini appartengono. I Sahâba che entrarono nell’Islam alla Mecca e che in seguito migrarono a Medina sono chiamati Muhajirîn (coloro che hanno fatto l’Hijra, la migrazione). Gli Ansâr (aiutanti) sono i residenti di Medina che abbracciarono l’Islam e diedero il benvenuto al Profeta e ai suoi compagni Muhajirîn. Preferendo questi ultimi a se stessi in molti casi diedero quasi tutto ciò che possedevano. Più tardi ci furono molti altri Sahâba che entrarono nell’Islam man mano che si espandeva a tutta la penisola Arabica, inclusi i residenti della Mecca che combatterono all’inizio contro il Profeta (s.A.’a.s.) ma che poi si convertirono in massa quando l’armata musulmana conquistò la Mecca nel sesto anno del Hijra

Sâhib uz-Zamân

Maestro Signore del Tempo. Vedi al-Mahdi (a.S.).

Sayy’a

Cattive azioni; azioni malvagie.

Sâkarat ul Mâut

Le sofferenze della morte, l’agonia.

Sâkhrat ul Amâna

La roccia della fiducia. Si riferisce alla Pietra Nera che è incastonata nell’angolo orientale della Sacra Casa alla Mecca. È una pietra mistica che è discesa dal cielo assieme ad Adamo (a.S.) ed Eva (R.a.). Le sue qualità non sono paragonabili a quelle di nessuna altra roccia sulla terra. Registra i nomi di tutti i muslim che la salutano baciandola o alzando le loro mani verso di lei dicendo: “In nome di Allah, Allah è il più grande ad Allah appartengono tutte le lodi.”

Sakìna

Serenità; tranquillità d’animo; serenità di spirito; presenza divina (al centro dell’essere); presenza pacificante; grande pace; pace del cuore.

Sam’  ( السَمْعُ )

Udito.

Sha‘bân

Ottavo mese del calendario musulmano.

Shafà’a

E’ l’intercessione ultima del Profeta Muhammad (s.a.s.) nel Giorno del Giudizio per i credenti nei confronti di Allàh.

Shafiʻiti

Aderenti alla scuola giuridica (madhhab cf.) che fa capo agli insegnamenti dellʼImâm Muhammad ibn Idrîs al-Shâfiʻî (m. Fustat 204/820).

Shahàba

Compagni del Profeta.

Shaykh (lett. «anziano»)

Titolo onorifico applicato a uomini che hanno conseguito un livello ragguardevole e riconosciuto nell’ambito del sapere religioso.

Shaykh al-Islam

Titolo attribuito a eminenti sapienti.

Shah Naqshband (Q.s.)

Nato nel 717 a.h. (1317 d.C.) vicino a Bukhâra. Morto nel 791 a.h. (1389 d.C.) nel suo villaggio natale dove è sepolto.

L’Imam della Tarîqa Naqshbandiyya fu l’erede della via spirituale chiamata: Sentiero dei Maestri (Khwajagân). Il suo nome descrive il concetto del “disegnare immagini dell’indescrivibile realtà del cuore”. Shah Naqshband studiò con Muḥammad Baba Sammâsi (Q.s.) che infine lo nominò suo Khalîfa. Continuò i suoi studi alla guida di un altro Khalîfa di Baba Sammâsi, Amir Kullal (Q.s.) e poi ancora con ‘Arif ad-Dikkirani (Q.s.), prima di accedere lui stesso al comando della Tarîqat. Trascorse sette anni come cortigiano, sette anni a custodire animali e sette anni a costruire strade. Tra i suoi seguaci introdusse il dhikr silenzioso al posto del dhikr ad alta voce predominante tra i Sufi del suo tempo. Egli preferì il dhikr in silenzio che era stato insegnato da uno dei primi maestri ‘Abd ul Khâliq al Ghujdawâni (Q.s.) (morto nel 575 a.h.) Di conseguenza la Naqshbandiyya venne conosciuta come la “Via dei Dervîsh Silenziosi“. La gran parte dei rituali e delle pratiche è svolta in silenzio ed individualmente. La Naqshbandiyya è la sola Tarîqat che discende da Abu Bakr (R.a.) invece che da ‘Ali (R.a.). Solo gli Sheikh Naqshbandi sono autorizzati ad iniziare murîd in tutte le Tarîqat. Perciò è chiamata TarîqatulAliyya, l’eccelso Ordine, la Tarîqat più alta. Shah Naqshband (Q.s.) disse: “La nostra Tarîqa inizia dove le altre finiscono.”

Shâm

Regione che comprende la Palestina storica e gli odierni stati di Siria, Libano e Giordania.

Shari’à (Al) ( الشَّرِيعَةُ )

(lett. «strada che porta alla fonte dellʼacqua») La legge canonica dell’Islam, l’insieme dei comandi di Allah relativi all’attività dell’uomo. Base indispensabile per una vita religiosa. Sharîah e Haqîqa (realtà mistica) formano un paio correlato dando così all’uomo la possibilità di svelare il suo potenziale sino al più alto grado.

Sheikh Muhiyuddîn ibn al ‘Arabi

Nacque nel 560 a.h. (1165 d.C.) a Murçia nel Sud Est della Spagna. Morì nel 638 a.h. (1240 d.C.).

Era discendente da una famiglia distinta e colta araba. Fin dalla prima infanzia mostrò segni d’autorità spirituale che furono riconosciuti e rispettati dagli Sheikh che lo istruivano sulla Via dei Sufi. Da giovanissimo ebbe anche numerose esperienze mistiche il cui insegnamento esoterico gli fu rivelato e spiegato. Incontrò diverse volte la guida immortale Khidr (a.S.). Tanto grande era la sua elevatezza spirituale che è conosciuto ancora oggi come “Il più grande Sheikh (Sheikhul Akbar)”. I suoi trattati metafisici erano molto famosi anche nel mondo cristiano dov’egli era chiamato “Doctor Maximus“. Probabilmente la ragione principale del essere insignito di quel titolo è che egli fu il primo a mettere per iscritto quel vasto oceano di dottrine e conoscenze che sino ad allora era limitato alla trasmissione orale da Sheikh a murîd e dette in velate allusioni invece che esposte così apertamente e meticolosamente. Nei Suoi lavori Sheikh Muhiyuddîn (Q.s.) spazia da soggetti che vanno dalle dottrine metafisiche al significato esoterico dell’abluzione rituale (wudhû) e descrive gli stati mistici delle stazioni in dettaglio. Sheikh Muhiyuddîn (Q.s.) (lett. il vivificatore della religione) viaggiò molto nella sua vita e fu trattato da molti con il rispetto dovutogli, da altri con disprezzo e rancore. Più volte le autorità religiose ebbero l’idea di sopprimerlo, ma fu sempre salvato dal Favore Divino e per l’intercessione di amici influenti che spiegarono e lo invitarono a spiegare alcune affermazioni che agli occhi dei teologi musulmani apparivano eretiche. Infine venne ucciso a Damasco dopo aver dichiarato: “Il dio che adorate è sotto ai vostri piedi”. Per la gente, quella era un incomprensibile bestemmia, così lo uccisero sul posto. Più tardi scoprirono che esattamente dove ciò era successo c’erano sotterrati due grossi calderoni d’oro. Egli è seppellito a Damasco ai piedi del Monte Qasiyûn.

Sheikh Sharafuddîn (Q.s.)

Nacque nel 1290 a.h. (1875 d.C.). Morì 1358 a.h. (1936 d.C.). Era lo Sheikh di GrandSheikh Abdullah ad-Daghistâni (Q.s.). Nacque nel Daghistan poi migrò in Turchia con la comunità Daghistana. È sepolto a Güney Koy presso Yalova/Bursa.

Shirk

Associazionismo; il fatto di associare ad Allàh altre divinità; associare qualcosa ad Allàh; politeismo; idolatria. Lo shirk è il più grande peccato che si possa commettere. Il Profeta (s.A.’a.s.) avvertì i suoi seguaci che lo shirk esiste in svariate forme e che Shaytân cerca sempre di spingere la gente a commetterlo anche a loro insaputa. Egli avvertì la sua gente che ciò che più temeva per loro non era il ricadere nello shirk evidente, praticato dagli Arabi pagani, l’adorare idoli, l’osservare superstizioni senza fondamento o il credere come i Greci insegnavano ad un pantheon di dei, ma di cadere piuttosto nello “shirk interiore” cioè tutte quelle forme di shirk che sono occulte, per esempio il culto del denaro, della lussuria o della propria reputazione. L’adorare la propria reputazione può condurre a compiere degli atti pii non per piacere ad Allah nè per obbedire al Suo comando, ma unicamente per mantenere la propria reputazione tra la gente: pregare per l’immagine. Ciò è detto nel Corano e nelle HadîthRiyâ an-Nas” o “mostrarsi alla gente”. Per quanti passi si facciano nella giusta Via, Shaitân è pronto a trasformarli in shirk, il più grave peccato.

Sifàt

Qualità divine; Attributi divini; qualificazioni;

Siràt al-mustaqìm

La Retta Via; la Diritta Via; il Sentiero diritto; il Retto cammino; è un’espressione coranica vedi Sura 42 vers. 53.

Siràt

Il Ponte sopra l’Inferno. Il Siràt è un ponte sospeso al di sopra dell’Inferno dove tutti dovranno passare.

Subh

Corona che di solito è composta da 99 grani.

Sufismo (dallʼarabo «tasawwuf»)

È la scienza del viaggio (sulûk) verso il compiacimento di Allah e la Sua vicinanza. In quanto scienza codificata ha avuto origine assieme alle altre scienze islamiche nel secondo/ottavo secolo, la cosiddetta «epoca della codificazione (delle scienze)» (ʻasr al-tadwîn).

Sultân al ‘Arifîn

Re degli Gnostici. Titolo attribuito ad Abu Yazîd al-Bistâmi (Q.s.).

Sultân az-Zahidîn

Re degli Asceti. Titolo attribuito a Ibrahîm ibn Âdham (Q.s.).

Sûnnah (lett. «forma»)

La pratica e la via del Profeta Muḥammad (s.A.’a.s.), che comprende tutto quanto era il suo comportamento, enunciazioni, consigli, decisioni di governo fino al come cibarsi e come comportarsi nella toilette. Più ogni supplica che accompagnava questi atti. È l’insieme delle norme di condotta basate sulle parole e sulle pratiche abituali del Messaggero di Allah – che Allah lo benedica e gli conceda la Pace!

Sûra

Nome di ciascuno dei 114 capitoli in cui è suddiviso il Corano.

Sûrat Al Fâtiha

La sûrah (capitolo) che “apre” il Corano. Viene letta in ogni preghiera e in moltissime occasioni. Il suo significato è: “In nome di Allah, il Misericordioso, il Compassionevole. Lode ad Allah il Signore dei Mondi, il Misericordioso, il Compassionevole. Re del Giorno del Giudizio. Te solo adoriamo e a Te solo chiediamo soccorso. Guidaci alla Retta Via, la Via di coloro con cui Tu sei compiaciuto, non la Via di coloro che hanno meritato la Tua ira, né di coloro che sono fuorviati.

Tabì’àt (Al) ( الطَبيعَة )

La Natura manifestata. Il ‘Segno’ (tab’a) di Dio nel nostro Mondo.

Tafsîr

Esegesi. Spiegazione del Sacro Corano. I molti tafsîr del Sacro Corano che in passato sono stati scritti, cercano di chiarire il significato del testo, per aiutare i lettori ad ottenere una maggiore comprensione di un certo verso. A volte è una spiegazione grammaticale, altre volte degli eventi in cui la Rivelazione di un dato verso avvenne o Hadîth del Profeta (s.A.’a.s.) sul verso in questione. Tutto ciò è citato per illuminare il significato e per referenza analogica con altri versi sul soggetto. Quando necessario, passaggi della Bibbia o della Torah sono citati. Il tafsîr si occupa per lo più di ciò che è ovvio con un significato esteriore, mentre il ta’wîl si occupa dei significati esoterici e delle interpretazioni.

Tâghût

Tutto ciò che viene adorato all’infuori di Allah.

Tajâlli

Emanazioni e manifestazioni spirituali.

Taqlîd

Imitazione, seguire ciò che si ha imparato dai genitori o dalla propria guida.

Tarîqatالطَّرِيقُ )

Via Sufi. Tutte le Tarîqat hanno origine dal cuore del Profeta Muḥammad (s.A.’a.s.). Consistono nell’insegnamento esoterico dell’Islam giunto a noi da ‘Alî (R.a.) ed Abu Bakr (R.a.) ed i loro successori. Quando il Profeta (s.A.’a.s.) apprendeva qualcosa dall’Arcangelo Gabriele (a.S.) o tramite l’ispirazione gli veniva anche indicato a quale categoria di persone appartenesse quella conoscenza, sia che quella conoscenza era destinata a lui solo, sia se fosse una conoscenza permessa e diretta agli eletti tra i suoi discepoli (questa è la categoria in cui rientra la conoscenza della Tarîqat) o se fosse conoscenza da enunciare apertamente a tutto il mondo.

Tasbih

Glorificazione di Allah, Questa parola non si riferisce solamente alle lodi fatte da gente pia in adorazione, ma anche a quelle lodi ad Allah che vengono da animali, piante ed oggetti inanimati.

Tasdiq

Adesione di Fede; affermazione alla Credenza; riconoscere come vero.

Tâubah

Pentimento. Il Profeta (s.A.’a.s.) disse che colui che si pente sinceramente del suo peccato è come non lo avesse mai commesso.

Tavola ben Custodita (al-lawh al-mahfûz)

Tavola custodita dagli Angeli, che si trova nel settimo cielo, dove sono scritti i decreti divini.

Tawakkul

Abbandono fiducioso a Dio; rimettere a Dio i propri affari; remissione fiduciosa a Dio; confidenza assoluta e affidamento in Dio.

Thawàb (الثَوَاب )

Ricompensa; Retribuzione.

Thabàt

Stabilità, ciò che è ben stabilito, ciò che è ben fondato, fermo, solido, fisso.

Tuba

Grande felicità e benedizione.

Tuma’nìna

Serenità; quiete dell’anima; tranquillità del cuore; stato di grazia del cuore.

Ulu-l-Hîmmah

Aspirazione elevata. Il Profeta (s.A.’a.s.) disse:

“L’aspirazione elevata è segno di fede”.

‘Ulamâ

Studiosi religiosi, gente erudita.

Ummah

La nazione di un determinato Profeta. Coloro per i quali egli è responsabile, e per i quali intercederà. Ora è l’epoca in cui il Profeta Muḥammad (s.A.’a.s.) è il responsabile. Non vi sono più le Nazioni né di Mosè né di Gesù (a.S.) in questo tempo. L’Ummah è divisa in coloro che sono chiamati (Ummatu-d-Dâwwah) e coloro che hanno risposto alla chiamata (Ûmmat ul Ijâba).

Uwaysî

Termine che designa colui che nel suo percorso spirituale viene soccorso e istruito dalla presenza spirituale incorporea di un maestro assente o appartenente a un’epoca passata. Uways al-Qaranî, nella sua relazione d’ordine esclusivamente spirituale con il Profeta Muhammad – che Allah lo benedica e gli conceda la Pace! –, fornisce il modello di questi legami.

Wahy (Al) ( الوَحْيُ )

Rivelazione Divina; vedi Corano

«Non è dato all’uomo che Allàh gli parli se non per Rivelazione, o da dietro un velo, o inviando un Inviato che gli riveli, con il Suo permesso, quel che Egli vuole. Egli è Altissimo e Saggio» (Cor.42:51)

Wâjib al-wujud

L’Essere necessario la cui esistenza è indispensabile e la cui non-esistenza è impossibile.

Walâya

Stato di vicinanza ad Allah proprio del walî cf.

Walî (pl. awliyâ’)

Amico o servo prossimo ad Allah.

Waqf (pl. awqâf)

Fondazione pia costituita da terreni e immobili inalienabili destinati a fini caritatevoli.

Wasila

Mediatore; aiuto per raggiungere uno scopo. Deriva da Wasala cercare l’intimità, la familiarità, il favore di qualcuno; sollecitare la benevolenza di qualcuno. E’ la dimora nel Paradiso che viene concessa da Allàh solamente ad uno dei suoi servitori.

Wilâyat

Santità. L’essere un amico di Dio. La parola wilâyat che significa un “distretto di territorio” è della stessa radice. Ciò indica il fatto che gli Awliyâ (Santi) hanno sempre protetto aree a loro affidate da autorità Superiori (Allah e i Suoi Profeti) e sono responsabili per i bisogni spirituali degli abitanti di quell’area territoriale.

Wiazh

Coloro che sono responsabili per dare consigli ed esortazioni spirituali.

Wudû

Abluzione rituale. Prima della preghiera ogni muslim deve compiere l’abluzione facendo l’intenzione di eseguirla per Allah. Quindi lavando le mani, la bocca, il naso, il viso, le braccia, la testa, le orecchie, il collo e i piedi. Anche se non è obbligatorio è considerata una pratica molto meritoria essere sempre in stato di purezza rituale. L’abluzione deve essere ripetuta dopo essere stati alla toilette, aver scoreggiato, essersi adirati o eccitati sessualmente e dopo aver dormito.

Yâum al Qiyâmah

Il giorno della risurrezione. Il giorno in cui le ossa dei figli di Adamo (a.S.) verranno chiamate dalle tombe e rivestite di nuovo di carne e pelle e verrà chiesto loro il resoconto delle azioni compiute nella loro vita.

Zakât

Purificazione dei beni. Imposta obbligatoria sulla ricchezza che costituisce uno dei cinque pilastri dell’Islam.

Zâwiya

Letto, angolo, cantone. Una piccola Moschea, una camera per la preghiera. Più specificamente detto per una costruzione o un gruppo di costruzioni usate come luogo d’incontro di Sufi. In turco Tekke, Tekkia