Islam, Sufismo e Sufi
Islam, Sufismo e Sufi
 
 

L'ISLAM

I Princìpi dottrinari

Il Profeta Muhammed

Il Sacro Corano

I 99 nomi di Allah

I detti del Profeta

La moschea

La preghiera

Il Pellegrinaggio

Segreti del digiuno

Per le donne

Orario preghiere

Mappa del sito

 

Puoi dire che un pezzo di vetro sia un diamante?

“Parla secondo il grado di comprensione delle persone”

Questo è un consiglio del Profeta Muhammad, pace su di lui, a chiunque nel mondo cerchi di comunicare con qualcun altro. Nel cercare di far capire quel che dite a qualcuno, dovete percepire a quale livello questo è possibile e incontrarlo là. Non vi è beneficio nel cercare di insegnare calcoli complicati in prima elementare, né nell’insegnare agli studenti universitari addizioni e sottrazioni.

Durante il viaggio notturno del Profeta e la sua Ascensione attraverso i sette cieli alla Presenza Divina, Allah Onnipotente elargì su di lui la Conoscenza Divina, e insegnò al Profeta che vi sono tre categorie distinte in cui è suddivisa la conoscenza. La prima categoria di conoscenza che gli fu trasmessa era da essere insegnata a tutta l’umanità. Nessuna parte di essa avrebbe scioccato o disturbato le persone: è chiara e diretta, e poteva essere compresa facilmente persino dalla mente più semplice, ed è espressa in modo che la mente della gente possa afferrarla facilmente. Per esempio, se vi racconto una storia, faccio in modo da essere sicuro che il suo contenuto corrisponda alla vostra esperienza, affinché potrete beneficiare di essa.

È uno dei miracoli del Sacro Corano che chiunque legga possa capire qualcosa di quel che ha letto. Non è così criptico e poco chiaro che la gente possa dire: “non capisco”. Ma non immaginate che il significato del Santo  Corano sia solo quello che avete capito e niente più! Persino gli studiosi devono fare attenzione ad affermare ciò, poiché più aumentiamo la fede, più la nostra mente diviene acuta. La luce della fede rischiara la nostra comprensione.

Sapendo che la nostra conoscenza aumenta con la nostra fede, allora non solleveremo obiezioni nel trovare nel Sacro Corano ciò che sembra contrastare con quel che consideriamo il nostro giudizio migliore. Non dobbiamo trarre conclusioni affrettate, ma attendere fino al punto in cui gli illimitati significati del Sacro Corano siano rivelati alle nostre menti per comprendere la saggezza in quel che leggiamo, dato che il Corano contiene Oceani di Significati e dobbiamo allenarci ad immergersi per essere in grado di estrarne perle. E prima di affermare di saperne più del Corano, o anche più di una qualsiasi altra persona, bisogna prestare attenzione alla dichiarazione del nostro Signore: “Sopra ogni sapiente, ve n’è uno che sa di più”, e capire che le nostre percezioni possono essere annebbiate, e che certamente ci sono persone che sono più sapienti e saggi di noi. Se la gente comune e gli studiosi prestassero attenzione a questa osservazione del Corano e comprendessero che altri potrebbero vedere e conoscere quel che loro non possono, allora manterrebbero una mente aperta, o perlomeno, non attaccherebbero coloro la cui conoscenza è di un altro regno.

La seconda categoria di conoscenza è quella che il Santo Profeta doveva rivelare agli iniziati, ai cercatori di verità, per soddisfare la loro sete di un sapere più profondo. Questa conoscenza era solo per coloro divenuti recipienti adatti a straordinarie rivelazioni che avrebbero scioccato o confuso un non-iniziato.

Un grande Grandsheikh, Sheikh Muhyuddin Ibn-al-Arabi, possa Allah benedirlo, ricevette un enorme dono di conoscenza di questa categoria dal Santo Profeta. Fu uno dei primi a metter per iscritto una conoscenza che in precedenza era soltanto tramandata oralmente e spiritualmente. Come risultato di ciò fu ampiamente perseguitato. Gli studiosi erano soliti scandalizzarsi ai suoi scritti dicevano: “Da dove prende queste cose? Abbiamo osservato il Sacro Corano e le Tradizioni del Santo Profeta, ma non abbiamo trovato niente che possa sostenere tali eretiche vedute.” Questo lo dicevano nello spirito di coloro che, al suo tempo, rifiutarono la profezia di Muhammad, pace su di lui.

Da dove giungeva questa conoscenza a Sheikh Mhuyuddin? Il Santo Profeta una volta disse: “Fa attenzione alla percezione del vero credente, poiché egli vede con la luce di Allah”.  Era la luce della fede forte, e la risultante chiarezza della percezione e l’acutezza dell’intelletto che resero capace Sheikh Muyuddin di addentrarsi in questa “area ristretta”.

Perciò se vi considerate cercatori di verità, non siate pigri, né timidi nella vostra ricerca, ma traete beneficio dagli indizi procurati da coloro che hanno ricevuto l’iniziazione in questa seconda categoria del sapere. Non sorprendetevi che Sheikh Muyuddin, Mevlana Rumi, Abu Yazid, Shah Naqshband o Grandsheikh Daghistani rivelassero un sapere che va al di là del limite dell’apparente conoscenza esteriore dell’Islam. Ma non tentate di forzare una tale comprensione in coloro che non cercano questo sapere, poiché non è destinato a tutti. Anche i compagni del Profeta, che lo amavano intensamente e che erano sempre pronti a sacrificare tutto per lui, non tutti furono capaci di ricevere una conoscenza di questo tipo, e tra quelli che potevano, alcuni avevano la capacità di ricevere più di altri. Sayydina Ali, il cugino e genero del Profeta, fu uno di quelli che ricevettero la conoscenza più profonda; una volta disse ai compagni: “Vi sono due categorie di conoscenza che ho ricevuto dal santo Profeta: una la rivelo a voi, e l’altra, se solo vi accennassi qualcosa di questa, provereste ad uccidermi.”
Chiunque trovi un gioiello, ma non conosca le caratteristiche distinte delle gemme, potrebbe pensare che si tratti di una parte di una bottiglia di coca-cola fossilizzata e gettarla via. C’è un diamante famoso ad Istanbul, forse uno dei più grandi e più preziosi al mondo. La storia di questo prezioso diamante può aiutare ad illustrare il mio punto. Questo diamante era stato trovato in un bidone della spazzatura da uno spazzino. Lo mise nella sua tasca e lo portò da un fabbricante di cucchiai di sua conoscenza. Il fabbricante vide che poteva essere prezioso, così  offrì allo spazzino un cucchiaio di legno in cambio del diamante. Lo spazzino fu molto felice dello scambio, dato che, a quei tempi era un segno di distinzione portare un cucchiaio nella propria cintura – come un cowboy porta la pistola nella fondina- ed essere sempre pronto nel caso in cui venga servito del riso o della zuppa.

Quindi il fabbricante di cucchiai portò il diamante da un gioielliere, che lo pagò un sacco di soldi per averlo. Il gioielliere lo pulì e avvisò il visir dell’esistenza di uno straordinario diamante. Il visir gli portò una fortuna e presentò il diamante al Sultano, che non è aveva mai visto uno simile. Ma per lo spazzino aveva valso soltanto un cucchiaio di legno.

Così, ognuno riceve quel che necessita al suo livello, e questo era un Ordine Divino al Profeta: “dona a coloro che possono ricevere”, ed è scritto sulla Tavola Conservata chi potrà essere scelto per questa conoscenza.
La terza categoria di conoscenza è quella tra Allah e il Suo Profeta ad esclusione di ogni altro. Questo è il regno della confidenza privata concessa sul Profeta dal suo Signore, ed è una profondità di conoscenza che lo distingue e lo pone al di sopra di tutti i Santi e sapienti della sua Nazione.

Una volta compresa questa divisione della conoscenza islamica in tre categorie, e se siamo particolarmente fiduciosi da sviluppare una visione penetrante e una parte del sapere esoterico, non vi saranno difficoltà a rivolgersi alla gente secondo il loro intendimento. Ai suoi tempi il Profeta lavorava principalmente con gente molto rude e illetterata, e si rivolgeva loro appropriatamente, in modo consono alla loro mentalità. Costruì la loro comprensione, per così dire, dalle fondamenta in su, fornendo una base solida su cui costruire; ma per coloro i cui cuori erano ricettivi, le loro semplici origini non erano da ostacolo nel garantire loro il dono di un sapere profondo.

Al suo tempo il santo Profeta si indirizzò anche a gente più erudita: delegazioni del clero cristiano dallo Yemen, rabbini ebrei e studiosi di Medina. Si rivolgeva anche a loro, secondo il loro livello, discutendo della sua missione in accordo con il contenuto dei loro Libri Sacri. Ma la conoscenza delle scritture religiose non è né una condizione, né una squalifica per il sapere religioso- l’unica condizione sono un cuore e una mente ricettivi, e i soli motivi di esclusione sono l’orgoglio e l’invidia. Perciò coloro che giungono con sincerità e cuore aperto, ricevono ampiamente, ma chi viene con pregiudizio non può essere aiutato.

Ai nostri tempi vi sono anche condizioni e persone particolari. Alcuni metodi e parole possono essere bene accetti per voi, ma difficili per altri. Quando il santo Profeta applicò questa saggezza al suo modo di avvicinare la gente, l’Islam si diffuse da Oriente a Occidente rapidamente. Perciò non dimenticate le reazioni di coloro a cui vi rivolgete, non correte a sbattere contro un muro senza guadagnarne niente- a parte un bernoccolo in testa. Cercate un terreno comune, quindi costruitevi passo dopo passo.

L’Islam trae la propria vitalità dai suoi principi universali e dalla sua inerente semplicità. Le pratiche fondamentali possono essere fatte da tutti, a dispetto delle distinzioni basate sulla razza, nazionalità, sesso, età o adesione culturale, ed è in armonia con la natura- con la natura dell’Uomo e con quella della Terra. Ma dobbiamo essere meritevoli nel comprendere ciò e comunicarlo.

Nel nostro tempo la gente anziana è spesso dura con i giovani per come si comportano, e dice: “non ci siamo mai comportati così male, nemmeno quando eravamo giovani.” Ma dovrebbe ricordare in quali condizioni e norme sociali questi bimbi vengono cresciuti adesso. Allo stesso modo i praticanti musulmani che osservano scrupolosamente la legge dell’Islam, possono spazientirsi con coloro che si avvicinano lentamente all’Islam o i cui cuori siano trainati da una cerchia di credenti, aspettandosi che si conformino rapidamente. Se avviene ciò, è segno che non avete ancora capito niente, e che le vostre pratiche sono solo abbagli.

Se siete saggi, vi aspetterete o domanderete soltanto poco ai nuovi arrivati. Non tentate di caricare il vostro fardello su di loro – e se cercaste di scaricare il vostro fardello, dovreste considerare i motivi di ciò. Non preoccupatevi di mettere “in riga” la gente, invece piuttosto riguardate voi stessi, essendo certi che le vostre pratiche siano diventate un mezzo per ottenere pace interiore e non siano un fine di per sé. Se la vostra pratica vi porterà pace interiore e saggezza, gli altri emuleranno queste pratiche volontariamente.

Il comportamento giusto viene indicato in un detto del santo Profeta: “Rendete le cose facili per le persone, non mettete difficoltà; date loro buone notizie e non fateli sfuggire”. Al giorno d’oggi, la maggior parte dei musulmani allontanano gli occidentali dall’Islam ignorando le condizioni differenti in cui si trovano. Quest’attitudine è un segnale che si sono privati l’accesso alla seconda categoria di conoscenza – che li porta ad una visione penetrante e profonda; in realtà, il cieco non è neppure capace di comprendere correttamente la prima categoria di conoscenza. Chiediamo al nostro Signore di garantirci comprensione della Via dell’Islam, e di aiutarci a conoscere in quale direzione dobbiamo andare.


Il Sacro Corano | Il Profeta | Discorsi | Ascolta lo dhikr | Bibliografia | Link
Foto | Appuntamenti | Download | La preghiera |I segni dell'Ora |


IL SUFISMO