Islam, Sufismo e Sufi
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Osservare il proprio volto allo specchio

Quando vi ritrovate sopraffatti dall’ira, dovreste correre immediatamente davanti a uno specchio e osservare la vostra faccia. Quel brutto spettacolo basterà a calmare l’ira: chi è che vuol vedere sé stesso come un diavolo? Quando una persona è arrabbiata le sue azioni sono sataniche – distruttive e auto distruttive.

Il nostro Grandsheikh sottolineava la necessità di abbandonare l’ira, dato che l’ira dell’ego domina tutta la persona, che arriva prontamente a negare persino l’esistenza di Dio, e a porsi in ribellione contro Il Più Possente – e questo è molto pericoloso. Anche l’ira crea disordine nei nostri corpi fisici, causando malattie e invecchiamento precoce, in modo particolare quando un alto livello di rabbia viene mantenuto per un lungo arco di tempo.

 

L’ira fa parte della nostra costituzione

Sono in pochi coloro che riescano a ritrarsi dall’ira quando li assalta. Questo è un motivo per cui in così pochi avanzano spiritualmente.

La ragione della difficoltà di sconfiggere l’ira è perché essa è una parte intrinseca della nostra costituzione fisica e spirituale. L’ira corrisponde all’elemento del fuoco nella nostra forma, che è un equilibrio tra fuoco, acqua, terra e aria. Solo chi viene allenato sin dalla giovane età da genitori illuminati o da maestri, ha appreso come mantenere questi elementi in equilibrio. Visto che per la maggioranza di persone ciascuno di questi elementi può predominare in occasioni diverse secondo le circostanze esterne e le inclinazioni naturali, ponendo l’equilibrio fuori centro.

Il fuoco divampa innanzi alla provocazione e all’esser presi in giro, all’aggressione e ai tentativi di soggiogare la volontà ( dei bambini). Dato che queste circostanze sono assai frequenti nella nostra giovinezza, siamo tutti esperti nell’arrabbiarsi e cominciamo in tenera età.

 

Uno Dhikr Speciale

Il nostro Grandsheikh suggerì di praticare uno dhikr speciale di notte, in modo da ottenere un palmo di vantaggio nella nostra lotta contro l’ira. Quando vi alzate nell’ultimo terzo della notte per effettuare le preghiere facoltative, dopo aver effettuato le abluzioni, cominciando con il voltarvi verso la Casa del Signore, Lo implorate di aiutarvi nel vostro tentativo di soggiogare l’ira.

Poi ripetete per cento volte “Ya Halim che vuol dire “Oh (Signore che) tolleri e rallenti l’ira”.

Questo nome, al-Halim, è un attributo Divino di Dio che desidera elargire generosamente su di noi, dovremo impegnarci a riceverlo.

Il primo passo è chiedere a Dio, in questo modo di aiutarci a diventare tolleranti; quindi dovremo meditare su questo Attributo Divino, che può essere assorbito dal nostro essere. Lo chiamiamo letteralmente su noi stessi.

 

Non mostrare l’ira

Successivamente dobbiamo adottare una pratica nelle nostre vite di tutti i giorni che porterà avanti i nostri propositi. Questa pratica, consiste semplicemente, nel non mostrare l’ira, anche quando vi sentite travolgere all’interno. Non sputate fuori questa rabbia contro chi vi sta intorno, avvelenando l’atmosfera, come un drago sputa fuoco. Trattenetela, ma non come un conato di cibo non digerito; no, dovreste digerirla. Una certa dose di rabbia è una parte e un tratto di ogni personalità. Senza un po’di quel fuoco nella nostra costituzione, moriremo; pertanto ci è possibile digerire una certa quantità di rabbia senza soffrire di effetti collaterali.

Certamente, se restassimo immutabili per un lungo periodo di tempo e ingoiassimo la stessa quantità di rabbia, andremmo in overdose; ma questo non è il caso, visto che, con il tempo mano a mano che la ingeriamo, l’ira diminuisce, e ci garantisce l’abilità di non reagire rabbiosamente alla provocazione, come prima cosa.

Pertanto, proprio come un neonato che, inizialmente beve grandi quantità di latte, poi passa ai cibi solidi gradualmente, diminuendo drasticamente la quantità di latte ingerito; noi possiamo inghiottire e digerire l’ira, nella piena consapevolezza che altre forme di nutrimento giungeranno presto.

 

Quaranta giorni

Se riuscirete a frenarvi dal mostrare l’ira per quaranta giorni, avrete superato una grande pietra miliare. Quando vi assalirà, dovrete evitarla e quando starà per uscire da voi, dovrete ingoiarla.

Se riuscirete ad evitarlo per quaranta giorni, l’ira comincerà ad assaltarvi molto meno frequentemente: una volta ogni quaranta giorni. Se riuscirete a seguire questo sistema per quaranta giorni, da lì in poi,  affrontando  altri quaranta attacchi (quaranta periodi di quaranta giorni, poco più di quattro anni), satana annuncerà ai suoi aiutanti: “Non impegnatevi ad attaccare quella persona; sprechereste tempo ed energia. Le sue difese sono impenetrabili: mille attacchi valgono come uno. Lasciatelo, ci è sfuggito dalle mani.”

Gli aiutanti di satana sono l’egoismo (nafs), i desideri vani (hawwa) e la mondanità (dunya): questi sono i nostri quattro grandi nemici, e chi ha appreso il controllo dell’ira sarà vittorioso contro queste basse influenze.

 

Pazienza

Ogniqualvolta sentirete salire l’ira dovreste essere coscienti che siete messi alla prova. Queste prove vi sono inviate dal mondo spirituale per accertare la vostra affidabilità. Eventi spiacevoli vi sono inviati da questo regno affinché potrete avere l’occasione di astenervi e di avanzare così verso la vostra mèta. Se non vi fossero benefici nell’ira, questa non esisterebbe. Il beneficio si trova nell’essere pazienti innanzi ad essa. Senza aver superato questo test non ci può essere miglioramento.

La pazienza è una delle chiavi delle Stazioni Divine, e questa chiave è forgiata affrontando gli eventi sgraditi con tolleranza e con il controllo dell’ira. Perciò, l’ira è un’arma a doppio taglio: se riuscirete ad afferrarla con fermezza, potrete fendere i veli che accecano gli occhi del vostro cuore, ma se è nelle mani dei vostri nemici la vostra fede sarà appesantita.


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