Islam, Sufismo e Sufi
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Come vuole Lui

Tutto si muove ed avviene come vuole e piace ad Allah.

Dove può esservi un posto perché la mia personalità sia definita in accordo con la creazione? E che cosa mi dà l’autorità di interferire?

Coloro che conoscono Allah, osservano che tutto quel che esiste è nelle condizioni migliori, e che non può essere meglio di com’è. Dicono, “La situazione in cui siamo è la migliore, ed è eccellente per noi”, e, “L’apparenza di Allah Onnipotente cambierà domani, da quel che è oggi, mettendo ogni cosa al suo posto. Ma non potrebbe mai essere meglio di quel che è oggi.”

Dal Corano, Ogni giorno Lui agisce.

Dobbiamo lasciare soltanto quel che appartiene all’Onnipotente e non dire, “Perché avviene questo?” o “Non sono d’accordo con quello.”

E’ una caratteristica di Shaitan pronunciare le parole, “Perché” o “No”.

Stiamo provando ad essere come vuole Lui. Come quando un soldato dice al suo comandante, “Come vuoi Signore.” Ma non diamo un tale rispetto all’Onnipotente. No. Stiamo sempre a combattere, obiettare, opponendoci e dissentendo con Lui.

Il primo livello del buono adab (modo di comportarsi) è dire, “Come vuoi Tu,” anche quando avviene qualcosa di cui non sei felice. Non potresti farci niente comunque, opporsi non vuol dire niente. E’ insensato combattere la volontà del tuo Signore, e anche se lo sappiamo, non abbandoniamo mai questa cattiva abitudine.

Il servitore che si comporta meglio è quello che non dice mai, “No” e quel che non chiede mai, “Perché è avvenuto questo?” Potreste dirlo, ma sappiate che vi state rivolgendo a Colui la cui volontà è sopra la vostra.

Se dici, “Non vorrei che accadesse ciò”, o chiedete, “Perché è accaduto questo?” vuol dire che vuoi che sia la tua volontà ad agire e non la Sua! Il tuo ego reclama per essere qualcosa ed è impossibile che avvenga. Chiede, “Perché?” Lui solo conosce il perché. Non puoi chiederlo! Sei un servitore, e Lui è il Signore. Accettare e non chiedere è il primo passo verso il comportamento corretto. Non dimenticare la tua responsabilità e la posizione di servitore.

Le Tariqats esistono per allenarvi ad essere servitori, e a non chiedere mai, “Perché lo hai fatto?”

Dite, “Oh nostro Signore, come vuoi Tu.” “ Quel che ordini è la cosa migliore.”

Attraverso la libertà illimitata la gente ha perduto le qualità reali dell’essere servitori. E la libertà incondizionata porta via tutte le buone abitudini di un servitore. Il modo migliore è quello di abbandonarsi al Signore dei Cieli. Un servitore deve seguire il volere, l’ordine, le regole del suo Signore. Se dite, “Come vuoi Tu”, raggiungerete il più grande sostegno da Allah Onnipotente e non Vi abbandonerà mai. Sarete sempre in pace, gioia e soddisfazione. Provateci.

Dovete accettare quel che pensate che non vada bene e che vorreste cambiare. (ad ogni modo, non potreste).

Mantenete l’interesse del vostro Signore e il rispetto più elevato per Lui, per essere felici, qui e nell’aldilà.

Tutto quel che Allah Onnipotente compie è assolutamente perfetto e ogni volontà proveniente da Lui è assolutamente perfetta. Coloro che insistono sulla propria volontà, dovranno ad un certo punto pentirsi e dire, “Se solo avessi lasciato la scelta al mio Signore.”

Siate pazienti e grati quando affrontate qualcosa che non amate. Niente è in accordo con la vostra volontà. E’ impossibile. Vi sono milioni di desideri e volontà della gente che agiscono, ma la Sua Volontà è al di sopra di ogni altra. E’ solo ignoranza avere il coraggio di opporsi a quel che Allah Onnipotente vuole, e dire, “Perché questo,” o “Perché è avvenuto ciò?”

Per il servitore di un re, solo il re deve agire. Mai di testa sua. Solo un sultano. Gli orgogliosi chiedono, “Perché è così?”o, “Perché è avvenuto ciò?” Quando affronti qualcosa di cui il tuo ego non è felice, chiedi a te stesso, Chi sei? E chi è il tuo ego? Che cos’ è il tuo essere fisico? E quale valore ha? Nessun valore. Solo ossa. Chi sei? Dovresti dire, “Sono il servitore del mio Signore dai figli di Adamo, la Nazione di Abramo e dalla Ummah di Mohammed.(saws)”

Hadith. Dichiaro di credere nel mio Signore, nei Suoi libri, negli Angeli, nei Profeti, nel Giorno del Giudizio e nel destino, buono e cattivo che viene da Allah (sia Egli esaltato.)

Questa è la nostra identità. Un musulmano deve arrendersi al suo Signore, e i credenti devono credere in quel che Egli ci ha inviato affinché credessero. Queste sono le fondamenta del servizio. Nella nostra via, alcune cose ti fanno felice e sono buone per te, e altre sono rifiutate dal tuo ego. Prova ad essere vero. Quando ti compi i tuoi passi verso Allah Onnipotente troverai piacere ed una strada facile.

Il Signore dei cieli, se osservandoti ti trova pazientemente diretto verso di Lui, chiedendo di compiacerLo, inizierà a garantirti qualcosa dalla Sua presenza divina, facendoti felice sulla tua strada e non affaticandoti.

Questo è molto importante perché ogni giorno qualcosa mette alla prova la tua pazienza.

Quando affronti qualcosa che non ami, dovresti gettar via le tue obiezioni e le lamentele, ed essere paziente nel servizio verso il tuo Signore. Ricordando sempre di dire, quando qualcosa avviene contro la tua volontà, “Oh mio Signore, questo è il Tuo volere.” “Come desideri.” “ Mi sbagliavo prima che fosse manifesta la Tua volontà, nel chiedere l’opposto di quel che Tu vuoi.” “Perdonami.”

Se sai questo, niente può disturbarti.

E non chiedere niente al tuo Signore. Anche questo è sciocco. Solo Lui ha il diritto di fare qualcosa per il Suo servitore. Non per scelta tua. Solo per Sua scelta. Sei il Suo servitore ed Egli è il tuo Signore. Anche se si trattasse di inferno e paradiso, sii felice del Suo giudizio. Egli sa di più.

Dì, “Oh mio Signore, perdonami perché mi sono occupato di quel che non mi riguardava.” “Ho interferito in qualcosa che appartiene solo a Te.” “Oh Sultan, perdonami.” “Come vuoi Tu.”

Dovremmo vergognarci di portare la nostra volontà davanti a quella di Allah Onnipotente. Fare questo è un adab molto basso.

E chiediamo sempre qualcosa in cambio da Allah Onnipotente. Per qualcosa che abbiamo fatto dalla devozione, alle buone azioni o all’essere servitori. Astagfirullah. Lascia che Egli decida. Puoi solo chiedere perdono. Nient’altro. E dire, “Non sono degno di essere Tuo servitore.”

Questo è un insegnamento Naqshbandi. E’ lo spirito dell’adab, e il profumo del servire.

 


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