Monete d’oro e regole d’oro

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Quando Allah Onnipotente creò Adamo, causò una pioggia di guai che lo schizzasse per quarant’anni, quindi provocò una pioggia di estasi che si rovesciasse sopra lui per un anno. Perciò l’uomo può trovare una proporzione simile di sofferenza e piacere nel corso della sua vita. In che modo il nostro Signore causa problemi che si manifestano nel corso delle nostre vite? Attraverso il nostro contatto con l’altra gente. Siamo destinati a dover sempre aver a che fare con gli altri, i quali sono, per la maggior parte, impegnati a soddisfare i propri desideri senza curarsi del benessere del prossimo.

È il nostro destino che ci sia data una natura che richiede contatti sociali con i nostri simili. E anche se ad ognuno fosse data una montagna, per restare lontani dal fastidio e dai problemi causati dalla vita sociale, troveremo che la gente scenderebbe a valle, abbandonando i propri ritiri per cercare la compagnia degli altri.

Perché questa gente, anche se attratta dagli altri, vuole evitare le associazioni di uomini? Ognuno possiede la sua propria volontà e le proprie idee di come dovrebbero esser fatte le cose, ed è molto difficile ottenere il consenso di un altro con tali desideri, influenzarlo a fare quel che volete essere fatto. Se potreste giungere ad esercitare autorità su un  circolo ristretto di gente, il nucleo familiare per esempio, la vostra influenza diminuirebbe immediatamente passando al successivo circolo di relazioni, la famiglia estesa. E così via, scendendo di livello: la gente più lontana è rimossa dalla vostra influenza diretta, ed è sempre più difficile affermare l’autorità di qualcuno o proteggere una posizione- e un legame debole nella catena, causerebbe la rottura totale di questo vincolo d’influenza. Per questo la vostra capacità di fare in modo che gli altri si conformino ai vostri desideri è limitata, è questa la causa di grandi frustrazioni nelle persone.

Quando Adamo ed Eva erano soli, erano in grado di concordare sul fatto che Adamo avesse l’autorità nelle questioni, e quando ebbero dei figli si sottomisero alla sua autorità, ma quando il mondo cominciò a popolarsi con i suoi nipoti e bisnipoti, la sua autorità calò ed essi divennero ribelli. Al momento della sua morte, si rese conto di quanto fosse impotente.

Tutto ciò che accade all’umanità in generale, ogni corrente che passa tocca le nostre personalità. Alcune di queste correnti costruiscono in noi forza interiore e rettitudine, altre causano lo svanire di queste qualità. È nostra sfida quella di affrontarle e di rafforzare le nostre personalità in ogni caso: dovrete essere saldi abbastanza da affrontare ogni evento, il bene come il male. Potreste provare a sfuggire dalle circostanze spiacevoli, ma di solito, mentre vi state allontanando vi imbattereste in qualcosa persino peggiore. Abbiamo un detto: “Passare dalla pioggia alla grandine!”. Potete confermare la veridicità di questo detto con la vostra esperienza personale. Ma che ci possiamo fare? Possiamo soltanto apprendere la tolleranza: per migliorare in forza spirituale con l’essere pazienti per i danni inflitti dagli altri. Se reagissimo ad ogni male, bruceremo nella rabbia e non avremo guadagnato niente. Ciò di cui abbiamo bisogno per attaccare il male è, per prima cosa, una “testa fredda”, non annebbiata dalla rabbia impulsiva. Questo è ciò che i Profeti di ogni epoca hanno insegnato.

La grande fonte di sofferenza di questo secolo è l’impazienza. In modo particolare in occidente la pazienza è divenuta una caratteristica virtualmente estinta e, anziché essere incoraggiata dalla società, anche in teoria, è disprezzata e visto come un attributo di gente stupida e sfruttata. La gente del “mondo libero” è istruita sul dovere di chiedere, sul fatto che ha diritto di chiedere, tutto subito, e anche, idealmente, che questo possa apparire innanzi a loro prima ancora di averne concepito il desiderio, questa è efficienza. Chiamare questo tipo di società “Civiltà del ventesimo secolo” è usare un nome errato, perché la gente civilizzata è paziente, e una civiltà vera cerca di instillare pazienza considerandola come virtù.

Per la mancanza di questa qualità, lo standard di vita delle classi elevate s’impenna, si aspettano sempre più che ogni cosa sia disponibile all’istante per loro, con il tocco di un bottone o con un colpetto all’interruttore e quando qualcosa, Dio ci salvi, va male, sono infuriati per il ritardo di quel che volevano fosse, immediatamente provveduto. È terribile solo pensare alla condizione in cui sarebbero le persone, se i loro sistemi crollassero su larga scala: non hanno la più pallida idea di come provvedere a sè stessi con ciò che necessitano per le loro vite. Se le loro macchine smettessero di funzionare, essi morirebbero – questo è tutto.

Un aspetto ancor più brutto di questa tendenza è che la gente non è soddisfatta di avere ogni cosa a portata di mano, ma vuole avere ogni cosa per sè, escludendo gli altri; vuole avere il monopolio di ogni agio e piacere. Con caratteristiche simili, come può qualcuno essere felice? L’educazione moderna e i valori che passano attraverso i media danno il segnale: “Va fuori e prendi ciò che vuoi; se lo puoi afferrare è tuo, è semplicemente favoloso”. Quel che dobbiamo capire è che ognuno ha la sua porzione, che quel che è tuo, è tuo e quel che è suo, è suo. Quanti possedimenti puoi portarti dietro? Persino una borsetta può essere noiosa: perciò come puoi portare la parte che spetta a  qualcun altro? Se provassi a mangiare la porzione di un altro, ti sentirai male, e se portassi il vestito di un altro oltre al tuo, avresti troppo caldo. Invidiare la parte che spetta ad altra gente è eccessivamente stupido: il modo per distruggere la tua salute e la tua anima.

Necessitiamo di un altro tipo di educazione, un’educazione che ci insegni che tutto in questa vita è distribuito al proprietario secondo una Saggezza Divina, invece incoraggiamo attributi talmente cattivi che ogni bene di cui l’altro gode, è una spina nel nostro fianco.

Una volta ai tempi di Mosè, pace su di lui, mentre si stava recando verso il Monte Sinai per intraprendere un colloquio privato con il Signore Onnipotente, un pover’uomo avvicinò Mosè e disse:”Oh Mosè, sono così povero. Ti prego chiedi al tuo Signore di darmi qualcosa per sollevarmi dalla povertà”. Mosè gli promise che si sarebbe ricordato di lui dinanzi al Signore, poi proseguì per la sua strada. Quando Mosè si rivolse al suo Signore, lo supplicò per la causa di quell’uomo come promesso, e in risposta Allah disse:”Oh Mosè, digli che qualsiasi cosa chiederà io gliela garantirò, a condizione che tutto quel che domanderà per sè, dovrà chiederlo anche per il suo vicino, e lo concederò ad entrambi. Tutto quel che chiede il cuore – mandrie, ricchezze, terre – lo darò ad entrambi, a lui e al suo vicino, poiché Io sono il Possessore di Infinite Munificenze, sono il Signore, tuo Dio.”

Quando Mosè scese dal Monte Sinai quest’uomo lo aspettava in ansia per ascoltare quel che rispondeva il Signore al suo appello. “Cosa mi dici Mosè?” “Buone notizie! Il Signore ti darà tutto ciò che desideri, essendo la sola condizione quella che tu debba chiedere le stesse cose anche per il tuo vicino.” Allora l’uomo si arrabbiò moltissimo e disse: “Se Egli non mi donerà qualcosa escludendo il mio vicino, io non Glielo chiederò, nè l’accetterò!”

Oggi dichiariamo di essere gente civilizzata, ma chi può udire qualcuno tra noi che chieda: “Oh mio Signore rendila bella come sono io! Non sono felice di essere una regina di bellezza, se quella ragazza così gentile resta brutta.” O chi può sentir dire: “Oh mio Signore, dona anche a quest’uomo una Rolls-Royce! Mi vergogno a guidare la mia, a meno che anche lui non ne possieda una.” O quale Primo Ministro possiamo sentir dire:” Oh Dio, fa che tutti siano Primo Ministro!” Non penso di riuscire a trovare qualcuno che prega o desidera questi favori per gli altri.
I nostri ego ci danno l’egoismo più selvaggio, ma la mèta del Cammino Sufi è di trasformare queste caratteristiche selvagge in benefiche, come si può innestare la corteccia di un albero dai frutti dolci nel tronco di un albero selvatico che dà solo frutti aspri. Quindi quando l’innesto farà presa, i rami di quell’albero selvatico daranno frutti dolci, pur mantenendo radici tuttora selvagge. In generale, l’umanità cresce com’era piantata senza alcuna cura nel voler trasformare i propri frutti aspri e senza attenzione, la gente muore nella stessa condizione. Dovete vedere tutti i Santi Profeti come “giardinieri” che innestano le caratteristiche divine nelle personalità selvatiche della gente.
La maggioranza di voi che assiste a questo incontro è cristiana ed ebrea. La missione di Cristo era quella di impartire attributi nella gente e lo stesso è vero per tutti i Profeti dell’Antico Testamento, ma avete perso di vista questo fatto. Dopo Gesù Cristo, il Profeta Muḥammad venne con la stessa missione, ma anche noi l’abbiamo perso di vista. Qual è stato il risultato di tutta questa inettitudine? Attraverso la storia ogni gruppo volle pensare a se stesso come “possessore di Dio a esclusione degli altri” e non ha mai amato l’idea che Dio ascoltasse anche le preghiere degli altri gruppi o considerasse i loro meriti attraverso il Suo criterio. Non solo le nostre avide caratteristiche ci accecano sul fatto che il nostro Signore è Signore di tutti, ma anche all’interno delle religioni stesse si sono create così tante sette, principalmente con lo scopo che la gente potesse dichiarare di essere la sola a possedere Dio. Il risultato di ciò è stato che i musulmani odiano i cristiani e viceversa; ma i nostri Profeti non ci furono mandati per insegnarci ad odiare gli uni, gli altri: adesso i cristiani odiano i cristiani, i musulmani odiano i musulmani e, in generale, ognuno si è rivoltato persino contro il proprio fratello.

Osservate, il nostro Signore disse: ”Dì a questa persona di chiedere per il suo vicino quel che chiede per se stesso,” questo è il comandamento che viene chiamato la regola d’oro, ma adesso, così come le monete d’oro sono state rimpiazzate prima dall’argento e poi dalla carta, così la regola d’oro è da molto tempo scomparsa di circolazioneMoneta doro nelle nostre relazioni. Ma dovete sapere che il vostro valore è determinato dalla magnanimità del vostro cuore. Nei tempi passati le virtù erano riconosciute anche se raramente conquistate – ai giorni nostri non sono nemmeno stimate. La gente viene valutata soltanto in base alla bellezza e alla ricchezza, e siamo giunti a valutare le relazioni sulla base del possibile guadagno materiale. Questa è una vergogna e chiedo al Signore di perdonarci.

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