Islam, Sufismo e Sufi
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L’OBBEDIENZA AL NOSTRO SIGNORE ONNIPOTENTE

Allah Onnipotente ordina nel Suo Glorioso Corano: “Oh voi che credete, obbedite ad Allah, obbedite al Messaggero e a coloro che hanno autorità fra di voi” (Corano, 4:59).

Noi dobbiamo credere ai Sacri Versetti rivelati dal Nostro Signore e dobbiamo cercare di metterli in pratica. Abbiamo fatto tutti questa promessa, nel Giorno delle Promesse, cioè nel giorno in cui tutti noi, Figli di Adamo, dal primo all’ultimo, eravamo con le nostre anime presso la Divina Presenza. Tutti noi ci rivolgemmo alla Manifestazione Divina e ascoltammo e comprendemmo. Eravamo tutti presenti in quel giorno e comprendemmo ciò che stavamo dicendo, quando il Nostro Signore chiese a tutti noi, Figli di Adamo: “Non sono Io il vostro Signore?”.

Lo ascoltammo, Lo capimmo, e la nostra risposta fu: “Si, Tu sei il Nostro Signore, il Nostro Creatore, e tutti noi siamo i Tuoi servitori. E noi saremo i Tuoi servitori per sempre, e Tu sarai il Nostro Signore, il Nostro Creatore, per l’eternità. Nessun altro sarà mai il Nostro Signore, né i Profeti, né i Santi, né gli Angeli. Tutti noi siamo servitori obbedienti del Nostro Signore”.
Abbiamo promesso ad Allah di essere i Suoi servi obbedienti; questa è stata la nostra promessa. Ma l’abbiamo dimenticata poiché essa venne formulata nel mondo spirituale, e poi noi arrivammo nel grembo delle nostre madri e successivamente in questo mondo materiale. Se io chiedessi ad ognuno di voi: “Ricordi il tempo in cui sei arrivato dal grembo di tua madre in questa vita?”, nessuno potrebbe ricordarlo. E se io chiedessi: “Ricordate qualcosa dell’epoca in cui avevate soltanto un anno d’età?”, nessuno potrebbe rispondere: “Sì, mi ricordo”, anche riguardo a quando quella persona aveva due anni d’età! Solo se tale persona fosse molto intelligente e profonda, per grazia di Allah, potrebbe ricordare l’epoca in cui aveva all’incirca tre anni. O se io chiedessi a qualcuno: “Qual è la prima cosa che puoi ricordare della vita in questo mondo?”, quella persona sarebbe molto confusa riguardo a quale sia stato il primo evento di quando aveva tre anni che riesce a ricordare.

Arriviamo in questa vita materiale e dimentichiamo. Chi può mai ricordare il fatto che le nostre anime erano tutte presenti di fronte al Signore? E’ questo il motivo per cui Allah Onnipotente ha inviato i Profeti, pace su di loro, uno dopo l’altro. Il Primo Uomo era anche il Primo Profeta, Sayyidina Adam, pace su di Lui e su tutti Loro, fino all’Ultimo Profeta, Sayyidina Muhammad (s.a.s.), il Sigillo dei Profeti. I Profeti che furono inviati per guidarci furono 124.000: “Oh Figli di Adamo, avete promesso al vostro Signore di essere i Suoi Obbedienti Servitori, e dovete mettere in pratica la vostra promessa!”, dissero tutti. Poiché noi non siamo Angeli, ci risulta difficile essere servi obbedienti del Signore. Ma Allah Onnipotente ci mette alla prova, per vedere chi di noi è corretto, chi di noi è giusto e sincero, chi di noi sta mantenendo le sue promesse.

E ai Figli di Adamo è stato data la nafs, l’Ego, che non era stato mai concesso né agli Angeli, né a nessun altro. La nafs (l’Ego) è stata data ai Figli di Adamo poiché essi sono i rappresentanti del Signore, e sono stati creati per questo scopo. Quindi siamo stati creati in modo differente rispetto agli Angeli. A noi è stato dato un Ego affinché esso possa essere come una cavalcatura per noi, per farci cavalcare e ritornare verso la Divina Presenza del Nostro Signore, poiché tutti i Figli di Adamo sono invitati dal loro Signore a venire, a osservare e ad essere presso la Sua Divina Presenza. Ci è stato dunque concesso il maggior onore rispetto a tutta la creazione, e noi abbiamo perciò la maggiore responsabilità, rispetto a tutte le altre creature. Allah Onnipotente offrì la nostra responsabilità alla Terra e ai Cieli, ed anche alle immense montagne. Esse risposero: “Oh nostro Signore, perdonaci. Non possiamo farci carico di una tale responsabilità”. Ma voi, Figli di Adamo, ve ne state facendo carico; avete detto (al Signore) di esserne capaci.

Quindi dobbiamo pensare a noi stessi, poiché stiamo vivendo in un secolo in cui ogni cosa spinge l’uomo a non pensare; questa è la malattia del ventesimo secolo, che presto si trasformerà nel ventunesimo. Questa malattia fa sì che i Figli di Adamo non abbiano mai il tempo di sedersi e riflettere sulle cose. Ma noi dobbiamo pensare a noi stessi più di quanto pensiamo a questa vita, poiché noi qui siamo solo di passaggio, non rimaniamo qui per sempre. Gli uomini scorrono via, simili ai fiumi, che arrivano da una parte e si dirigono verso un’altra parte. Dovreste invece pensare di più a voi stessi; ritagliatevi un po’ di tempo ogni giorno, anche solo per pochi minuti, per pensare alla vostra condizione e al vostro futuro dopo questa vita, dopo la morte.

E’ impossibile che persone differenti, che vivono in epoche differenti, abbiano la stessa opinione. E’ necessario che voi riflettiate su questo punto, perché dai tempi del primo Profeta (a.s.), che visse quando i Figli di Adamo iniziavano appena a vivere su questa terra, fino alla fine, fino all’Ultimo Profeta, il Sigillo dei Profeti (Muhammad s.a.s.), è impossibile che 124.000 persone (i Profeti, secondo la Tradizione Islamica furono 124.000; n.d.t.) siano stati d’accordo sulla stessa cosa; tutti dissero: “Oh gente, state attenti. Noi vi stiamo avvisando, attenzione! La morte esiste, e c’è una vita dopo la morte. C’è una vita dopo questa vita, ed essa sarà eterna!”.

Non avrebbero mai potuto  essere bugiardi! Se lo fossero stati non sarebbero stati sempre d’accordo, in tutte le epoche, sugli stessi argomenti! Ma essi sono tutti d’accordo sullo stesso punto: “Credere in Allah, nei Suoi Angeli, nelle Sue Scritture, nei Suoi Messaggeri e nell’Ultimo Giorno; la “summa” del Credo Islamico”. Riguardo alla Vita Eterna, tutti i Profeti (a.s.) dissero le stesse cose. Come può essere possibile?

Perciò dobbiamo riflettere su questa cosa, dobbiamo sapere cos’è questa vita materiale. Ogni giorno vediamo la gente morire. Oggi incontriamo una persona, domani non la vediamo più. Dobbiamo riflettere sul fatto che la morte verrà anche per noi, come un viaggio che parte da qui. Ogni giorno seppelliamo nuova gente.

Quindi la riflessione è una delle maggiori forme di adorazione nell’Islam, perché si possono correggere le proprie azioni, riflettendoci su. E specialmente nella nostra epoca, in cui i demoni hanno stabilito il loro regno dall’est all’ovest, impedendo alla gente di riflettere su se stessi, rendendoli ubriachi, dicendo loro: “Non pensate mai a nulla!”. Ma noi invece dobbiamo pensare a noi stessi, dobbiamo riflettere sui nostri Ego!

Tutti i Profeti (a.s.) giunsero qui dalla Presenza Divina e ci portarono qualcosa proveniente dai Cieli, proclamando: “Noi vi invitiamo presso il Vostro Signore! Oh gente, prendetevi cura di voi stessi! Siete stati da noi invitati a ritornare presso la Divina Presenza del Vostro Signore”.

Poiché noi tutti eravamo precedentemente in Presenza di Dio, ritorneremo sicuramente presso il Nostro Signore. E dovreste pensare: “In che modo ritornerò? Io ho dato la mia promessa al Signore di essere un Suo servitore obbediente, ma in realtà ero un servo obbediente del mio Ego. Come incontrerò il Signore Onnipotente se io sono servo dei demoni o se sono il servitore del mio Ego o di Dunya (mondo materiale)?”. Dovete riflettere su questo punto.

Da “Liberating the Soul”, Volume 1, Capitolo 34, di Maulana Sheikh Nazim al Haqqani.


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