Islam, Sufismo e Sufi
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L'IMPORTANZA DI CREDERE NELL'ESISTENZA DI ALLAH

Allah Onnipotente ci ha onorati, ha onorato tutti i Figli di Adamo (as), rendendoci candidati ad essere Rappresentanti di Allah in questo mondo, in questo Universo. E il vero onore per i Figli di Adamo (as) è rappresentato dalla fede nel loro Signore, dal credere nella Sua esistenza e dal credere che non c’è nessun altro “dio” in esistenza, tranne Allah Onnipotente.
A partire dal Primo Profeta (Adamo, as) fino all’Ultimo (Muhammad, sas), Allah Onnipotente ha proclamato la Sua Esistenza e la Sua Unità a tutti i Suoi servitori. Allah ha proclamato la Sua Esistenza e la Sua Unità attraverso il Primo Profeta (as), così come l’ha proclamata attraverso l’Ultimo Profeta (s.a.s), il Sigillo dei Profeti, l’amato Muhammad (s.a.s.). E Allah Onnipotente dà onore a chiunque lo accetti.

Come noi crediamo in tutti i Profeti, senza fare distinzioni fra di loro, all’inizio, a tutta l’umanità è stato ordinato o consigliato di credere in tutti i Profeti, del passato o che sarebbero ancora dovuti arrivare, ed in particolar modo fu ordinato loro di credere all’amato Muhammad (s.a.s.). Il Suo nome era già scritto sul Trono Divino prima che tutte le creature fossero create e, secondo la nostra Tradizione, le parole “La Ilaha ill’Allah, Muhammadun Rasul-Allah”, “Non c’è altra divinità all’infuori di Allah, Muhammad è il Messaggero di Allah”, sono scritte in lingua araba ovunque in Paradiso.

E ciò fu proclamato da ogni Profeta. Ogni Profeta in realtà invitò la sua nazione a credere all’Ultimo Profeta, l’amato Muhammad (s.a.s.), poiché credere nei loro propri Profeti era sicuramente una cosa onorevole, ma credere anche nell’Ultimo Profeta, nel Sigillo dei Profeti, era ancora più onorevole e dava loro più Luci Spirituali. Perciò Allah Onnipotente ordinò a tutte le nazioni, attraverso i loro Profeti, di credere nei loro Profeti e di credere anche nell’Ultimo Profeta, l’amato Muhammad (s.a.s.). E così ogni Profeta informò la sua nazione riguardo all’Ultimo Profeta, attraverso i loro Libri Sacri, ed ogni Libro Sacro menzionò l’Ultimo Profeta, Muhammad (s.a.s.), con il suo nome, poiché così è scritto sui Pilastri del Trono Divino: “La Ilaha ill’Allah, Muhammadun Rasul-Allah”, “Non c’è altra divinità all’infuori di Allah, Muhammad è il Messaggero di Allah”.

Anche Gesù (as), l’ultimo Profeta venuto prima del Sigillo dei Profeti, menzionò il nome del più grande dei Profeti, Sayyidina Muhammad (s.a.s.), nell’Injìl (il nome dato nel Corano all’originale rivelazione portata da Gesù, as), Egli lo chiamò “Ahmad”, che i cristiani tradussero con “Paràkletos”, nell’originale Bibbia Greca (Vangelo di Giovanni 14:26). Gesù proclamò che “Ahmad” sarebbe venuto subito dopo di Lui, che sarebbe stato il Profeta valido per tutte le nazioni, e che la Sua ‘Ummah (Comunità) sarebbe stata l’ultima.

Ciò che era scritto, in realtà, era ben conosciuto fra gli studiosi cristiani, essi conoscevano anche il fatto che l’Ultimo Profeta sarebbe arrivato dall’Hijaz (una Regione dell’Arabia in cui sono situate La Mecca e Medina) e precisamente da La Mecca. Ed era stato scritto anche ogni chiaro dettaglio riguardo a Lui, senza lasciare spazio ad eventuali dubbi, poiché Egli sarebbe stato l’Ultimo e tutti avrebbero dovuto riconoscerlo.

Poiché sarebbe stato l’Ultimo Profeta per tutte le nazioni e per tutto il mondo, Egli già doveva essere ben conosciuto fra le altre Nazioni, fra le Nazioni di Mosè (as) e di Gesù (as), poiché Egli sarebbe venuto in un’epoca in cui tutti sarebbero stati pronti. E quindi Allah Onnipotente non tralasciò nessun segno riguardante il Suo amato Muhammad (s.a.s.), affinché il Suo Ultimo Profeta (s.a.s.) fosse ben conosciuto, e infatti Egli (s.a.s.) era stato sempre indicato e descritto nei Libri Sacri.

Gli Ebrei, dopo che il loro Tempio fu distrutto, si dispersero in tutto il mondo, ovunque. Essi sono un popolo molto intelligente, forse la più intelligente fra tutte le nazioni. Io mi rifiuto di credere che persone intelligenti come gli Ebrei abbiano lasciato i migliori posti della Terra, come l’Anatolia, la Siria, l’Iraq, l’Iran, l’Europa o l’Egitto, tutti paesi all’epoca ricchi e benestanti, per andare a vivere nel deserto dell’Arabia; non credo che essi siano gente così imprudente da andare a vivere nei deserti d’Arabia, con cinquanta o sessanta gradi centigradi di temperatura, acqua salata e soltanto alberi di palma come vegetazione, senza che ci fosse stata una ragione plausibile. Perché si spostarono lì?

Essi vivevano a Yathrib (antico nome di Medina, n.d.t.), nei suoi dintorni e a Khaibar (piccola città dell’Arabia del nord, n.d.t.). Perché essi vivevano lì, per quale scopo? Questo mondo è molto vasto, e all’epoca era anche meno affollato. Dunque perché scelsero quei deserti? Quale era la ragione profonda? L’unica ragione era il fatto che loro erano a conoscenza dell’imminente arrivo del Sigillo dei Profeti nel deserto d’Arabia, proprio lì! E’ scritto nella Torah, nell’Antico Testamento e nel Nuovo Testamento. Essi sapevano che il Profeta (s.a.s.) sarebbe nato in quel luogo.

L’opera costruita dai Suoi avi era la Santa Ka’ba, la Casa del Signore. Abramo (Ibrahim, as.) aveva edificato quell’Edificio, che si trova nel bel mezzo del deserto. Nulla cresceva in quel deserto, nulla! E Abramo (as.) disse al Signore: “Oh mio Signore, io lascio i miei discendenti in questo grande deserto. Invia qui le loro provviste, sia materiali che divine. Invia per loro, dalla Tua Divina Presenza, un Messaggero che possa guidarli verso la Tua Saggezza e le Tue Divine Parole”.

Essi sapevano di Lui, tutto era in realtà già scritto, e aspettavano un Profeta che sarebbe venuto dal loro popolo e che avrebbero velocemente seguito. Ma la Saggezza Divina volle che l’Ultimo Profeta (s.a.s.) provenisse dalla stirpe di Ismaele e non di Isacco, pace su tutti Loro. E anche i Cristiani, che all’epoca vivevano a Najran, stavano attendendo l’Ultimo Profeta (s.a.s.). Tutto ciò è scritto nelle Tradizioni e nelle raccolte di Ahadith (Detti Profetici, n.d.t.), tutto è chiaro, nell’Islam.

In quell’epoca la città di Damasco era dominata dai Romani Bizantini, che erano Cristiani. La capitale dell’Impero Romano d’Oriente era Costantinopoli, mentre Damasco era una città comunque molto importante per la Cristianità. C’erano due importanti sacerdoti che attendevano l’Ultimo Profeta. Uno di loro disse all’altro: “Come sappiamo dai nostri Libri Sacri, è giunto il tempo in cui deve manifestarsi l’Ultimo Profeta. Partiamo insieme ed andiamo alla sua ricerca”.

Così essi partirono insieme da Damasco, attraverso il deserto, raggiungendo Yathrib (Medina, n.d.t.). Arrivati lì, uno di loro osservò attentamente la posizione delle montagne, delle valli e degli alberi: la valle, le montagne e le rocce sembravano bruciate, simili al carbone, e vi erano anche numerose palme e giardini. Dopo aver osservato il paesaggio, uno di loro disse: “Questo è il posto descritto nei Libri Sacri. Questo è il posto verso cui l’Ultimo Profeta emigrerà”. Quando entrarono a Yathrib chiesero dove fosse situata la moschea e, avendola trovata, vi entrarono. All’interno della moschea c’era il Profeta (s.a.s.), seduto in mezzo ai Suoi Compagni. Non c’era bisogno di chiedere chi, fra tutta quella gente, fosse il Profeta (s.a.s.). Egli era come la Luna Piena in mezzo alle altre stelle. Così come Egli (s.a.s.) sarà conosciuto da tutti nell’Ultimo Giorno, non ci fu nessun bisogno di chiedere: “Chi è Muhammad?”. I sacerdoti si sedettero di fronte a Lui ed uno di loro esclamò: “Tu sei Muhammad”. Il Profeta (s.a.s.) rispose: “Si, sono Muhammad”. Il secondo sacerdote chiese: “E tu sei anche Ahmad” (I nomi “Muhammad” e “Ahmad” sono entrambi derivati dalla stessa radice a tre lettere “H-M-D”, che significa “Colui che è lodato”). Ed il Profeta (s.a.s.) rispose: “Si, Io sono anche Ahmad”.

I Nomi  del Profeta (s.a.s.) sono scritti su tutti i muri delle moschee di Medina, essi sono circa 250 nomi, ma l’Ordine Naqshbandi conosce addirittura mille Nomi del Profeta (s.a.s.), mille! Avere molti nomi è il segno distintivo dell’onore di una persona, più nomi e titoli designano una persona e più essa è onorata, perciò il Profeta (s.a.s.) è addirittura stato onorato con mille nomi. Il Suo Nome in Paradiso è Abdul-Karim (Servo di Colui che è Onorato), all’Inferno è Abdul-Qahhar (Servo di Colui che Sottomette, Servo di Colui che Soggioga), sul Trono Divino il Suo Nome è Abdul-Majid (Servo del più Generoso), sulla Terra il Suo Nome è Muhammad (Colui che è Lodato) e nei Cieli il Suo Nome è Ahmad.

Quelle persone lo chiamarono esattamente come già sapevano, cioè Ahmad e Muhammad. E Gli chiesero: “Potresti indicarci qual è la più grande testimonianza nel Libro Sacro che hai ricevuto?”. Allora in quel momento l’Angelo Gabriele (a.s.) discese con questo Versetto :”Bismillahi-r-Rahmani-r-Rahim. Shahida-Llahu annahu la ilaha illa Huwa, walmalaikatu wa ulu-l-‘ilmi qaiman bil-qist. La ilaha illa Huwa-l-‘Azizu-l-Hakim” (Corano 3:18), cioè: “Nel Nome di Allah, il Clemente, il Misericordioso, Allah testimonia, e con Lui gli Angeli e i Sapienti, che non c’è dio all’infuori di Lui, Colui che realizza la Giustizia. Non c’è dio all’infuori di Lui, l’Eccelso, il Saggio”. Gabriele (a.s.) recitò i Versetti a Muhammad (s.a.s.) che li riferì a quei due sacerdoti, i quali subito si inginocchiarono dicendo: “Sei Tu quel Profeta riguardo al quale ci aveva informato Mosé (a.s.) e a proposito del quale Gesù (a.s.) ci aveva dato buone notizie. Sei Tu quel Profeta! E noi siamo testimoni di questa realtà!”.

Lo stesso Allah Onnipotente è il Testimone! Come può esserci un Testimone migliore di Lui (swt)? Allah dice: “Io Stesso sono Testimone del fatto che Io sono l’Unico, il Creatore, il Signore dei Mondi, il Signore delle creature, il Signore dell’Universo, il Signore dei Cieli, ed Io sono Colui senza il quale nessuna creatura può in realtà compiere nulla. Io sono Colui che possiede eterni Oceani di Potere ed eterna Conoscenza, insieme ad Oceani di Saggezza”. Egli Stesso testimonia per Se Stesso: “Ed anche tutti gli Angeli sono testimoni della Mia Unità e della Mia Esistenza. E chiunque è stato onorato con la saggezza, ogni persona che ha imparato ed è bene informata, proclama: ‘La ilaha ill-Allah’, affermando la Mia Esistenza e la Mia Unità”.

Quindi Allah Onnipotente concede un grande onore ai Figli di Adamo (a.s.) quando essi proclamano “La ilaha ill’Allah”, quando cioè proclamano la Sua Esistenza e la Sua Unità. Ecco l’onore che ci è stato concesso, e quella è la conoscenza dalla quale proviene tutta la conoscenza. E’ la sorgente di tutta la conoscenza e di tutte le saggezze, e la conoscenza avanza partendo da quella sorgente per affermare: “Non c’è altro dio all’infuori di Allah. Tutto il potere, gli assoluti Oceani di Potere e gli assoluti Oceani si Saggezza, sono per Lui, Allah Onnipotente”.

Perciò, in ogni epoca, le persone che desiderano ricevere onore lo ricevono proclamando l’esistenza e l’Unità del Signore, Allah Onnipotente. Se una persona non proclamasse l’esistenza e l’unità di Allah Onnipotente, non gli sarebbero mai concessi onore, conoscenza o saggezza. Chiunque proclami di possedere saggezza e conoscenza, deve anche proclamare l’esistenza di Dio, Allah Onnipotente, e la Sua Unità. Quel versetto rappresenta la migliore testimonianza del Sacro Corano, ed esso include ogni persona, poiché include anche gli “ulu-l-‘ilm”, gli uomini di conoscenza, i Sapienti. Coloro che hanno conoscenza e saggezza, tutti proclamano: “La ilaha ill-Allah”, non c’è altro dio, all’infuori di Allah Onnipotente.

Al giorno d’oggi, tutte le nazioni sono in crisi, e noi osserviamo che addirittura si sono diffuse ideologie che negano l’esistenza del Signore, di Allah Onnipotente, e tutto ciò proviene da Satana. Lui e suoi demoni infatti stanno insegnando alla gente a negare l’esistenza del Signore. Inizialmente essi insegnano alla gente a negare l’esistenza del Creatore e secondariamente insegnano loro a proclamare che ognuno di loro è il “creatore di se stesso”, così alla fine si ritrovano, erroneamente, con infiniti “creatori”, con ognuno dei quali che rivendica il proprio esclusivo diritto all’esistenza! Essi negano il vero Creatore, Allah Onnipotente, e proclamano la loro stessa “divinità”, la loro stessa “signoria”; chiunque abbia un minimo di autorità si sente in dovere di proclamare la sua “signoria”. Ecco il segno distintivo dell’oscurità che è presente nei cuori della gente, e ciò rende il futuro dell’umanità su questa terra oscuro e triste. E’ questa la ragione per cui nella nostra epoca vi è pochissimo onore fra la gente e si possono incontrare soltanto pochissime persone realmente onorevoli.

Nei tempi antichi c’erano tante persone onorevoli fra la gente, ma al giorno d’oggi, in questo sistema corrotto, si sono diffuse idee errate che attestano la presunta uguaglianza fra tutte le persone. Oggi non c’è più reale rispetto per nessuno, perché quella corrente di pensiero sbagliata, che nega l’esistenza del Signore, Allah Onnipotente, sta rendendo la gente simile ad un gregge di pecore o montoni. Non c’è più rispetto per nessuno! Essi dicono: “Io e te siamo uguali”. Non c’è più rispetto per i genitori, per le persone sante, per le persone anziane, per nessuno. E si possono trovare milioni, o forse miliardi, di persone che hanno queste idee!

L’onore e il vero rispetto sono stati strappati via dalla gente, sebbene nei tempi passati vi fossero moltissime persone onorevoli. E tutto iniziò con la Rivoluzione Francese del 1789. Da allora iniziò questo ribaltamento dei valori, e i libri sacri ci informano di questi eventi, attraverso le tradizioni.

Questo non è affatto un buon segno, ed è il frutto del kufr, della miscredenza. Quell’albero che fu piantato  allora sta adesso portando i suoi frutti, tutte le crisi che ci sono nel mondo provengono da quell’albero, sono i suoi frutti amari, e noi li mangiamo, a forza, come se fosse una punizione.
Questa vita diventa giorno dopo giorno sempre più amara, perché? Perché la gente nega perfino l’esistenza di Allah Onnipotente, dicendo: “Soltanto noi siamo in esistenza, e nessun altro”. Perciò, noi stiamo avvisando la gente, così come tutti i Profeti e tutti i loro eredi, i Santi (Awliya), hanno fatto, avvisando i servi di Allah Onnipotente, invitandoli ad avvicinarsi a Lui e a credere nella Sua esistenza. Questo ci dà onore, sia qui che nell’Al di là. Se noi non insegniamo ai nostri bambini la corretta Fede, l’oscurità scenderà anche su di noi, e non ci sarà mostrato alcun rispetto, né qui e né nell’Al di là.

Da “Liberating the Soul”, Volume 3, Capitolo 5, di Maulana Sheikh Nazim al Haqqani


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